venerdì 21 giugno 2019

Fantastici coetanei (I miei film preferiti del 1975)



Ancora una volta faccio mio un post preso dal blog di MikiMoz. Questa vola si tratta di stilare una sorta di classifica su film usciti nel proprio anno di nascita.
Avevo già accennato ad alcuni titoli nel post dedicato ai miei quarant'anni, ma a volte è meglio ripetersi, no? E poi questo è un post più specifico.
Ecco dunque i film che preferisco, senza nessun ordine specifico, targati 1975


BARRY LYNDON

Capolavoro di Stanely Kubrick (beh quale dei suoi film non lo è?) che racconta le avventure e le disavventure di Raymond Barry. Splendida fotografia e splendido l'uso di brani di musica classica.


LO SQUALO

Cult di ogni tempo. Pellicola che ha dato fama internazionale a Steven Spielberg e a causa della quale molta gente si è scoperta selacofobica e talassofobica.
Un enorme squalo bianco terrorizza le acque di Amity, una cittadina su un'isola dell'Atlantico. Solo lo sceriffo del luogo prenderà seriamente la faccenda.




FANTOZZI

Capolavoro della commedia italiana in cui Villaggio e Salce si divertono a ridicolizzare l'italiano medio. Film "terribile" per il disegno dei personaggi, che risultano grotteschi e per lo più negativi.
Si ride, ma si ride amaro. Basato sui libri dello stesso Villaggio si racconta la vita, non proprio edificante, del ragioniere Ugo Fantozzi.


PICNIC AD HANGING ROCK

Film che ha fatto conoscere al mondo del cinema Peter Weir. Thriller dai ritmi lenti e quasi tutto alla luce del sole. La storia si ispira all'omonimo romanzo di Joan Lindsay, che dice di essersi ispirata solo in parte ad un fatto di cronaca.
Durante una gita in montagna, alcune ragazze di un prestigioso collegio scompaiono nel nulla. Solo una farà ritorno senza ricordare nulla.




QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO

Milos Forman dirige un film bellissimo ed emozionante. Jack Nicholson da vita ad uno dei suoi ruoli più intensi, disegnando una sorta di anti-eroe che si batte, con irriverenza contro le ingiustizie.
Randle McMurphy viene arrestato e mandato in un manicomio criminale, qui si ritroverà a lottare contro un sistema che non si occupa dell'individuo.


AMICI MIEI

Altro pezzo da novanta della commedia italiana. Film dolce amaro, nostalgico e come sempre, nella migliore tradizione della commedia nostrana, critico verso la società moderna. Ricco di momenti memorabili e divertenti (su tutti la supercazzola e la scena degli schiaffi alla stazione). Monicelli si conferma uno dei più grandi registi del nostro cinema.





IL DEMONE SOTTO LA PELLE

Horror che ha lanciato Cronenberg a livello internazionale e che già contiene molte delle caratteristiche di molti film successivi del regista canadese come il rapporto con la carnalità e con la malattia. Uno scienziato sperimenta una parassita in grado di risvegliare gli istinti degli esseri umani su una ragazzina, ma quando questa ha rapporti sessuali con diversi uomini del centro residenziale in cui vive, il parassita prolifera, causando numerose morti.


DERSU UZALA

Ennesimo capolavoro di Akira Kurosawa che racconta l'amicizia tra un capitano russo e un cacciatore mongolo. Storia di amicizia si, ma anche del rapporto tra uomo e natura. Vincitore di vari premi internazionali.


QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI

Magistrale interpretazione di Al Pacino che ci regala un personaggio ricco di sfaccettature in una pellicola che inizia col raccontare una rapina in banca, ma poi mette in scena le storie e le vite dei protagonisti e alla fine si fa il tifo per loro. Regia impeccabile di Sidney Lumet


PROFONDO ROSSO

Questo film segna il passaggio dalla fase puramente thriller a quella horror di Dario Argento. La trama non è sempre lineare, ma è ricca di molti momenti indimenticabili, grazie anche agli effetti speciali dei cruenti omicidi e alla splendida colonna sonora firmata dai Goblin.
Un musicista assiste all'omicida di una parapsicologa, senza vedere l'assassino, decide così di investigare aiutato da una giovane giornalista.



MONTY PYTHON E IL SACRO GRAAL

Il celebre gruppo comico britannico fa la parodia alle avventure di Artù e i cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del Sacro Graal. Humor graffiante e tipicamente inglese


I QUATTRO DELL'APOCALISSE

Western italiano, ma in Fulci style, dunque con molte scene dure e cruente. Un film tosto e non adatto a tutti gli stomaci. Un baro, una prostituta incinta, un nero un po' matto e un ubriacone si mettono in viaggio assieme. Un bandito violenterà la donna che morirà dando alla luce il bambino, e ferisce a morte l'ubriacone. Il baro riuscirà a vendicarsi.




Menzioni onorevoli

Titoli che ho tenuto fuori da questa classifica, ma che in realtà potrebbero entrarci in qualsiasi momento:

Salò e le 120 giornate di Sodoma
Nashville
The Rocky Horror Picture Show
Lo specchio
Amore e guerra
Professione: Reporter
Tommy





giovedì 20 giugno 2019

Buon Compleanno NIcole: The Others (2001)


Ancora una volga, la cricca di amici blogger si riunisce, questa volta per festeggiare il compleanno di una delle attrici più brave e belle degli ultimi anni; la sempre splendida Nicole Kidman




Nell'isola di Jersey, nel 1945 a guerra già finita, Grace vive con i suoi due figli, Anne e Nicholas, in un'isolata magione, immersa nella nebbia, piena di porte e finestre.
I due bambini sono fotosensibili, per cui devo vivere lontani dalla luce diurna, altrimenti rischierebbero di morire. Grace ha perciò stabilito delle regole che permettono ai figli di non rischiare di esporsi alla luce del sole, la più importante delle quali è "nessuna porta deve essere aperta prima che l'ultima sia stata chiusa". Un giorno arrivano alla casa tre domestici in cerca di lavoro che dicono essere arrivati lì per caso e che in quella casa ci avevano lavorato molto tempo prima. Da quel momento strani fenomeni si manifestano nell'antica dimora, ma se Anne e Nicholas cominciano a credere nella presenza di fantasmi, Grace si rifugia nel suo scetticismo e bigottismo, nonostante più volte, sia stata lei stessa vittima di eventi inspiegabili.
Soltanto alla fine, quando finalmente Grace accetterà la verità (e le sue colpe), tutto verrà svelato in un sorprendente, ma inevitabile epilogo.



The Others è un film del 2001 del regista spagnolo Alejandro Amenabar, qui alla sua prima prova internazionale.
Il film, liberamente isipirato a Il giro di vite di Henry James, si rifà alle vecchie pellicole di fantasmi e delle case infestate degli anni 50 e 60, opere come Suspense di Jack Clayton o Gli Invasati di Robert Wise.
Horror d'atmosfera, il film riesce a spaventare senza mostrare nulla di terrificante, ma creando una palpabile e sempre più alta tensione, man mano che ci si avvicina al finale.
Fin dall'inizio si capisce che tutti i personaggi hanno dei segreti nascosti, magari nascosti anche a loro stessi, e che solamente con lo svelamento di questi segreti si arriverà a scoprire la verità.
Verità come fonte di luce, che è tenuta nascosta da Grace ai suoi figli, la quale si nasconde dietro a dogmi e precetti religiosi, per sfuggire ai fantasmi del passato.



I giochi di luce e ombre, nel passaggio da una stanza all'altra, spesso illuminate solo dalla fioca luce di una candela, sono fondamentali per la creazione dell'inquietante atmosfera che avvolge tutto il film e sono magnificamente fotografati da Javier Aguirresarobe.
Ma veniamo al finale, da molti criticato perché troppo simile a quello de Il sesto senso, uscito ben due anni prima; critiche a mio avviso, stupide ed inutili perché è proprio in quel epilogo che ci sta parte della lettura del film. Infatti se per quasi tutta la durata del film si pensava che gli altri del titolo, fossero le presenze che disturbano i protagonisti, dopo il ribaltamento di ruoli finale, diventa chiaro che in realtà gli altri siamo noi, o meglio i protagonisti che comprendono e accettano finalmente la verità.



Nicole Kidman è qui in uno dei suoi ruoli più riusciti, che pare calzarle come un guanto, in cui l'attrice mette molto di se stessa e della sua apparente fragilità estetica.
In ogni caso tutto il cast è eccezionale, in particolare quello femminile, come Fionnula Flanagan, nel ruolo di Bertha Mills e Alakina Mann in quello di Anne.

Il film ha vinto meritatamente diversi premi in vari festival di tutto il mondo, tra cui otto premi Goya.

Bene, prima di chiudere, come al solito vi invito a dare un'occhiata agli altri blog che hanno partecipato all'iniziativa e ne approfitto per fare ancora gli auguri alla sempre brava Nicole.

martedì 18 giugno 2019

La mia estate ideale (Tag by MikiMoz)




Ringrazio l'amino Miki per avermi taggato per questo simpatico post e chiedo scusa per il ritardo con il quale rispondo


In cosa consiste il tag?


LA MIA ESTATE IDEALE

COLONNA SONORA

Beh...la scelta è dura, però credo che alla fine opterei per il Live At Wembley dei Queen; uno dei concerti più memorabili della storia della musica.



LUOGO

Un posto al mare, o al lago dove poter fare il bagno di giorno e una passeggiata sulla battigia la sera dopo cena


VIAGGIO

Dovendo scegliere invece un viaggio opterei per il coast to coast degli Stati Uniti, forse banale , ma è un sogno che ho da quando ero bambino


PROGRAMMI TV

Indubbiamente l'accoppiata Festival Bar e Notte Horror, che per tanti estati mi hanno fatto compagnia




SERIE TV

Un bel tuffo nel passato con la magnifica Ai confini della realtà


FILM

Come Miki la scelta non può che cadere su quel capolavoro che è Stand by me


FUMETTO

Sicuramente Dylan Dog, magari ricominciando a leggerlo dai primi numeri


LIBRO

Punterei su qualcosa che ancora non ho letto. Ho da un po' di tempo sul comodino On Writing e Danse Macabre, due saggi di Stephen King




RIVISTA

Focus, che è sempre fonte di informazioni interessanti


GIOCO

Una bella caccia al tesoro per tutto il paese, magari in sella ad una bicicletta.


GIOCO DA TAVOLO

Trivial Pursuit, con un bel classico non si sbaglia mai


ATTIVITA'

Beh basta poco, stare assieme alla mia famiglia, guardare un film assieme, ridere e scherzare...


CIBO

Lascerei da perdere il cibo e mi butterei su una buona birra gelata, che nelle calde serate estive è sempre l'ideale



VIDEOGAME

Devo dare una risposta che ho già dato in passato. Passerei ore a giocare con Monkey Island (uno dei tanti capitoli)



CHI NOMINO

Cassidy
Claudia
Gas75
Kris
Pietro

Come sempre chiunque si può aggiungere. Buon divertimento!




mercoledì 12 giugno 2019

13 canzoni lunari




In occasione del cinquantesimo anniversario dell'Apollo 11 e di una futura, nuova missione sul satellite terrestre, prevista per il 2024, la NASA ha lanciato la campagna #NasaMoonTunes, che consente a chiunque di suggerire le canzoni e le playlist che accompagneranno gli astronauti nel loro viaggio.
Se foste interessati questo è il link con le regolamento: NasaMoonTunes
E qui quello diretto al form per proporre le proprie canzoni: Form

Qui di seguito invece una mia personalissima playlist:

Dillo alla luna - Vasco Rossi


"Se c'è qualcosa che non ti va?
Dillo alla luna
Può darsi che 'Porti fortuna'
Dillo alla luna"

L'ultima luna - Lucio Dalla


"L'ultima luna
la vide solo un bimbo appena nato
Aveva occhi tondi e neri e fondi
E non pinageva
Con grandi ali prese la luna tra le mani
E volò via e volò via
Era l'uomo di domani l'uomo di domani"


La luna - Edoardo Bennato


"E la luna, la luna
Da tanto tempo lontana
Per un momento così vicina
La luna appena sfiorata
Obiettivo di sempre
E traguardo finale 
Di favolosi anni sessanta
Che stavano per tramontare"


Vengo dalla luna - Caparezza


"Io non sono nero
Io non sono bianco
Io non sono attivo
Io non sono stanco
Io non provengo da nazione alcuna
Io, si, io vengo dalla luna"


Figlio della luna - Mecano



"Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna"


Fly me to the moon - Frank Sinatra


"Fly me to the moon
Let me play among the stars
Let me see what spring is like on
A-Jupiter and Mars
In other words, hold my hand
In other words, baby, kiss me"

"Fammi volare fino alla luna
Fammi giocare tra le stelle
Fammi vedere che effetto fa saltare
Su Giove e Marte
In altre parole, prendimi la mano
In altre parole, piccola, baciami"


Moonchild - King Crimson


"Call her Moonchild
Dancing in the shallows of a river
Lonely Moonchild
Dreaming in the
shadows of a willow"

"Chiamal figlia della luna
Che danza nel letto di un fiume
Solitaria figlia della luna
Che sogna alle ombre
Di un salice"


Walking on the moon - Police


"Giant steps are what you takeWalking on the moonI hope my legs don’t breakWalking on the moonWe could walk foreverWalking on the moonWe could live togetherWalking on, walking on the moon"

"Passi da gigante sono quelli che hai fattoCamminando sulla lunaSpero che le mi gambe non si spezzinoCamminando sulla lunaPotremmo camminare per sempreCamminando sulla lunaPotremmo vivere per sempreCamminando, camminando sulla luna"


Bad moon rising - Creedence Clearwater Revival


"I see the bad moon risingI see trouble on the wayI see earthquakes and lightnin’I see bad times today"

"Vedo la Luna Nera alzarsiVedo problemi sulla stradaVedo terremoti e fulminiVedo tempi neri oggi"



Blue moon - The Marcels


"Blue moon, you saw me standin' aloneWithout a dream in my heart, without a love of my ownBlue moon, you knew just what I was there forYou heard me sayin' a prayer forSomeone I really could care for"

"Luna malinconica, mi hai visto stare da soloSenza un sogno nel mio cuore, senza un amore tutto mioLuna malinconica, tu sapevi il motivo per cui ero lìMi hai sentito dire una preghiera perQualcuna di cui mi potrei realmente prendere cura"


Man on the moon - R.E.M.



"Now Andy did you hear about this one
Tell me, are you locked on the punch
Hey, are you goofing on Elvis? Hey baby.
Are you having fun
If you believed the put a mon on the moon, man on the moon
If you believe there's nothing up his sleeve, then nothing is cool"

"Ora. Andy, l'hai sentita questa
Dimmi sei stretto in una morsa?
Andy, stai prendendo in giro Elvis? Hey tesoro
Stiamo perdendo colpi
Se hai creduto che hanno portato un uomo sulla luna, uomo sulla luna
Se credi che non nascondo niente, allora niente è forte"



Moonage daysream - David  Bowie


"Keep your ‘lectric eye on me babePut your ray gun to my headPress your space face close to mine, loveFreak out in a moonage daydream oh yeah!"

"Tieni la tua telecamera puntata su di me, tesoroPuntami la tua pistola laser alla testaPremi la tua faccia spaziale contro la mia, amoreVai fuori di testa in un sogno ad occhi aperti dell’era lunare"


Moonshadow - Cat Stevens


"Oh I’m bein’ followedby a moonshadow, moonshadow, moonshadowleapin’ and hoppin’on a moonshadow, moonshadow, moonshadow"

"Mi segue un’ombra di lunaombra di luna, ombra di lunasalto e danzo in un’ombra di lunaombra di luna, ombra di luna”

Beh, certamente la lista sarebbe potuta essere molto più lunga, canzoni con riferimenti, più o meno diretti, alla luna ce ne sono un'infinità e per questo ho dovuto fare delle scelte. Spero che la playlist vi piaccia e attendo le vostre canzoni.



giovedì 23 maggio 2019

Meniamo le mani 3: True Lies - Non è vero, ma ci credo

"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare", recita un celebre battuta cinematografica, così per il terzo anno (per me è il debutto), la solita compagnia di blogger si riunisce per parlare di film d'azione e fracassoni, soprattutto degli anni 80 e 90, film un po' ignoranti e divertenti, che vedono per protagonisti per lo più uomini muscolosi e dalla battuta facile, impegnati a salvare la città di turno o qualche famigliare rapito, riuscendo a portare a termine i loro propositi grazie a improbabili e assurde sequenze action. Benvenuti dunque alla terza edizione de "Meniamo le mani".

Tesoro, sorridi per la foto!

Per il mio esordio in questa simpatica rubrica ho scelto un film di grande successo di metà anni 90 che mischia sapientemente azione e ironia, senza cadere nel ridicolo, grazie ad una geniale sceneggiatura, che non si prende troppo sul serio e senza cadere nella facile trappola della parodia.
Sto naturalmente parlando di "True Lies" di James Cameron.

Ma che, veramente il film è ispirato ad una pellicola francese?

Harry Tasker (Arnold Schwarzenegger) è una spia che lavora per l'Omega Sector, un'agenzia segreta per la difesa degli Stati Uniti. Tuttavia sua moglie Helen (Jamie Lee Curtis) e sua figlia Dana (Eliza Dushku) sono convinte che lui sia un semplice rappresentate di articoli informatici.
Durante l'ultima missione Harry e la sua squadra incrociano Juno Skinner (Tia Carrere) una misteriosa commerciante d'arte che è in realtà legata a pericolosi terroristi mediorientali. Gli impegni di lavoro portano perciò Harry a stare molto lontano da casa, così Helen, annoiata dalla monotonia quotidiana, si fa affascinare da uno sbruffone commerciante d'auto (Bill Paxton) che finge di essere una spia per conquistare le donne.
Quando Harry scoprirà il tutto cercherà di ravvivare la vita della moglie coinvolgendola in una finta missione segreta, ma l'intervento dei terroristi complicherà la situazione, così l'uomo dovrà dare il meglio di se per salvare il suo matrimonio e il suo Paese.

Scusa amore, al prossimo appuntamento ti porto a Venezia...

La forza di "True lies" sta nel fatto che le scene d'azione non prevalgono sulla storia come capitava in tanti film action dello stesso periodo o precedenti, con scene al limite dell'assurdo, ma prive di quell'ironia che serve a rendere il tutto più leggero e accettabile. Infatti Cameron scrive (ispirandosi alla pellicola francese La Totale! del 1991) una commedia fresca e originale, che abbatte i soliti cliché degli action movie con eroi tutti d'un pezzo che vanno avanti come carri armati nonostante tutto e nonostante tutti; o meglio, anche qui il protagonista riesce a uscire vincitore e incolume da situazioni abbastanza incredibili, ma grazie all'inserimento di momenti leggeri che sdrammatizzano il contesto e ad un buon uso dell'ironia, il film riesce a elevarsi rispetto alla media dei film d'azione del periodo.

Voglio proprio vedere se John (Travolta) è capace a guidare uno di questi...?

Il film dimostra la sua genialità fin dal titolo che si può tradurre come autentiche bugie, in riferimento sia allo doppia vita del protagonista, ma anche a tutte le bugie e falsità che i vari personaggi raccontano (basti pensare al commerciante di auto che si finge spia).
Spettacolari le scene d'azione realizzate grazie all'uso di effetti speciali all'avanguardia (noti come "effetti reali" poiché sono quasi indistinguibili dallo sfondo reale) e a numerosi stuntmen, anche se sia Schwarzenegger che Jamie Lee Curtis hanno voluto girare personalmente alcune pericolose scene; il primo ha pilotato personalmente l'Harriet Jet a decollo verticale (Arnold ha infatti il brevetto di pilota), mentre la Curtis non ha voluto la controfigura nella sequenza in cui viene salvata dal marito da un elicottero in volo, che poi sorvola l'oceano, rimanendo a penzolare nel vuoto.

Non è il tango della gelosia...

La pellicola è talmente piena di scene memorabili e citazioni che ricordarle tutte è quasi impossibile.
Si parte con una scena che omaggia i più classici film di 007, scena che prevede anche un tango che ha richiesto numerose ore di lezione all'ex governatore della California. Tra l'altro quel pezzo, scritto da Carlos Gardel nel 1935, è stato usato anche in altri film come Scent of woman - Profumo di donna e Schindler's List.
Altra scena cult è l'inseguimento a cavallo per la città prima e poi all'interno dell'hotel.
E come dimenticare il balletto di Jamie Lee Curtis, che dopo averlo celato per la prima parte del film, mette in mostra un corpo mozzafiato (probabilmente mai più così sexy dai tempi de Una poltrona per due) oppure l'adrenalinica sequenza del jet, nella quale la giovane Eliza Dushku si è rotta alcune costole.

Nella sceneggiatura era previsto che tu saltassi...

Tuttavia, come già detto, il film è ricco anche di momenti leggeri e divertenti, come quando il mitra falcia i nemici rotolando per le scale o la sequenza in cui i cattivi ripetono la scena perché la batteria della videocamera era scarica, o il bacio romantico non alla luce del tramonto, ma a quella del fungo atomico.

Però a Dan Aykroyd ho mostrato le tette

Fin dal 2002 si era parlato di un possibile sequel della pellicola, progetto poi naufragato per problemi di script e a causa degli attentati del 2001, infatti in seguito a quegli avvenimenti Cameron riteneva che il terrorismo non poteva essere più trattato con leggerezza.
E pensare che alla sua uscita, il film era stato attaccato per la sua rappresentazione dei mediorientali come dei fanatici religiosi e assassini, tanto che non fu distribuito in numerosi Paesi arabi e musulmani.
Ciò non ha impedito al film di incassare 378 milioni di dollari contro i 115 spesi per la sua realizzazione.


No, non ti ci mando al concerto dei Guns 'n' roses

Se i progetti per il sequel sono stati definitivamente accantonati, è notizia di questi giorni che pare confermato l'adattamento per la tv del film. Al comando ci sarà McG (Charlie's Angels, Terminator Salvation) che prende il posto che inizialmente doveva essere dello stesso Cameron, ma che ha dovuto rinunciare per il prolungarsi di alcuni suoi progetti lavorativi. Stando alle parole di McG si tratterà di un reboot che strizzerà l'occhio alla storia originale.


Ehi, ma tu sei Homer Simpson?

Bene, prima di lasciarvi ai vostri esercizi fisici per rafforzare i muscoli, vi ricordo gli altri appuntamenti con "Meniamo le mani 3". Non mancate di passare a leggere le altre recensioni altrimenti veniamo lì a menar le mani...

20/05 - Non c'è paragone: Arma letale
21/05 - La bara volante : Red Scorpion
21/05 - Solaris: Die Hard - Duri a morire
24/05 - La fabbrica dei sogni - Terminator
24/05 - Il Zinefilo - Omicidio incrociato
25/05 - Director's Cult - John Wick
31/05 - Il Zinefilo - Pugno d'acciaio

Director's cult - The Expendables
Luca Cardarelli - Commando






mercoledì 15 maggio 2019

Kamchatka (2002)

In attesa di nuovi post originali, che arriveranno nelle prossime settimane, ripesco ancora una volta una vecchia recensione onde evitare di far passare troppo tempo senza aggiornare il blog. 


Argentina 1976, il governo viene rovesciato da un colpo di stato, e molti contestatori militanti vengono perseguitati dal nuovo regime militare. Harry (un bravissimo Matías Del Pozo) e la sua famiglia sono costretti a lasciare la capitale e a nascondersi in campagna, per sfuggire alla cattura, ma il bambino ha solo dieci anni e inizialmente non capisce il perché di questa nuova vita e di tutti questi segreti. I genitori infatti preferiscono tenere nascosto  lui e a suo fratello minore, i veri motivi che gli hanno spinti a vivere in clandestinità e che alla fine li costringeranno ad un doloroso, quanto inevitabile gesto.



La tragedia dei “desaparecidos”, in questo film è lasciata sullo sfondo (cosa che a molti critici non è andata giù, accusando il film di eccesso di buonismo), per mostrare la problematica della fuga e della latitanza, vista dal punto di vista di un bambino. Qualsiasi genitore cercherebbe di tenere lontano dagli occhi dei figli, gli orrori che la vita, certe volte ci mette davanti; e così in questo caso i genitori di Harry (in realtà nuova identità che il ragazzino ha scelto ispirandosi al grande illusionista Houdini) prelevano i due figli da scuola e li portano a vivere lontano da casa e dagli amici, imponendogli di non avere più contatti con le persone che conoscevano prima, senza però dare loro convincenti spiegazioni.



E se per il Nano (soprannome con il quale la famiglia chiama il figlio più piccolo) basta un giocattolo per tornare a sorridere, per Harry la questione è diversa, lui sente la mancanza del suo migliore amico e l’assenza di spiegazioni da parte dei genitori, non fa che contribuire alla confusione che ha il bambino, perché comunque questi capisce che c’è qualcosa che non va, senza tuttavia poter realmente comprendere la drammaticità degli eventi e che percepisce dal comportamento degli adulti, da sussurri che sente nella notte, e da parole rubate ai discorsi dei grandi. Harry, intanto, si appassiona alla vita di Houdini, da cui cerca di apprendere l’arte della fuga, vista sia come arte illusoria dell’evasione, che come metafora della situazione che sta vivendo.



Ma ancora più importante  è l’allegoria legata al gioco del T.E.G. (sorta di Risiko), con cui Harry e suo padre passano molte ore liete, forse le ultime che passeranno assieme. Kamchatka (regione all’estremo oriente della Russia) è infatti uno dei territori che compongono il tabellone del gioco, noto per essere uno dei più difficili da conquistare e dunque sorto a simbolo di resistenza, la stessa resistenza che i genitori di Harry (interpretati da Ricardo Darín e Cecilia Roth) sperano che i loro figli riescano a trovare, per superare quel momento storico particolarmente difficile e per proseguire le loro vite da soli. 
Bellissime la fotografia e la colonna sonora; bravissimi tutti gli attori, sia i grandi che i piccini.

domenica 5 maggio 2019

Le dimore della paura - Seconda parte

Seconda, e per ora ultima parte della raccolta dedicata ai film sulle "case maledette", o meglio su quei film in cui è l'edificio a diventare protagonista, con i suoi segreti e le sue inquietanti presenze.
Comunque, se fossi in voi, preferirei starmene al sicuro in mezzo ad un'oscura foresta, piuttosto di avvicinarmi ad una di queste magioni. Poi non dite che non vi avevo avvertito...


LA CASA SULLA SCOGLIERA:  Durante una vacanza, Roderick Fitzgerald e sua sorella Pamela si innamorano di una villa abbandonata a picco sul mare. Una volta comprata la magione, i due scoprono che questa è abitata da alcuni fantasmi. Per far cessare le inquietanti manifestazioni, i due si rivolgeranno ai vecchi proprietari, scoprendo così gli oscuri segreti che si nascondono tra le mura della villa.
Thriller d'atmosfera, che forse spaventava quando è uscito nel 1944, ma che ora ha perso un po' del suo fascino. Resta comunque un buon film con una trama interessante che tocca varie tematiche.



QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERONorman Boyle, per proseguire gli studi di un suo collega, che si è suicidato dopo aver ammazzato la moglie, si trasferisce con la sua famiglia nella villa che questi aveva affittato. La casa era appartenuta ad un medico pazzo, dove l'uomo conduceva terribili esperimenti sul corpo umano. Bob, il figlio di Boyle, è in contatto con una misteriosa bambina che cercherà di avvertire invano della pericolosità della casa e di quello che vi si nasconde.
Terzo film della "Trilogia della morte"  (dopo "Paura nella città dei morti viventi" e "...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà") diretta dal maestro Lucio Fulci. Forse non il più bel film del regista romano, ma probabilmente il più spaventoso, grazie anche ad una trama più lineare ad un'ottima suspense e agli ottimi effetti splatter.



LA CASA CHE GRONDAVA SANGUE: L'ispettore Holloway di Scotland Yard sta investigando sulla scomparsa di un attore. Per scoprire qualcosa di più si reca alla villa di campagna dove l'attore è stato visto l'ultima volta e qui incontra l'agente immobiliare e i locali agenti di polizia.
L'ispettore apprende che anche altri proprietari precedenti della casa, hanno fatto fini misteriose.
Film a episodi, legati tra di loro dal filo conduttore della "casa maledetta", su sceneggiatura di Robert Bloch (autore di "Psycho") e che vede tra i vari protagonisti alcuni mostri sacri come Peter Cushing e Christopher Lee.



AMITYVILLE HORROR: La famiglia Lutz si trasferisce in una bellissima casa. dove l'anno precedente, il vecchio proprietario aveva sterminato tutti i suoi familiari . Ben presto, strani fenomeni cominciano a manifestarsi nella casa e un prete, amico della famiglia, avverte qualcosa di minaccioso tra le mura dell'abitazione. Le inquietanti presenze fanno sentire la loro influenza su George, il capofamiglia, che tenta di uccidere i suoi figli. Solo l'intervento della moglie salverà i ragazzi e farà tornare in se il marito, ma l'intera famiglia deciderà di abbandonare la casa.
Quando si parla di case stregate, almeno nel mondo del cinema, questo è sicuramente uno dei primi film che vengono in mente. Horror d'atmosfera, sicuramente efficace, che spaventa ancora oggi e che è stato oggetto di un remake e di numerosi sequel.



GLI INVASATI: L'antropologo John Marcway, decide di indagare sulle misteriose presenze che si dice infestino Hill House, una dimora che ha visto diverse morti e in cui pare succedano fatti inquietanti tra le sue mura. Una delle sue assistenti riesce a creare un contatto con la magione e i suoi segreti e solo il suo sacrificio porterà alla scoperta della verità e alla tranquillità della casa.
Horror-thriller d'atmosfera, diretto sapientemente da Robert Wise, che inquieta più che spaventare, in cui fino alla fine, non si sa se quello che accade sia reale o frutto della fantasia dei protagonisti..
Anche per questo film è stato fatto un remake con Liam Neeson, ma che non riesce ad eguagliare l'originale.



CHANGELING: Un musicista, dopo aver perso la moglie e la figlia in un incidente stradale, si trasferisce in una vecchia casa, che scopre essere abitata dal fantasma di un bambino morto settant'anni prima. Investigando su quella morte, l'uomo porterà alla luce pericolosi segreti.
Film che sa fare il suo dovere e tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine.
Curioso che Lamberto Bava ne abbia realizzato un sequel apocrifo di nessun successo.



LA CASA SFUGGITA: Un giornalista e la sua compagna si recano in una casa che è stata teatro di efferati delitti. Ben presto gli orrori del passato si manifesteranno attraverso spaventose allucinazioni  fino a diventare reali.
Gran bel film dell'italiano Ivan Zuccon, tratto da un racconto di Lovecraft, che dirige molto bene una pellicola, che ha sicuramente numerosi difetti, ma anche tantissimi pregi e dimostra come il cinema di genere italiano sia tutt'altro che morto. Ottima fotografia  e buonissimi effetti speciali. Una vera sorpresa.



NON AVER PAURA DEL BUIO: Sally si trasferisce assieme al padre e alla nuova fidanzata di costui, in una villa del 19° secolo  in Rhode Island. La bambina avverte subito che c'è qualcosa di strano nella casa, ma nessuno sembra volerle credere. Sally decide così di scoprire da sola cosa nasconde la casa, trovando una cantina che era rimasta nascosta per centinaia d'anni. Inoltre la ragazzino, involontariamente libererà degli strani esseri che si nutrono dei denti dei bambini.
Film sceneggiato e prodotto da Guillermo Del Toro, probabilmente non memorabile, ma che riesce a creare una notevole tensione, specialmente in alcune sequenze. Comunque consigliato.