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sabato 23 dicembre 2017

Parenti Serpenti (1992)




A Natale siamo tutti più buoni? Forse, ma spesso più che di bontà si può parlare di buonismo e con questo film, per me fin troppo sottovalutato, Monicelli ci mostra tutta l'ipocrisia dell'umanità e più in particolare dell'italiano medio borghese, un film in cui traspare tutto il suo pessimismo.
Il film si apre con la voce fuoricampo del piccolo Mauro che ci presenta la cittadina dove si svolge la storia e alcuni dei suoi abitanti e lo attraverso il suo sguardo innocente, ma anche influenzato dai racconti che gli sono stati fatti dai genitori.



Poi passiamo a conoscere i personaggi di questa commedia: nonna Trieste, donna energica che ama molto la sua famiglia, il marito Saverio ex carabiniere ormai in pensione affetto da una leggera forma di demenza senile. Lina e Michele, i genitori di Mauro, lei sempre nevrotica, che lavora come bibliotecaria e lui, geometra comunale e iscritto alla DC (e così non manca anche qualche bella staffilata alla classe politica italiana); Milena, sorella di Lina, depressa perché impossibilitata ad avere figli e suo marito Filippo, maresciallo dell'Aeronautica; Alessandro, terzo figlio di Trieste e Saverio, impiegato alle poste, dalle ideologie comuniste, ma che ha ottenuto il lavoro tramite raccomandazione del cognato democristiano (e mettiamoci una bella critica al mal costume del nepotismo), sua moglie Gina, snob e che probabilmente tradisce il marito con uomini che le regalano oggetti costosi e per questo mal sopportata dalle cognate, la loro figlia Monica, ragazzina leggermente sovrappeso che ha come sogno quello di diventare ballerina di Fantastico (probabilmente caricatura della persona mediocre, dai sogni futili, ma allo stesso tempo incapace di impegnarsi per raggiungerli). Infine c'è Alfredo, professore d'italiano in un istituto femminile, celibe e senza figli.




All'inizio sembra procedure bene secondo le più tradizionali consuetudini natalizie nostrane, con il cenone della vigilia, la processione, la tombola, la messa di mezzanotte e lo scambio di regali con le prime ipocrisie, ma la scintilla che porterà all'esplosione dei rapporti tra il parentado, è l'annuncio dei nonni, durante il pranzo di Natale, di voler andare a vivere con uno dei figli (a loro scelta) in cambio della casa come eredità.



Nessuno però è disposto a rinunciare alle proprie abitudini e alla propria pace famigliare, ne nascono così una serie di feroci litigi che smascherano tutte le ipocrisie, i rancori, gli odi e le gelosie oltre a mostrare gli scheletri negli armadi, fino a quel momento nascosti per paura di essere giudicati.
Inoltre Monicelli mostra quanto la famiglia possa essere volgare e grossolana quando i parenti litigano per l'umile casa e i pochi oggetti di scarso valore che essa contiene, ma non sono in alcun modo disposti a occuparsi dei propri cari.



Il finale del film è poi uno dei più cattivi e feroci della commedia italiana degli ultimi trent'anni, che non lascia spazio a positività o speranza (per il regista la speranza è una trappola inventata da chi è al potere). Ipocrisia che viene smascherata dalle parole del piccolo Mauro, nel suo tema al ritorno dalla vacanze.
In quest'opera di Monicelli, girata quasi come se fosse una pièce teatrale, non esistono personaggi positivi, ma tutti nascondono una doppiezza e falsità di carattere tipiche del cinema del regista romano.



Un classico film natalizio, ma che a differenza della maggior parte dei film ambientati durante questa festività, non la esalta, ma invece ne mostra tutta la superficialità e falsità.
Ottimi tutti gli interpreti, in particolare quello femminile su cui svettano Marina Confalone, Cinzia Leone e Pia Velsi.

GLI ALTRI FILM DELLA CINEVIGILIA:

SOLARIS: A CASA PER LE VACANZE
MOZ O'CLOCK: BATMAN RETURNS
NON C'E' PARAGONE: GREMLINS
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA: SOS FANTASMI
LA COLLEZIONISTA DI BIGLIETTI: NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
LA BARA VOLANTE: GREMLINS
PIETRO SABA WORLD: SANTA CLAUSE 1994
DIRECTOR'S CULT: VERY MURRAY CHRISTMAS