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martedì 30 luglio 2019

Notte horror 2019: American Gothic (1988)

Tempo d'estate, tempo di "Notte horror". Ecco dunque, che per il sesto anno consecutivo (il quarto per me), la solita cricca di blogger nostalgici di quella trasmissione che per tanto tempo ci ha tenuto compagnia nelle calde notti estive del passato, si riunisce per scrivere e discutere di cinema horror.
Anche quest'anno ho scelto una pellicola non celeberrima, ma che ha la sua schiera di fans e che, nonostante i molti difetti, ha raggiunto lo stato di cult-movie; sto parlando di "American Gothic"



Cynthia e suo marito hanno perso la loro bambina in un incidente domestico, così dopo un periodo di ricovero della donna, su consiglio dei medici i due decidono di prendersi un periodo di vacanza.
La coppia, assieme a quattro amici, affittano un aereo da turismo per recarsi in Oregon, ma durante il viaggio il velivolo ha un guasto che li costringe ad un ammaraggio di fortuna nei pressi di un isola, all'apparenza deserta.
Costretti a cercare aiuto, i ragazzi si inoltrano nell'isola e vi trovano una vecchia casa abitata da due anziani contadini (che si fanno chiamare semplicemente Pa' e Ma') e i loro tre figli affetti da ritardo mentale. La strana famiglia vive ancora come all'inizio del ventesimo secolo, senza elettricità o comfort moderni e riconoscendo nei nuovi venuti immoralità e peccato, li faranno fuori uno ad uno.



Il film, uscito nel 1988 e accostato a pellicole di maggior successo come "Non aprite quella porta", non si può certo definire un capolavoro del genere, ma nonostante tutto riesce a risultare malato e disturbante. La famiglia di contadini è così grottesca ed estrema che crea nello spettatore un senso di disagio che avvolge quasi tutto il film.
Dico "quasi tutto" perché il film ci mette un po' a prendere quota e comunque la regia ha un taglio televisivo di qualità tutt'altro che eccelsa; eppure John Hough di cose buone in passato ne aveva fatte come "Zozza Mary, pazzo Gary" action movie sulla scia di "Punto Zero" o "Incredibile viaggio verso l'ignoto", film avventuroso targato Disney.



Un'altra pecca della pellicola è che gli omicidi sono quasi sempre fuori scena e a parte il sangue che si vede in seguito, di splatter non c'è molto.
Tuttavia Hough riesce a rifarsi in alcune sequenze sferrando dei colpi piuttosto duri allo spettatore: quando a Cynthia viene mostrata la stanza delle bambole, dove ritrova appesi come manichini i suoi vecchi amici, oltre ai corpi mummificati di vittime precedenti; quando la stessa Cynthia e Funny si litigano il corpo, anch'esso mummificato, di una piccola bambina, frutto di un probabile rapporto incestuoso, che ribalterà i ruoli nel finale; l'omicidio di una delle ragazze da parte di Teddy che tenterà poi di avere un rapporto sessuale con il cadavere e per questo sarà punito dal padre.



Il finale del film non è male, anche se forse un po' troppo affrettato e qualche minuto speso in più per creare un una maggiore tensione non avrebbe certo guastato.
Non è male il cast di cui vanno ricordati soprattutto il grande Rod Steiger e la splendida Yvonne De Carlo che per questo ruolo vinse il premio come miglior attrice al Fantatestival.
Buone anche le musiche composte da Alan Parker, compositore solo omonimo del celebre regista britannico, anche se nella copertina del dvd della Raro Video viene confuso proprio con il regista stesso.




Infine va ricordato che il titolo e la locandina del film si rifànno ad un celebre dipinto di Grant Wood, intitolato proprio "American Gothic".




Qui di seguito tutta la programmazione dell'evento:

  • 9 luglio 2019, ore 21: La bara volante (Stuff, il gelato che uccide)
  • 9 luglio 2019, ore 23: Malastrana VHS (Vivere nel terrore)
  • 16 luglio 2019, ore 21: Il Zinefilo (L'albero del male)
  • 16 luglio 2019, ore 23: Non c'è paragone (The Omen)
  • 23 luglio 2019, ore 21: Stories (Scream)
  • 23 luglio 2019, ore 23: Solaris (Il villaggio dei dannati)
  • 30 luglio 2019, ore 21: La stanza di Gordie (American Gothic)
  • 30 luglio 2019, ore 23: Malastrana VHS (Trucks)
  • 6 agosto 2019, ore 21: Pensieri Cannibali (So cosa hai fatto)
  • 6 agosto 2019, ore 23: Il Bollalmanacco di cinema (La casa 5)
  • 13 agosto 2019, ore 21: In central perk (The Ring)
  • 13 agosto 2019, ore 23: La fabbrica dei sogni (Changeling)
  • 20 agosto 2019, ore 21: Pietro Saba World (Cimitero Vivente)
  • 20 agosto 2019, ore 23: Deliria (Deliria)
  • 27 agosto 2019, ore 21: Combinazione casuale (La setta)
  • 27 agosto 2019, ore 23: Il Zinefilo (Dr. Giggles)
  • 3 settembre 2019, ore 21: Redrumia (Society)
  • 3 settembre 2019, ore 23: White Russian (La casa del diavolo)
  • 10 settembre 2019, ore 21: Il Zinefilo (Virus)
  • 10 settembre 2019, ore 23: The Obsidian Mirror (Non aprite quell'armadio)



giovedì 19 novembre 2015

Goodnight mommy (2014)


Lukas ed Elias sono due gemellini di dieci anni e passano le loro giornate estive a rincorrersi tra i filari di un campo di grano, facendo il bagno in uno splendido laghetto immerso tra i boschi e facendo la lotta nei verdi campi davanti casa, una bellissima quanto gelida villa, sperduta nella campagna austriaca. Quando finalmente la loro madre torna a casa, con il volto coperto di bende, dopo un’operazione di chirurgia estetica, i due bambini cominciano a sospettare che quella donna non sia chi dice di essere e ben presto le cose precipiteranno in una spirale di follia e violenza, fino all’inevitabile finale.



I due registi , Severin Fiala e Veronika Franz, rispettivamente nipote e moglie del regista Ulrich Seidl, proseguono sulla strada già intrapresa dallo stesso Seidl (il film Canicola su tutti) e di cui Haneke è il maggior esponente; un cinema fatto di lunghe attese e di improvvisi scoppi di violenza, via via sempre più disturbante.
Seppure la realtà del film sia chiara fin da subito, almeno per un pubblico più smaliziato (l’idea ricorda in parte quella della pellicola di Robert Mulligan Chi è l’altro?), il seme del dubbio resiste per tutta la sua durata. Assistiamo così ad un classico gioco del gatto con il topo, ma in cui i ruoli si invertono continuamente, in cui non è mai chiaro fino alla fine, se siano i bambini a essere pazzi, o realmente la madre celi qualche segreto sotto a quelle bende che le nascondono il volto.
La donna si dimostra subito fredda e dispotica, al solo scopo di preservare una bellezza acquisita artificialmente, arrivando a chiudere i figli in camera per più giorni, a schiaffeggiarli o a uccidere un gatto randagio che i due bambini avevano portato in casa; ed è questa cattiveria a instillare nei gemelli il dubbio sulla vera identità della madre; così nei loro sogni la madre è un essere senza volto, come nelle foto sfocate appese per la casa, che probabilmente ritraggono la donna prima dell’intervento.
Avviandosi verso la fine, il film cambia registro e seppure continui a essere pervaso da un’aura gelida e distaccata, apre improvvisamente le porte al voyerismo della violenza, accostandosi ad alcuni torture porn francesi (Martyrs o Frontiers), ma mai fine a se stessa, in quanto legata ad un contesto psicologico sociale, per cui risulta ben inserita.
Goodnight mommy è dunque un gran bel film, duro e viscerale che non può lasciare indifferenti, perché colpisce sia a livello mentale ed motivo, sia a livello fisico: una pellicola profondamente disturbante, soprattutto per la giovane età dei protagonisti. A tal proposito, risultano bravissimi i due gemelli, scelti tra 240 coppie, soprattutto per il loro aspetto fragile ed innocente, ma allo stesso tempo permeato da un alone di mistero e inquietudine.
Splendida anche la fotografia di Martin Gschlacht, che contribuisce in maniera fondamentale a donare al film quel senso onirico e di oppressione, per cui lo spettatore si sente perduto.
Un film che piacerà agli amanti del horror d’atmosfera e del thriller psicologico.