Visualizzazione post con etichetta Animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Animali. Mostra tutti i post

martedì 2 luglio 2019

I cartoni dimenticati (3): Lucy May

Tra i vari progetti della Nippon Animation, per un lungo periodo, c'è stato il World Masterpiece Theater, in cui vennero prodotti degli anime ispirati a romanzi per ragazzi, per lo più di origine occidentale. Tra i vari titoli si possono ricordare Marco, Anna dai capelli rossi, Tom Story, Flo la piccola Robinson, Pollyanna e molti altri tra cui l'anime di cui parlerò oggi: Lucy May.



Basato sul romanzo Southern Rainbow di Phyllis Piddington, Lucy May (Minami no Niji no Rūshī)  è incentrato sul personaggio di Lucy May Popple, che assieme alla sua famiglia si trasferisce in Australia, dall'Inghilterra, alla fine del XIX secolo. Fin da subito le cose si riveleranno più dure di quanto la famiglia si aspettasse, ma dopo varie vicissitudine tutto terminerà per il meglio.La serie, composta da cinquanta episodi, è stata trasmessa per la prima volta in Italia il 26 settembre 1983 da Italia 1, per poi essere replicata qualche anno più tardi su Rete 4 e dopo più di vent'anni d'assenza di nuovo mandato in onda su Mediaset Premium Hiro.



Come detto, la storia racconta della famiglia Popple, che si trasferisce in Australia, con la speranza di impiantare una fattoria per poi trasformarla un'importante azienda agricola. Tuttavia le difficoltà sono subito numerose, anche perché i coloni non sono ben accolti dai locali, e il luogo si dimostra, si dimostra ancora primitivo.
Non potendo trasportare la casa prefabbricata che Arthur, il padre di Lucy May, si era portato dall'Inghilterra, per la mancanza di adeguati mezzi di trasporto, l'uomo è costretto a venderla e prendere una casa poco fuori città (Adelaide).





Qui Arthur, in attesa di realizzare il suo sogno, accetta di fare vari lavori, ma tutta la famiglia si impegnerà per migliorare le proprie condizioni di vita.
In attesa di tornare a scuola Lucy May e la sorella Kate esplorano questo nuovo mondo, che ai loro occhi si rivelerà meraviglioso e ricco di misteri. In particolare, la piccola protagonista, ama molto gli animali e vorrebbe occuparsi di tutte le creature che incontra nelle sue passeggiate, come koala, ornitorinchi e canguri e dopo un po' avrà il permesso di allevare un cucciolo di dingo che chiamerà Piccolo.



Il tempo passa, ma per la famiglia Popple le cose non cambiano, anzi in seguito ad un incidente sul luogo di lavoro, Arthur si ferisce ad una gamba e scivola in una profonda depressione che lo porta a diventare un alcolista. Solo grazie all'aiuto di tutti i suoi famigliari l'uomo capirà il suo errore e ritorna a lavorare.


Poco dopo però, un'altra tragedia si abbatte sui Popple; Lucy May è vittima di un incidente in cui perde la memoria. La bambina viene soccorsa da Frank Princeton, un ricco possedente terriero, che la accoglie in casa sua. La moglie di costui si affeziona molto a Lucy May in cui rivede la propria figlia morta poco tempo prima. Quando la bambina riacquista la memoria, la donna chiederà ai suoi genitori di poterla adottare, in cambio di un terreno dove poter avviare la tanto agognata fattoria. Tuttavia i Popple non accetteranno la proposta.Dopo altre vicissitudini, grazie proprio ai Princeton, Lucy May e la sua famiglia riusciranno a realizzare il proprio sogno.


L'anime descrive molto bene le difficoltà dei protagonisti e non fa nessuno sconto nel raccontare anche problematiche come l'immigrazione, l'alcolismo e la depressione dovuta ai sogni infranti.Proprio per questo Lucy May è un prodotto che risente poco, o per nulla, del tempo passato e riesce a coinvolgere un pubblico abbastanza ampio, nonostante la maggior parte delle avventure siano incentrate sulla piccola protagonista.Il character design, opera di Junichi Seki, (Vicky il Vichingo, Peline Story, Belle e Sebastien...) risulta molto curato e riesce a riportare piuttosto fedelmente quella che doveva essere la vita dei coloni di due secoli fa.

(Fonte Wikipedia)


giovedì 16 novembre 2017

Kauwboy (2012)



Jojo ha dieci anni e vive solo con il padre, un uomo duro e severo, che affoga i propri problemi e dispiaceri nell’alcool, arrivando talvolta a essere violento con il figlio, mentre la madre del bambino, una cantante country di successo, pare essere in tour in America. Jojo si trova così a essere spesso da solo ad affrontare le problematiche di un ragazzino della sua età, ma anche ad avere responsabilità che non gli competerebbero: di giorno va a scuola e gioca a pallanuoto, la sera si occupa della casa e se ne va a letto da solo, poiché il padre lavora di notte.
 Qualche volta il bambino telefona alla madre, raccontandole le sue giornate, e spesso mentendo sul rapporto con suo padre.



Le cose cambiano quando, giocando in un campo, Jojo trova un piccolo di taccola (uccello della famiglia dei corvidi) caduto dal nido, e ferito e decide di prendersene cura portandolo a casa con se; tuttavia deve fare attenzione perché suo padre non vuole animali in casa. Ben presto Jojo trova nel piccolo corvo, che lui ha chiamato Kauw, il conforto e l’affetto che il padre non riesce a dargli e ne parla anche con la mamma, nelle sue lunghe telefonate, dicendole che quando fosse tornata, avrebbe trovato una bella sorpresa.  Tuttavia, quando l’uomo scopre il segreto del figlio, lo costringe a liberarsi dell’animale, causando anche la rabbia e la frustrazione del bambino, che di nascosto continua a occuparsi del piccolo amico.





Purtroppo, questo precario equilibrio, viene spezzato dalla presa di coscienza, da parte di Jojo della morte della madre, che fino a quel momento si era rifiutato di accettare. In tal senso, è particolarmente forte la sequenza in cui il bambino vuole festeggiare a tutti i costi il compleanno della mamma e quando il padre lo obbliga a togliere gli striscioni e le bandierine a stelle e strisce, lui si ostina a cantare “Happy Birthday” alla madre assente, con tutta la rabbia che ha in corpo, sputando le parole in faccia al padre. 
Ed è solo dopo l’ennesimo litigio, che padre e figlio riusciranno a ritrovarsi e assieme ad affrontare il dolore per la perdita di una moglie e di una madre.




L’amicizia tra bambini e animali è stata spesso al centro di pellicole cinematografiche, ma non sempre il risultato è stato pari alle intenzioni iniziali.

Un film simile a “Kauwboy” è “Kes” di Ken Loach, che racconta sempre l’amicizia tra un ragazzino e un uccello, ma se nel film del regista britannico, la tematica si incentrava soprattutto sul disagio sociale, e sulla ricerca di un posto all’interno della società stessa, nel caso del film di Boudewijn Koole, il soggetto è più intimista e delicato, infatti il regista racconta con garbo e sensibilità la difficile fase dell’elaborazione del lutto, vissuta dalla parte di un bambino, che proprio per la giovane età, fatica maggiormente ad accettare la morte di un caro.
Nel film, il lutto viene svelato lentamente, anche se fin dall’inizio è intuibile che ci sia qualcosa che non va, e allo stesso modo che nella vita vera, prima di accettare la perdita, prima bisogna passare attraverso le fasi della negazione e della rabbia.



Tuttavia Koole, riesce a non cadere mai nel banale o nella facile trappola della pietà dipingendo un quadro ruvido e denso di sofferenza, ma capace anche di abbandonarsi alla fantasia, proprio come farebbe un bambino che si crea un mondo ideale nel quale rifugiarsi, per fuggire alle cattiverie della vita. E il piccolo corvo inizialmente rappresentazione dell’affetto sostituito, diventa alla fine il simbolo della presa di coscienza del lutto, ma anche della fine dell’infanzia di Jojo, che si avvia a diventare adolescente. Bravissimo il piccolo protagonista, che riesce a conferire intensità al suo personaggio, creando quella giusta empatia che non sfocia nel patetismo.

martedì 29 novembre 2016

Ma che cucciolo carino...

L'idea è quella di presentare, con scadenza più o meno regolare, una lista di film riguardanti una determinata tematica (film con ambientazione scolastica, film sui vampiri, film "on the road" e così via..). Queste liste non saranno delle classifiche, ma semplicemente un elenco di alcuni film, con una breve recensione che, personalmente, ritengo interessanti o degni di menzione (non necessariamente in positivo). Prendetele come dei consigli sulle molteplici tematiche che il cinema può può offrire.
E il primo argomento affrontato è quello degli animali assassini

1. Gli uccelli: Capolavoro di Alfred Hitchock che non ha bisogno di presentazioni. Girato nel 1963 è forse il primo, o per lo meno uno dei primissimi film, in cui l'uomo deve affrontare la furia degli animali. La vicenda narra di Melanie che arriva a  Bodega Bay per regalare una coppia di pappagallini a Mitch, giovane avvocato conosciuto qualche tempo prima, e che vive qui con la madre e la sorellina. Durante la traversata, la donna viene ferita da un gabbiano, ma quello che inizialmente sembra un semplice incidente, poi si rivelerà un vero e proprio incubo, quando diverse centinaia di uccelli, di diverse razze. si ribelleranno contro l'uomo. Una delle cose geniali del film è che non viene mai spiegato il motivo di questa follia omicida. Indimenticabile il finale.

Gl uccelli (1963)


2. Lo squalo: Con questo film, Spielgberg ha fatto nascere in decine di migliaia di persone, la fobia per le spiagge e per l'acqua. Inoltre, dopo il successo planetario di questa pellicola, moltissimi altri registi si sono dilettati, con risultati non sempre all'altezza, in film su animali affamati di carne umana. La storia è quella di uno squalo bianco che infesta le acque di Amity e che si ciba di incauti bagnanti. Uno sceriffo preoccupato vorrebbe chiudere le spiagge, ma il sindaco, che invece pensa all'economia della piccola isola, si rifiuta di ascoltarlo; l'uomo, assieme ad un oceanologo e ad un cacciatore di squali, si mette sulle tracce dell'orribile bestia. Il film è un crescere continuo di pathos e tesìnsione, e che nonostante abbia più di quarant'anni, mantiene sempre il suo fascino.

Lo squalo (1975)


3. Piranha: Di questa pellicola ne ho già parlato lungamente qui. Joe Dante riesce a riprendere il plot de "Lo squalo", inserirci un bel po' di ironia e disseminarlo di critica sociale, ricavandone un gran bel prodotto. Certamente non è il capolavoro che può essere il film di Spielberg, ma è comunque un'ottimo film: Paul e Maggie, inavvertitamente liberano nel corso di un fiume, dei feroci pesci assetati di sangue,geneticamente modificati da uno scienziato. Inizia così una terribile carneficina.

Piranha (1978)


4. Swarm - Lo sciame che uccide: Uno sciame di api assassine brasiliane, prima assalta una guarnigione militare nel Texas, sterminando tutti, poi si dirige verso il cuore degli Stati Uniti. La Casa Bianca affida il compito di neutralizzarlo ad un celebre entomologo, ma mentre la soluzione tarda ad arrivare, le api continuano a mietere vittime e i militari tentano con rimedi peggiori del male.
Fanta-horror di serie B, non ha avuto gran successo né di critica, né di pubblico, nonostante un cast eccezionale tra cui si ricordano Michael Cane, Richard Chamberlain, Katherine Ross, Henry Fonda e moltissimi altri...Quando lo vidi da ragazzino, alcune scene mi turbarono e anche se ora non fa più quell'effetto lo ritengo un discreto film catastrofico.

Swarm - Lo sciame che uccide (1978)


5. Grizzly, l'orso che uccide: Altro film sulla scia de "Lo squalo", questa volta con protagonista un feroce orso grizzly. Questa pellicola non è certo memorabile, ma alcune delle morti sono veramente truculente e non risparmia qualche colpo duro. Per il resto si sono visti plantigradi ben più realistici (nelle scene di attacco, perché l'orso era vero, ma per gli attacchi dello stesso sono stati usati dozzinali trucchi) in film come Backcountry o in Revenant con Di Caprio.

Grizzly, l'orso che uccide (1976)


6. Alligator: Il film prende spunto da una leggenda metropolitana in cui si racconta di enormi alligatori che vivono nelle fogne delle metropoli americane, dopo che, ancora cuccioli, vi sono stati gettati, attraverso lo scarico del wc dagli incauti proprietari. In questo caso, il rettile esce dal sottosuolo e si aggira per le strade di Chicago facendo una strage. Il film, purtroppo, non è invecchiato troppo bene, soprattutto a causa di effetti speciali piuttosto datati, ma la storia funziona bene e l'idea di partenza è buona.

Alligator (1980)


7. Cujo: Quando il migliore amico dell'uomo può diventare il suo peggiore incubo...Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King e racconta di un pacifico San Bernardo che in seguito al morso di un pipistrello contrae la rabbia diventando aggressivo e cattivo. Dopo aver ucciso alcune persone, il cane tiene in ostaggio, all'interno della loro auto, una donna e il suo bambino...
La pellicola, pur distanziandosi dal libro in alcune sue parti e in particolare nel finale, riesce a trasmettere tensione, grazie al buon lavoro fatto con il San Bernardo e ad un pugno di buoni attori. Il regista è lo stesso di Alligator 


Cujo (1983)


8. Denti assassini: Sequel de "Il cibo degli dei", a sua volta tratto da un romanzo di H.G. Wells, racconta di alcuni topi che in seguito ad un esperimento scientifico hanno subito un incredibile processo di ingigantimento. Un gruppo di studenti che lottano contro la vivisezione, per errore libera gli enormi ratti, che ben presto andranno in cerca di cibo in città.
In realtà questo lo ricordo come un film bruttino, con effetti speciali dozzinali e piuttosto noioso, ma vedo che in giro ha i suoi estimatori, per cui ho pensato di inserirlo in questa lista.

Denti assassini (1989)


9. Monkey Shines - Esperimento nel terrore: Romero abbandona per un po' il genere zombie-movie e racconta la storia di Allan, che in seguito ad un incidente, si ritrova tetraplegico su una sedia a rotelle. Un giorno un amico gli regala una piccola scimmia cappuccino che aiuta il giovane nei piccoli problemi quotidiani. Ben presto tra Allan e il piccolo animale si crea un forte legame simbiotico, tanto che questi, non obbedirà soltanto agli ordini che gli vengono impartiti, ma anche quei desideri più malsani e profondi che l'uomo comincia a provare a causa della frustrazione dettagli dal suo status di invalidità. Suspense, tensione e qualche momento raccapricciante rendono questo film un cult assoluto.

Monkey Shines - Esperimento nel terrore (1988)


10. Black Sheep - Pecore assassine:  A dire il vero questo film ancora mi manca, ma una pellicola così assurda non poteva non far parte di questo breve catalogo. Come facilmente si può intuire dal titolo, si parla di un gruppo di pecore, che divenute carnivore in seguito ad un esperimento scientifico andato male, mietono terrore e vittime in una fattoria della Nuova Zelanda.

Black Sheep - Pecore assassine (2006)

Da questa lista ho volutamente lasciato fuori dinosauri, zoomorfismo e mostri di altro genere di cui parlerò in altre occasioni. E quali sono i film animaleschi che a voi sono piaciuti di più?