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domenica 1 dicembre 2024

I telefilm dimenticati (7) - Good Times

Lo scorso agosto è scomparso John Amos e la maggior parte delle persone lo ricorda per i suoi ruoli in "Il principe cerca moglie", "58 minuti per morire - Die Harder" o "Sorvegliato speciale", invece io lo ricordo soprattutto per una serie ormai dimenticata, che in Italia non ebbe un gran successo, infatti andò in onda solo su reti locali ed è difficile trovare informazioni circa la sua programmazione; sto parlando di "Good Times".


Spin off di uno spin off, "Good Times" infatti deriva dalla serie "Maude", a sua volta è figlia della celebre serie tv "Arcibaldo" da cui derivano anche "I Jefferson".

Andata in onda per sei stagioni, dall'8 febbraio 1974 al 1° agosto 1979 per un totale di 133 episodi, di venticinque minuti l'uno, fu trasmessa dalla CBS, mentre in Italia è passata per lo più per emittenti locali.

"Good Times" è una delle prime serie ad avere come protagonisti solo attori di colore e racconta di una famiglia di estrazione sociale medio-bassa che vive a Chicago e delle loro difficoltà nella vita quotidiana.
I protagonisti sono il padre di famiglia James Evans Sr,  (John Amos), carpentiere continuamente ansioso a causa della loro precarietà; la madre Florida (Esther Rolle) ex governante nella serie "Maude"; il figlio maggiore J.J. (Jimmie Walker), dall'indole artistica e scansafatiche; la secondogenita Thelma (Bern Nadette Stanis) e il più giovane Michael (Ralph Carter), probabilmente il più sensato dei tre.
Altri ruoli importanti sono quelli della vivace amica di famiglia Willona (Ja'net DuBois) e una giovanissima Janet Jackson nei panni di Penny. Il fratello di Florida, che compare in qualche episodio, è invece interpretato da Louis Gosset Jr. In un piccolo ruolo vedremo la futura star della serie "Il mio amico Arnold", Gary Coleman.




La serie era caratterizzata da stereotipi caricaturali e razziali (in particolare nel personaggio del figlio maggiore), ma in realtà era nata, anche per volontà di John Amos e Esther Rolle, per affrontare tematiche politiche e sociali impegnate. A dar voce a questo disagio era spesso il figlio più piccolo Michael. 
Ralph Carter faceva parte assieme ad un pugno di altri attori bambini afroamericani a quella generazione a cui si affidò la responsabilità di dare un'immagine meno stereotipata di se stessi, grazie anche alle lotte per i diritti civili nate un decennio prima.



Quando, come già detto, i produttori preferirono puntare sulle gesta comiche di J.J. (celebre la sua frase "Dinamite!" che gli autori avevano trovato il modo di fargli ripetere ad ogni episodio), Amos e Rolle si lamentarono della cosa anche pubblicamente di questo, così alla fine della terza stagione John Amos venne licenziato, adducendo, nella serie un trasferimento per lavoro del suo personaggio e quindi della morte dello stesso in un incidente stradale. 
Alla fine della quarta stagione anche la Rolle abbandonò la serie, infatti Florida dopo essersi risposata, si trasferì in Arizona, assieme al nuovo marito.
A questo punto prese sempre più importanza Willona, l'amica di famiglia che si trasferisce a casa degli Evans per badare ai figli rimasti soli. 



Quando i produttori si resero conto di aver calcato troppo la mano, decisero di tornare alle origini della serie. Richiamarono così la Rolle che pretese una serie di cambiamenti, come migliori copioni, che il personaggio di J.J. fosse reso più responsabile, e che il personaggio di Carl Dixon fosse eliminato dato che non aveva mai approvato la scelta di introdurlo come suo nuovo compagno nella serie. Chiese inoltre un aumento di stipendio.



La serie si conclude alla fine della sesta serie con l'ultimo episodio che vede un "happy end" per tutti i personaggi.

Ad aprile 2024, Netflix ha trasmesso una serie animata omonima, revival dell'originale, incentrato sull'attuale generazione degli Evans, ma ha avuto critiche quasi unicamente negative sia da parte della critica che dal pubblico sia per lo stile dell'animazione che per le storie spesso caratterizzate da un umorismo offensivo e razzista, oltre che per la quasi totale mancanza di connessione con la serie originale.


(Fonti: Wikipedia, Mymovies)



 

 

martedì 6 agosto 2019

The final girls (2015)

Per Final Girl, si intende quella ragazza che, nei film horror e slasher, riesce a sopravvivere fino alla fine, per poi confrontarsi con il mostro di turno, a volte vincendolo, altre cadendone vittima come tutti gli altri.
Celebri final girls sono: Sally Hardesty (Marilyn Burns) in Non aprite quella porta, Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) nella saga di Halloween, Alice Hardy (Adrienne King) in Venerdì 13, Nancy Thompson (Heather Langekamp) in Nightmare - Dal profondo della notte, Sidney Prescott (Neve Campbell) nella saga di Scream e molte altre.



Il film di Todd Strauss-Schulson è una horror-comedy del 2015, citazionista, parodistica e metacinematografica che, pur con tutti i suoi difetti, funzione molto bene, magari non spaventa (ma non è questo il suo scopo), però diverte e non disdegna qualche momento puramente slasher.

Max Cartwright (la Taissa Farmiga, nota per la serie American Horror Story e sorella della più nota Vera) frequenta l'ultimo anno del liceo e dopo molti anni, soffre ancora per la morte della madre, avvenuta in un incidente automobilistico di cui si sente responsabile. Una sera, seppure riluttante, si reca con alcuni amici, alla proiezione di Camp Bloodbath 1 e 2, horror in cui recitava sua madre da ragazza. Quando nel cinema dove si tiene la retrospettiva scoppia un incendio, il gruppo nel tentativo di fuggire attraversa lo schermo, trovandosi così proiettati all'interno del film stesso.
Qui Max ritroverà la madre, che naturalmente non potrà riconoscerla, poiché avrà a che fare con il suo personaggio e non con l'attrice che lo interpreta.
Una volta capito cosa sta succedendo i ragazzi lotteranno per arrivare vivi alla fine del film.



Come detto, questo film, pesca a piene mani dagli anni 80, a partire dalla colonna sonora in cui possiamo sentire brani come Dance Hall Days di Wang Chung, Cruel Summer delle Bananarama, Cherry Pie dei Warrannt e soprattutto Bette Davis Eyes di Kim Carnes, che ritroveremo più volte durante la pellicola.
E' però il cinema di quel decennio a essere al centro della parodia del regista, infatti a essere presi di mira sono quegli slasher come Venerdì 13 e tutti i suoi epigoni , in cui i protagonisti sono sempre adolescenti arrapati, in cerca di qualche facile avventura erotico-amorosa, spesso dediti ad alcol e droghe e che essendo "peccatori" vengono puniti dal cattivo di turno da cui si salva (forse) solo la protagonista (la final girs appunto), casta e pura, ma dura come una roccia.



A differenza di altre pellicole del genere usciti in questi anni (vedi Quella casa nel bosco), che hanno un ironia e un umorismo più fine, The final girls, punta molto sulla parodia e sulla caricatura dei personaggi, tanto che gli stessi protagonisti, proiettati all'interno del film nel film, si stupiranno dell'imbecillità dei comprimari e dell'assurdità di certe situazioni.




Altro punto di forza del film è la questione metacinematografica: i protagonisti che conoscendo la storia del film si comportano di conseguenza per potere arrivare alla fine e tornare, si spera, alla realtà; oppure il loro rapporto con i personaggi del film, dunque con delle macchiette create da degli sceneggiatori, e non con persone "reali"; ma molto divertenti sono anche tutte quelle situazioni in cui i cinque ragazzi avvertiranno i trucchi cinematografici, rendendosi conto, ad esempio, dell'entrata in scena dell'assassino sentendo la musica che lo sottolinea, oppure quando capiscono che stanno per vivere un flashback poiché la pellicola sta cambiando colore.
Parlando di colore non va scordata la splendida fotografia di Elie Smolkin, caratterizzata da colori più freddi nel mondo reale, mentre nel film dentro il film ci sono colori caldi e accesi, quasi a sottolineare la finzione della pellicola.



Vale infine la pena ricordare che la sceneggiatura del film è stata scritta assieme da M.A. Fortin, da Joshua John Miller, che abbiamo visto in diversi film degli anni 80, tra cui Il buio si avvicina e Classe 1999, figlio di Jason Miller (il Padre Karras de L'esorcista) e fratellastro di Jason Patric.

Insomma, non siamo di fronte ad un capolavoro del cinema, ma sicuramente ad una intelligente e simpatica commedia orrorifica, che ci farà passare un'ora e mezza tra divertenti momenti, numerose citazioni e una parodia che però è una dichiarazione d'amore per quello stesso genere che prende in giro.


giovedì 23 agosto 2018

Paper Moon - Luna di carta (1973)

Sono mancato per un po' di tempo, ma in queste settimane di vacanza ho dedicato tutto me stesso alla famiglia per cui non ho avuto tempo per aggiornare il blog e nemmeno per guardare nuovi film, per cui per il momento vi posto questa vecchia e breve recensione, giusto per dimostrarvi che sono ancora vivo ;)



Siamo nell’America della Grande Depressione e Moses è un piccolo truffatore che si arrangia imbrogliando neo vedove, vendendo loro bibbie, approfittando del loro dolore. Un giorno conosce la piccola Addie, rimasta orfana di madre, e di cui è forse il padre, che gli viene affidata dalle autorità perché la accompagni da alcuni lontani parenti. Dopo un difficile inizio i due si affezionano l’uno a l’altra e la bambina si rivela un’eccezionale compagna di truffe, grazie alla sua spigliatezza e sfacciataggine.



Peter Bogdanovich torna dirigere Ryan O’Neal dopo  “Ma papà ti manda sola”  e lo fa con una commedia spigliata e divertente. Affianco a Ryan, c’è la figlia Tatum di appena nove anni, che riuscirà nell’impresa di mettere in ombra il già affermato padre e andando a vincere un meritatissimo oscar.
La storia è un divertente road movie, in cui due personaggi improbabili sono costretti ad affrontare il viaggio assieme, e dopo un difficile inizio, i due scoprono di essersi affezionati l’uno all’altra, ma anche in questi momenti di maggiore intimismo, il regista non scivola in un facile sentimentalismo, ma mantiene la pellicola sui binari della commedia piacevole.




Come già per “L’ultimo spettacolo”, Peter Bogdanovich, gira in bianco e nero conferendo al film uno stile da vecchia commedia americana, sullo stile di Frank Capra, ma influenzata molta dal cinema di John Ford, di cui il Bogdanovich è grande estimatore. Infatti in questo road movie, si possono vedere tracce, seppur con tematiche molto diverse, del cinema epico di John Ford, come il viaggio, la frontiera, la depressione economica e in particolare al film “Furore”.




Tuttavia “Paper Moon” rimane una commedi vivace e briosa, grazie soprattutto alla sua giovane protagonista, che suscita simpatia e tenerezza. Un personaggio sui generis, sveglia e intelligente, riesce spesso a  togliere dai pasticci se stessa e il suo compagno di sventura, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, fuma con nonchalance, ma alla fine si rivelerà per quello che è, una bambina bisognosa di affetto.
Ne facessero ancora di commedie così… 

venerdì 18 maggio 2018

Un lupo mannaro americano a Londra (1981)

Impegni vari mi hanno tenuto lontano dal blog per diversi giorni, per gli stessi motivi non ho avuto modo di vedere film e quindi scrivere nuove recensioni, per cui, ancora una volta, sono costretto a proporne una vecchia...ma so che apprezzerete ugualmente.

ATTENZIONE AGLI SPOILER!!!



"Guardatevi dalla luna e tenetevi sulla strada"

Due giovani turisti americani, David Kessler (Naughton) e Jack (Dunne), si recano in Europa per una vacanza di tre mesi. Nella desolta campagna inglese, conoscono alcuni abitanti di un piccolo paesino e i frequentatori dell'unico pub del posto, "L'agnello macellato". Questi sono diffidenti con tutti gli estranei al luogo, e così i due ragazzi decidono di proseguire il loro cammino nonostante sia notte profonda. Ai due vengono comunque dati alcuni consigli dai toni sinistri: "Rimanete sempre sulla strada e state lontani dalla brughiera", "Guardatevi dalla luna". I due giovani s'incamminano nella notte, ridendo e scherzando, fino a quando sentono un agghiacciante ululato. 

"Domani notte è luna piena, Tu cambierai, David. Tu diventerai..."


Tentando di tornare indietro i ragazzi si perdono e vengono così attaccati da un enorme lupo. Jack viene ucciso, mentre David, viene salvato dall'arrivo degli abitanti del villaggio che si erano messi alla loro ricerca, ma è stato comunque morso dalla terribile bestia. Durante la convalescenza in ospedale, David è tormentato da orribili incubi e trova conforto nell'amore dell'infermiera che lo segue. Una notte gli appare sotto forma di fantasma-zombie l'amico Jack, che gli consiglia di suicidarsi, perchè quello che lo ha morso era un licantropo e ora sarà lui a trasformarsi nelle notti di luna piena per andare in cerca delle sue vittime.

"Se vuole divertirse non è per niente spiritoso. Farò una denuncia!"

David non crede (o non vuole credere) alle parole dell'amico, che gli apparirà altre volte col volto sempre più decomposto. Uscito dall'ospedale David, va a vivere a casa dell'nfermiera, e una notte in cui lei è assente si trasforma in lupo ed esce per la città a caccia di prede. Quando si accorgerà di quello che ha fatto, non avrà il coraggio di ammazzarsi, così si trasformerà un'altra volta e questa volta, dopo essersi lasciato dietro una lunga scia di sangue, braccato dalla polizia, verrà abbattuto e si ritrasforma in uomo.

"Non lo so se in te mi piace di più la tua fantasia o il fatto che sei terribilmente attraente"

Il 1981 è un anno fortunato per l'uomo lupo, infatti assieme a L'ULULATO di Joe Dante, esce la commedia-horror "Un lupo mannaro americano a Londra", firmata dallo stessa regista di ANIMAL HOUSE e BLUES BROTHERS. Pur essendo a tratti sconnessa, l'opera è comunque inquietante e il regista ha invertito le regole dei film horror; se, infatti, fino a quel momento si partiva dal concetto "immagina di trovarti di fronte all'uomo lupo", qui la si vede sotto l'aspetto opposto, ovvero: "immaginate di esserel'uomo lupo". Cosa si proverebbe ad essere noi i diversi, i mostri? Il protagonista si ritrova in una situazione da incubo, in una strada senza via d'uscita, e la conclusione non può che essere tragica. Landis cerca di allegire il film inserendo scene grottesche, che allo stesso danno all'opera un taglio ancora più cupo e disperato.

"Mamma, un signore nudo mi ha rubato i palloncini"


Il film è un cult assoluto, un horror che sa spaventare, ma anche una commedia che strappa qualchse sorriso, nello stile tipico di John Landis; vanno inoltre ricordati gli stupendi effetti speciali di Rick Baker. Tra le scene da ricodare ci sono: La trasformazione a vista di David in uomo lupo. La caccia dell'uomo nella metropolitana deserta (forse la scena più paurosa del film). La scena nel cinema porno con tutti i fantasmi delle persone uccise da David.


"I see a bad moon a-rising
I see trouble on the way
I see earthquakes and lightnin'
I see bad times today"





venerdì 20 aprile 2018

Il diavolo, probabilmente


"La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste" (Verbal Kint - I soliti sopsetti)

La lotta tra il bene e il male è un classico del cinema (come della letteratura) e qualche volta a combattere questa eterna battaglia è Satana stesso, a volte per mezzo di possessioni, altre volte mettendoci direttamente la faccia (che non è mai brutta come la si dipinge, anzi...), altre ancora cercando di conquistare il mondo tramite la sua progenie...Ecco dunque alcuni film in cui il diavolo ci ha messo la coda e anche qualcosa in più...
Solo due appunti prima di iniziare: in questa lista non si parla di demoni, spiriti o diavoletti di seconda categoria (a parte una piccola eccezione), ma solo di film in cui compare, in qualche modo sua malvagità Satana.
Seconda cosa; come al solito, ho dovuto fare una scelta tra i numerosi film che trattano l'argomento, si accettano comunque suggerimenti per eventuali liste future, o anche solo per film da vedere che mi mancano.
E ora preparate crocifissi, acqua santa e che vedo già spuntare le corna:





ANGEL HEART - ASCENSORE PER L'INFERNO (1987): Harry Angel è un investigatore privato di Brooklyn che viene assunto per rintracciare un certo Johnny Favorite, un ex cantante di successo, reduce di guerra e poi scomparso nel nulla. Il suo cliente è un uomo d'affari di New Orleans, legato a Favorite da un contratto di cui pretende l'adempimento e che dice di chiamarsi Louis Cyphre. Ben presto Harry si ritroverà invischiato in misteriosi omicidi e riti voodoo, fino a quando scoprirà l'atroce verità.
Thriller/noir dal fascino innegabile, uno dei migliori film di Alan Parker grazie ad una storia e una sceneggiatura che ti tengono con gli occhi incollati allo schermo e ad un cast eccezionale.
De Niro che riesce a essere inquietante più di molti altri diavoli più "realistici", con un interpretazione sotto le righe, ma decisamente intensa. Mickey Rourke, in una delle sue migliori interpretazioni e una splendia Lisa Bonet, che molti ricordano nei panni di Denise ne "I Robinson".
Un film assolutamente da vedere.




LE STREGHE DI EASTWICK (1987): Nell'immaginaria cittadina di Eastwick vivono tre amiche non consapevoli di essere dotate di poteri magici. Durane una serata, involontariamente, evocano il diavolo, che si presenterà loro sotto l'aspetto di un seducente uomo, dai metodi affascinanti che le aiuterà a sviluppare i loro poteri. In realtà questi ha lo scopo di tentare di avere un figlio da ognuna delle tre donne. Le cose però saranno più complicate di quanto potesse pensare, come a testimoniare che "le donne ne sanno una più del diavolo".
Divertente commedia grottesca con un gruppo di attori in gran forma, in una storia tutto sommato originale per come viene portata avanti.





L'ESORCISTA (1973): Regan è una ragazzina di dodici anni, figlia di una nota attrice, che improvvisamente comincia a dare segni di squilibrio mentale, tanto che la madre decide di farla visitare da vari specialisti, ma nessuno sarà in grado di aiutarla, Quando la bambina peggiorerà ancora, la donna si rivolgerà ad un prete esorcista, tale Padre Karras, ma questi è in un periodo di perdita della fede, per cui sarà necessario l'intervento di un'anziano prete, Padre Merrin che si ritroverà a combattere con il diavolo in persona.
Uno dei film horror più celebri della storia del cinema, una pellicola che ha segnato un'epoca...Si racconta che alla sua uscita, il film ha causato svenimenti e malesseri e anche oggi c'è chi si rifiuta di vederlo.(o rivederlo)...tanta è la paura che riesce a scatenare





IL PICCOLO DIAVOLO (1988): Maurizio, un sacerdote americano è in crisi perché innamorato di una donna, che tra l'altro ricambia questo suo sentimento. Un giorno il prete viene chiamato a esorcizzare una grassa parrucchiera di nome Giuditta, da cui esce fuori un diavoletto dall'aspetto buffo e dispettoso negli atteggiamenti. Maurizio si vede così costretto a occuparsi di questo piccolo diavolo, che si fa chiamare Giuditta e che seppur involontariamente, combina un sacco di guai, fino a a quando si innamorerà di una ragazza incontrata in treno. Impossibilitato a resisterle, scoprirà che in realtà lei è un altro diavolo mandato sulla terra, sotto i panni di una bella donna per affascinarlo e quindi ricondurlo all'inferno.
Ecco l'unica eccezione di cui accennavo prima. Anche se non si parla proprio di Satana, mi sembrava doveroso menzionare questo film, se non altro per inserire un film italiano.
Benigni conquista con la sua simpatia e irriverenza, bissando il successo che aveva avuto con "Non ci resta che piangere" assieme all'amico Troisi.
Il film è forse discontinuo, ma è anche ricco di momenti divertenti. Da ricordare anche la presenza del grande Walter Matthau nei panni di Maurizo.




IL PRESAGIO (1976): Robert Thorn è un ambasciatore americano a Roma in attesa che la moglie dia alla luce il suo primo figlio. Il 6 giugno, alle 6 di mattina, la donna partorirà un bambino morto, ma l'uomo, tenendo nascosta la cosa alla moglie, si lascerà convincere a sostituire il neonato, con uno nato nello stesso momento, la cui madre è morta di parto. Inizialmente tutto procede felicemente, ma il giorno del sesto compleanno di Damien, cominciano a verificarsi tragici e inquietanti avvenimenti.
Durante le sue ricerche Thorn scopre che in realtà il bambino è stato partorito da una bestia e che è destinato a diventare l'Anticristo.
Horror dalle atmosfere inquietanti e come tutti quelli che hanno per protagonisti dei bambini, risulta ancora più disturbante.
Come per altri film dello stesso genere, anche per "Il presagio" si sono verificate coincidenze o incidente per cui la pellicola assumesse la fama di film maledetto.





L'ULTIMA PROFEZIA (1995): Un ex seminarista, ora poliziotto, deve investigare sul caso di un ermafrodito, trovato morto senza occhi. Il caso si rivela essere molto più complicato del solito, fino a quando l'uomo scoprirà che sono coinvolti Gabriel, un arcangelo rinnegato da Dio e Simon un fedele nunzio divino. Entrambi sono alla ricerca di un militare che ha compiuto tremende nefandezze in Asia, per rubargli l'anima. Nel finale sarà proprio Lucifero a fermare Gabriel che aveva intenzione di creare un nuovo inferno in terra.
Devo ammettere che questo film non lo ricordo bene, l'ho visto solo una volta molto tempo fa, ma anche in questo caso, mi sembrava un titolo che non poteva mancare, anche se a differenza degli altri film qui presenti, il diavolo ha un ruolo "secondario".
Comunque il film funziona bene, grazie, anche in questo caso, ad un cast di tutto rispetto e ad una buona sceneggiatura.





ROSEMARY'S BABY (1968): Guy e Rosemary sono una giovane coppia di sposi, in cerca di una casa a New York. Lui è un attore alle prime armi, mentre lei è una semplice ragazza di campagna.
I vicini di casa, per quanto gentili e simpatici, sono anche invadenti, cosa che infastidisce soprattutto Rosemary. Nel momento in cui la carriera di Guy pare prendere una svolta positiva, Rosemary scopre di essere incinta, ma da quel momento la donna comincerà a vivere come in un incubo, tormentata da pessime sensazioni, brutti sogni, disturbi e malesseri di vario tipo. La verità sarà però ben peggiore di quanto lei potesse aspettarsi.
Capolavoro di Roman Polanski e del cinema, horror e non solo. Un film che si basa sulle atmosfere, su una tensione palpabile e assolutamente disturbante. Un thriller psicologico, che porta in scena paure ancestrali e mette in luce un disagio profondo, causato da un disturbo solo all'apparenza ingiustificato o troppo facilmente nascosto sotto la scusa della gravidanza.
Film che una volta visto, non scorderete facilmente.




L'AVVOCATO DEL DIAVOLO (1997): Kevin Lomax è un avvocato di successo di una cittadina californiana. Non ha mai perso una causa, facendo assolvere tutti i suoi clienti, anche quelli che erano platealmente colpevoli. Le sue qualità vengono notate dal potente studio legale Milton, di New York, che cercheranno di assumerlo. Mentre Kevin, causa dopo causa, si avvia ad una promettente carriera nella Grande Mela, sua moglie Mary Ann, inizialmente entusiasta della cosa, comincerà ad avere incubi e visioni, che le faranno lentamente perdere la ragione e la porteranno al suicidio. A questo punto Kevin affronta il potente John Milton, scoprendo non solo che questi è il padre che non aveva mai conosciuto, ma anche Satana in persona.
Film sicuramente affascinante, magari non riuscito come altri qui riportati, ma che intriga e tiene incollati allo schermo. La pellicola si rifà. oltre al romanzo al quale è ispirata, anche al poema "Paradiso Perduto" di John Milton e in parte anche alla "Divina Commedia".
Bravi sia Keanu Reeves che la bella Charlize Theron, ma su tutti giganteggia un immenso Al Pacino, qui doppiato magistralmente da Giancarlo Giannini.

Beh, se siete riusciti a sopravvivere alle fiamme infernali di questo post, forse ci leggeremo anche nel prossimo...forse...

martedì 30 maggio 2017

Chi vuole intendere (in)tenda

L'estate sta arrivando, a ricordarcelo, oltre al calendario, c'è anche il caldo di questi giorni che minaccia una bella stagione con temperature sahariane, dunque perché non andare a rinfrescarci con una bella gita in mezzo al verde, magari in tenda o in un vecchio bungalow vicino ad un lago dalle fresche ed invitanti acque?
Allora ecco alcuni film, che in maniera diversa, affrontano la tematica del campeggio; tra commedie e film horror, film che hanno fatto storia o improbabili (s)cult...Buona lettura e non dimenticate il sacco a pelo...

Polpette: Il film racconta le avventure e disavventure del Campo "Stella del nord", dei suoi animatori, alle prese con i mille scherzi al direttore del campo, dei ragazzi qui ospitati e della competizione con il campo Mohawk.
Polpette è un film divertente, leggero, ma non stupido, con molte trovate spassose e che ha lanciato la carriera di Bill Murray, qui nei panni del capo degli animatori, e al suo primo ruolo da protagonista.



Venerdì 13: Dopo molti anni, riapre Camp Crystal Lake, chiuso in seguito a numerose tragedie avvenute nel corso degli anni, prima delle quali la morte di un bambino, avvenuta per annegamento e dovuta alle negligenza degli animatori. Tuttavia fin da subito la maledizione del campeggio sembra ripetersi e i giovani animatori cominciano a perire ancora prima che il campo riapra ufficialmente.
Il film, nonostante i numerosi difetti (molti sono i suoi detrattori), è diventato un vero cult, uno degli horror più famosi della storia del cinema, tanto da annoverare nove sequel, un remake (più un'altro in arrivo) e un crossover. Inoltre ha creato uno dei personaggi horror più iconici di ogni tempo. C'è bisogno di altro per decidere di vederlo?



Un furfante tra i boyscout: Divertente commedia per famiglie in cui un povero fattorino, accusato per errore di omicidio, nel tentativo di fuga viene, sempre per errore, scambiato per uno capo scout. Durante l'escursione, dopo la diffidenza iniziale, riesce a conquistare la fiducia dei piccoli scout e a dimostrare la sua innocenza.
Film senza alti né bassi, piacevole per passare un'ora e mezza senza pensieri. Il protagonista è noto soprattutto per il ruolo del ladro "Marv" nei primi due "Mamma ho perso l'aereo"



Moonrise Kingdom: Nell'isola di New Pezance, i giovani Sam, orfano che fa parte di un gruppo scout, e Suzy, che vive con la sua numerosa famiglia, si incontrano ad una recita e dopo essersi scritti per un anno, decidono di improvvisare una fuga d'amore, gettando nello scompiglio la piccola comunità dell'isola. Fino al salvifico e liberatorio finale.
A mio avviso uno dei più bei film di Wes Anderson, che qui conferma il suo stile originale, in cui riesce ad amalgamare benissimo, dramma, commedia e sentimenti. Ottimo tutto il super cast, ma ancora più bravi i due ragazzini protagonisti.




Eden Lake: Steve decide di portare la sua fidanzata Jenny in campeggio nei pressi di un tranquillo lago immerso nei boschi, dove aveva trascorso dei bei momenti da ragazzo e qui chiederle di sposarlo. Tuttavia la presenza di un gruppo di ragazzi, che si diverte a provocare gli adulti, renderà la loro vacanza un vero incubo, soprattutto quando Steve decide di affrontarli.
Film sul genere "survival-horror" che si basa su fatti reali, cioè quello delle giovani baby gang, che in un paese come il Regno Unito, continuano ad essere un vero problema.
Qui non ci sono più mostri, ma normali ragazzini, dal volto innocente, ma capaci di cose indicibili. Un film duro e crudo con alcune scene di una violenza atroce. Il protagonista è un ancora poco conosciuti Michael Fassbender.




Primi amori, primi vizi, primi baci: Titolo imbarazzante per un bel film francese, il cui titolo originale ("Nos jours heureux") significa "i nostri giorni felici". Vincente è il direttore di una colonia estiva in procinto di partire per una vacanza con un gran numero di bambini e ragazzi e un gruppo di animatori inesperti e più desiderosi di divertirsi che di fare bene il loro lavoro.
Vediamo dunque le iniziali difficoltà sia dei ragazzi che faticano a legare e divertirsi sia degli animatori, troppo occupati a vincere le proprie frustrazioni e ostilità amorose. Nondimeno, con il passare dei giorni, il gruppo si salderà, nasceranno nuove amicizie e le insicurezze svaniranno. Alla fine tutti rimpiangeranno la fine di quell'estate, che per molti sarà la più bella della loro vita.



Sleepaway Camp: Dopo aver perso il padre e il fratello in un incidente durante una vacanza al lago, Angela va a vivere dalla stravagante zia Martha e dal cugino Ricky. Un giorno la ragazzina e il cugino vengono mandati a passare le vacanze a Camp Arawak, ma a causa della sua timidezza, Angela è vittima del bullismo degli altri ragazzi. Ben presto però, nel campeggio comincerà a scorrere il sangue, infatti un misterioso assassino mieterà vittima tra adulti e ragazzi e in particolare con tutti quelli che hanno bullizzato Angela.
Il film fa parte del mondo degli slasher-movies e si ispira palesemente a "Venerdì 13", ma riesce comunque a essere abbastanza originale. Qui non c'è il budget che aveva Cunningham per il suo film, ma il film è comunque efficace e si è creato una sua schiera di fans, tanto che poi ne sono stati girati altri cinque sequel, tutti inediti in Italia. Il film è famoso soprattutto per il sorprendente finale, considerato uno dei più shockanti del cinema horror.




King of Summer: Joy è oppresso da un padre troppo severo e che lo tratta come ancora come un bambino, mentre Patrick sente che i suoi genitori, in realtà non lo ascoltino realmente. I due ragazzi, a cui poi si aggiunge un eccentrico amico, decidono di fuggire di casa e di andare a vivere tra i boschi, dove si sono costruiti una casetta in legno.
Classico "coming of age" movie, in cui viene messo in scena il contrasto generazionale e la crescita formativa dei giovani protagonisti, che dopo essersi allontanati dalla famiglia, perché troppo "pressati", torneranno a casa cambiati e cresciuti e troveranno che anche i genitori sono cambiati da questa esperienza, aprendo così un nuovo dialogo. Film non particolarmente originale e accostato troppo facilmente a pellicole di più notevole spessore ("Stand by me" e "In to the wild"), ma comunque ben fatto, che mantiene sempre desta l'attenzione del pubblico  e che sotto ad un aspetto da commedia, nasconde un anima profonda e drammatica.




The Blair Witch Project: Film che ha bisogno di pochissime presentazioni, tanto è il successo che ha avuto. Le vicende sono quelle di tre amici, che hanno deciso di realizzare un documentario scolastico per fare luce su una locale leggenda, quella della Strega di Blair, un'anziana donna vissuta in quel paese sulla fine del settecento e ritenuta la responsabile di violenze e della scomparsa di alcuni bambini. Per scoprire la verità i tre studenti dovranno avventurarsi tra i misteriosi boschi locali. Non faranno più ritorno.
Che sia solo un abile campagna pubblicitaria o un film realmente originale e (quasi) innovativo, la pellicola è sicuramente molto interessante, realizzata con intelligenza e che sa quali corde toccare per spaventare lo spettatore. A mi avviso, può rientrare nella top ten dei film più spaventosi di sempre.




Cub - Piccole prede: Sam è un ragazzino introverso, dal passato oscuro e problematico, che si avvia a partecipare ad un campeggio scout. Qui però viene escluso dalla maggior parte dei suoi compagni e anche da uno degli animatori. Nei boschi, nei pressi del campo, Sam incontra un ragazzino selvaggio che scambia per Kay, un fantomatico ragazzo che può trasformarsi in lupo, la cui storia viene raccontata dai capi scout per spaventare i ragazzini. Un misterioso individuo, però, si aggira veramente nel bosco e un po' alla volta farà fuori tutti gli scout fino allo scontro finale con il piccolo Sam.
Film belga, ben realizzato, che pur non essendo molto originale, riesce a essere efficace sia come film di genere, che nella sua sotto traccia sociale. Piuttosto realistica anche la ricostruzione della vita da scout. La scelta del regista di smorzare la tensione con musiche allegre e canti scout si è rivelata efficace nel creare un forte pathos e tenere lo spettatore in continua apprensione.


martedì 2 maggio 2017

Fido (2006)



Siamo negli Stati Uniti degli anni 50, quelli delle famiglie felici, delle mamme vestite con ampi abiti colorati, indaffarate a relazionare con il vicinato; dei papà gran lavorati, e che vanno a giocare a golf con i colleghi di lavoro; e dei bambini di nome Timmy, che giocano a palla in giardino; insomma il classico quadretto da spot pubblicitario (se fossimo in Italia qualcuno urlerebbe "Mulino bianco").



Tuttavia, in questa particolare società, c'è qualcosa di atipico; infatti la nazione è da poco uscita da una guerra contro gli zombie, riportati in vita da un nube radioattiva (eh si caro George...), vedendosi costretta a costruire delle aree protette, dove la popolazione può continuare la propria felice esistenza, lontana dalle zone non ancora risanate. Inoltre, le famiglie di questa società, possono contare sull'aiuto domestico, di zombie, resi docili da un particolare collare inventato dalla ditta Zomcon.Ed è proprio qui che vive il nostro Timmy, ragazzino timido e solitario, vittima degli scherzi dei compagni, la cui vita è destinata a cambiare, quando la madre decide di comprare uno di questi zombie. L'inizio non sarà dei più facili, anche perché il padre di Timmy, nasconde un oscuro passato, che gli fa odiare i morti viventi, ma quando Fido (così il bambino chiama il suo zombie domestico) salva Timmy dall'aggressione di due bulli, i due diventano amici inseparabili.



"Fido", dunque, si rivela per quello che è, cioè una gradevole e simpatica commedia a tinte horror, che si diverte a prendere in giro l'america del boom economico e del consumismo imperante, strizzando l'occhio ai classici zombie-movies, primo dei quali è inevitabilmente "Il ritorno dei morti viventi".Certo se vi aspettate una festa di sangue e membra dilaniate, correte il rischio di rimanere delusi, anche se qualche sequenza granguignolesca non manca.Il film, come detto, punta più sulla critica sociale, e anche se alla fine non arriva ad affondare del tutto il colpo, aggiungendo un certa dose di buonismo, sicuramente sa punzecchiare per benino, lasciando spazio anche ad un bel po' di divertimento.



Ottimo l'intero cast dallo zombie Fido, che recita di soli sguardi e mugugni, a K'Sun Ray, che interpreta il piccolo Timmy (anche se nel doppiaggio italiano gli hanno dato una vocia piuttosto odiosa), passando per la sempre splendida Carrie-Anne Moss e il bravo Dylan Baker, che ricordiamo nei difficili panni del padre pedofilo in "Happyness".



Insomma una commedia tutta da gustare, che sa variare su un tema con intelligenza, su un tema già inflazionato.


venerdì 27 gennaio 2017

27 Gennaio: Per non dimenticare

Son morto con altri cento, 
son morto che ero bambino,
passato per il camino 
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento...

Il 27 gennaio 1945 , l'Armata Rossa, impegnata in un'operazione atta a superare le linee di difesa tedesche in Polonia, per poi avanzare nel cuore della Germania, entrò ad Auschwitz liberandone il campo di concentramento.
Per non dimenticare le vittime dell'Olocausto, ogni anno dal 2005, in tale data si celebra la "Giornata della Memoria".
Qui di seguito propongo alcuni film che affrontano il tema dello sterminio nazifascista; ce ne sono molti altri, magari più "importanti" o più veritieri, ma questi sono quelli che ho visto e che in un modo o nell'altro mi hanno colpito...

Arrivederci ragazzi: Film del 1987 di Louis Malle, ispirato in parte ad un ricordo dei tempi della scuola dello stesso regista, racconta l'amicizia nata tra i banchi di scuola tra Julien e Jean, un ragazzo ebreo che ha trovato rifugio nel collegio assieme ad altri due ragazzi, per sfuggire alle persecuzioni razziali.
Malle ci racconta una bella storia di amicizia nata in un momento difficile, un'amicizia fatta di incomprensioni, giochi, musica, fiducia e che purtroppo verrà spezzata dalla follia umana.
Un film da mostrare in tutte le scuole, come del resto, tutti quelli in questa lista.



Amen.: Il film del 2002 di Costa-Gavras, basato sull'opera teatrale "Il Vicario", parla di Kurt Gerstein, un ufficiale delle SS che, suo malgrado, è coinvolto nello sterminio nazista. Una volta scoperta l'atroce verità, tenterà di farla conoscere al mondo intero, ma solo un frate gesuita sarà disposto ad ascoltarlo ed aiutarlo, quando pure le più alte sfere ecclesiastiche hanno preferito ignorare quanto stesse accadendo.
Con questa pellicola, Costa-Gavras è andato a toccare un tasto dolente della Chiesa Cattolica; molte sono state le polemiche (alcune legate anche alla forte immagine della locandina), e il film colpisce duro, proprio perché punta il dito contro chi, invece, avrebbe dovuto alzare la voce e schierarsi apertamente contro l'eccidio dei campi di concentramento.
Questo film dovrebbe essere visto soprattutto da certi cattolici bigotti che difendono sempre a spada tratta la Chiesa, anche quando ha commesso grossi errori come questo,



La vita è bella: Guido Orefice un ebreo toscano, lavora come cameriere assieme allo zio, conosce la maestra Dora e se ne innamora. Dopo un lungo corteggiamento riesce a conquistarla e i due si sposano e poco dopo nasce Giosuè. Sei anni più tardi, Guido ha finalmente aperto una libreria, ma il giorno del compleanno di suo figlio, l'intera famiglia viene catturata e deportata in un campo di concentramento. Qui, pur di proteggere il figlio dagli orrori della realtà, Guido si inventa un gioco che ha come premio finale un carro armato.
Qui Benigni dirige il suo capolavoro, che seppure non esente da qualche critica, ha conquistato il mondo per essere riuscito ad affrontare un tema delicato, come quello della Shoah, con toni da commedia, senza tuttavia mancare di sensibilità.



Train de vie: In un villaggio ebraico della Romania, Shlomo avverte i suoi compaesani che nei villaggi vicini stanno iniziando a deportare i cittadini ebrei. Durante il consiglio degli anziani, viene accettata l'idea dello stesso Schlomo, di organizzare un finto treno tedesco, per riuscire a fuggire in Palestina, attraverso la Russia.
Come già aveva fatto "La vita è bella" e che in seguito farò anche "Jakob il bugiardo". il film di Mihaileanu, usa i toni leggeri della commedia per ricordare una delle pagine più nere della storia dell'umanità.



Schindler's list: Oskar Schindler è un industriale tedesco, inizialmente affiliato alle SS, che vuole sfruttare gli operai ebrei per la sua fabbrica. Quando però si accorgerò della barbarie nazista, comincerà a lottare per salvare più persone possibile, fino a ridursi sul lastrico e a fuggire a guerra finita.
Spielberg gira quello che è da molti considerato il suo capolavoro, una pagina di cinema forte, che fa soffrire e commuove, raccontando una vicenda realmente accaduta, fotografata in uno splendido bianco e nero. Molte le sequenze memorabili che resteranno nella storia del cinema.



Vento di primavera: Durante l'occupazione nazista a Parigi, la famiglia di Joseph, vive nel quartiere di Montmartre, con un po' di preoccupazione, ma tutto sommato serenamente, ma nella notte tra il 15 e il 16 luglio tutti gli ebrei vengono catturati e confinati nel Vel d'Hiv.  Dopo un ulteriore trasferimento, i bambini vengono separati dai genitori, che vengono trasferiti ad Auschwitz. Solo la giovane Annette si occupa dei piccoli, mettendo anche a rischio la sua vita quando cerca di denunciare le pessime condizioni in cui sono costretti a vivere gli ebrei. Prima che anche tutti i bambini vengano caricati nei treni diretti ai campi di sterminio, Joseph e un suo compagno riescono a fuggire.
Diversamente da altri film, pur affrontato un argomento forte e mettendo in primo piano i bambini, questo non mi ha particolarmente colpito. Non è un brutto film, anzi, ma non ha la forza di altre pellicole del genere e mi pare che pecchi di un po' di manierismo.



L'isola in via degli uccelli: Alex vive con la sua famiglia nel ghetto ebraico di Varsavia, diviso dal resto della città da un imponente muro. Qui, pur con molte difficoltà la vita prosegue normalmente, fino a quando, anche il ragazzino e i suoi cari vengono catturati durante uno dei rastrellamenti da parte dei nazisti. Grazie all'aiuto del nonno, Alex riesce a fuggire e a nascondersi tra le rovine della città, dove tenterà di sopravvivere, fiducioso che il padre rispetti la promessa di venirlo a prendere a guerra finita.
Bel film, tratto dall'omonimo romanzo di Uri Orlev, è un opera atipica per quanto riguarda quelle che denunciano l'Olocausto; infatti il film si concentra unicamente sulla sopravvivenza del piccolo protagonista, senza mostrare la barbarie dell'esercito tedesco. E' però un film forte e che emoziona e che merita di entrare in questa rassegna.



Jona che visse nella balena: Il piccolo Jona vive ad Amsterdam con i suoi genitori. Durante l'occupazione tedesca, il bambino e la sua famiglia vengono deportati in un campo di prigionia. Qui Jona, separato dal padre, soffrirà la fame e il freddo oltre a subire le angherie dei ragazzi più grandi, per cui il bambino sarà costretto a inventarsi un mondo tutto suo per sopravvivere a tutti quegli orrori.
Buon film italiano, tutto ad altezza di bambino e nonostante non raggiunga i livelli di altre pellicole, riesce comunque a colpire lo spettatore. Celebre la scena in cui tutti i bambini cantano la famosa canzone ebraica Gam Gam 




Il pianista: Wladyslaw Szpilman è uno straordinario pianista polacco. Durante la seconda guerra mondiale, prima viene costretto a vivere, con la sua famiglia, nel ghetto ebraico, poi sfugge per miracolo alla deportazione ad Auschwitz e infine dopo numerose difficoltà e quasi allo stremo delle forze, riesce a sopravvivere all'invasione nazista, anche grazie all'aiuto di un ufficiale tedesco ammiratore delle sue capacità musicali.
Polanski firma uno dei più bei film sulla Shoah, un film delicato, forte, duro, un film che colpisce allo stomaco e al cuore, e seppure anche qui non ci siano scene ambientate in campi di concentramento, non mancano sequenze che fanno male. Adrien Brody è qui nel suo ruolo migliore e le musiche sono stupende.
Un film da vedere e rivedere.



Il bambino con il pigiama a righe: Nella Germania della seconda guerra mondiale, Bruno, un bambino di otto anni, figlio di un ufficiale nazista, è costretto a trasferirsi da Berlino ad un cittadina di campagna, in seguito alla promozione del padre. Inizialmente, il bambino, prende la notizia con tristezza, perché costretto ad abbandonare gli amici e a vivere in un luogo noioso. Spinto però dal suo spirito d'avventura e dalla curiosità, Bruno esplora i dintorni della casa, scoprendo, poco distante, una strana "fattoria".  In realtà questa è un campo di concentramento, tra i cui reclusi c'è il piccolo Shmuel. I due bambini, seppur osteggiati dall'odio degli adulti, riescono a stringere una forte amiczia che spinerà Bruno a oltrepassare il filo spinato che li divide.
Film che ha avuto un enorme successo, eppure non sono mancate le critiche, rivolte soprattutto all'eccessiva ingenuità attribuita al piccolo protagonista. Per quanto mi riguarda ho trovato il film coinvolgente, ben diretto, anche se forse con un po' di furbizia e ben recitato. Il finale rimarrà uno dei più duri, pur non mostrando nulla direttamente, o forse lo è proprio per questo. Ricordo che è uno dei pochissimi film, che uscendo dalla sala del cinema, poi non si sentiva volare una mosca.



L'ultimo treno: Un ragazzino ebreo, per sfuggire alla deportazione, si nasconde presso un contadino cattolico fingendo di esserne il nipote. Qui incontrerà altri bambini nella sua stessa situazione e verranno aiutati da un prete cattolico, che pur rispettando il loro credo, insegnerà loro i fondamentali cattolici, per superare i controlli dei tedeschi.
Film polacco, intenso, tutto filtrato dagli occhi del giovane protagonista, interpretato dal bravissimo Haley Joel Osment, costretto a nascondersi e ad affrontare le incomprensioni coi suoi compagni cattolici. Molto bene anche Willem Dafoe che interpreta il prete.