giovedì 17 dicembre 2015

Womb (2010)



Rebecca e Tommy si conoscono quando entrambi hanno nove anni, tra loro nasce subito una bella amicizia, che presto si trasforma in qualcosa di più profondo. Purtroppo lei deve partire con i genitori, ma non dimentica il ragazzino che le ha fatto battere forte il cuore, infatti dodici anni più tardi, ormai adulta, torna dal suo amato e tra i due sembra poter riprendere la storia, come se il tempo non fosse mai passato. Ancora una volta però il destino è loro avverso, e Tommy muore in un incidente stradale. Incapace di rassegnarsi alla perdita del ragazzo, Rebecca si rivolge ad un "Dipartimento di replicazione genetica" e si fa impiantare nell'utero, il clone del nuovo Tommy.



La vicenda di "Womb", pone di fronte a più di qualche interrogativo. Innanzitutto quello sulla scelta etica di Rebecca; certo da fuori è facile dire che la donna ha commesso un errore, e che la sua è una decisione "contro natura", ma credo che vissuta, la situazione sarebbe molto diversa. Diciamo che Rebecca si era per un attimo illusa di poter riportare realmente in vita il suo Tommy, ma una volta cresciuto in grembo (Womb appunto), quello non sarebbe più stato semplicemente il suo amato, ma per prima cosa sarebbe stato suo figlio e anche una volta cresciuto tra loro poteva esserci solo un rapporto madre-figlio, ma forse a lei questo sarebbe bastato, e forse proprio per questo aveva scelto un posto isolato per crescerlo, in modo di tenerlo tutto per se, e una volta adulto, amandolo in modo platonico.



Tuttavia non aveva fatto i conti col fatto che Tommy si facesse degli amici prima, e si trovasse una ragazza poi, cosa che chiaramente la faceva soffrire, senza che potesse però esprimere questo suo dolore.Inoltre, in almeno due occasioni, notiamo che Tommy ha degli slanci d'affetto verso usa madre, che hanno qualcosa di più dell'amore filiale; la prima, quando ancora ragazzino lotta con lei sulla spiaggia difronte a casa, una lotta che ha qualcosa di selvaggio e sensuale, fino a quando i loro due visi arriveranno a sfiorarsi e gli sguardi che sembrano esprimere qualcosa di proibito. La seconda, quando già adulto, dopo aver gettato per scherzo la rete da pesca addosso a Rebecca, infila la testa sotto la maglia di lei in un gioco che si rivela presto "sbagliato". E qui arriviamo ad un altra tematica interessante, molto cara al regista, cioè su quanto possano influenzare i geni la crescita di una persona e quanto può farlo l'ambiente in cui questa si forma. Secondo Fliegauf, i geni contano più dell'ambiente, ma a questo punto, viene da chiedersi se i geni hanno memoria; e nello specifico della vicenda narrata, ci si domanda se è possibile che prelevando i geni di una persona morta, questi conservino parte dei ricordi di questa persona, e trasmettendo questi ricordi alla nuova persona. Poi c'è la questione dell'incesto, che in questo contesto ha una valenza quasi edipica da una parte, ma anche una sorta di punizione dall'altra, perché Rebecca sa che una volta consumato il rapporto con il figlio-amante, lo perderà per sempre.



A parlare di una tematica simile, ci aveva già pensato quasi più di quarant'anni prima, Louis Malle, in "Soffio al cuore", che seppur raccontato con maggior leggerezza, quasi con candore direi, la vicenda era a ben pensarci, più scandalosa, perché ingiustificata se non dal fatto del puro desiderio sessuale; mentre in "Womb" ci sono una serie di eventi che portano al determinarsi inevitabile di quel fatto.Infine c'è il tema appena sfiorato nel film, di declassare i cloni come cittadini di serie B, di ritenerli dei diversi...il punto è che se nessuno sapesse che sono dei cloni verrebbero trattati come persone normali, che poi è quello che succede a Tommy bambino fino a quando viene scoperta la verità, che nemmeno lui conosce. E in ogni caso far pagare ai bambini le scelte errate dei genitori è comunque sbagliato di per se.Partendo da uno spunto fantascientifico, poi il regista ci racconta una storia umana, piena di punti interrogativi e questioni morali di non facile soluzione. Lo fa ambientato la vicenda in un paesaggio isolato, gelido in cui vincono i colori freddi: il bianco, l'azzurro, poco verde, bellissima dunque la fotografia, che aiuta a mantenersi concentrati nella vicenda. Bravissimi anche i protagonisti, in particolare Eva Green spesso costretta a dover recitare solo con le espressioni del volto.


lunedì 14 dicembre 2015

Le dieci peggiori frasi da sentirsi dire

Questo post ha un intento ironico; cercare di sorridere su situazioni difficili o quanto meno imbarazzanti, perciò non prendetelo troppo sul serio, cercate piuttosto di vedere il lato satirico della cosa.
Naturalmente, nell'elencare le dieci peggiori frasi che ci possa sentir dire, ho tralasciato veri problemi, sui quali non è bello scherzare.
La classifica è in ordine inverso, cioè dalla frase meno "brutta" per finire con la più "cattiva":

10. "Le faremo sapere..." (Quante volte ce la siamo sentita dire...ad un colloquio di lavoro, ad provino per uno spettacolo, all'audizione per entrare in una band...Oramai non ci si fa più caso, ma tutti sappiamo che il novanta per cento delle volta che ci viene detta, poi la risposta sarà sempre negativa.)

09. "Patente e libretto, prego!" (Magari poi non succede nulla, ma tu nel tuo sai già che se hai trovato il poliziotto stronzo, il carabiniere fiscale o il vigile che vuole rimpinguare le casse del comune, non hai scampo, basta una lampadina leggermente bruciacchiata o lo specchietto inclinato male per assicurarti una multa e la detrazione dei punti patente.)

08. "Serve la fattura?" (Che a dirtela sia il meccanico, l'idraulico o il dentista poco cambia, Tu sai già che il prezzo dell'operazione sarà da debito pubblico. Di qui il dilemma morale se essere partecipe di una truffa, che farebbe felice li tuo creditore; dilemma che di solito dura meno di un battito di ciglia. Nonostante ciò, lo sconto che ti verrà offerto non eviterà di farti piangere quando aprirai il portafoglio.)

07. "E' finita la carta igienica..." (Tu sei lì, seduto tranquillamente, hai appena finito di liberarti dei residui delle cene di Natale, Santo Stefano e Capodanno, dopo aver completato le parole crociate a schema libero difficili della Settimana Enigmistica e cerchi il rotolo nel suo supporto, ma la mano non afferra niente. Dopo un secondo di panico chiedi aiuto ai tuoi famigliari, ma loro ti urlano che l'oggetto del desiderio è al momento esaurito. A quel punto non ti resta che decidere se sporcarti la mano, le mutande, o intasare lo scarico con le pagine del Quesito con la Susi.)

06. "Cielo, mio marito" (La frase può essere coniugata anche al femminile, e può sembrare uno sketch da cinepanettone di Boldi e De Sica, ma trovarsi in questa situazione è tutt'altro che divertente; anche se pure i cinepanettoni non lo sono. Dover fuggire da una situazione compromettente e potenzialmente dannosa per i vostri connotati, vi farà rimpiangere le partite a calcetto con gli amici con temperature siberiane.)

05. "Hai una matita in tasca?" (Anche questa può sembrare una pessima battuta da commedia studentesca, ma in realtà è in grado di ferire l'orgoglio di qualsiasi maschio dai dodici anni in su.
Qualsiasi siano le dimensioni reali dell'attrezzo, per il suo proprietario sarà sempre lungo e grosso e paragonarlo ad un mezzo lapis è ferire la virilità del soggetto in questione. Piuttosto ditegli che la sua squadra del cuore fa schifo.)

04. "Era l'ultima birra." (Finalmente è sabato sera, dopo una settimana lavorativa in cui il vostro capo vi ha fatto fare gli straordinari sugli straordinari, e un pomeriggio passato in giro per negozio con la vostra compagna, che sì è provata dozzine di vestiti e un numero infinito di paia di scarpe, ecco ora è il vostro momento; seduti in mutande in poltrona a guardare la partita o il vostro film di Van Damme preferito, sorseggiate dell'ottima birra ghiacciata, ma quando vi alzate per prenderne un'altra, ecco che lei vi stronca ricordandovi che quella era l'ultima.)

03. "Occupato!" (C'è poco da fare, quando scappa, scappa, ma ci sono momenti in cui trovare un bagno è di vitale importanza e se lo trovi occupato inizia una sofferenza degna del peggiore dei gironi infernali. Non è come quando sei bambino, che se anche la fai in un angolo al massimo ti prendi uno scappellotto; se provi a farlo da adulto rischi una denuncia per atti osceni, per cui ti ritrovi a fare la danza della pioggia, sperando che la pioggia non sia quella nei tuoi pantaloni. Se poi quello che ti scappa è roba grossa, è meglio che fai testamento.)

02. "Il codice non è valido." (Se la frase proviene da uno sportello bancomat dopo il terzo tentativo di inserire il codice di sicurezza che non ricordi perché l'hai scelto più complicato della successione di Fibonacci per renderlo impossibile da identificare da eventuali rapinatori, allora improperi ed eresie fioccheranno come multe in un giorno di mercato. E se pure il prete ti sentisse, capendo il problema si unirebbe a te nell'inventare nuove imprecazioni.)

01. "Dobbiamo parlare..." (In qualsiasi delle sue varianti, quando un uomo si sente dire questa frase dalla sua donna, sa che non c'è più niente da fare. Colpevole? Innocente? Non cambia nulla. Sei sempre stato bravo, romantico, gentile, rispettoso? Non cambia nulla. Quando lei ti dice quella frase si è già messa in testa che qualcosa non va, per cui, se va bene, ti devi sorbire una serie di idee per ravvivare il vostro rapporto, se va male è finita, sei storia. E anche se ti tappi le orecchie per non sentire quell'orribile frasi, ormai sarà troppo tardi. Lei ha deciso.)


giovedì 3 dicembre 2015

Quattro spritz all'aperol e una coca

(Questo è il primo racconto fatto per il primo corso di scrittura creativa...E' stato "solo" un gioco fatto partendo da un incipit comune, ma già si capisce il mio stile e il fatto che mi piacciano i finali che lasciano aperti punti interrogativi...)

Sam non sapeva se fosse un buon segno o l'inizio di una catastrofe, aveva sempre pensato che quello fosse uno dei segni dell'Apocalisse e per questo, vedere Owen arrivare puntuale, era una cosa che lo preoccupava. Da quando lo conosceva, cioè da circa vent'anni, Owen non era mai arrivato in orario ad un appuntamento, infatti la sua idea di puntualità era di arrivare almeno venti minuti dopo gli altri; non lo faceva di proposito, era semplicemente fatto così.
Una sera, lui ed Owen, erano rimasti d'accordo di trovarsi a casa sua alle dieci, per poi andare a sentire una band locale in un pub poco distante, ma Owen si presentò soltanto alle undici e un quarto. Sam aveva passato gli ultimi quindici minuti a mangiare nervosamente caramelle, in uno stato d'animo altalenante tra la rabbia e la preoccupazione che potesse essergli accaduto qualcosa. Owen si giustificò dicendo che un improvviso mal di pancia lo aveva costretto ad una "ritirata" strategica.
"Avresti almeno potuto avvisarmi, non sapevo cosa pensare" si lamentò Sam
Owen fece spallucce, lui trasse un profondo sospiro e la storia finì lì.
Inizialmente questi continui ritardi gli davano piuttosto fastidio e lo rendevano nervoso; poi ci fece l'abitudine, così come gli altri amici della compagnia, e ora ci scherzavano sopra.
Una volta Michael disse che Owen sarebbe arrivato tardi ad un appuntamento con Jessica Alba che lo aspetta a gambe aperte. Un'altra volta qualcuno, forse Chris, disse che sarebbe arrivato in ritardo anche al proprio funerale.
Quella sera Owen aveva dato appuntamento a tutti alle sette al "Feeling".

Sam parcheggiò nell'antistante spiazzo ghiaioso e quando scese dall'auto vide che ad attenderlo c'erano già Michael, Dave e Chris, mancava naturalmente solo Owen, ma non fece in tempo a finire il pensiero che un'auto lo affiancò e ne scese proprio il suo amico. Sam rimase sbalordito per un attimo, poi pensò che probabilmente era in ritardo anche lui, ma quando controllò l'orologio, vide che segnava le sei e cinquantacinque.
Pensò che dovesse essere accaduto qualcosa di veramente straordinario perché Owen fosse in perfetto orario, ma il suo volto non lasciava trasparire nulla, era quello di sempre.
Assieme raggiunsero gli altri, che nel frattempo si erano seduti ad un tavolino del bar.
"Owen ti senti bene?" chiese Dave "Hai visto che..."
Owen lo interruppe con un gesto della mano e gli sorrise.
"Ordiniamo?" chiese
Gli altri annuirono. Lui alzò un braccio per attirare l'attenzione della cameriera.
"Quattro spritz all'aperol e una coca"
Quando lei si allontanò Owen tornò a guardare i suoi amici che lo fissavano perplessi. Si accese una sigaretta, aspirò profondamente e soffiò il fumo verso l'alto.
Il campanile vicino suonò le sette.


giovedì 19 novembre 2015

Goodnight mommy (2014)


Lukas ed Elias sono due gemellini di dieci anni e passano le loro giornate estive a rincorrersi tra i filari di un campo di grano, facendo il bagno in uno splendido laghetto immerso tra i boschi e facendo la lotta nei verdi campi davanti casa, una bellissima quanto gelida villa, sperduta nella campagna austriaca. Quando finalmente la loro madre torna a casa, con il volto coperto di bende, dopo un’operazione di chirurgia estetica, i due bambini cominciano a sospettare che quella donna non sia chi dice di essere e ben presto le cose precipiteranno in una spirale di follia e violenza, fino all’inevitabile finale.



I due registi , Severin Fiala e Veronika Franz, rispettivamente nipote e moglie del regista Ulrich Seidl, proseguono sulla strada già intrapresa dallo stesso Seidl (il film Canicola su tutti) e di cui Haneke è il maggior esponente; un cinema fatto di lunghe attese e di improvvisi scoppi di violenza, via via sempre più disturbante.
Seppure la realtà del film sia chiara fin da subito, almeno per un pubblico più smaliziato (l’idea ricorda in parte quella della pellicola di Robert Mulligan Chi è l’altro?), il seme del dubbio resiste per tutta la sua durata. Assistiamo così ad un classico gioco del gatto con il topo, ma in cui i ruoli si invertono continuamente, in cui non è mai chiaro fino alla fine, se siano i bambini a essere pazzi, o realmente la madre celi qualche segreto sotto a quelle bende che le nascondono il volto.
La donna si dimostra subito fredda e dispotica, al solo scopo di preservare una bellezza acquisita artificialmente, arrivando a chiudere i figli in camera per più giorni, a schiaffeggiarli o a uccidere un gatto randagio che i due bambini avevano portato in casa; ed è questa cattiveria a instillare nei gemelli il dubbio sulla vera identità della madre; così nei loro sogni la madre è un essere senza volto, come nelle foto sfocate appese per la casa, che probabilmente ritraggono la donna prima dell’intervento.
Avviandosi verso la fine, il film cambia registro e seppure continui a essere pervaso da un’aura gelida e distaccata, apre improvvisamente le porte al voyerismo della violenza, accostandosi ad alcuni torture porn francesi (Martyrs o Frontiers), ma mai fine a se stessa, in quanto legata ad un contesto psicologico sociale, per cui risulta ben inserita.
Goodnight mommy è dunque un gran bel film, duro e viscerale che non può lasciare indifferenti, perché colpisce sia a livello mentale ed motivo, sia a livello fisico: una pellicola profondamente disturbante, soprattutto per la giovane età dei protagonisti. A tal proposito, risultano bravissimi i due gemelli, scelti tra 240 coppie, soprattutto per il loro aspetto fragile ed innocente, ma allo stesso tempo permeato da un alone di mistero e inquietudine.
Splendida anche la fotografia di Martin Gschlacht, che contribuisce in maniera fondamentale a donare al film quel senso onirico e di oppressione, per cui lo spettatore si sente perduto.
Un film che piacerà agli amanti del horror d’atmosfera e del thriller psicologico.


lunedì 9 novembre 2015

40 portati benone...



Ed eccoci arrivati a quaranta, una bella cifra non c'è che dire, ma non sono qui per fare un bilancio della mia vita fin'ora, anche perché non saprei da dove cominciare, piuttosto per ricordarmi che a festeggiare gli "anta" non sono solo io...

Nel 1975 venivano dati alle stampe, tra gli altri, i seguenti libri:


  • Padre Padrone (Gavino Ledda)
  • La scomparsa di Majorana (Leonardo Sciascia)
  • Il presagio (David Seltzer)
  • La grande rapina al treno (MIchael Crichton)
  • Lettera ad un bambino mai nato (Orianna Fallaci)
  • Factotum (Charles Bukowski)
  • Le notti di Salem (Stephen King)


Sempre nel 1975 venivano pubblicati i seguenti album:


  • Horses (Patti Smith)
  • Born to run (Bruce Springsteen)
  • Rimmel (Francesco De Gregori)
  • Sabato Pomeriggio (Claudio Baglioni)
  • Wish you were here (Pink Floyd)
  • Dressed to kill (Kiss)
  • Sabotage (Black Sabbath)
  • Caress of steel (Rush)
  • A night at the opera (Queen)


E infine al cinema, nel 1975, uscivano:


  • Lo squalo
  • Profondo rosso
  • Qualcuno volò sul nido del cuculo
  • Quel pomeriggio di un giorno da cani
  • Fantozzi
  • Salà e le 120 giornate di Sodoma
  • Nashville
  • Barry Lyndon
  • The rocky horror picture show
  • Amici miei
  • Amore e guerra
  • Monty Python e il Sacro Graal
  • Lo specchio
  • Picnic ad Hanging Rock
  • Dersu Uzala
  • La fabbrica delle mogli
  • Funny Lady
  • Il demone sotto la pelle
  • Professione: Reporter
  • I tre giorni del condor
  • Tommy
  • I quattro dell'apocalisse
e molti altri naturalmente...

Beh, mica male avere quarant'anni in questa compagnia, no?


martedì 3 novembre 2015

Svolte

La lettera arrivò in una ventosa mattina autunnale;  Alberto l’aspettava da diversi mesi e quando, quel giorno, vide il postino attraversare il vialetto ingombro di foglie gialle e rosse, si precipitò fuori, prima ancora che questi potesse suonare il campanello.
Per un attimo, mentre stava esaminando la posta, temette che anche questa volta la lettera non fosse arrivata, poi vide la busta gialla con il logo della casa editrice alla  quale, molti mesi prima, aveva inviato alcuni suoi disegni, e tirò un sospiro di sollievo.
Quella mattina aveva saltato la scuola nella speranza di ricevere quella lettera, ma ora che l’aveva in mano, sentì tutto l’entusiasmo svanire.
Le mani gli tremavano e il cuore gli galoppava in petto. Dentro a quella busta c’era una risposta che, in un modo o in un altro, gli avrebbe cambiato la vita. Se ci fosse stata una risposta positiva, si sarebbe dovuto trasferire, abbandonando la famiglia, la scuola e gli amici, ma ancora peggio sarebbe stato se avesse ricevuto un rifiuto, mettendo così fine alle sue ambizioni di diventare il nuovo Manara.
Si fece coraggio e fece per aprire la busta quando squillò il telefono. Andò a rispondere e dopo qualche istante sbiancò in volto.
Riattaccò la cornetta; quindi strappò la lettera senza nemmeno aprirla e la gettò nel caminetto acceso.
Ormai non aveva nessuna importanza.
Uscì di casa chiudendosi la porta alle spalle, saltò sulla sua bicicletta e si avviò per una strada mai così deserta e silenziosa.



(Questo nuovo racconto è nato dalle critiche che mi sono state mosse per altri da me scritti che avevo lasciato con finale aperto, talvolta "costringendomi" a cambiarli. A me invece, piaccio i libri e film che lasciano aperta la porta a varie possibilità. Ecco dunque questa breve storia in cui, non solo, non chiudo il finale, ma anche non do spiegazioni su quanto accade. E devo dire che mi sono divertito molto a proporlo, anche se qualcuno mi ha "odiato")

sabato 31 ottobre 2015

Perché Halloween è Halloween

« Malocchio e gatti neri, malefici misteri
il grido di un bambino bruciato nel camino
nell'occhio di una strega, il diavolo s'annega
e spunta fuori l'ombra: l'ombra della strega!
La vigilia d'Ognissanti han paura tutti quanti:
è la notte delle streghe!

(Chi non paga presto piange!) »


E' arrivato il 31 ottobre, Halloween, e che vi piaccia o meno è una festa che ormai è da diversi anni ha preso piede anche qui da noi, ma non sono qui per discutere sulle tradizioni o sulle origini di tale ricorrenza; invece voglio consigliarvi alcuni film da vedere in questa lunga notte.
Non sarà una semplice lista di film horror (anche perché alcuni non lo saranno), ma brevi recensioni di film ambientati, almeno in parte, proprio durante la notte di Halloween.



Buona visione:

Halloween - La notte delle streghe: Non potevo partire che con questo film, uno dei capisaldi del genere, diretto in maniera perfetta da John Carpenter, uno dei maestri del cinema in generale e dell'horror in particolare. L'incipit del film è memorabile, il piccolo Michael che prima osserva la sorella amoreggiare con il suo boyfriend e poi, armato di coltellaccio e mascherato da clown, la accoltella a morte. Poi anni dopo Michael, ormai cresciuto, fugge dall'ospedale psichiatrico e torno a Haddonfield per terminare quello che aveva lasciato in sospeso quindici anni prima. Musiche, movimenti di macchina, tempi, citazioni...tutto in questo film è perfetto.

Halloweem: The Beginning: Questo remake (o forse sarebbe meglio dire reboot) non è piaciuto molto alla critica; per me è invece riuscito molto bene. Rob Zombie, intelligentemente, si concentra maggiormente sulla figura di Michael Myers, prima da ragazzino, poi durante la sua fuga da adulto.
Inoltre "sporca" ulteriormente la pellicola rendendola più sanguinaria e truculenta dell'originale. Anche qui la musica è un asse portante del film, sia la OST che le canzoni inserite.

Morte a 33 giri: Un classico degli anni 80; forse non un capolavoro, ma un film che ha sempre il suo fascino, grazie anche al connubio horror-musica rock.
La storia è quella di Eddie Weinbauer, soprannominato "Ragman", appassionato di musica metal e bullizzato dai compagni di classe, proprio per questa sua passione. Quando anche il suo idolo Sammi Curr, Ragman sente il mondo crollarli addosso, fino a quando un suo amico dj gli regala l'unica copia dell'ultimo disco di Curr. Quando il ragazzo ascolterà il disco al contrario si troverà a parlare con lo spirito del cantante che gli darà consigli su come vendicarsi dei bulli. Tuttavia le cose presto prenderanno una brutta piega. Da ricordare la partecipazione di Gene Simmons (dei Kiss) nel ruolo dell'amico dj e un cameo di Ozzy Osbourne, nei panni (autoironici) di un predicatore anti musica metal.

Nightmare before Christmas: Altro film che non ha bisogno di tante presentazioni: ideato dal genio di Tim Burton è la storia di Jack Skeletron che cerca di portare la festa del Natale nella terra dove è sempre Halloween, creando confusione sia tra glia abitanti di tale terra, che nel mondo reale, dove per poco, non viene annullato il Natale. Umorismo macabro, animazione e fantastiche musiche, realizzate da Danny Elfman, caratterizzano questo film.

Scarlatti - Il thriller: Film poco conosciuto, o quantomeno dimenticato, racconta la storia del piccolo  Frankie Scarlatti che viene rinchiuso da alcuni compagni nello spogliatoio della scuola, la notte di Halloween. Qui gli appare il fantasma di una bambina, assassinata anni prima. Deciso a scoprire la verità, il bambino (interpretato dal giovanissimo Lukas Haas) si intrufola in una vecchia casa abitata da una misteriosa donna in bianco. Thriller con storia di fantasmi; probabilmente non spaventosissimo, ma un film da riscoprire

Il Corvo: La triste storia di Eric Draven e della sua ragazza uccisi la notte di Halloween da quattro criminali, e della vendetta messa in atto dallo stesso Eric, riportato in vita da un corvo, con le fattezze di un Pierrot- dark è ormai nella storia del cinema; sia per la sua origine fumettistica, sia per la morte di Brandon Lee durante una delle scene del film, sia per la storia in se, ne hanno fatto uno dei film dark per eccellenza.

La vendetta di Halloween: Film a episodi concatenati tra di loro, che si intrecciano proprio la notte di Halloween. Film non pienamente riuscito, ma comunque interessante e che merita una visione,

Halloween killer: Questo film indipendente, dalla regia quasi amatoriale, racconta la storia di Douglas, un bambino appassionato di Halloween e di videogiochi. Quest'anno il ragazzino si vestirà come il protagonista del suo videogame preferito, Satan's Little Helper, il piccolo aiutante del diavolo, e nel suo girovagare incontra una persona vestita proprio come il diavolo del gioco. Douglas però non sa che sotto quella maschera si nasconde un reale serial killer

All Hallow's Eve: Sarah passa la notte di Halloween a fare la babysitter. Controllando i dolci ricevuti dai due bambini, la ragazza trova anche una videocassetta e decide di vederla subito. Tuttavia le inquietanti immagini, in cui compare uno spaventoso clown, la fanno desistere e mandare a letto i bambini. Dopo un po' però decide di continuare a vedere la videocassetta in cui si assistono a diversi efferati omicidi, ma la notte ha in serbo per lei degli incubi ben più reali.

Hocus Pocus: Film per tutta la famiglia targato Disney, racconta la storia di tre sorelle streghe, che uccise sul finire del 1600, giurano vendetta; infatti trecento anni dopo tornano in vita e cercano di ritornare giovani. I giovani protagonisti riusciranno a sconfiggere nuovamente le tre megere.

Qualcosa di sinistro sta per accadere: Will e Jim sono due ragazzini di quattordici anni, nati entrambi la notte di Halloween, uno un minuto prima della mezzanotte, l'altro un minuto dopo, sono amici fin dalla più tenera età. Un giorno nella loro cittadina arriva una strana fiera in cui sembra che i propri sogni possano avverarsi. In realtà il proprietario del luna park ha malvage intenzioni e saranno proprio i due bambini a sconfiggerlo, almeno temporaneamente. Tratto dal romanzo Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury è uno dei primissimi fanta-horror targati Disney.

Beh questo è quanto...Buon Halloween a tutti!