giovedì 16 febbraio 2017

L'identità del lupo

Ecco un altro vecchio racconto, forse non tra i migliori che abbia scritto, ma con qualche buon passaggio:

Aaron scoprì quella notte cosa significasse realmente avere paura; fino ad allora nemmeno il suo incubo peggiore era stato tanto terrificante.
Rinchiuso nell’armadio a muro, abbracciato al fucile da caccia che era appartenuto a suo padre, il suo respiro si era fatto affannoso, mentre grossi rivoli di sudore gli solcavano il volto.
Fuori la bestia fiutava l’aria, fiutava la sua paura. Presto lo avrebbe trovato, e allora lui avrebbe dovuto ammazzarla, ma come poteva sparare a Mark, come poteva uccidere un bambino?

Aaron si era trasferito ad Howling Rock da poco più di un mese, trovando subito lavoro nella locale scuola media, come insegnante d’Inglese, e per arrotondare lo stipendio dava ripetizioni privatamente. Proprio quella sera stava ripassando la lezione con il piccolo Mark Grimm, un suo allievo della prima media.
Mentre il bambino stava riordinando la cartella per tornare a casa, Aaron scostò le tende guardando dalla finestra.
La luna era già alta in cielo e in quella limpida serata di principio d’autunno sembrava ancora più grande e luminosa.
“E’ proprio una bella serata, vero signor Levi?” chiese improvvisamente il ragazzino.
“Si hai  proprio ragione Mark”
“Lei conosce la storia del mostro di Howling Rock?”
Aaron si voltò a guardare il suo piccolo interlocutore.
“Si ne ho sentito parlare, ma è solo una leggenda.”
“E se non fosse così?” chiese nuovamente Mark.
Ora c’era qualcosa di strano nel volto del bambino, qualcosa di sbagliato. Il suo sguardo era triste e impaurito allo stesso tempo.
“Cosa succede Mark” chiese Aaron “c’è qualcosa che non va?”
“Mi dispiace…” rispose il ragazzino
Poi, portatosi le mani alla testa, cadde in ginocchio e un  urlo spaventoso gli uscì di gola.
Aaron si precipitò per soccorrerlo, ma appena gli fu vicino indietreggiò immediatamente con gli occhi sgranati.
Il bambino continuava  a dibattersi a terra e a strillare come in preda ad atroci dolori; le sue membra iniziarono a gonfiarsi lacerando i vestiti e Aaron poté sentire chiaramente lo scricchiolio delle ossa di Mark che si stavano allungando, mentre il corpo nudo veniva ricoperto da un folto pelo.
Gli splendidi occhi verdi del ragazzino si trasformarono in enormi, gialli occhi ferini; la mandibola si allungò fino ad assumere una forma animalesca, mentre il labbro inferiore si arricciò mettendo in mostra una lunga fila di denti aguzzi.
A quel punto Aaron, ormai in preda al terrore più profondo, cominciò a indietreggiare, non riuscendo però a distogliere lo sguardo da quella mostruosità.
Quando giunse alla porta della cucina, la creatura ululò e poi digrignando i denti si voltò verso di lui.
Aaron allungò il braccio verso il tavolo e afferrò il matterello che vi era appoggiato sopra; appena l’essere gli si avventò contro lui ritirò il braccio colpendolo così in pieno volto.
La creatura guaì.
Aaron approfittò di quell’attimo di stordimento del mostro per fuggire. Passando per il suo studio, con un calcio spaccò la rastrelliera dove erano esposti alcuni fucili, ne prese uno e controllò che fosse carico. Non avrebbe mai voluto usarlo, ma se fosse stato necessario almeno aveva un’arma con cui difendersi.
Scostò leggermente la porta e vide che il lupo teneva bloccata la porta d’uscita, per cui cercando di non fare rumore, salì al piano superiore passando per la cucina.
Dalla balaustra spiò al piano terra. Mark-lupo stava annusando l’aria, si fermò per un istante, poi spostò lo sguardo verso il suo nascondiglio. Il ghingo della bestia si fece più largo, come a volerlo deridere e con passi lenti, ma decisi cominciò a salire le scale.
Aaron strisciò il più rapidamente possibile in camera sua, chiuse la porta e si nascose nell’ampio armadio a muro.
Rimase in ascolto, ma per un lungo tempo non udì nulla, il tempo sembrava essersi bloccato e sentiva la paura aumentare maggiormente. Armò il fucile, ma ora non era più tanto sicuro che sarebbe riuscito a sparare a quel mostro. Continuava a vedere il volto sorridente di Mark e anche se adesso aveva le sembianze di un orribile lupo, lui continuava a vederlo soltanto come un bellissimo bambino.
Un colpo secco fece scricchiolare la porta, e al secondo la porta si aprì.
La creatura fiutò l’aria, fiutò l’odore di urina che chiazzò i jeans di  Aaron; si voltò in quella direzione, e con un balzo sfondò le ante dell’armadio.
Aaron fece fuoco.

Quando la polizia giunse a casa del nuovo insegnate di Howling Rock, si trovò di fronte ad una sena agghiacciante. Nella camera da letto dell’uomo, un bambino completamente nudo, giaceva in un mare di sangue con mezza testa maciullata da un colpo di fucile.
Aaron fu trovato agonizzante nella vasca da bagno con le vene tagliate. Trasportato d’urgenza all’ospedale riuscirono a salvargli la vita.
Tre anni dopo, in una notte di luna piena, del tutto simile a quella in cui si era verificata quell’orrenda tragedia, Aaron Levi fu assassinato nelle docce della prigione in cui stava scontando la sua condanna, in attesa del giorno in cui la sentenza di condanna a morte fosse stata eseguita.

I colpevoli non furono mai cercati


venerdì 27 gennaio 2017

27 Gennaio: Per non dimenticare

Son morto con altri cento, 
son morto che ero bambino,
passato per il camino 
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento...

Il 27 gennaio 1945 , l'Armata Rossa, impegnata in un'operazione atta a superare le linee di difesa tedesche in Polonia, per poi avanzare nel cuore della Germania, entrò ad Auschwitz liberandone il campo di concentramento.
Per non dimenticare le vittime dell'Olocausto, ogni anno dal 2005, in tale data si celebra la "Giornata della Memoria".
Qui di seguito propongo alcuni film che affrontano il tema dello sterminio nazifascista; ce ne sono molti altri, magari più "importanti" o più veritieri, ma questi sono quelli che ho visto e che in un modo o nell'altro mi hanno colpito...

Arrivederci ragazzi: Film del 1987 di Louis Malle, ispirato in parte ad un ricordo dei tempi della scuola dello stesso regista, racconta l'amicizia nata tra i banchi di scuola tra Julien e Jean, un ragazzo ebreo che ha trovato rifugio nel collegio assieme ad altri due ragazzi, per sfuggire alle persecuzioni razziali.
Malle ci racconta una bella storia di amicizia nata in un momento difficile, un'amicizia fatta di incomprensioni, giochi, musica, fiducia e che purtroppo verrà spezzata dalla follia umana.
Un film da mostrare in tutte le scuole, come del resto, tutti quelli in questa lista.



Amen.: Il film del 2002 di Costa-Gavras, basato sull'opera teatrale "Il Vicario", parla di Kurt Gerstein, un ufficiale delle SS che, suo malgrado, è coinvolto nello sterminio nazista. Una volta scoperta l'atroce verità, tenterà di farla conoscere al mondo intero, ma solo un frate gesuita sarà disposto ad ascoltarlo ed aiutarlo, quando pure le più alte sfere ecclesiastiche hanno preferito ignorare quanto stesse accadendo.
Con questa pellicola, Costa-Gavras è andato a toccare un tasto dolente della Chiesa Cattolica; molte sono state le polemiche (alcune legate anche alla forte immagine della locandina), e il film colpisce duro, proprio perché punta il dito contro chi, invece, avrebbe dovuto alzare la voce e schierarsi apertamente contro l'eccidio dei campi di concentramento.
Questo film dovrebbe essere visto soprattutto da certi cattolici bigotti che difendono sempre a spada tratta la Chiesa, anche quando ha commesso grossi errori come questo,



La vita è bella: Guido Orefice un ebreo toscano, lavora come cameriere assieme allo zio, conosce la maestra Dora e se ne innamora. Dopo un lungo corteggiamento riesce a conquistarla e i due si sposano e poco dopo nasce Giosuè. Sei anni più tardi, Guido ha finalmente aperto una libreria, ma il giorno del compleanno di suo figlio, l'intera famiglia viene catturata e deportata in un campo di concentramento. Qui, pur di proteggere il figlio dagli orrori della realtà, Guido si inventa un gioco che ha come premio finale un carro armato.
Qui Benigni dirige il suo capolavoro, che seppure non esente da qualche critica, ha conquistato il mondo per essere riuscito ad affrontare un tema delicato, come quello della Shoah, con toni da commedia, senza tuttavia mancare di sensibilità.



Train de vie: In un villaggio ebraico della Romania, Shlomo avverte i suoi compaesani che nei villaggi vicini stanno iniziando a deportare i cittadini ebrei. Durante il consiglio degli anziani, viene accettata l'idea dello stesso Schlomo, di organizzare un finto treno tedesco, per riuscire a fuggire in Palestina, attraverso la Russia.
Come già aveva fatto "La vita è bella" e che in seguito farò anche "Jakob il bugiardo". il film di Mihaileanu, usa i toni leggeri della commedia per ricordare una delle pagine più nere della storia dell'umanità.



Schindler's list: Oskar Schindler è un industriale tedesco, inizialmente affiliato alle SS, che vuole sfruttare gli operai ebrei per la sua fabbrica. Quando però si accorgerò della barbarie nazista, comincerà a lottare per salvare più persone possibile, fino a ridursi sul lastrico e a fuggire a guerra finita.
Spielberg gira quello che è da molti considerato il suo capolavoro, una pagina di cinema forte, che fa soffrire e commuove, raccontando una vicenda realmente accaduta, fotografata in uno splendido bianco e nero. Molte le sequenze memorabili che resteranno nella storia del cinema.



Vento di primavera: Durante l'occupazione nazista a Parigi, la famiglia di Joseph, vive nel quartiere di Montmartre, con un po' di preoccupazione, ma tutto sommato serenamente, ma nella notte tra il 15 e il 16 luglio tutti gli ebrei vengono catturati e confinati nel Vel d'Hiv.  Dopo un ulteriore trasferimento, i bambini vengono separati dai genitori, che vengono trasferiti ad Auschwitz. Solo la giovane Annette si occupa dei piccoli, mettendo anche a rischio la sua vita quando cerca di denunciare le pessime condizioni in cui sono costretti a vivere gli ebrei. Prima che anche tutti i bambini vengano caricati nei treni diretti ai campi di sterminio, Joseph e un suo compagno riescono a fuggire.
Diversamente da altri film, pur affrontato un argomento forte e mettendo in primo piano i bambini, questo non mi ha particolarmente colpito. Non è un brutto film, anzi, ma non ha la forza di altre pellicole del genere e mi pare che pecchi di un po' di manierismo.



L'isola in via degli uccelli: Alex vive con la sua famiglia nel ghetto ebraico di Varsavia, diviso dal resto della città da un imponente muro. Qui, pur con molte difficoltà la vita prosegue normalmente, fino a quando, anche il ragazzino e i suoi cari vengono catturati durante uno dei rastrellamenti da parte dei nazisti. Grazie all'aiuto del nonno, Alex riesce a fuggire e a nascondersi tra le rovine della città, dove tenterà di sopravvivere, fiducioso che il padre rispetti la promessa di venirlo a prendere a guerra finita.
Bel film, tratto dall'omonimo romanzo di Uri Orlev, è un opera atipica per quanto riguarda quelle che denunciano l'Olocausto; infatti il film si concentra unicamente sulla sopravvivenza del piccolo protagonista, senza mostrare la barbarie dell'esercito tedesco. E' però un film forte e che emoziona e che merita di entrare in questa rassegna.



Jona che visse nella balena: Il piccolo Jona vive ad Amsterdam con i suoi genitori. Durante l'occupazione tedesca, il bambino e la sua famiglia vengono deportati in un campo di prigionia. Qui Jona, separato dal padre, soffrirà la fame e il freddo oltre a subire le angherie dei ragazzi più grandi, per cui il bambino sarà costretto a inventarsi un mondo tutto suo per sopravvivere a tutti quegli orrori.
Buon film italiano, tutto ad altezza di bambino e nonostante non raggiunga i livelli di altre pellicole, riesce comunque a colpire lo spettatore. Celebre la scena in cui tutti i bambini cantano la famosa canzone ebraica Gam Gam 




Il pianista: Wladyslaw Szpilman è uno straordinario pianista polacco. Durante la seconda guerra mondiale, prima viene costretto a vivere, con la sua famiglia, nel ghetto ebraico, poi sfugge per miracolo alla deportazione ad Auschwitz e infine dopo numerose difficoltà e quasi allo stremo delle forze, riesce a sopravvivere all'invasione nazista, anche grazie all'aiuto di un ufficiale tedesco ammiratore delle sue capacità musicali.
Polanski firma uno dei più bei film sulla Shoah, un film delicato, forte, duro, un film che colpisce allo stomaco e al cuore, e seppure anche qui non ci siano scene ambientate in campi di concentramento, non mancano sequenze che fanno male. Adrien Brody è qui nel suo ruolo migliore e le musiche sono stupende.
Un film da vedere e rivedere.



Il bambino con il pigiama a righe: Nella Germania della seconda guerra mondiale, Bruno, un bambino di otto anni, figlio di un ufficiale nazista, è costretto a trasferirsi da Berlino ad un cittadina di campagna, in seguito alla promozione del padre. Inizialmente, il bambino, prende la notizia con tristezza, perché costretto ad abbandonare gli amici e a vivere in un luogo noioso. Spinto però dal suo spirito d'avventura e dalla curiosità, Bruno esplora i dintorni della casa, scoprendo, poco distante, una strana "fattoria".  In realtà questa è un campo di concentramento, tra i cui reclusi c'è il piccolo Shmuel. I due bambini, seppur osteggiati dall'odio degli adulti, riescono a stringere una forte amiczia che spinerà Bruno a oltrepassare il filo spinato che li divide.
Film che ha avuto un enorme successo, eppure non sono mancate le critiche, rivolte soprattutto all'eccessiva ingenuità attribuita al piccolo protagonista. Per quanto mi riguarda ho trovato il film coinvolgente, ben diretto, anche se forse con un po' di furbizia e ben recitato. Il finale rimarrà uno dei più duri, pur non mostrando nulla direttamente, o forse lo è proprio per questo. Ricordo che è uno dei pochissimi film, che uscendo dalla sala del cinema, poi non si sentiva volare una mosca.



L'ultimo treno: Un ragazzino ebreo, per sfuggire alla deportazione, si nasconde presso un contadino cattolico fingendo di esserne il nipote. Qui incontrerà altri bambini nella sua stessa situazione e verranno aiutati da un prete cattolico, che pur rispettando il loro credo, insegnerà loro i fondamentali cattolici, per superare i controlli dei tedeschi.
Film polacco, intenso, tutto filtrato dagli occhi del giovane protagonista, interpretato dal bravissimo Haley Joel Osment, costretto a nascondersi e ad affrontare le incomprensioni coi suoi compagni cattolici. Molto bene anche Willem Dafoe che interpreta il prete.


martedì 24 gennaio 2017

Dylan Dog: Memorie dal passato? Magari...

Le storie in cui emerge il passato "normale" di Dylan Dog mi sono sempre piaciute, fin dallo stupendo "Il lungo addio". Certo quelli erano anni in cui gli sceneggiatori dell'inquilino di Craven Road non sbagliavano un colpo, tutto funzionava benissimo ed era praticamente impossibile trovare un albo che non mi soddisfacesse. In ogni caso poi sono venute altre ottime storie che ci hanno rivelato i segreti del passato di Dylan, su come sia entrato nella polizia e sul perché sia stato vittima dell'alcolismo, storie come "Finché morte non vi separi", "Il numero duecento", forse non prive di difetti, ma comunque ben scritte e sceneggiate.
Ed eccoci dunque all'ultimo numero "Gli anni selvaggi", che di per se non mi è dispiaciuto, proprio perché ci fa conoscere altri aspetti della giovinezza dell'Indagatore dell'Incubo, ma a tratti la storia l'ho trovata un po' forzata, ho riscontrato alcuni bloopers che rendono poco chiari certi passaggi; certo nulla che influenzi la vicenda, ma che comunque danno un senso di confusione. Forse dipende dai disegni di Nicola Mari, che proprio non mi piacciono, ma quest'albo, pur trattando un argomento che, come ho già detto, mi interessa e piace, non è riuscito a conquistarmi.
Parlando invece delle storie in generale, seppure ormai lo compri solo saltuariamente, spero che presto si torni a concentrasi su incubi e misteri, magari con qualche momento "gore" e quell'ironia che mi pare mancare da un po' di tempo a questa parte.


venerdì 23 dicembre 2016

18 consigli natalizi

Ormai ci siamo, mancano pochi giorni a Natale, la festa che tutti i bambini aspettano con impazienza ed entusiasmo, il giorno in cui si dice si dovrebbe essere più buoni, per i fedeli la ricorrenza della nascita di Gesù, per i più cinici, solo un inno al consumismo...Ma io non sono qui a discutere sul significato di tale festa, invece voglio consigliarvi alcuni film di ambientazione natalizia...
Qui di seguito vi suggerisco alcuni film (diciotto per la precisione), da gustarvi da soli o in compagnia durante queste feste...Nella lista ho incluso alcuni cult, mentre altri li ho lasciati fuori per inserire film meno noti o che non vi aspettereste che siano ambientati durante il Natale...

La vita è meravigliosa: La storia è quella di George, uomo di buon cuore, che ha vissuto una vita di sacrifici, che improvvisamente si ritrova sul lastrico e sommerso dai problemi, decidendo perciò di suicidarsi, ma grazie all'intervento di un angelo si ravvede e torna a vedere le cose in positivo.
Il film è uno dei capolavori di Frank Capra, padre dell'american way of life, uno dei massimi esponenti della commedia americana.



Black Christmas - Un Natale rosso sangue: Durante le feste di Natale, le inquiline di un convitto di un college femminile, cominciano prima a ricevere inquietanti e minacciose telefonate, poi a scomparire l'una dopo l'altra, ma chi è il misterioso assassino? Uno dei primi horror di ambientazione natalizia; film di sicuro effetto, grazie anche ad alcune scene di forte impatto.




Jack Frost: Per inseguire i suoi sogni di musicista, Jack Frost trascura la famiglia. Accortosi di quello che sta perdendo, decide di affrontare una tormenta di neve pur di tornare in tempo da sua moglie e suo figlio per festeggiare il Natale. Rimane però vittima di un incidente, morendo sul colpo. Un anno dopo l'uomo torna in vita prendendo le sembianze del pupazzo di neve che suo figlio ha costruito davanti casa. Commedia di buoni sentimenti, che forse a qualcuno andrà indigesta, ma che io ho trovato piacevole e realmente commovente.



Una poltrona per due: Pellicola che immancabilmente viene proposta sulle nostre televisioni, ogni singolo Natale e giustamente, aggiungerei...Landis era un maestro della commedia e qui dimostra tutto il suo estro, così come tutto il cast da Dan Aykroyd a Eddie Murphy passando per la sempre stupenda Jamie Lee Curtis...La storia, che conoscerete sicuramente tutti, è quella dei fratelli Duke, due potenti finanzieri di Philadelphia, che per scommessa scambiano le vite di uno dei loro uomini migliori, con quella di un senzatetto imbroglione. Il primo cadrà così in miseria, mentre l'altro dimostrerà di avere un inaspettato fiuto per gli affari. Quando i due uomini scopriranno di essere stati vittime del gioco dei due fratelli, si coalizzeranno per una piacevole vendetta.




Nightmare before Christmas: Film nato dal genio di Tim Burton, racconta la storia di Jack Skeletron, che tenta di portare il Natale nella terra dove è sempre Halloween, creando però confusione sia nella sua terra che nel mondo degli uomini e mettendo a rischio la celebrazione del Natale. Splendide le musiche di Danny Elfman.




Trappola di cristallo: Durante i festeggiamenti del Natale, i dipendenti di una multinazionale giapponese, nella sede di Los Angeles, vengono presi in ostaggio da alcuni terroristi tedeschi. A risolvere la situazione sarà l'agente John McClane, che si trova nell'edificio per incontrarsi con la moglie e passare le feste assieme. McTiernan dirige uno dei migliori action movie degli anni 90, un film carico d'azione, muscoli, ma anche divertimento e umorismo. Bruce Willis entra di diritto tra i duri della storia del cinema.




Parenti serpenti: Come da tradizione, gli anziani coniugi Trieste e Saverio, ospitano per le feste di Natale i figli con le rispettive famiglie. La convivenza porta presto alla luce vecchi rancori, gelosie e clamorosi segreti. Quando poi, i due attempati genitori, chiedono ai figli di ospitarli, perché non più autosufficienti, la situazione degenera. Il finale è uno dei più cattivi e cinici della storia del cinema.
Monicelli firma una pellicola graffiante e grottesca, che mette in luce i difetti dell'italiano medio e dell'umanità in generale. Egoismo, falsità, tradimenti, sono solo una parte dei peggiori sentimenti che i protagonisti rivelano di se stessi.




Tokyo Godfathers: Durante la notte di Natale, in una Tokyo innevata, tre senzatetto (l'ex ciclista alcolizzato Gin, il travestito Hana e Miyuki, una ragazzina scappata di casa) trovano nella spazzatura una neonata. Subito si mettono alla ricerca della famiglia della piccola, rivelando il loro passato sofferto. Bel film d'animazione firmato da Satochi Kon, in bilico tra commedia e dramma, una pellicola adulta che fa divertire, ma soprattutto riflettere.




Un minuto a mezzanotte: Thomas ha nove anni, e vive con la madre e il nonno in un lussuoso castello nei pressi di Parigi. Il bambino ama i supereroi e film d'azione, così ha trasformato parte del castello in un campo da battaglia; inoltre è un piccolo genio dell'elettronica in grado di aggiustare un motore e di installare una tv a circuito chiudo in casa. Credendo ancora a Babbo Natale, ma assalito da qualche dubbio insinuatogli dai compagni di scuola, Thomas decide di spiare l'arrivo di Santa Claus attraverso le telecamere sparse per il castello. Ad arrivare in casa sua, proprio la notte di Natale, in cui il ragazzino è solo con il nonno, sarà invece uno dei finti Babbi Natale licenziati dalla madre, dal grande magazzino in cui lavora. Thomas dovrà quindi difendere il forte.
Gradevole thriller francese, non sempre credibile, ma che riesce a catturare l'attenzione e a divertire.



Gremlins: Un inventore, trova in uno strano negozio, un simpatico animaletto chiamato Mogwai e decide di regalarlo al figlio per Natale. Tuttavia ci sono alcune regole da rispettare (non esporlo alla luce troppo forte, non bagnarlo e non dargli da mangiare dopo la mezzanotte). Inavvertitamente il ragazzo trasgredisce a così nascono numerosi mostricciattoli che mettono a soqquadro la cittadina.
C'è poco da aggiungere ad uno dei capolavori di Joe Dante, un film che ha cresciuto almeno tre generazioni di ragazzi. Divertente, emozionante, metaforico...Un cult imperdibile. Va ricordato che la leggenda metropolitana dell'uomo travestito da Babbo Natale, intrappolato nel camino, nasce proprio da questo film.



The Family Man: Jack Campbell parte per l'Europa per una borsa di studio, promettendo alla fidanzata che sarebbe tornato dopo un'anno. Dieci anni dopo Jack è un uomo di successo, che pensa agli affari anche a Natale e in cui c'è poco spazio per i sentimenti. Una mattina, risvegliandosi, si ritrova accanto all'amata Kate con cui  ha due figli, come se non l'avesse mai abbandonata e con una vita, certamente meno agiata, ma piena d'amore e buoni sentimenti. Diciamolo subito, questa è una commedia al saccarosio e non a tutti può piacere e l'espressività di Nicolas Cage certo non aiuta, ma io l'ho trovata gradevole e godibile. Quello che invece non mi è piaciuto del film è l'ipocrisia tipica di un certo tipo di pellicole made in USA, perché se si vuole far passare per vita dura quella del Jack in una casa a due piani, con una macchina da trenta mila euro, una bellissima moglie e due splendidi figli..beh ci sarebbe da discutere...


S.O.S. Fantasmi: Frank Cross è ilcinico e autoaritario proprietario di una rete televisiva americana. In occasione delle feste di Natale, decide di far inscenare "Il Canto di Natale" di Dickens, ma improvvisamente verrà colto da allucinazioni che porteranno egli stesso a rivivere il famoso racconto. Alla fine Frank sarà un uomo cambiato e di buon cuore.
Tra le numerosi trasposizioni della celebre opera dickensiana, questa è sicuramente una delle più originali e divertenti. Spettacolare Bill Murray



Krampus - Natale non è sempre Natale: Max è un ragazzino che crede ancora nello spirito del Natale, ma quando la sua famiglia si riunisce le feste, i soliti rancori e dispetti rischiano di rovinare l'atmosfera che il ragazzo tanto desidera. In un impeto di rabbia, Max strappa la lettera che aveva scritto a Babbo Natale, voltando le spalle alla festività e risvegliando così il Krampus, un demone natalizio che punisce tutti quelli che tradiscono la memoria del Natale. Commedia horrorifica uscita nel 2015 (da noi non è passata nelle sale) che strizza l'occhio al cinema di Joe Dante e ad altre pellicole degli anni 80. Diretta e recitata molto bene, una vera chicca degli ultimi anni. Imperdibile.




Trasporto eccezionale - Un racconto di Natale: Strani avvenimenti cominciano ad accadere in un piccolo villaggio della Lapponia: numerose renne vengono trovate trucidate, mentre alcuni bambini spariscono da casa. Tutto sembra coincidere con il ritrovamento di una strana creatura da parte di un gruppo di scienziati americani. Il piccolo Pietari scoprirà così che Babbo Natale non è forse, quel gioviale personaggio che tutti conosciamo. Interessante pellicola nordica, con qualche caduta, ma tutto sommato che si eleva rispetto a tanti altri horror recenti.



Benvenuti a casa Gori: Per le festività natalizie la famiglia Gori si ritrova tutta assieme, ma invece di pace e armonia, torneranno a farsi sentire frizioni e contrasti, scatenando diversi litigi. Solo alla morte dell'anziano e malato capofamiglia, i parenti si riuniranno. Uscita due anni prima di Parenti Serpenti, questa commedia di origine teatrale, non riesce ad averne la stessa verve o la stessa forza polemica. Tuttavia rimane un buon film, divertente e con un cast in forma (in particolare quello femminile).



Una promessa è una promessa: Un uomo d'affari, per rimediare al poco tempo dedicato alla famiglia, farà di tutto per trovare il giocattolo tanto desiderato dal figlio, ritrovandosi a passarne di cotte e di crude. Schwarzenegger non sarà un gran attore, ma a differenza di altri colleghi, riesce a divertire anche quando, smettendo gli abiti da eroe tutto muscoli e azione, passa alla commedia più leggera.



Natale di sangue: All'età di cinque anni Billy assiste all'omicidio dei suoi genitori da parte di un assassino vestito da Babbo Natale: Traumatizzato finirà con il fratellino in un riformatorio, dove la severa madre superiora, con i suoi discutibili sistemi educativi, peggiorerà il malessere del bambino. Quando a diciotto anni, il titolare del grande magazzino dove lavora, costringerà il ragazzo a vestirsi da Babbo Natale, Billy impazzirà e lascerà dietro di se una lunga scia di sangue. Discreto slasher movie, che ha la sua forza nell'idea di creare un Babbo Natale assassino e nella messa in scena degli omicidi.




Festa in casa Muppet: Versione fedele del Canto di Natale di Dickens interpretata dai pupazzi inventati da Jim Henson oltre che da un bravo Michael Caine. Di solito i film con parti cantate non mi piacciono molto, ma in questo caso devo dire che ho apprezzato anche le canzoni che risultano ben azzeccate.



Beh...questo è tutto...Buon Natale a tutti!

mercoledì 7 dicembre 2016

...E ora parliamo di Kevin (2011)

In attesa del post sui consigli natalizi, che arriverà poco prima della vigilia, riporto un'altra vecchia recensione di un film piuttosto duro...

E ora parliamo di Kevin” è un film tosto, che colpisce duro allo stomaco e non può lasciare indifferenti, tuttavia non privo di difetti.
La bella favola che tutti i bambini sono buoni e bravi è già da un po’ che al cinema è stata chiusa in un cassetto, ma in questo film c’è, a mio avviso qualcosa di stonato, infatti si vuole raccontare le problematiche con un figlio "difficile", ma il Kevin bambino, ancor più del Kevin adolescente risulta essere troppo calcolatore per essere credibile.  Certo bisogna anche considerare che il film si basa sull’omonimo romanzo, dunque si dovrebbero capire in primis le intenzioni dell’autore. Comunque, a parte questa critica, che può essere un limite mio,  il film l'ho trovato coinvolgente e mi è piaciuto molto.



Il rapporto difficile tra Kevin e la madre si nota fin da subito, infatti la donna, una volta partorito sembra provare disaffezione per il figlio, che pur essendo ancora un neonato, probabilmente assorbe questa mancanza di affetto, riservando tutto l’odio per la madre negli anni successivi. Una delle scene più sintomatiche in questa fase, è quando lei lo culla, ma senza portarselo al petto, tenendolo distante, cosa che sicuramente il bambino ha avvertito.
Come dicevo, in seguito Kevin, riversa tutto il suo odio nei confronti della madre, che si sente sempre più frustrata, e fa di tutto per ritrovare l'amore del figlio. All'inizio forse solo perché è gelosa di come Kevin si comporta con il padre, ma alla fine gli si affeziona veramente, gli vuole bene, e il fatto che lui la sfidi continuamente la fa soffrire



Un’altra sequenza importante è quella nella quale, ribellandosi all’ennesimo gesto di sfida del bambino, Eva lo fa cadere rompendogli un braccio, e qui possiamo notare due cose: da una parte si nota la stonatura (come dicevo all’inizio) di un bambino così piccolo che racconta una bugia al padre, solo per far capire alla madre che ha lui il controllo della situazione (anche se in un flashforward le dirà che quella è l'unica cosa buona che abbia fatto per lui), dall'altra la scena risulta sintomatica per il prosieguo del film, di quale sia il vero carattere di Kevin.
Tuttavia Kevin è pur sempre un bambino e ciò si nota in particolare nel momento in cui si ammala, solo allora si abbandona alle cure di Eva, cercando addirittura le coccole e l’affetto e rifiutando quelle del padre, lasciando stupiti entrambi i genitori. Per qualche ora Kevin diventa un bambino come tutti gli altri, buono e affettuoso, probabilmente come egli stesso avrebbe voluto essere, ma appena guarito, riemerge il suo lato disturbato e continua a vessare la madre.



E’ nel finale però, che si capisce tutta la fragilità nascosta da tanta cattiveria, cattiveria che porta il ragazzo, ormai adolescente, a compiere un gesto irreparabile; solo allora madre e figlio riusciranno a riavvicinarsi, capendo che si vogliono bene, ma ognuno costretto a chiedersi se le cose avrebbero potuto andare diversamente. Mi è molto piaciuto l’uso continuo del colore rosso (i panini alla marmellata, la guerra con i pomodori, gli atti vandalici alla casa di Eva…) che il regista ha fatto, come richiamo al drammatico finale. Bravissimi tutti gli interpreti, e in particolare Tilda Swinton, su cui poggia la maggio parte del film, ma anche i vari attori che interpretano Kevin, nelle varie fasi della sua età.

martedì 29 novembre 2016

Ma che cucciolo carino...

L'idea è quella di presentare, con scadenza più o meno regolare, una lista di film riguardanti una determinata tematica (film con ambientazione scolastica, film sui vampiri, film "on the road" e così via..). Queste liste non saranno delle classifiche, ma semplicemente un elenco di alcuni film, con una breve recensione che, personalmente, ritengo interessanti o degni di menzione (non necessariamente in positivo). Prendetele come dei consigli sulle molteplici tematiche che il cinema può può offrire.
E il primo argomento affrontato è quello degli animali assassini

1. Gli uccelli: Capolavoro di Alfred Hitchock che non ha bisogno di presentazioni. Girato nel 1963 è forse il primo, o per lo meno uno dei primissimi film, in cui l'uomo deve affrontare la furia degli animali. La vicenda narra di Melanie che arriva a  Bodega Bay per regalare una coppia di pappagallini a Mitch, giovane avvocato conosciuto qualche tempo prima, e che vive qui con la madre e la sorellina. Durante la traversata, la donna viene ferita da un gabbiano, ma quello che inizialmente sembra un semplice incidente, poi si rivelerà un vero e proprio incubo, quando diverse centinaia di uccelli, di diverse razze. si ribelleranno contro l'uomo. Una delle cose geniali del film è che non viene mai spiegato il motivo di questa follia omicida. Indimenticabile il finale.

Gl uccelli (1963)


2. Lo squalo: Con questo film, Spielgberg ha fatto nascere in decine di migliaia di persone, la fobia per le spiagge e per l'acqua. Inoltre, dopo il successo planetario di questa pellicola, moltissimi altri registi si sono dilettati, con risultati non sempre all'altezza, in film su animali affamati di carne umana. La storia è quella di uno squalo bianco che infesta le acque di Amity e che si ciba di incauti bagnanti. Uno sceriffo preoccupato vorrebbe chiudere le spiagge, ma il sindaco, che invece pensa all'economia della piccola isola, si rifiuta di ascoltarlo; l'uomo, assieme ad un oceanologo e ad un cacciatore di squali, si mette sulle tracce dell'orribile bestia. Il film è un crescere continuo di pathos e tesìnsione, e che nonostante abbia più di quarant'anni, mantiene sempre il suo fascino.

Lo squalo (1975)


3. Piranha: Di questa pellicola ne ho già parlato lungamente qui. Joe Dante riesce a riprendere il plot de "Lo squalo", inserirci un bel po' di ironia e disseminarlo di critica sociale, ricavandone un gran bel prodotto. Certamente non è il capolavoro che può essere il film di Spielberg, ma è comunque un'ottimo film: Paul e Maggie, inavvertitamente liberano nel corso di un fiume, dei feroci pesci assetati di sangue,geneticamente modificati da uno scienziato. Inizia così una terribile carneficina.

Piranha (1978)


4. Swarm - Lo sciame che uccide: Uno sciame di api assassine brasiliane, prima assalta una guarnigione militare nel Texas, sterminando tutti, poi si dirige verso il cuore degli Stati Uniti. La Casa Bianca affida il compito di neutralizzarlo ad un celebre entomologo, ma mentre la soluzione tarda ad arrivare, le api continuano a mietere vittime e i militari tentano con rimedi peggiori del male.
Fanta-horror di serie B, non ha avuto gran successo né di critica, né di pubblico, nonostante un cast eccezionale tra cui si ricordano Michael Cane, Richard Chamberlain, Katherine Ross, Henry Fonda e moltissimi altri...Quando lo vidi da ragazzino, alcune scene mi turbarono e anche se ora non fa più quell'effetto lo ritengo un discreto film catastrofico.

Swarm - Lo sciame che uccide (1978)


5. Grizzly, l'orso che uccide: Altro film sulla scia de "Lo squalo", questa volta con protagonista un feroce orso grizzly. Questa pellicola non è certo memorabile, ma alcune delle morti sono veramente truculente e non risparmia qualche colpo duro. Per il resto si sono visti plantigradi ben più realistici (nelle scene di attacco, perché l'orso era vero, ma per gli attacchi dello stesso sono stati usati dozzinali trucchi) in film come Backcountry o in Revenant con Di Caprio.

Grizzly, l'orso che uccide (1976)


6. Alligator: Il film prende spunto da una leggenda metropolitana in cui si racconta di enormi alligatori che vivono nelle fogne delle metropoli americane, dopo che, ancora cuccioli, vi sono stati gettati, attraverso lo scarico del wc dagli incauti proprietari. In questo caso, il rettile esce dal sottosuolo e si aggira per le strade di Chicago facendo una strage. Il film, purtroppo, non è invecchiato troppo bene, soprattutto a causa di effetti speciali piuttosto datati, ma la storia funziona bene e l'idea di partenza è buona.

Alligator (1980)


7. Cujo: Quando il migliore amico dell'uomo può diventare il suo peggiore incubo...Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King e racconta di un pacifico San Bernardo che in seguito al morso di un pipistrello contrae la rabbia diventando aggressivo e cattivo. Dopo aver ucciso alcune persone, il cane tiene in ostaggio, all'interno della loro auto, una donna e il suo bambino...
La pellicola, pur distanziandosi dal libro in alcune sue parti e in particolare nel finale, riesce a trasmettere tensione, grazie al buon lavoro fatto con il San Bernardo e ad un pugno di buoni attori. Il regista è lo stesso di Alligator 


Cujo (1983)


8. Denti assassini: Sequel de "Il cibo degli dei", a sua volta tratto da un romanzo di H.G. Wells, racconta di alcuni topi che in seguito ad un esperimento scientifico hanno subito un incredibile processo di ingigantimento. Un gruppo di studenti che lottano contro la vivisezione, per errore libera gli enormi ratti, che ben presto andranno in cerca di cibo in città.
In realtà questo lo ricordo come un film bruttino, con effetti speciali dozzinali e piuttosto noioso, ma vedo che in giro ha i suoi estimatori, per cui ho pensato di inserirlo in questa lista.

Denti assassini (1989)


9. Monkey Shines - Esperimento nel terrore: Romero abbandona per un po' il genere zombie-movie e racconta la storia di Allan, che in seguito ad un incidente, si ritrova tetraplegico su una sedia a rotelle. Un giorno un amico gli regala una piccola scimmia cappuccino che aiuta il giovane nei piccoli problemi quotidiani. Ben presto tra Allan e il piccolo animale si crea un forte legame simbiotico, tanto che questi, non obbedirà soltanto agli ordini che gli vengono impartiti, ma anche quei desideri più malsani e profondi che l'uomo comincia a provare a causa della frustrazione dettagli dal suo status di invalidità. Suspense, tensione e qualche momento raccapricciante rendono questo film un cult assoluto.

Monkey Shines - Esperimento nel terrore (1988)


10. Black Sheep - Pecore assassine:  A dire il vero questo film ancora mi manca, ma una pellicola così assurda non poteva non far parte di questo breve catalogo. Come facilmente si può intuire dal titolo, si parla di un gruppo di pecore, che divenute carnivore in seguito ad un esperimento scientifico andato male, mietono terrore e vittime in una fattoria della Nuova Zelanda.

Black Sheep - Pecore assassine (2006)

Da questa lista ho volutamente lasciato fuori dinosauri, zoomorfismo e mostri di altro genere di cui parlerò in altre occasioni. E quali sono i film animaleschi che a voi sono piaciuti di più?


giovedì 24 novembre 2016

La questione continuum spazio/tempo





George Wells e la sua macchina del tempo


Che sia con l'antiquata macchina descritta da H.G. Wells o con la futuristica DeLorean del dottor Brown o ancora con una cabina telefonica blu, diciamoci la verità: a chi non piacerebbe poter viaggiare nel tempo, magari anche una sola volta?
Tornare indietro e correggere qualche errore del proprio passato o solamente per assistere al concerto del proprio artista preferito (in effetti tra stare in prima fila al Live at Wembley dei Queen o conoscere Cleopatra sceglierei cento volte la prima opzione), oppure andare nel futuro avanti di vent'anni per vedere se avremo sposato la ragazza che amiamo o se il nostro libro nel cassetto è diventato un romanzo di successo...Beh, forse, personalmente non vorrei conoscere troppo del mio futuro, ma un giretto per vedere come sarò il mondo del 2080 lo farei volentieri.


Il Dottor Sam Beckett sta per fare un salto nel passato


Letteratura e cinema hanno affrontato l'argomento più e più volte e magari tra un po' scriverò qualcosa in tal proposito, ma oggi volevo parlare d'altro: mi piacerebbe analizzare la possibilità del viaggio nel tempo secondo il mio punto di vista; non avendo fatto studi in merito, quello che ne verrà fuori sarà frutto di articoli letti su qualche rivista o in rete, oppure seguendo qualche trasmissione in tv.
Lasciamo, dunque, perdere Einstein e la sua teoria della relatività e partiamo dal presupposto che per l'uomo sia fisicamente possibile spostarsi nel tempo.


I circuiti temporali della DeLorean che viaggia nel tempo inventata dal Dottor Emmett Brown


Secondo una delle molte ipotesi, viaggiare nel tempo sarebbe possibile in un unica direzione, cioè in avanti; in questo caso bisogna vedere se il viaggio avviene nella stessa linea temporale, cioè "sparendo" dal presente per ritrovarsi nel futuro, oppure in una linea temporale diversa, in cui un altro noi stessi già esiste e dunque potendo vedere come siamo cambiati e cosa abbiamo combinato nella vita. Tuttavia ciò avrebbe poco senso, dato che poi non sarebbe più possibile tornare indietro.
Se invece il viaggio fosse possibile in entrambe le direzioni, passato e futuro, si potrebbe tornare indietro sia per assistere ad un evento storico, oppure per cambiare il proprio futuro (presente). Certo qui entrerebbero in gioco un sacco di questioni morali, anche perché ci sarebbe il rischio di cambiare la storia con effetti imprevedibili.
E' anche vero che se in un ipotetico viaggio nel futuro, interferissimo in qualche maniera, comunque avremmo cambiato la storia. Se fosse possibile fare un salto di cinque, venti o settanta anni in avanti, vorrebbe dire che il futuro già esiste, e dunque cercando di cambiarlo, influenzeremo il futuro del futuro.

Il Tardis, l'originale mezzo di trasporto del Dottor Who



Qui poi si potrebbe tirare fuori la questione teologica: se Dio è onnisciente, sa già come ci comporteremo in ogni momento della nostra vita, per cui il futuro essendo già determinato, libero arbitrio e giudizio universale andrebbero a farsi benedire.
Tuttavia, dato che oggi come oggi, almeno per quel che ne sappiamo noi, non è ancora stata inventata la macchina del tempo, se in futuro determinato questa è stata inventata, verrebbe da chiedersi perché nessuno è venuto a farci visita e se lo ha fatto, perché non si è rivelato.
A questo proposito, un'altra ipotesi è quella che si intreccia con quella degli UFO, cioè che i così detti "omini grigi", altro non siano che gli uomini del futuro e che i dischi volanti siano delle macchine del tempo.
Dunque, per quanto mi affascini l'idea di viaggiare attraverso gli anni e secoli e una parte di me spera che ciò un giorno sia avverabile, la parte più logica e razionale mi dice che ci sono troppe difficoltà e troppi paradossi perché tutto ciò si possa realizzare.