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mercoledì 10 luglio 2019

Le mie prigioni

"Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni" diceva Dostoevskij e il cinema, da questo punto di vista, ci da una bella panoramica sul sistema carcerario mondiale.
Registi e sceneggiatori ci hanno mostrato prigioni sporche e terribili e altre più vivibili e umane, prigioni con secondini aguzzini e carceri moderne e "vivibili", prigioni futuristiche e altre fittizie. Spesso i protagonisti hanno tentato la fuga, altre volte invece hanno atteso i loro destino, qualunque esso fosse.
Ecco dunque una lista di film di ambientazione carceraria che consiglio di vedere.
Ricordo, come sempre, che ho dovuto fare delle scelte, lasciando fuori alcuni film, sicuramente meritevoli di essere ricordati, ma che magari non ho visto o non conosco bene, ma magari all'interno troverete altre pellicole che non vi aspettavate e che vi sorprenderanno.

FUGA DA ALCATRAZ

Probabilmente il film di ambientazione carceraria e di fuga da una prigione per eccellenza, interpretato da un grandissimo Clint Eastwood e diretto in maniera magistrale da Don Siegel. Frank Morris, il protagonista, è un criminale, così come gli altri prigionieri e ciò non viene mai dimenticato dal regista che dirige un film asciutto ed essenziale. ma che non dimentica di mostrarci la durezza delle prigioni di massima sicurezza e di come per sopravvivere il quell'ambiente bisognasse fingere di stare alle regole per poi lottare per far valere i propri diritti. Da ricordare che la pellicola è stata girata realmente ad Alcatraz, chiusa ormai da diversi anni.



BRONSON

Bronson
racconta la storia di Michael Gordon Peterson, che arrestato per una rapina e condannato a sette anni, a causa della sua mania di protagonismo e del suo carattere violento, ha finito col passare in prigione più di trent'anni, la maggior parte dei quali in isolamento.
Film duro quello di Nicolas Winding Refn che non lesina nel mostrare la violenza, ma alterna queste scene con altre grottesche e spiritose.
A interpretare quello che è stato definito il "più violento prigioniero britannico vivente" è un eccezionale Tom Hardy.



LE ALI DELLA LIBERTA'

E chi non lo conosce questo film? Uno dei film carcerari più noti e apprezzati di sempre, che fa leva sui sentimenti e sulla voglia di rivalsa di un innocente.
Il film racconta le vicende di Andy Dufresne (Tim Robbins), ingiustamente condannato all'ergastolo per un omicidio che non ha commesso, che grazie alla sua intelligenza e all'aiuto di un altro carcerato, Red (Morgan Freeman) riuscirà a sopravvivere a quell'ambiente fatto di violenza, soprusi e corruzione, riuscendo infine a fuggire e a far condannare l'intero sistema carcerario.
Uno dei migliori film tratti da un racconto di Stephen King.



CELLA 211

Tratto dall'omonimo romanzo di Francisco Pèrez Gandul, il film parla di Juan Oliver, un secondino che al primo giorno di lavoro, durante un giro per conoscere la prigione, viene colpito da un pezzo di intonaco alla testa che gli fa perdere i sensi. In attesa di essere soccorso, l'uomo viene lasciato in una cella vuota (la 211 appunto), ma nel frattempo nel carcere scoppia una rivolta. Per sopravvivere a quell'inferno Juan dovrà fingersi un detenuto.
Film avvincente che tiene con il fiato sospeso fino all'ultimo minuto. Vincitore di ben nove Premi Goya.



FUGA DI MEZZANOTTE

Atroce film che, basato sull'autobiografia di Billy Heyes, racconta della sua detenzione in una terribile prigione turca a seguito dell'arresto per detenzione di due chilogrammi di droga.
Nel film ci vengono mostrate le difficili condizioni in cui sono costretti i carcerati in una prigione di un Paese meno sviluppato. La pellicola ha avuto anche diverse polemiche, soprattutto da parte della Turchia, per come vennero rappresentate in maniera poco realistiche le guardie e per alcune falsità raccontate. Giorgio Moroder ha vinto l'Oscar per la migliore colonna sonora.



L'ISOLA DELL'INGIUSTIZIA - ALCATRAZ

Dramma carcerario di forte impatto che narra la storia, seppure in parte romanzata, di Henri Young, finito in prigione per un crimine di poco conto, ma in seguito ad un tentativo di fuga costretto ad un lungo isolamento; ciò lo ha portato ad uccidere un altro detenuto e alla conseguente condanna alla sedia elettrica. Grazie al suo avvocato il processo si trasforma in un'atto di accusa contro il sistema carcerario statunitense e alla disumanità perpetrata ad Alcatraz. Cast stellare che vede come protagonisti Kevin Bacon, Christian Slater e un magnifico Gary Oldman.



ALIEN3

Dopo essere sfuggita nuovamente agli xenomorgi, Ripley, in seguito ad un incidente alla sua navicella, si ritrova nella colonia penale Fiorina 161. Qui, oltre a guardarsi dai carcerati, che da diversi anni non vedono una donna, scopre che uno degli alieni l'ha seguito fino a lì e ora tutta la piccola comunità è in pericolo. Esordio alla regia di David Fincher, che dirige un film cupo e permeato da un senso di rovina e annientamento, grazie anche alla sceneggiatura di Walter Hill.



IL PROFETA

Malik quando finisce in prigione ha solo diciotto anni, è analfabeta e insicuro, ma col passare del tempo si indurisce, si fa una cultura e guadagna il rispetto degli altri carcerati e soprattutto quello dei corsi, che comandano la prigione. Presto però, grazie alla sua furbizia, riesce a sottrarsi all'influenza del capo dei corsi e diviene lui stesso un importante boss.
Avvincente film francese, vincitore di numerosi premi César e candidato all'Oscar come miglior film straniero..



PAPILLON

Henri Charrière
, noto come Papillon, è accusato ingiustamente di omicidio e recluso nel carcere dell'isola del Diavolo nella Guaiana Francese. Qui farà amicizia con il falsario Dega, ma le condizioni di vita impossibili lo porteranno a numerosi tentativi di fuga e ogni volta che viene catturato, non si arrenderà, ma fino alla fine cercherà un modo per lasciare l'isola.
Celebre film, basato sul romanzo dello stesso Charrière, e interpretato splendidamente da Steve McQueen e Dustin Hoffman., in cui prevale l'insaziabile sete di libertà del protagonista.



SCIUSCIA'

Pasquale e Giuseppe sono due amici che lavorano come lustrascarpe sui marciapiedi di Roma. Il loro sogno è quello di comprare un cavallo bianco che qualche volta hanno cavalcato. I due ragazzini sono coinvolti, senza volerlo, in un furto a casa di una chiromante e per questo vengono arrestati e portati in carcere minorile, non prima di essere riusciti a comprare l'amato cavallo. In prigione però vengono separati e a causa dell'ambiente duro e delle manovre della polizia che li usano per trovare i veri colpevoli del furto, la loro amicizia viene messa in crisi, fino al drammatico finale.
Capolavoro di Vittorio De Sica che dipinge il difficile mondo dell'infanzia nell'immediato dopoguerra, mostrando anche la durezza degli istituti correzionali.



1997: FUGA DA NEW YORK

Cult movie diretto dal maestro John Carpenter e interpretato da Kurt Russell. Il film è un thriller dal ritmo mozzafiato, ricco di scene d'azione e di grandi emozioni. Intriso di una fine ironia la pellicola è anche una critica alla violenza della società nel mondo moderno.
In un futuro non troppo lontano, New York,  divenuta una città ingestibile, viene trasformata in un'enorme prigione dalla quale è impossibile fuggire. Quando però l'aereo presidenziale viene dirottato e precipita nella città, per salvare il presidente degli Stati Uniti, tenuto in ostaggio dal Duca che rivendica la sua libertà, viene chiamato lo specialista Jena Plissken, che però ha solo 24 ore di tempo per compiere la sua missione.



IL MIGLIO VERDE

Frank Darabont, regista de "Le ali della libertà", riprende in mano un'altro romanzo di Stephen King e fa di nuovo centro, dirigendo un film emozionante e appassionante. Forse non riuscito come l'opera precedente, ma anche in questo caso non ci si può affezionare ai personaggi più buonio provare rabbia verso quelli negativi.
La storia è quella di Paul Edgecomb (Tom Hanks) che, da una casa di riposo per anziani, ricorda il periodo in cui era il capo dei secondini nel braccio della morte nel carcere di Cold Mountain e in particolare dell'incontro con il gigantesco carcerato John Coffey (Michael Clarke Duncan), accusato ingiustamente di aver violentato e ucciso due bambine e di come quest'incontro abbia cambiato la sua vita e quella dei suoi colleghi.



THE EXPERIMENT - CAVIE UMANE CERCASI


Film del 2001 che racconta dell'esperimento carcerario di Stanford, condotto da Philip Zimbardo, nel 1971 in cui un gruppo di venti volontari veniva suddiviso in detenuti e secondini e di come quest'ultimi abbiano, dopo pochi giorni assunto atteggiamenti da aguzzini tali da scatenare una rivolta da parte dei carcerati e quindi a sospendere l'esperimento. L'intento dello psicologo era dimostrare come l'ambiente influenzi il comportamento di alcuni individui arrivando anche a casi di depersonalizzazione. Peccato che poi si scoprì che molti degli atteggiamenti vessatori delle guardie fossero in realtà suggeriti dagli organizzatori dell'esperimento.
Tuttavia il film è ben realizzato e fa il suo sporco lavoro coinvolgendo lo spettatore grazie ad un'ottima tensione e ad alcune sequenze piuttosto forti.



Bonus: OZ
Oz è una serie televisa della HBO, che narra in maniera cruda e realistica le vicende dei detenuti del quinto braccio, meglio conosciuto come Paradiso della prigione di Oswald (abbreviato ad Oz).
Qui i detenuti sono sempre sotto controllo, in celle con vetri di plexiglass definite "acquari". In questo microcosmo, composto da prigionieri di vari etnie e nazionalità, regnano la violenza, lo spaccio, l'uso di droghe, gli abusi (sessuali e non), le risse e gli omicidi.



Bene, ora siete liberi di dire la vostra, magari suggerendomi film che non ho preso in considerazione, meglio ancora se poco noti. Ma ricordatevi che se sarete cattivi potrei sempre sbattervi in cella di isolamento...

martedì 28 luglio 2015

La ragazza della porta accanto (2007)

"Io avevo tanti sogni...ora non ne ho più"

David ha dodici anni e passa le lunghe giornate estive assieme ai suoi amici, o in riva al fiume. Un giorno incontra Meg, una bella ragazza di sedici anni, che assieme alla sorella si è trasferita a casa dei suoi vicini. Le due ragazzine hanno perso i genitori in un incidente stradale e sono state affidate alle cure di Ruth Chandler, loro lontana parente e madre dei migliori amici di David. Ben presto però, la donna rivelerà tutto il suo sadismo, nei confronti delle due sorelle, prima sottoponendole ad umiliazioni e qualche percossa, per poi farle sprofondare in un inferno fatto di torture e  violenze fisiche e psicologiche, a cui parteciperanno anche i giovani figli della donna, nonché alcuni altri ragazzini del vicinato. David diviene così testimone muto di quei terribili segreti, a metà tormentato dai sensi di colpaverso Meg, ma bloccato dal timore reverenziale per Ruth.Tratto dal romanzo di Jack Ketchum, che a sua volta si basa su avvenimenti realmente accaduti, il film è uno spaccato atroce di quell’America chiusa e rurale, di cui ogni tanto sentiamo parlare per sanguinosi fatti di cronaca. “La ragazza della porta accanto”, che a differenza del romanzo non ha ancora trovato una distribuzione italiana, è un horror “vero” perché  i mostri di cui parla sono reali; non ci sono vampiri o zombies, ma esseri umani sadici e puramente cattivi. E sebbene la violenza vera e propria, non venga mai mostrata direttamente, ma per lo più suggerita, nemmeno film come “Saw” o  “Hostel”, che facevano del voyerismo la propria carta forte, riuscivano a essere altrettanto duri e crudeli. Forse perché, seppure manovrati dalla mefistofelica Ruth, a perpetrare la maggior parte delle violenze sono dei ragazzi o ragazzini, da cui non ci si aspetta tanta crudeltà.  Il film parte un po’ lento, ma quando ingrana diventa una macchina devastante, che colpisce con forza e non può lasciare indifferenti. Alcune sequenze ineffetti, sono veramente impressionanti, pur non arrivando a mostrare nulla direttamente, e probabilmente non sono adatte a cuori deboli. Credo che il regista volesse sottolineare l’ambiguità degli stati d’animo dei protagonisti, facendo si che anche lo spettatore si senta spiazzato e confuso inquanto, una cosa è ciò che è giusto fare, un’altra e quello che la paura ti concede di fare, e direi che è perfettamente riuscito nel suo intento, perché il film è assolutamente coinvolgente. Seppure con qualche ingenuità, Wilson dimostra grandi doti, muovendosi bene conla macchina da presa, soffermandosi spesso su dettagli, che però danno una visione d’insieme ancora più realistica. Come già detto, il fatto di tenere la violenza vera, nascosta allo spettatore, ma solo suggerita è un valore aggiunto, poiché non c’è mezzo forte quanto l’immaginazione, dunque è come se si stesse assistendo direttamente alle torture che la protagonista subisce. Molto bravi gli attori, in particolare Daniel Manche (David) e Blythe Auffarth (Meg) che riescono a rendere evidente il tormento che i due ragazzini vivono, con l’animo in conflitto con se stesso, combattuti tra ciò che è giusto fare e ciò che in realtà possono fare. Un film, che gli amanti del genere, non potranno non apprezzare, ma che sconsiglio  a chi è troppo sensibile.