lunedì 16 ottobre 2017

Il signore delle mosche (romanzo + film 1963)


Come per “Stand by me”, anche per “Il signore delle mosche”, è difficile tenere separata l’opera letteraria, dal film al quale si ispira perché il regista fa un ottimo lavoro e riesce a mantenere intatti i significati di cui William Golding impernia il romanzo.
La storia è quella di un gruppo di ragazzini, che in fuga dalla guerra, precipitano con il loro aereo nei pressi di un’isola deserta. Da quel momento i piccoli naufraghi tenteranno di sopravvivere in un ambiente ostile fino all’arrivo dei soccorsi, ma se inizialmente le cose sembrano funzionare bene, in seguito il gruppo si spaccherà in due e ben presto le ostilità tra le due fazioni, porterà a scontri sempre più cruenti e solo l’arrivo dei soccorsi, fermerà quello che ormai era un gioco al massacro.



Golding è convinto che l’uomo sia cattivo per natura (sua la frase  “L’uomo produce il male come le api producono il miele”), così la sua opera, e di conseguenza anche il film, è impregnata di questo suo pessimismo e  a rendere la storia ancora più disturbante e spaventosa, è il fatto che i protagonisti siano bambini.
I giovani protagonisti, privi di figure adulte, tentano di costruire una società ideale e migliore rispetto a quella in cui vivono, ma proprio la mancanza di linee guida che insegnino la differenza tra bene e male, tra giusto e sbagliato, farà si che questa società si spacchi presto, facendo regredire i ragazzi ad uno stato selvaggio che li porta a sviluppare i loro istinti animaleschi, in cui prevale la legge della giungla a discapito del senso di colpa, del senso del peccato e dell’educazione.



Come già detto, a rendere ancora più greve la vicenda, è il fatto che a compiere queste efferatezze non siano adulti inevitabilmente guastati dal tempo e dalla società, ma bambini e ragazzi, simboli di innocenza e purezza per definizione. Ralph è il protagonista “buono”, quello dotato di maggior buon senso e intenzionato a costruire una società civile, basata su regole precise, in cui ognuno ha il suo compito e la sua preoccupazione maggiore è quella di mantenere sempre acceso il fuoco che permettere di essere avvistati da possibili soccorritori.
L’antitesi di Ralph è Jack, istintivo e irrazionale, vorrebbe essere lui il vero leader del gruppo e per riuscirci non rinuncia a usare la violenza. Per dimostrare la sua virilità e superiorità organizza un gruppo di cacciatori e affascina gli altri ragazzi con storie e canti di guerra. Per conquistare la leadership punta sulle paure più irrazionali e forti, quelle del buio e di possibili creature mostruose, anteponendole a quelle meno viscerali, cioè a quella di rimanere li per sempre, senza che nessuno li avvisti mai.



C’è poi Bombolo (Piggy nel romanzo), di cui non conosciamo il vero nome e che è uno dei pochi che rimane sempre fedele a Ralph. Il ragazzino, grassottello e asmatico, e rappresenta la razionalità e quel poco che ne resta nei bambini che li lega alla civiltà, ma è allo stesso tempo l'anello debole della catena, quello che nessuno ascolta e potenziale vittima sacrificale. Simon invece è un bambino timido e insicuro, anche lui legato a Ralph, fugge però dal gruppo e sarò il primo a scoprire che la bestia non esiste, cosa che purtroppo non potrà raccontare, perché ucciso prima. La sua epilessia lo porta a frequenti svenimenti e visioni e in uno di questi attacchi si ritroverò a parlare con “Il Signore delle mosche”.  Nell’iconografia della storia, Simon rappresenta la spiritualità, la volontà dell'uomo di fare del bene, ma l'incapacità di metterlo in atto, e la sua morte segna la perdita della verità e dell’innocenza.



Vi è infine Roger, alleato di Jack, che rappresenta il vero lato malvagio della natura umana, cattivo per il piacere di esserlo, inizialmente frenato dalla sua educazione, una volta che il gruppo si è spaccato, lui libera tutta la sua crudeltà, arrivando perfino ad uccidere. “Il Signore delle mosche” però, non è soltanto una metafora sulla natura perversa dell’essere umano, ma anche un chiaro esempio di come nascano i totalitarismi, più o meno violenti.
Quando prevale la paura di sopravvivenza, la società è disposta ad accettare le prepotenze e i metodi soppressivi, di un leader che punta a eliminare questa paura, ritenendolo un male minore o necessario. 


Così, in questo caso, i giovani protagonisti accettano la prepotenza e la violenza di Jack e il suo gruppo, che assicura di sconfiggere il mostro, e con esso la paura ancestrale di esso, piuttosto che sobbarcarsi il sacrificio che potrebbe portarli ad un salvataggio dall’isola. Però una volta ottenuto il potere, Jack sfrutta le paure dei ragazzini per continuare a dominarli e quando infine tutto pare precipitare in un escalation di irrazionale violenza, solo l’intervento esterno di alcuni militari giunti sull’isola, porta la situazione ad un nuovo equilibrio, ma con i protagonisti ormai traviati da quanto successo e consapevoli della perdita della loro innocenza e spensieratezza.
Da un punto di vista tecnico la pellicola è ben diretta, anche se la fotografia non è delle migliori.
Bravi tutti i protagonisti.

venerdì 13 ottobre 2017

Blogger Recognition Award - La stanza di Gordie

Beh, il mio certo non sarà il blog più interessante della rete, ma seguirlo con una certa costanza sta cominciando a dare diverse soddisfazioni, alcune dovute unicamente alla soddisfazione di vedere realizzato un buon lavoro, parlando di ciò che più mi piace, altre grazie ai riconoscimenti di amici e altri blogger e questo è proprio uno di questi casi; infatti dopo i Liebster Award, ecco una menzione da parte dell'amica Marta Ricci di Emme Boulcès, per i Blogger Recognition Award.



Queste le regole per partecipare:


  1. Ringraziare il blogger da cui si è stati nominati e linkare il suo blog
  2. Raccontare la nascita del proprio blog
  3. Dare qualche nuovo consiglio ai nuovi blogger emergenti
  4. Commentare il blog di chi ti ha nominato linkando il tuo articolo di ringraziamento
  5. Nominare a tua volta quindici (15) blogger che ritieni meritevoli
Dunque, bando alle ciance e iniziamo:

RINGRAZIAMENTI:

Grazie a Emme Bouclès per aver pensato anche a me per questo premio che mi riempie di orgoglio, perché il riconoscimento è "piccolo" solo formalmente, ma indica che sto facendo un buon lavoro e che questo è apprezzato e ciò è un premio, per me, enorme.

LA NASCITA DEL MIO BLOG:

Come dicevo nel primo post dell'oramai lonatano 2014, il blog nasce dalle ceneri, finite sotto al tappeto, di un blog precedente, che per svariati motivi avevo abbandonato. Inoltre mi è sempre piaciuto scrivere e sentendo il bisogno di uno spazio più libero di quello dei social network, ho deciso di ripartire da capo e dare sfogo alle mie passioni e idee.

CONSIGLI PER BLOGGER EMERGENTI:

Credo di essere una delle persone meno adatte a dare consigli, tuttavia a chi ha intenzione di avere un blog, posso suggerire di scrivere di ciò che conosce e di ciò che gli piace, di scrivere in maniera semplice, senza per forza cercare un linguaggio ricercato e soprattutto di scrivere col cuore...

15 BLOGGER EMERGENTI:

Beh non tutti sono proprio emergenti, molti scrivono già da diversi anni e hanno una discreta visibilità e non so se riuscirò a nominarne proprio quindici, ma ecco le mie nominations:


Devo dire che non è stato semplice scegliere così tanti blogger, più che altro perché al momento non ne seguo molti, e alcuni di loro hanno, per ora, sospeso le loro pubblicazioni, ma magari se vedono apprezzato il loro impegno riusciamo a far si che tornino a scrivere più assiduamente, no?





venerdì 6 ottobre 2017

Le Freak c'est chic

Una volta i freaks erano quei fenomeni da baraccone, spesso con malformazioni fisiche, dovute a maltattie, sfruttati da circhi itineranti, per spaventare la gente sfruttando la morbosa curiosità morbosa della stessa. Più in generale invece, i freaks sono quei "diversi", rifiutati dalla società, perché di aspetto grottesco o bizzarro o perché hanno capacità particolari, che spaventano i così detti "normali".
Ecco dunque una breve carrellata di alcuni film che hanno per protagonisti (o antagonisti) queste persone, che lottano per essere accettate e per far capire al resto del mondo che anche loro hanno una dignità:

Freaks (1932): Capolavoro di Tod Browning che ha per protagonisti veri freaks, che il regista ha trovato girando per i vari circhi del Paese. Tuttavia l'opera risultò così shockante per l'epoca che la stessa casa di produzione la rinnegò e la distribuzione fu pesantemente compromessa. Il regista faticò a riprendersi e solo qualche anno più tardi riuscì a tornare ad un breve successo.
La storia del film racconta del nano Hans che lavora in un circo in cui sono presenti diversi esseri diversi fenomeni da baraccone e che si innamora della bella e normale Cleopatra, trapezista nello stesso circo. La donna però è interessata soltanto al denaro del povero Hans e di ucciderlo con la complicità del suo amante, il forzuto Ercole. I due però vengono scoperti per tempo e puniti dagli stessi freaks.



The Elephant Man (1980): David Lynch, prima di addentrarsi nei meandri della psiche umana, dirige quest'opera dura e lineare, che racconta la vera vicenda di Joseph Merrick, un giovane dal volto e dal corpo completamente deformati a causa di una malattia nota come Sindrome di Proteo. Nel film, il protagonista viene trovato da un medico, mentre viene sfruttato in uno spettacolo di strada e che decide di prendersene cura, studiando il suo caso e cercando di alleviare le sue sofferenze. Joseph (John nel film) trova così quell'affetto che tanto gli era mancato e quella dignità che troppo a lungo gli era stata negata. Finale commovente



L'ultimo uomo sulla terra (1964): Tra i vari film ispirati a "Io sono leggenda" di Richard Matheson, questo è forse quello più fedele al romanzo. Robert Morgan è l'ultimo essere umano sopravvissuto da una tremenda epidemia che ha trasformato gli altri esseri umani in vampiri. L'uomo di giorno si muove in cerca di cibo e per uccidere i vampiri che stanno dormendo al nascosti alla luce, mentre di notte di barrica in casa per difendersi dall'attacco dei mostri. Un giorno Robert incontra Ruth una donna che fa parte di una comunità in cui hanno trovato un  vaccino che riesce a contenere il morbo, senza però curarlo del tutto. Pur considerandolo una leggenda, in quanto unico uomo a non essere stato contagiato, il gruppo è intenzionato a liberarsi del dottore, perché considerato un mostro, in quanto questi, durante le sue missioni diurne, ha ucciso anche molte persone che facevano parte della comunità. Qui la questione del diverso è quasi ribaltata, infatti in un passaggio del romanzo l'autore dice: "Quando tutti sono mostri e tu sei l'unico normale, il mostro sei tu"



Edward mani di forbice (1990): Questa pellicola è quella che più di tutte le altre, incarna il pensiero e il lavoro di Tim Burton. Favola gotica, racconta di Edward, un essere mai completato dal suo inventore (infatti questi è morto primo di poter finire la sua creatura) e che per lungo tempo ha vissuto solo nell'antica magione in cima alla città. Un giorno Edward, che al posto delle mani ha delle lame taglienti, viene trovato da una donna che decide di portarlo a casa con se. Inizialmente le cose sembrano andare bene, ma poi il pregiudizio di pochi fa si che il povero Edward venga ingiustamente accusato di reati che non ha commesso. Costretto alla fuga e mal visto in città, l'essere torna a vivere da solo nella villa sulla collina. Fiaba dark che ha per protagonista uno di quei freak, tanto cari al regista, un essere solitario e malinconico, che si è trovato le porte chiuse in faccia a causa di stupidi e falsi pregiudizi e dell'ottusità della gente



X-Men (2000): Bryan Singer dirige un film ispirato ai fumetti della Marvel e qui racconta come questi esseri, dotati di poteri soprannaturali, a causa di una mutazione genetica, cerchino di inserirsi siano costretti a vivere isolati dal mondo, in una scuola diretta dal professor Xavier, perché i normali esseri umani ne sono spaventati. Quando però un altro gruppo di mutanti, guidato da Magneto (una volta amico di Xavier) vuole sottomettere tutti gli umani, perché questi ritiene che i mutanti siano il futuro dell'umanità e non ci sta a vivere nascosto, anche gli X-Men dovranno intervenire per riportare la pace. Anche in questo caso abbiamo un "diverso" che spaventa, qui a causa dei poteri che gli uomini pensano che questi essere speciali useranno per fare del male. Fantascienza con morale.



Cabal (1990): Clive Barker dirige un film tratto da un suo stesso romanzo. Le vicende ruotano attorno al personaggio di Aaron Boone, giovane tormentato da spaventosi incubi in cui compaiono esseri mostruosi e una misteriosa città chiamata Midian. In cura da uno psichiatra, il dottor Decker, che in realtà è un pericoloso serial killer, Boone parte alla ricerca della mitica Midian fino a quando arriva ad un vecchio cimitero abbandonato. Qui viene attaccato da due esseri orribili, condannandolo a diventare mostro a sua volta. Dopo che Decker ha convinto che sia Boone l'autore degli efferati omicidi, questi viene ucciso da alcuni poliziotti, ma una volta tornato in vita, decide di ritornare a Midian per vivere con i suoi simili. Inseguito dalla sua ragazza, dallo psicologo assassino e dalla polizia,dovrà lottare per riportare difendere la città dal malvagio Decker.
Barker ha sempre avuto simpatia per i mostri e spesso nelle sue opere sono questi a essere buoni, mentre l'umanità è quella realmente cattiva, ribaltando così ruoli che vogliono che i mostri siano anche malvagi.



Batman - Il ritorno (1992): Dopo aver sconfitto il Joker, questa volta Batman se la deve vedere con un altro cattivo che vuole conquistare Gotham City; il misterioso Oswald Copplepot, noto anche come "Pinguino" e con l'affascinante e pericolosa Catwoman. Ancora una volta Tim Burton affronta la tematica del diverso rifiutato dalla società e qui il freak è il personaggio del Pinnguino, magistralmente interpretato da Danny De Vito, un uomo che a causa del suo aspetto ripugnante è stato abbandonato ancora neonato dai suoi genitori, cresciuto nelle fogne di Gotham e allevato da una coloni di pinguini, Oswald è cresciuto covando rancore e rabbia, che l'hanno portato a diventare un'essere malvagio. Alla fine non si riesce a provare antipatia per questo cattivo, ma casomai pietà.
Unico caso, in questa lista, di un freak "cattivo", che in fondo cattivo non era, ma costretto a essere tale dagli eventi.



Dietro la maschera (1985): Rocky Dennis è un adolescente che vive con la madre a Los Angeles, qui conduce una vita normale, studia, gioca e ha molti amici. Tuttavia il ragazzo è affetto da una malformazione nota come leontiasi, che fa assumere al suo volto un aspetto felino. Nonostante ciò Rocky vive bene la sua situazione e anzi, spesso ci scherza su. I problemi nascono quando lui e sua madre si devono trasferire; nella nuova città infatti è vittima degli scherzi dei suoi nuovi compagni, che sembra non vogliano accettarlo. Alla fine però Rocky riuscirà a conquistare la fiducia di alcuni di loro e durante un campeggio estivo per ragazzi non vedenti si innamorerà, ricambiato di una Diane, una bella e dolce ragazza. Tuttavia una volta che lei lo farà conoscere ai genitori, loro lo tratteranno come un mostro e gli impediranno di vedere la figlia. Il destino si rivelerà avverso per il povero ragazzo che rimasto solo, morirà nel sonno a causa della malattia.



Pieles (2017): Di questo film ne ho già parlato più ampiamente QUI, ma dato l'argomento trattato mi è sembrato giusto inserirlo in questa lista. La pellicola parla infatti di personaggi caratterizzati da deformità fisiche, che lottano per essere accettati e soprattutto per imparare ad accettarsi. Una pellicola di non facile impatto, che unisce la forza di "Freaks" al grottesco di "Pink Flamingo"



Extra: Sulla stessa tematica, a fine anno uscirà il film "Wonder" con Owen Wilson, Julia Roberts e il piccolo Jacob Tremblay che già abbiamo visto in "Room" e "Somnia".


giovedì 28 settembre 2017

Very Pop Blog - I miei anni '90 - Storia di un adolescente confuso



Dopo il tag-post di successo sui mitici anni 80, continuo l'iniziativa di MikiMoz e proseguo, questa volta con la decade successiva, quella degli strani e per me, confusi anni 90, in cui però ho maturato molte delle mie attuali passioni.
Prima però, come sempre, rivediamo le regole:


  1. Elencare tutto ciò che per noi sono stati gli anni '90, in base ai vari macro-argomenti forniti (nota: parlare del vissuto dell'epoca, non di ciò che il decennio rappresenta per noi oggi! Chi non era ancora nato può parlare invece per esperienze indirette)
  2. Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento QUI 
  3. Taggare altri cinque blogger avvisandoli


I MIEI ANNI '90

MUSICA:

Beh in questo periodo nascono praticamente tutte le mie passioni musicali, partendo dai Queen, mio primo grande "amore" musicale (nel 1991 purtroppo moriva Freddie Mercucy), per passare ai Deep Purlpe, Toto, Iron Maiden, Mr. Big ecc...E poi molto cantautorato italiano da De Gregori, PFM, Dalla, Guccini...Tutto questo in parte grazie alla mia curiosità e parte grazie ai miei amici musicisti che mi hanno fatto conoscere gruppi, cantanti e generi musicali di vario genere ed epoca



CINEMA:

Anche in questo caso, ho cominciato a maturare e definire i miei gusti in questo periodo, in più capitava più spesso di andare al cinema con gli amici o da solo, la domenica pomeriggio. Tra i tanti film visti in sala alcuni sono: Jurassic Park, Philadelphia, Forrest Gump, Intervista con il vampiro, Stargate, Seven, Qualcosa è cambiato, Contact, Tre uomini e una gamba, The Truma Show, Eyes Wide Shut, Matrix, America Beauty...



FILM:

Come dicevo qui sopra, negli anni 90 ho definito la mia passione cinefila, per cui cercavo di guardare un po' di tutto, sia per quanto riguarda ciò che passava in tv, sia quando noleggiavo delle VHS, dunque mi è capitato di vedere cose più moderne e cominciare a approfondire la conoscenza del cinema classico: Ricomincio da capo, Mediterraneo, L'ultimo imperatore, Sciuscià, Lo squalo, Il seme della follia...ecc..ecc...ecc...



COMICS:

Soprattutto fumetti della Bonelli, partendo da Dylan Dog, ma anche Magico Vento, Brendon, Napoleone e poi qualche striscia, come Lupo Alberto, Calvin & Hobbes, Mafalda...




GIOCHI:

Ormai ero grandicello, per cui anche le tipologie di giochi erano cambiate rispetto al decennio precedente: ora oltre ai giochi per il pc, c'erano molti giochi di società come Saltinmente, Trivial Pursuit, Tabù, poi qualche avventura come HeroQuest, StarQuest...




VIDEOGAMES:

Molti giochi per pc, altre console non le ho mai avute. Tra i vari giochi: Sensible Soccer, Fifa, Day of the tentacle, Indiana Jones and the fate of Atlantis, The curse of Monkey Island...



TELEVISIONE:

Ancora qualche cartone animato, ma poi molti telefilm da Twin Peaks a X-Files passando per E.R. a quello che è uno dei miei telefilm preferiti di sempre, cioè Quantum Leap - In viaggio nel tempo e poi alcuni programmi come il Festivalbar, Aria Fresca, Urka!...



CIBO:

Ancora tante merendine, qualche volta si variava con l'immancabile Nutella, oppure con lo Spuntì, le patatine Pai o San Carlo, qualche volta i Sofficini, gelati di varie marche e così via...





LIBRI:

Nonostante abbia comunque variato molto (Brizzi, Grisham, Gaardner...), quella decade è stata caratterizzata soprattutto da un nome: Stephen King. Poi naturalmente c'erano i classici consigliati dalla scuola Verga, Svevo, Pirandello...



SHOPPING:

In questo periodo sono arrivati i primi Levi's, qualcosa della Benetton e scarpe della Nike o Adidas, e in quarta superiore ho preso usati dei Rayban ma di solito vestivo poco o raramente di marca



LIFE: 

E' stato un periodo strano, in cui si sono formate e sviluppate molte delle mie passioni, ma emozioni e sentimenti erano in continuo subbuglio. Ero spesso nervoso e irritabile, ma nonostante ciò avevo un bel gruppo di amici Nella prima parte la compagnia era piuttosto numerosa, eravamo anche in trenta persone a muoversi assieme, poi piano piano questa si scompose in diverse compagnie più piccole. Qualche volta ho ceduto alla mia avversione per le discoteche per accompagnare gli amici che invece ne andavano pazzi.
Sempre negli anni 90 sono andato ai miei primi concerti dal vivo
Ero tormentato dal fatto che non riuscivo a trovare una morosa (cosa che ripensandoci ora trovo buffa, in fondo bastava dare tempo al tempo)
Tutto sommato sono stato un bel periodo, mi sono divertito molto, ho conosciuto tanta bella gente e ho studiato poco...(è una delle poche cose che cambierei di quel periodo).

RICORDO DELL'EPOCA:

Una foto, un disegno o un'immagine che vi rimandi a quegli anni
Questa volta ho scelto una foto scattata durante la prima biciclettata sui colli con gli amici...Una fatica enorem, ma che divertimento :)



E ora passo la palla a:

Frammenti e tormenti
Pietro Saba World
Solaris
Emme Bouclès
La Bara Volante

Naturalmente non siete obbligati a partecipare, come siete liberi di farlo anche se non vi ho taggato...Insomma fate un po' voi...







mercoledì 27 settembre 2017

Ruggine (2011)


Film molto ben riuscito, anche se non perfetto. Gaglianone porta sul grande schermo la storia basata sull'omonimo romanzo di Stefano Massaron, e lo fa in maniera delicata, senza giocare la facile, ma infima, carta del voyerismo. 
Molto bello il montaggio, che pur intrecciando continuamente presente e passato dei protagonisti (dando però maggior spazio a quest'ultimo), non si ha la sensazione di veri e propri flashback e flashforward , quanto piuttosto, di un accavallamento di vicende, che contribuisce a mantenere sempre un forte disagio nello spettatore; nel passato per gli orribili fatti in se; nel presente perché vediamo come i protagonisti, ormai adulti, non riescano a liberarsi dei fantasmi del passato. 



Forse, proprio perché ha avuto meno spazio, la parte in cui si vedono i tre protagonisti adulti, è leggermente meno riuscita di quella ambientata nel passato. Tuttavia gli interpreti sono tutti bravissimi, in particolare Valerio Mastrandrea. Particolarmente riuscite sono le sequenze in cui vediamo la vita quotidiana dei ragazzini, a giocare per strade polverose o tra lamiere arrugginite e auto abbandonate. Non tutti i giovani protagonisti, però, riescono a essere credibili e la recitazione risulta scostante, fa eccezione a mio avviso, il piccolo Giuseppe Furlò (Sandro), che è molto espressivo. 



Discontinua mi è parsa anche la recitazione di Filippo Timi; bravissimo in alcune scene, eccessivo in altre. Va comunque detto che il suo era il personaggio più difficile e scomodo, e Filippo riesce a renderlo realmente odioso. Il fatto che il dottor Boldrini, cantasse un pezzo dell'aria "Una furtiva lagrima", immagino sia un richiamo a "M il mostro di Dusseldorf", nel quale il protagonista, interpretato magistralmente da Peter Lorre, fischiava un motivo dalla suite Peer Gynt. Un altro omaggio è quello dello del matto del paese, accusato di essere il colpevole degli orribili omicidi, che appunto si rifà a quello de "Non si sevizia un paperino" di Lucio Fulci. 



Altro personaggio che mi ha creato parecchio fastidio, è stato quello del professore di lettere, che disegna perfettamente la voluta cecità di certe persone, che piuttosto di vedere la realtà che sta attorno a loro, si rifugiano dietro a comportamenti ipocriti. 
Nel complesso il film mi è piaciuto molto, soprattutto perché dall'inizio alla fine ho avvertito una forte senso di disagio, e siccome credo fosse nelle intenzioni del regista, almeno da questo punto di vista ha raggiunto il suo scopo.


giovedì 21 settembre 2017

I 70 anni del Re: Auguri Zio Steve!

"L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia." (da A volte ritornano)



Quello che è, forse, il mio film preferito, "Stand by me - Ricordo di un estate" è stato anche il mio primo incontro con Stephen King. In realtà la prima volta che ho visto il film, nemmeno sapevo che fosse Stephen King, cosa che scoprii solo qualche anno più tardi; nel frattempo avevo visto almeno un'altro paio di film tratti da sue opere: "L'implacabile" e "Brivido".
Il primo un fanta-action con Arnold Schwarzenegger, che poco ha a che vedere con il romanzo da cui è tratto, ma che mi divertiva molto. Tra l'altro, anche dopo essere divenuto un fan di King, per molto tempo ho ignorato che l'opera alla base del film fosse sua.
Il secondo è un filmaccio firmato dallo stesso King, ma che nonostante la bassa qualità mi piaceva e continua a piacermi un sacco.



E' stato però verso la fine della terza media che mi sono avvicinato per la prima volta ad un libro del Re; ero a casa di mio cugino e stavo curiosando tra i suoi libri quando fui attirato da un titolo: "Le notti di Salem", lo aprii e cominciai a sfogliarlo a caso. Rimasi colpito dal linguaggio moderno e dal disegno dei personaggi, soprattutto quelli più giovani, miei coetanei, così simili a quelli che eravamo i miei amici ed io, senza però l'elemento fantastico.
A quel tempo stavo leggendo qualche giallo di Agatha Christie e avevo provato ad addentrarmi nel fantasy, ma ormai il seme era stato piantato e mi ripromisi di cominciare a leggere qualcosa di King il prima possibile.



Non dovetti aspettare molto, infatti poco dopo, non ricordo se per il mio compleanno o per Natale, mi regalarono "L'ombra dello scorpione" in versione integrale. Anche in questo caso rimasi affascinato dal quello stile di scrittura, così attuale eppure non banale. Mi affezionai ai vari personaggi, tanto da arrivare a piangere (o quasi) per la morte di Nick Andros.



Qualche settimana dopo aver finito il tomo, andai in libreria con i miei genitori e tra le novità, ben esposto in modo da non passare inosservato c'era la nuova fatica del Re: "Cose Preziose", ma nonostante sia un'opera che ho amato molto, in quell'occasione fui attratto da un'altro volume, per cui decisi di rimandare la lettura de "l'ultima storia di Castlerock" e uscii dalla libreria felice tenendo in mano quello che è stato uno dei libri più belli e importanti, dal punto di vista personale, che abbia mai letto. Quella sera stessa iniziai a leggere "Stagioni diverse".



Da allora ho iniziato a leggere ogni cosa che lo Zio Steve pubblicava e nel frattempo cercavo di recuperare le sue prime opere, così durante la mia ricerca dei suoi libri, mi imbattei in un titolo "mitologico", un 'opera introvabile, ormai fuori catalogo da tempo e che ancora non è stato ripubblicata. Sto parlando di quel misterioso "Unico indizio la luna piena", che molta gente sta tutt'ora cercando e che per acquistarlo sono disposti a spendere anche centinaia di euro.
Come spesso capitava quando ero più pischello, il sabato si andava con gli amici in centro a Padova e una delle nostre tappe fisse era una fumetteria non lontana dalla stazione. Avendo anche vecchi gialli, fantasy e volumi della collana Urania, provai a chiedere anche a loro se per caso l'agognato romanzo. La risposta fu negativa, ma promisero di provare a cercarlo attraverso i loro fornitori, così ogni qual volta che mi ritrovavo a passare per quella fumetteria, entravo anche solo per sapere se ci fosse qualche novità. La cosa andò avanti per qualche anno e quando ormai mi ero arreso all'eventualità di aspettare una nuova edizione, un sabato qualunque mentre stavo facendo la spesa di Dylan Dog, la titolare mi chiamò dicendo che aveva qualcosa per me e tirò fuori il mio tesoro...Ero entusiasta e gli occhi mi si erano illuminati come Las Vegas a Natale.
Poi però pensai a quanto avrei dovuto spendere per avere un libro che aveva richiesto così tanto tempo e fatica per essere trovato, invece fui nuovamente sorpreso perché mi chiesero appena cinque euro; credo che ancora si ricordino del mio sorriso quando uscii dal negozio.



Sono passati più di trent'anni dal mio primo King e da allora altro e, a parte pochi casi, ogni volta è stato sempre un immedesimarmi con in personaggi, vivere le loro avventure, sentire le loro paure, emozionarmi per le loro vittorie...Ho visto strappare il braccio dal corpo del piccolo George Debrough e sono sceso con i "Perdenti" nelle fogne di Derry alla ricerca di un clown assassino, ho stretto la mano a Johnny Smith, sono fuggito alla vista di un San Bernardo idrofobo, ho pianto sulla tomba di Gage Creed, ho corso a perdifiato accanto a Ray Garraty, mi sono nascosto nei corridoi dell'Overlook hotel...
Insomma Stephen King è stato e continua a essere un fantastico compagno di viaggio e devo ringraziare lui se mi sono appassionato anche alla scrittura.

Avrei potuto scrivere un lungo papiro, esaminando tutte le sue opere e magari confrontarle con le relative versioni cinematografiche; avrei potuto riproporre la sua biografia, magari aggiungendo qualche chicca che solo i fan più accaniti conoscono, oppure avrei potuto cercare di scrivere un breve saggio sociologico su King e la paura, ma alla fine ho pensato che la cosa migliore, per fargli gli auguri fosse scrivere qualcosa di più personale, qualcosa per cui si capisca il legame che ho con lui.
Tanti auguri Zio Steve, magari ci si vede in giro per il Maine se prima o poi riuscirò a farci una vacanza!

mercoledì 13 settembre 2017

Machuca (2004)



Nel Cile pre-rivoluzionario del 1973, il preside di un istituto cattolico, cerca di favorire l'integrazione tra classi sociali differenti, accogliendo a scuola dei ragazzi provenienti dalla locale baraccopoli. Gonnzalo Infante, che fa parte della borghesia benestante e Pedro Machuca, che invece vive è tra quei ragazzi che vengono dalla zona povera della città, dopo un inizio diffidente, diventano buoni amici. Purtroppo l'integrazione non è ben vista da parte dell'alta borghesia e i conflitti che ne nasceranno influiranno nel rapporto dei due ragazzini.



E' possibile l'amicizia tra un indio e un bianco? Forse, ma non nel Cile del 1973, quando la rivoluzione era al suo apice e le differenze sociali erano ampliate dalla crisi economica e dai pregiudizi di chi non voleva favorire l'integrazione tra poveri e benestanti. Andrés Wood ci guida nella nascita di un'amicizia che non può durare e ci mostra quel periodo storico, visto con gli occhi di due bambini (in particolare da quelli di Gonzalo), non ancora adolescenti, e che alla fine segnerà entrambi.



La prima parte del film è quella più leggera, anche se non priva di spunti di riflessione; infatti l'integrazione tra benestanti e poveri all'inizio sarà affrontata con diffidenza da entrambe le parti, bloccati da evidenti differenze esteriori e dall'arroganza dimostrata dai primi, nei confronti dei secondi. Nonostante ciò Gonzalo e Machuca riescono a diventare amici e passeranno le loro giornate tra giochi, manifestazioni pacifiche e baci al latte condensato con la bella e orgogliosa Silvana (questa è forse una delle scene più belle del film). 



Poi, nella seconda parte del film, le cose lentamente cominciano a precipitare; Gonzalo vede la sua famiglia in crisi (infatti la madre frequenta un uomo più anziano che in cambio la riempi di soldi e regali), ma soprattutto, a causa dell'orgoglio di entrambi, l'amicizia con Machuca comincia a incrinarsi, per spezzarsi del tutto nel momento in cui le truppe di Pinochet irrompono con violenza a Santiago, portando disordine e sofferenza. La sequenza a scuola, nel prefinale, per quanto molto significativa, con i militari che hanno preso possesso dell'istituto, sembra presa direttamente da "L'attimo fuggente", per cui risulta essere un po' stonata rispetto al resto del film. 



Nel finale, Gonzalo deciderà di tornare dall'amico, ma attraversando la baraccopoli in cui questi vive, assisterà alla violenza perpetrata dai soldati, per farla sgomberare e rimarrà duramente da ciò.Significativa la sequenza in cui un soldato vorrebbe spingere il ragazzo assieme agli altri sfollati, ma lui impaurito gli fa notare di non appartenere a quella gente, quasi a negare l'amicizia con Machuca, pur di salvarsi la pelle, come Pietro fece con Gesù quando i soldati vennero a cercare gli apostoli. 



In questo momento gli sguardi dei due bambini si incroceranno e in entrambi si legge il dolore per un'amicizia impossibilitata dal contesto storico e sociale.Nella sequenza finale vera e propria vediamo un Gonzalo cambiato dagli eventi, ma che ha capito finalmente, quali sono veramente i valori veramente importanti. Molto bravi gli attori, in particolare i due giovani protagonisti, entrambi esordienti sul grande schermo.