Non raccontiamoci storie, l'aspetto fisico, la bellezza contano, eccome.
Certo le cose importanti sono altre, il carattere, la bontà d'animo, il rispetto per gli altri...tutte cose bellissime e che rendono speciale una persona, ma la prima cosa che ci colpisce quando conosciamo qualcuno è. per forza di cose, il suo aspetto.
Camminando per strada, un uomo non si girerà mai a guardare una donna bruttina o dall'aspetto "insignificante", ma se il suo sguardo incrocerà un bel paio di gambe o un provocante décolleté, non le schioderà gli occhi di dosso; allo stesso modo una donna difficilmente si soffermerà a lungo a osservare un uomo dal fisico poco aggraziato o che le suscita ilarità, però basteranno un bel paio d'occhi o delle forti braccia robuste a mandarla in solluchero.
Non dobbiamo farcene una colpa di questo, è una cosa naturale: nello stesso mondo animale le femmine scelgono i maschi più forti (e nel caso degli uccelli quelli dal piumaggio più affascinante), e viceversa i maschi scelgono le femmine che possono assicurare una migliore continuità della specie.
Tutto il mondo dello spettacolo applica questi concetti; le capacità servono sempre, ma non sempre i più bravi emergono, spesso ad arrivare in alto sono persone con meno capacità, ma dall'aspetto più appariscente che assicurano migliori vendite o ascolti...Basti pensare alle boyband o a certe attrici e via dicendo...
Non troveremo mai Bombolo che fa la pubblicità di un profumo tra le pagine di una rivista, né per strada vedremo Liù Bosisio pubblicizzare collant sui cartelloni di Intimissimi. Nelle fiere le promoter sono (quasi) sempre giovani e carine, nelle discoteche o locali "alla moda" cameriere e baristi sono sempre di bell'aspetto, anche perché così attirano clienti. Diciamo che in molti lavori in cui è previsto il contatto con il pubblico, si preferisce assumere gente bella da vedere; del resto lo dice anche il proverbio: "anche l'occhio vuole la sua parte".
Proviamo a pensarci, in mezzo ad un gruppo di persone che non conosciamo, ad una festa oppure ad una riunione, ma anche i primi giorni di scuola o ancora in una sala d'aspetto, se dovessimo scegliere qualcuno con cui "provarci", non potendo basarci su carattere e personalità, lo faremo su fattori estetici (che poi questi siano soggettivi è un'altro discorso).
Non siete ancora convinti? Facciamo allora un gioco, certo poco probabile, ma teoricamente possibile: conoscete due persone identiche per carattere e personalità, entrambe gentili, affettuose, tenaci, e con tutti i pregi che volete metterci. Entrambe hanno gusti che combaciano con i vostri; praticamente potrebbero essere l'altra metà della mela, solo che una è di bell'aspetto, l'altra è esteticamente meno attraente, a chi chiedereste di uscire per una cena romantica?
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venerdì 20 maggio 2016
mercoledì 1 luglio 2015
Dieci buoni motivi per essere misantropi
Anche senza scomodare motivi gravi quali guerre, violenza e politica, ogni giorno i motivi per scegliere di essere misantropi sono centinaia, qui ne ho raccolti una decina che riguardano il mio punto di vista:
- Trovarmi incastrato tra le possibilità e i mezzi dell'azienda e le richieste giuste, ma a volte incompatibili dei clienti.
- Gli operatori telefonici, che ti disturbano a qualsiasi ora del giorno e soprattutto quando stai riposando dopo una difficile giornata lavorativa
- I clienti che non sanno aspettare il loro turno, che vengono ad assillarmi che non le loro richieste mentre sono occupato con altre persone o al telefono
- Quelli che per strada se la prendono comoda, non perché vogliono rispettare i limiti (ma vale anche per i pedoni che attraversano), o non conoscono la zona, ma perché loro, non hanno fretta
- Gli insegnanti che accompagnano gli studenti in gita scolastica e poi vanno a letto a mezzanotte, lasciando i giovani a disturbare e far danni, se tutto va bene, o a farsi del male, nei casi peggiori (senza considerare quelli che si ubriacano e fanno casino con i ragazzi)
- I ciclisti che evitano in tutti i modi la pista ciclabile, anche se questa è solo dalla parte opposta di una piccola strada e non di una superstrada. E magari sono genitori con bimbi sul sellino
- I clienti che credono che l'hotel deve girare attorno a loro e gli altri clienti devono stare alle loro pretese, solo perché hanno pagato e allora devono avere (esser serviti per primi, silenzio perfetto alle 21.30, cena anche a mezzanotte...)
- Gli habitué che, in quanto tali, credono di aver diritto a trattamenti di favore. Spesso anche quelli più tranquilli riescono a spingersi troppo oltre.
- Quei commercianti che quando vai a servirti da loro sembra che siano loro fa farti un favore...Non pretendo il tappeto rosso, ma un attimo di cortesia professionale si...
- I fruitori occasionali di cinema, quelli che in sala parlano, ridono sguaiatamente, o usano il cellulare come se niente fosse
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| Il Misantropo (1568) - Pieter Bruegel il vecchio |
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martedì 2 giugno 2015
Meglio soli che...
Qualche tempo fa, per una situazione come quella di sabato, probabilmente me la sarei presa parecchio e mi sarei visibilmente lamentato, ma ormai ho imparato che non serve a nulla arrabbiarsi per queste cose e che alla fine ognuno agisce per quello che crede meglio.
La settimana precedente ho mandato un messaggio agli amici, per una serie di incomprensioni non ci siamo trovati e così ho passato il pomeriggio e la serata al cinema da solo; sabato non ho chiamato nessuno, ne mandato alcun messaggio...non posso andare sempre io in cerca degli altri, ho anch'io il mio orgoglio, per cui senza alcuna polemica o rancore, ho passato l'ennesima giornata in solitudine. Stavolta però non avevo intenzione di passare tutto il tempo al chiuso, anche perché era una bella giornata dopo diverse giorni di pioggia, per cui, armato della macchina fotografica, mi sono fatto un giro per il centro di Padova.
Ho cercato qualche scorcio da fotografare, ho camminato un bel po' e ho respirato dell'aria estiva.
Dopo un po' però, ho cominciato a sentirmi avvilito, perché ero da solo, mentre in giro era pieno di gruppi di amici, famiglie, e coppie di fidanzati; sicuramente ci sarà stata altra gente sola, ma in quel momento i miei occhi vedevano quello che volevano...Dopo aver condiviso la mia solitudine su facebook, qualche amico mi ha aiutato a risollevare il morale, e ho ricevuto un invito per una birra, da uno di loro che ha un bar li in centro (non prima di aver preso uno spritz naturalmente). Dopo qualche chiacchiera e un paio di birre, ho lasciato l'amico ai suoi affari e ho cercato un posto per cenare.
Ho trovato posto in un ristorantino in un affollata Piazza dei Signori e nonostante non ci fosse nessuno a farmi compagnia, la città illuminata di notte, i bambini sorridenti che giocavano in piazza e una simpatica coppia di australiani con cui ho conversato un po', mi hanno rimesso di buon umore.
Io non sto bene da solo, ma sono in grado di starci e non ho più intenzione di aspettare nessuno, mi scuserete però se in un momento di sconforto mi sfogherò in qualche maniera.
Detto questo, tanti saluti e amici come sempre.
La settimana precedente ho mandato un messaggio agli amici, per una serie di incomprensioni non ci siamo trovati e così ho passato il pomeriggio e la serata al cinema da solo; sabato non ho chiamato nessuno, ne mandato alcun messaggio...non posso andare sempre io in cerca degli altri, ho anch'io il mio orgoglio, per cui senza alcuna polemica o rancore, ho passato l'ennesima giornata in solitudine. Stavolta però non avevo intenzione di passare tutto il tempo al chiuso, anche perché era una bella giornata dopo diverse giorni di pioggia, per cui, armato della macchina fotografica, mi sono fatto un giro per il centro di Padova.
Ho cercato qualche scorcio da fotografare, ho camminato un bel po' e ho respirato dell'aria estiva.
Dopo un po' però, ho cominciato a sentirmi avvilito, perché ero da solo, mentre in giro era pieno di gruppi di amici, famiglie, e coppie di fidanzati; sicuramente ci sarà stata altra gente sola, ma in quel momento i miei occhi vedevano quello che volevano...Dopo aver condiviso la mia solitudine su facebook, qualche amico mi ha aiutato a risollevare il morale, e ho ricevuto un invito per una birra, da uno di loro che ha un bar li in centro (non prima di aver preso uno spritz naturalmente). Dopo qualche chiacchiera e un paio di birre, ho lasciato l'amico ai suoi affari e ho cercato un posto per cenare.
Ho trovato posto in un ristorantino in un affollata Piazza dei Signori e nonostante non ci fosse nessuno a farmi compagnia, la città illuminata di notte, i bambini sorridenti che giocavano in piazza e una simpatica coppia di australiani con cui ho conversato un po', mi hanno rimesso di buon umore.
Io non sto bene da solo, ma sono in grado di starci e non ho più intenzione di aspettare nessuno, mi scuserete però se in un momento di sconforto mi sfogherò in qualche maniera.
Detto questo, tanti saluti e amici come sempre.
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