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domenica 27 gennaio 2019

Come Alfredino

Raramente ho parlato di attualità in questo blog, ma stavolta ho sentito la necessità di raccontare questa storia, perché è una vicenda che mi ha colpito, ricordandomi un fatto molto simile accaduto quando ero bambino e che anche allora mi turbò molto.
Sto naturalmente parlando del caso di Julen Rossello, il bimbo di due anni, caduto di un pozzo  artesiano e trovato morto, dopo tredici giorni, la notte tra il 25 e il 26 gennaio.
Già da qualche giorno, data la giovanissima età del bambino, nutrivo poche speranze sul fatto che potessero recuperarlo in vita. Tredici giorni sono tanti senza cibo ne acqua, anche solo cinque giorni sono tanti soprattutto se hai solo due anni.
Secondo i primi esami sembrerebbe che Julen sia morto il giorno stesso della caduta per una frattura cranica e, col senno di poi, viene da dire "meglio così", non certo per augurare del male a qualcuno, ma semplicemente perché, visto che ci sono volute quasi due settimane per riuscire a raggiungerlo, almeno ha evitato una lunga e sofferta agonia.



Questa tragedia, come ricordato da molti, riporta alla mente quella di Vermicino in cui perse la vita il piccolo Alfredo Rampi, di appena sei anni.
Quelli che hanno più di quarant'anni sicuramente ricorderanno quella terribile storia che tenne col fiato sospeso tutta l'Italia, come ricorderanno le polemiche per il sensazionalismo mediatico che portò alla nascita del termine "tv del dolore"
Alfredino Rampi, tornando a casa dopo una passeggiata con la sua famiglia nella campagna vicino casa, cadde in un pozzo artesiano. I soccorsi si misero in moto dopo poche ore e i tentativi per recuperare il bambino andarono avanti per tre giorni, quando poi si capì che non c'era più nulla da fare.
Le ultime diciotto ore dei soccorsi furono mandate in onda in diretta televisiva sulle reti rai e ciò permise a venti milioni di italiani di seguire la triste vicenda.
Anche i miei genitori seguirono il caso; io all'epoca avevo quasi la stessa età di Alfredino (avrei fatto sei anni qualche mese più tardi), ma ricordo le loro facce preoccupate, ricordo l'aria mesta che si respirava in casa e ricordo che mi sentivo, in qualche modo, partecipe a questo dolore.
Sarei un bugiardo se affermassi che in quei giorni, o in quelli immediatamente successivi, non feci altro che pensare ad Alfredo, ma il fatto che un mio coetaneo stesse passando dei così brutti momenti, mi rattristava molto.
Mi fermo qui, non voglio soffermarmi sulle polemiche che in seguito sono nate, sia per i molti errori nei soccorsi, sia per la mediaticità dell'evento, anche perché all'ora ero troppo piccolo per capire queste cose e quello che volevo ricordare, sono le sensazioni che provai.




Un pezzetto bello tondo di cielo
d’estate sta sopra di me
non ci credo
lo vedo restringersi
conto le stelle, ora
sento tutte queste voci
tutta questa gente ha già capito
che ho sbagliato, sono scivolato
son caduto dentro il buco
bravi, son venuti subito
son stato stupido
ma sono qua gli aiuti
quelli dei pompieri, i carabinieri
Intanto Dio guardava il Figlio Suo
e in onda lo mandò
a Wojtyła e alla P2
a tutti lo indicò
a Cossiga e alla Dc
a BR e Platini
a Repubblica e alla Rai
la morte ricordò
Scivolo nel fango gelido
il cielo è un punto
non lo vedo più
l’Uomo Ragno m’ha tirato un polso
si è spezzato l’osso, ora
dormo oppure sto sognando
perché parlo ma la voce non è mia
dico Ave Maria
che bimbo stupido
piena di grazia, mamma
Padre Nostro
con la terra in bocca
non respiro
la tua volontà sia fatta
non ricordo bene, ho paura
sei nei cieli
E Lui guardava il Figlio Suo
in diretta lo mandò
a Wojtyła e alla P2
a tutti lo mostrò
a Forlani e alla Dc
a Pertini e Platini
a chi mai dentrò di sé
il Vuoto misurò


mercoledì 17 dicembre 2014

Questione d'estro

"La cosa più triste al mondo è il talento sprecato" (Bronx - 1993)

A differenza di quanto si dice, non tutti hanno talento; tutti abbiamo delle capacità, possiamo essere più o meno bravi in una qualche attività, ma il talento è un'altra cosa, il talento è qualcosa di innato, che pochi hanno la fortuna di averne dono; e quando questo viene espresso da bambini o giovanissimi, rimaniamo maggiormente conquistati, quasi fosse qualcosa di sovrannaturale.
Purtroppo poi non tutti mantengono le promesse, c'è chi non lo coltiva, chi si perde per strada, altri che per motivi sociali, famigliari o di altro tipo, non hanno la possibilità di far sbocciare il loro talento. E allora si, che il talento sprecato diventa una cosa triste, e allora ci vorrebbe qualcuno che li aiutasse, ma talvolta sono proprio le persone che dovrebbero incoraggiare questi talenti, i primi a smontarli, a "renderli piccoli".
Il talento va assecondato e non ostacolato...
Mi capita qualche volta di provare invidia (anche se non è un bel sentimento) per persone che con poche difficoltà riescono nella vita di tutti i giorni, ma per i talenti no...Il talento mi suscita ammirazione; non so esattamente perché, dato che come dicevo all'inizio, è una cosa innata, che si ha o non si ha...forse perché come diceva Cartier-Bresson "Se hai un talento, ne sei responsabile e ci puoi (devi) lavorare sopra"







martedì 4 novembre 2014

Un fardello (poco) importante

A volte avrei il desiderio di dire liberamente alcune cose su me stesso, cose che mi hanno fatto riflettere e crescere; purtroppo però, facendo queste mie confidenze so che poi ci sarebbe gente che si divertirebbe a prendermi in giro, a mettere il dito nella piaga, pensando di sapere tutto su di me solo avendo letto poche righe riguardanti me stesso. Basterebbe fregarsene; una persona che ti giudica senza conoscerti non andrebbe nemmeno considerata, ma il punto è che questi pensieri, sono pensieri comuni, dettati da questa società che da importanza solo ad alcuni aspetti della vita, talvolta non così importanti, altre volte si, ma che comunque non dovrebbero servire a giudicare una persona.
Inoltre tanta gente è cattiva, si crede superiore soltanto perché riesce in quelle c cose he questa società giudica più importanti...
Probabilmente se le cose fossero andate diversamente, anch'io farei parte di questa massa e giudicherei chi è al mio posto...Inoltre a me i giudizi degli altri fanno male, non sono in grado di non farci caso, di lasciare il tempo che trovano, anche se dovrei...
Per ora mi devo limitare a questo sfogo, un po' criptico forse, ma nemmeno troppo per chi mi conosce un po', e magari quando sarò più maturo, potrò liberarmi del mio fardello.

mercoledì 3 settembre 2014

Il regalo del pirata

Il corpo, senza più vita, del bambino, giaceva riverso sul lato della strada. Gli occhi, fino ad un attimo prima, luminosi e pieni di vita, ora mi fissavano vitrei, ma carichi di accusa. Non so per quanto tempo rimasi lì, per quel che ne sapevo potevano essere passate anche tre ore; l'unica cosa che sentivo era il martellare del mio cuore. Quando finalmente mi ripresi, avevo deciso cosa fare; del resto non potevo fare tardi alla festa di compleanno di mio figlio. Avvolsi il cadavere in una vecchia coperta e poi lo gettai in un cassonetto dei rifiuti. La piccola bicicletta invece la caricai in auto, poi ripartii a razzo verso casa. Mio figlio mi aspettava in giardino. Quando tirai fuori il suo regalo dal bagagliaio, il suo viso s'illuminò.

mercoledì 20 agosto 2014

The show must go on


E' passato più di un mese dall'ultimo post, ma impegni vari, e pigrizia mi hanno tenuto lontano dal blog; poi sono arrivate le ferie, e pensavo di scrivere qualcosa di interessante non appena tornata; purtroppo le vacanze non si sono chiuse troppo bene, niente di grave per carità, ma ho avuto il morale a pezzi per qualche giorno e la voglia di mettermi a descrivere come erano andate le vacanze era pari a zero...Ora mi sto rialzando e tornerò a scrivere più assiduamente (almeno spero).