giovedì 2 agosto 2018

Nella mia fine è il mio principio

Parafrasando un titolo di un romanzo di Agatha Christie, oggi propongo una lista di film, che iniziano partendo dalla fine o da metà della storia, per poi andare a ritroso oppure ricominciano da capo per tornare al punto iniziale; quei film talvolta arzigogolati che per capirli bisogna vederli più volte o che per scelta dello sceneggiatore partono raccontando già come sarà la fine.
Come al solito ho scelto solo una manciata di titoli; quelli che ricordo meglio o che mi hanno colpito di più, se vi vengono in mente altri film sulla stessa tematica accetto ogni consiglio.
(Ah, attenzione ai possibili spoiler, naturalmente)

E ora buon "twist":

VIALE DEL TRAMONTO: Un uomo viene ritrovato morto in una piscina e una voce fuori campo comincia a raccontare la sua storia. Beh, che dire di un questo film che non sia già stato detto? Uno dei massimi capolavori del cinema di ogni tempo. Un cast eccezionale che va da Gloria Swanson a William Holden e a Erich von Stroheim, passando a molti attori e registi dell'epoca, che interpretano se stessi.
Billy Wilder si dimostra ancora una volta, uno dei più grandi registi in assoluto, che ha saputo variare facilmente dalla commedia, al dramma, al noir senza sbagliare un colpo.




AMERICAN BEAUTY: Una ragazza, in un video amatoriale, chiede al suo ragazzo di ucciderle il padre, poi la voce fuoricampo di  questi, racconta la sua storia e del suo ultimo anno di vita. Film d'esordio per Sam Mendes ed è arrivato subito l'oscar.
La pellicola affronta varie tematiche, dal conformismo di una borghesia ormai dedita solo al raggiungimento della felicità apparente, alla frustrazione che questo tipo di vita ci porta. Dalla crisi del maschio, in quest'epoca moderna ad una sessualità usata come sfogo o fantasia per ravvivare le proprie vite.
Eccezionale Kevin Spacey.




PULP FICTION: Due amanti, seduti in una caffetteria, discutono sul loro prossimo colpo e decidono di rapinare quello stesso locale e poi, Dick Dale & His Del-Tones ci accompagnano sui titoli di testa con la bellissima Misirlou. Con questo film, Tarantino si fa conoscere al grande pubblico. Un'opera originale che racconta tre storie intrecciate tra di loro, in ordine non cronologico, ma riallacciandosi alla rapina iniziale. Cast magnifico e in gran forma, dialoghi fenomenali. Dopo questo film, il cinema non è stato più lo stesso.





L'ESERCITO DELLE  12 SCIMMIE: Un bambino in un aeroporto assiste ad un omicidio, ma chi è quella persona che viene uccisa? Un bellissimo film di fantascienza che parla di futuro, follia e viaggi nel tempo. Solo Terry Gilliam poteva dirigere un film tanto folle e narrativamente contorto e anche stavolta l'ex Monty Python un grande film, intrigante che tiene incollati dall'inizio alla fine.



QUANDO BRENDAN INCONTRA TRUDY: Il corpo di un ragazzo è disteso in una pozzanghera in mezzo alla strada, sotto la pioggia battente; poi un flashback ci porta all'inizio della storia.
Simpatica e divertente commedia che in realtà non ha riscosso un gran successo, la pellicola ha la sua forza nell'essere molto citazionista. I riferimenti vanno da "Viale del tramonto" della scena iniziale a "Sentieri selvaggi" a "C'era una volta il west" passando per  "Fino all'ultimo respiro" e a moltissimi altri film. Certamente non un capolavoro, ma un film molto gradevole che consiglio caldamente.



IL LADRO DI BAGDAD: Un mendicante cieco con il suo cane comincia a raccontare una strana e lunga storia. Basato su alcuni racconti de "Le mille e una notte" il film narra le vicende del principe Ahmad, di come sia stato detronizzato e di come abbia riacquistato il potere grazie al giovane ladro Abu. Storia affascinante la cui realizzazione, nella versione del 1940, di cui sto parlando, ha richiesto l'intervento di almeno sei registi. Nonostante ciò il film risulta ben realizzato e con sorprendenti effetti speciali che hanno vinto l'oscar di categoria.



CARLITO'S WAY: Un uomo, alla stazione dei treni, muore mentre sulla lettiga ricorda la sua vita e l'amore per una donna. Uno dei film più belli di Brian De Palma, maestro della macchina da presa, e interpretato da un fantastico Al Pacino. Che altro dire di un film tanto bello e importante? Solo che se ancora non l'avete visto dovete subito correre a procurarvene una copia e a vederlo più e più volte.



PREDESTINATION: Un uomo misterioso scende nei sotterranei di un edificio e tenta di disinnescare una bomba, ma distratto dalla presenza del presunto attentatore, viene colpito dall'esplosione che gli devasta il volto. Anche in questo caso siamo difronte ad un film forse non perfetto, ma la cui sceneggiatura funziona, appunto, come una bomba ad orologeria. Un film che parla di viaggi nel tempo e ricco di paradossi temporali (tra cui il Principio di autoconsistenza di Navikov già visto ne "L'esercito delle 12 scimmie"). Un film così non poteva non essere inserito in questa lista.



MEMENTO: Leonard scatta una foto ad un uomo a cui ha appena sparato, poi comincia a ricordare.
Altro film cult che ha lanciato nell'olimpo dei grandi Christpher Nolan, grazie ad una sceneggiatura perfetta e ad un montaggio frammentario, in cui lo spettatore si trova nella stessa condizione del protagonista, che si ritrova a conoscere avvenimenti di cui però ignora i precedenti e questo per tutta la durata del film. Il film, dunque, si basa sul bisogno dell'uomo di gestire la propria vita secondo una successione temporale ben precisa, senza la quale sarebbe perduto.




Bene sperando che anche questa serie di consigli vi sia piaciuto, vi auguro buone ferie. Per qualche tempo sarò lontano dal pc, per cui non potrò scrivere nulla di nuovo. Non credo che riuscirò nemmeno a commentare i vostri post, ma cercherò, ogni tanto di buttarci l'occhio. Tuttavia queste ferie sono dedicate alla mia famiglia, per cui credo che ci rivedremo direttamente tra un paio di settimane.

martedì 24 luglio 2018

Notte horror 2018 : Horror in Bowery Street (1987)

C'era una volta "Notte Horror", un appuntamento che per noi amanti del genere era un classico imprescindibile. Finita la scuola, prima di partire per le vacanze vere e proprie, si aspettava il martedì notte (venerdì nelle prime versioni) per godersi, dopo il Festivalbar, qualche ora di paura e divertimento. Da qualche anno a questa parte però, la trasmissione non è più la stessa; film non sempre all'altezza e continui cambi di programmazione, hanno in parte rovinato il fascino che il programma ha sempre avuto.



Fortunatamente, da cinque anni, c'è la "Notte Horror Blogger Edition"; un'iniziativa che vede coinvolti un gruppetto di blogger, che per poco più di un mese, tutti i martedì (con appuntamento alle 21 e alle 23), recensiranno alcuni film horror, per allietare le nostre calde estati.
Questo, per me, è il terzo anno consecutivo (cosa che non può che farmi piacere) e per l'occasione ho scelto un film particolare, divenuto un cult con il passare del tempo e per tanti anni ritenuto introvabile, fino a quando quelli di "Nocturno" e "Rarovideo" lo hanno distribuito anche qui da noi; sto parlando di quell'opera malata che è "Horror in Bowery Street".



Via con la trama:
Siamo in uno dei quartieri più degradati di New York, dove numerosi personaggi, per lo più barboni, vivono di espedienti. Un giorno, il proprietario di un bar della zona, trova per caso, nascosto nel suo scantinato, un liquore denominato "Viper" e decide di venderlo per guadagnare qualche soldo. Quello che non sa è che basta un sorso di quel prodotto per morire liquefatti, tra atroci sofferenze.
Insospettito da quelle strane morti, un poliziotto si metterà ad indagare.



Il film in realtà era nato come cortometraggio, girato da Muro quando era ancora studente di cinema, e in seguito integrato con altre scene. Si capisce perciò perché la pellicola risulta essere frammentaria e con una trama non ben lineare.
La sceneggiatura, a cura di Roy Frumkes, è confusa senza un vero intreccio narrativo; si possono contare almeno tre storie portate avanti dal regista, tutte spezzettate e non sempre portate ad una vera e propria conclusione.
Tuttavia questa non è un difetto, anche perché appare chiaro fin da subito che la trama è solo un pretesto per mettere in mostra quanto più splatter possibile.



In questa pellicola tutto è eccessivo, dalla storia alla recitazione, volutamente sopra le righe e che lo fanno accostare ai film della Troma (a proposito, la curatrice degli ottimi effetti speciali Jennifer Aspinall, aveva lavorato proprio a "The Toxic Avenger").
Anche il modo in cui vengono mostrate le morti dei poveri incauti consumatori del "Viper" è esagerato: infatti i corpi di questi si sciolgono emettendo liquami  rossi, blu e gialli, dando al film un tocco di colore, quasi pop, che contrasta con la violenza delle scene.


Come in molti film simili per mitigare le scene crude e violente, vengono usate diverse gags che fortunatamente non disturbano, ma anzi risultano essere un valore aggiunto al film perché così, le scene più disturbanti riescono a essere più "digeribili".
Del resto in questa ora e mezza di film assistiamo, oltre alle numerose morti crude, anche a violenze sessuali, a scene di necrofilia e ad una partita di football giocata con un pene appena evirato (e scusate se è poco...)



Ecco se proprio dovessi trovare un difetto al film, direi che sarebbe potuto durare un po' meno, infatti in alcuni momenti la storia viene eccessivamente allungata con il risultato di essere un po' noiosa. Fortunatamente Jim Muro, sa compensare con una buona regia (finora l'unica) e mostra le sue qualità di operatore di camera che lo porteranno a lavorare a film come "Terminator 2" "Titanic", "Balla coi lupi" "JFK", "Casino", prima solamente come operatore di steadicam, poi anche come direttore della fotografia.



Nel film, volendo, si può leggere anche una critica sociale, contro la guerra e l'abbandono dei reduci a loro stessi, infatti uno dei protagonisti (il più cattivo e violento) è stato in Vietnam e crede di vedere vietcong ovunque, ma non so quanto questo fosse nelle reali intenzioni del regista.

Altri due ottimi aspetti del film sono la scenografia, in particolare quella ambientata nello sfasciacarrozze dove molti dei protagonisti trovano rifugio e la fotografia che ci mostra, senza nessun filtro, la trascuratezza e il degrado delle zone teatro della vicenda.


"Horror in Bowery Street" è dunque divenuto un cult, grazie alla sua irriverenza, e al suo essere esagerato e di cattivo gusto (come scordare la scena in cui il poliziotto, dopo averlo picchiato, vomita volutamente sul mafioso stereotipato), violento e crudo. Un film che è riuscito a crearsi la sua fetta di fan ed estimatori. Una pellicola da scoprire o riscoprire, sempre se si ama il genere (più che di splatter qui si parla di melt-movie, cioè quei film in cui la liquefazioni dei corpi e centrale nella trama), e se siete dotati di un buono stomaco.

Vi ricordo che dopo di me, alle 23.00, Obsidian Mirror parlerà di un grande cult di John Carpenter: "The Fog"


venerdì 20 luglio 2018

5 luoghi per una vacanza tranquilla e rilassante

Ormai l'estate è iniziata da quasi un mese (se parliamo di quella astronomica) e molti di noi stanno bramando le tanto agognate ferie.
A parte i pochi fortunati che già si stanno rilassando, dimenticando per qualche giorno, i problemi del lavoro o le intense sezioni di studio, tutti gli altri dovranno aspettare il mese di agosto.
Allora, per chi ancora dovesse scegliere la meta delle vacanze 2018, lascio alcuni consigli o suggerimenti per un'estate di relax e divertimento...In ogni caso declino ogni responsabilità per cambiamenti nelle strutture e nelle attività qui suggerite. Qualsiasi problema o reclamo va quindi esposto direttamente alla direzione competente.

OVERLOOK HOTEL: Bellissimo albergo costruito tra le montagne rocciose adatto a tutta la famiglia. Le stanze sono ben arredate e confortevoli, in particolare, vi consiglio la numero 237, sicuramente la più affascinante dell'intera struttura. Ogni sera, vengono organizzate feste e attività in uno dei vari saloni. Il ristorante, che vanta una cucina varia e internazionale, è tra le più rinomate di tutta la regione ed è gestita da un cuoco davvero illuminato. Il bar è aperto tutta la notte e i barman sapranno sempre accogliere le vostre richieste.
Nel giardino esterno troverete un piccolo labirinto per passare qualche momento di allegria con i vostri figli.
Una particolare menzione va fatta al custode, sempre allegro e di buon umore e che vi allieterà leggendovi qualche storia da lui stesso scritta.




AMITY ISLAND: Isola situata non lontano dalla costa su cui sorge una graziosa cittadina e celebre per le sue spiagge tranquille. Ogni anno, in concomitanza con la stagione turistica vengono organizzate numerose attività ludiche, tra cui visita al locale acquario, dove potrete vedere un placido squalo, catturato senza troppe difficoltà dallo sceriffo e dal suo staff.



CAMP CRISTAL LAKE: In una location da sogno sorge questo splendido camping, che offre numerose attività ricreative e assicura una sana e rigenerante vita all'aria aperta. Adatta soprattutto ai più giovani, potete contare su varie attività sportive, come il canottaggio e il tiro con l'arco.
Il centro è gestito da giovani volenterosi, sempre attenti e che sapranno far divertire anche i più piccoli con un bel bagno di mezzanotte, proprio al centro del lago.
Gli abitanti della vicina cittadina non mancheranno di farvi visita, prodigandosi in utili consigli su come sopravvivere tra i boschi.
Tra le più "anziane" collaboratrici c'è la simpatica Pamela che assieme al figlio, da molti anni si occupa dell'accoglienza del personale e degli ospiti.



BATES MOTEL:  Questa graziosa struttura si trova poco fuori dall'autostrada, in una strada ormai poco frequentata, ma che anticamente era la principale via per attraversare lo stato. Il motel, pur conservando la sua struttura originaria è stato recentemente ristrutturato.
Il proprietario, un giovane con la testa sulle spalle, sarà felice di aiutarvi nelle vostre esigenze ( a noi è venuto a sistemare la doccia che ci dava qualche problema) e di farvi da accompagnatore nell'antica casa coloniale, alle spalle del motel, di proprietà della sua famiglia da molte generazioni.



CHALET: Se volete passare una tranquilla vacanza tra i boschi, in totale relax e senza pericoli, questo è il luogo che fa per voi. Immerso tra lussureggianti boschi, questo piccolo chalet, vi darà la possibilità di trascorrere qualche giorno lontano dal caos cittadino e dai pericoli della vita moderna. Qui nulla e nessuno potrà disturbarvi o farvi del male. Anche se non molto grande, la struttura può ospitare piccoli gruppi di amici che potranno divertirsi nella taverna, adibita a sala giochi, dove potrete trovare anche libri antichi e nastri di musica di ogni tipo.



Sperando di avervi ben consigliato vi auguro buone vacanze e vi consiglio di non perdere il prossimo post di consigli dedicato più specificatamente alle attività a cui dedicarsi per vacanze avventurose.
A presto!






martedì 10 luglio 2018

I miei concerti

Post veloce, veloce, in attesa di qualcosa di più succulento nei prossimi giorni, dato che è una settimana che non scrivo nulla.
Torniamo a parlare di musica e di concerti in un post che potrebbe essere un tag-post se qualcuno poi volesse seguire il mio esempio, ma io non nominerò nessuno...insomma fate vobis

Il mio primo concerto

Come ho già avuto modo di dire in altri post, il primo concerto che ho visto dal vivo è stato uno di Francesco De Gregori, credo verso i sedici anni, o poco più. Se non ricordo male per quel concerto saltai un giorno di scuola...Ero con mio cugino e cercammo di arrivare presto (era al Palasport di Treviso) per cercare di avvicinarci all'entrata di servizio e rubare qualche scatto o autografo a Francesco, cosa che purtroppo non riuscimmo a portare a termine.
Però, per lo meno, trovammo posto quasi sotto al palco e ci godemmo al meglio al concerto.
De Gregori è uno dei miei cantanti preferiti e mi divertii molto, ricordo che mi dispiacque perché non cantò alcune delle mie preferite, tra cui "Buonanotte fiorellino", ma scoprii canzoni che ancora non conoscevo come "Buffalo Bill".

Francesco De Gregori


Il concerto più bello

Devo essere sincero, qui sarei in forte difficoltà perché quasi tutti i concerti che ho visto, a parte pochissime eccezioni, mi sono piaciuti molto, per un motivo o per l'altro.
Da quello dei Deep Purple, quando nella band c'erano ancora buona parte dei membri originali, ai Toto, visti tre volte, di cui una gratuita in Prato Della Valle a Padova, proprio sotto il palco, dato che arrivai li un bel po' prima per essere sicuro di trovare un buon posto.
Oppure gli Europe, quando nel 2004 uscì il loro nuovo album "Start from the dark", dopo una separazione di più di dieci anni. Ricordo che quando andai a prendere i biglietti c'era una ragazza dietro di me che quando mi sentì chiedere due biglietti per gli Europe, mi chiese stupita se parlassi sul serio. Le risposi di si e le spiegai che la band era tornata assieme. Il concerto poi fu divertente, ma anche devastante: eravamo all'Alcatraz a Milano ed io ero più o meno in mezzo al parterre con tizi grandi e grossi che ogni volta che veniva suonato un pezzo più rockeggiante, mi sballottavano da una parte all'altra. Sudai così tanto che poi, uscendo al freddo autunnale, mi beccai un bel raffreddore. Ma ne valse sicuramente la pena: sentire pezzi come "The final countdown", "Rock the night" e "Cherokee" che hanno accompagnato la mia infanzia e adolescenza, è stato fantastico. Peccato che "Carrie" sia stato fatto in una versione acustica per cui non rendesse come nella versione originale.
Bellissimi sono stati anche i concerti della PFM, del Banco, delle Orme, tre band italiane che si sono fatte valere nel mondo con il loro rock progressive.
Mi sono divertito molto anche in concerti che sono un po' meno nelle mie corde, come quello dei Dream Theater e dei G3 (tre chitarristi famosi che si alternano sul palco per poi suonare assieme nel finale e in quel caso si esibirono Joe Satriani, Steve Vai e Robert Fripp, mitico chitarrista e fondatore dei King Crimson).
Poi sicuramente ce ne sono altri che ora non mi vengono in mente, ma diciamo che un po' per scelta, un po' per fortuna, a concerti mi sono trattato bene...

Toto


Il concerto più brutto

In questo caso, invece, non ho nessun dubbio. Bruttissimo è stato il concerto dei Bon Jovi allo stadio Euganeo a Padova, non ricordo se nel 2001 o 2002. Da dove eravamo seduti noi, su una delle tribune laterali, si sentiva tutto malissimo, a volume basso e non si faceva fatica a capire cosa stessero cantando. Inoltre dopo poco più di un'ora si sono accese le luci e il concerto è stato sospeso. Inizialmente si pensavo fosse una pausa dovuta a qualche guasto tecnico, invece quando poi accese anche i fari principali ci fecero capire che era ora di andarsene. La scusa ufficiale fu che Jon Bon Jovi aveva auto problemi alla voce Ci incamminammo tutti verso l'uscita, piuttosto delusi, ma pensando che per lo meno ci rimborsassero i soldi del biglietto, o almeno in parte. Invece restammo a becco asciutto. Oltre al danno la beffa...

Bon Jovi


Il concerto a cui avrei volluto assistere

Nominerò cinque concerti che, per ragioni anagrafiche, non ho potuto vedere dal vivo, ma se avessi una macchina del tempo mi piacerebbe molto assisterci.
Al Festival di Woostock nel 1969 e non credo che ci sia bisogno che spieghi perché mi sarebbe piaciuto ad assistere a questo festival durato tre giorni: Santana, Jimi Hendrix, Joe Cocker, Creedence Clearwater Revival, Janis Joplin, The Who...credo che sia sufficiente come risposta...
Pink Floyd a Venezia 1989, un concerto tra sogno e incubo, ma che ha segnato un'epoca...Una delle più grandi band del mondo della musica, in una delle città più belle e uniche città al mondo...
Live Aid 1985 a Londra (e Filadelfia) un'altro concerto epocale che ha unito decine e decine di cantanti da tutto il mondo a scopo benefico. E tra i tanti a esibirsi ci furono i Queen, che a detta di molti, quel giorno rubarono la scena a tutti quanti
Live at Wembley 1986 dei Queen, si ancora loro, del resto sono stati a lungo la mia band preferita e questo è stato uno dei loro ultimi concerti, durante il quale hanno mandato in visibilio decine di migliaia di fans. La versione live di "Love of my life", con tutto il pubblico che canta con Freddie Mercury, mette ancora i brividi...
De Andrè con la PFM 1978/79, uno dei più grandi autori italiani assieme ad una delle più grandi band prog-rock nostrane di sempre.
Si sa Fabrizio era un grandissimo poeta e questo, unito alla classe e agli arrangiamenti rock della Premiata Forneria Marconi, ha portato alla realizzazione dei uno di più grandi concerti italiani e non. Semplicemente stupendo.

Queen - Live Aid

lunedì 2 luglio 2018

Geekoni Film Festival: La spina del diavolo

Quasi in concomitanza con il Giffoni Film Festival, il festival del cinema di e per ragazzi, anche noi della Geek League abbiamo deciso di scrivere una serie di post-recensioni su film che hanno per protagonisti i più giovani. Quest'anno avrò io, l'onere e l'onore di aprire la tale rassegna e il film che ho scelto è "La spina del diavolo"; in realtà all'inizio avevo pensato a qualche altro titolo, un po più d'essai, ma poi ho preferito variare su questa pellicola che riesce ad affrontare le tematiche tipiche del cinema impegnato europeo, raccontando una storia tipica del cinema di genere.



"Che cos'è un fantasma? Un evento terribile condannato a ripetersi all'infinito, forse solo un istante di dolore, qualcosa di morto che sembra ancora vivo, un sentimento sospeso nel tempo come una fotografia sfuocata, come un insetto intrappolato nell'ambra, un fantasma, questo sono io."



Nel 1939, durante la guerra civile spagnola, Carlos, un ragazzino di dodici anni, viene accompagnato dal suo tutore in un orfanotrofio gestito da Caseres e Carmen, due attivisti repubblicani, i quali aiutano la causa, nascondendo all'interno dell'istituto l'oro che serve a finanziare le battaglie.
Il bambino fa subito amicizia con alcuni degli altri orfani che vivono lì, mentre ha un iniziale difficile rapporto con Jaime, uno dei ragazzini più grandi, dal carattere oscuro e altezzoso.



Carlos e gli altri ragazzi, dovranno fare i conti con un conflitto bellico che rischia di coinvolgerli sempre maggiormente e con le grandi e piccole tematiche che nascono all'interno del loro microcosmo. Tra queste ci sono i continui scontri con Jacinto, uno dei custodi dell'orfanotrofio, che si dimostra essere violento, egoista e senza scrupoli.
Infine c'è la presenza di un fantasma, chiamato "il sospiroso", che contribuisce a rendere più tetra e spaventosa la vita dei piccoli protagonisti, tra le mura dell'istituto.




E mentre i ragazzini affrontano i loro piccoli drammi, anche gli adulti, oltre a pensare al bene dell'istituto e dei suoi piccoli ospiti, sono tormentati da tensioni e problematiche personali, quali amore, sesso e denaro.
Sarà proprio Carlos, che grazie al suo coraggio vincerà anche la diffidenza di Jaime, in realtà tormentato da un doloroso segreto, a scoprire la verità sull'inquietante presenza.



Guillermo Del Toro dirige un film che unisce dramma, fantastico e horror, raccontando una ghost-story (che sposta l'ambientazione dagli un antichi e diroccati manieri ad un isolato fortino i cui polverosi e enormi magazzini, prendono il posto delle segrete dei racconti gotici) che diventa ancora più spaventosa in quanto parte di un contesto reale, ancora più orribile.
"La spina del diavolo" si rivela anche essere una storia di formazione, infatti i ragazzi imparano che c'è sempre un motivo dietro a certi fenomeni e andando al di là delle loro rivalità personali, a diventare gruppo e così, assieme, sconfiggere il vero cattivo, Jacinto (in realtà incattivito dalla guerra e dalla solitudine), imitando gli uomini primitivi del loro libro di storia, in cui questi affrontavano un mammuth armati di lance.



L'opera di Del Toro, per com'è costruita, sembra quasi essere una prova per il successivo "Labirinto del fauno", film che lo ha consacrato tra i più grandi registi del nostro tempo.
Poetica, a suo modo, l'immagine della bomba nel cortile della scuola; per gli adulti testimonianza di una guerra mai troppo lontana, mentre peri bambini è qualcosa di più, una sorta di totem sacro che con qualcosa di magico li aiuta a vincere le loro paure.
Bellissima la fotografia che varia dalle tonalità scure e cupe degli interni a quelle solari e luminose degli esterni, così come a voler, ancora una volta accennare alle due anime della pellicola; quella horror-fantastica e quella drammatico-realistica.
Bravi tutti i protagonisti e in particolare il piccolo Fernando Tielve, che riesce a donare al suo personaggio la giusta spontaneità e il tormento in cui emergono tutte le paure di un bambino costretto ad affrontare difficoltà che spaventerebbero un adulto.



Come potete vedere, la prossima "proiezione" sarà il sei luglio ad opera di Conte Gracula, che ci parlerà del bel film di J.J Abrams, "Super 8"
Vi consiglio però di seguire tutta la rassegna perché abbiamo ottimi recensori con tanti bei film da raccontare.




martedì 26 giugno 2018

Oh Capitano, mio Capitano

Non ho parlato molto di calcio qui nel blog; del resto il "mio" Milan, da qualche anno non è più quello che ha regalato tante gioie e soddisfazioni ai suoi tifosi, tra la fine degli anni 80 e il 2009; inoltre questo sport, per quanto io continui a considerarlo il più bello e spettacolare, a causa dei troppi interessi economici e di tifoserie che al tifo preferiscono la violenza, sta perdendo molto del suo fascino.
Tuttavia oggi, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, mi sembrava doveroso ricordare un grande campione, che ha fatto la storia del Milan e del calcio in generale e che in venticinque anni di carriera rarissimamente ha perso la testa, facendosi riconoscere, oltre che per la sua classe, anche per la sua correttezza.
Sto, naturalmente, parlando di Capitan Maldini.



Paolo Maldini è nato a Milano, il 26 giugno 1968, figlio di un altro grande bandiera del Milan, Cesare Maldini, primo italiano a sollevare una Coppa dei Campioni (oggi Champions League).
Da piccolo Paolo era tifoso della Juventus e voleva fare il portiere, poi fortunatamente le cose sono andate diversamente.
Ha sempre militato nel Milan, con cui ha esordito ufficialmente alla giovane età di sedici anni e con cui ha vinto ventisei trofei nazionali e internazionali (7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Champions League (con il record di 8 finali giocate, a pari merito con Francisco Gento), 5 Supercoppe europee, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club FIFA)
Inoltre sono molti i riconoscimenti che gli sono stati assegnati, peccato che non abbia mai vinto il Pallone d'Oro, perché sicuramente lo avrebbe meritato, ma si sa che solo in pochi casi questo premio è stato assegnato ad un difensore.



Ha giocato da terzino destro e sinistro e da difensore centrale, forte fisicamente, nel gioco aereo e nel tackle, veloce e dotato di grande tecnica e carisma era anche efficace nella fase offensiva (suo il record del gol più veloce in una finale di Champions League, nella partita, poi purtroppo persa dal Milan, contro il Liverpool nel 2005)
E' stato capitano del Milan dal 1997, ereditando la fascia dal grande Franco Baresi, che già gli aveva ceduto la fascia della nazionale dopo i mondiali del 1994.
Purtroppo, proprio con la nazionale, Maldini, non è riuscito a togliersi le soddisfazioni che avrebbe meritato, si ricordano infatti solo un secondo e un terzo posto ai Mondiali del 1994 e del 1990 e un secondo posto agli Europei del 2000.
E' inoltre tra i pochi calciatori ad aver raggiunto la soglia delle 1000 partite in carriera (per la precisione 1041).



Non ha mai legato con i tifosi della Curva Sud, di cui criticava gli atteggiamenti violenti. Ha sempre rifiutato di partecipare alle feste degli ultrà e dopo la finale persa a Istanbul, si è scontrato con alcuni tifosi che lo criticavano aspramente, critica che ha avuto il suo apice nell'ultima partita a San Siro. Fortunatamente i contestatori sono stati una piccola frangia e a proposito di quell'episodio Maldini ha così commentato:  "Non è stato un momento facile ed è stato tra l'altro inaspettato. C'erano settantamila spettatori quel giorno, ma ricordiamo solo quella piccola frangia di tifosi. Sono una persona pensante, ho detto le cose come stavano. Con il tempo ho capito che quello è stato un successo perché ha marcato una linea ancora più grossa tra me e quel tipo di calcio, non penso che quello sia il futuro dello sport".

Dopo il suo ritiro dal calcio giocato, la maglia numero 3 del Milan è stata ritirata, come era già accaduto per la maglia numero 6 di Franco Baresi. Solo i suoi figli, Cristian e Daniel, potrebbero indossarla se arrivassero a vestire la maglia rossonera in serie A.



Questi i record stabiliti da Paolo Maldini:

  • Record di presenze nel Milan: 902.
  • Più giovane esordiente con la maglia del Milan: 16 anni e 208 giorni (in Udinese-Milan del 20 gennaio 1985).
  • Record di presenze in Coppa dei Campioni/Champions League con il Milan: 139.
  • Record di presenze in Serie A: 647 (tutte con la stessa squadra).Maggior numero di stagioni disputate in Serie A: 25 (tutte consecutive e con la stessa squadra) a pari merito con Francesco Totti
  • Record di presenze nelle competizioni UEFA per club con la stessa squadra: 174.
  • Record di finali di Coppa dei Campioni/Champions League disputate: 8 (record condiviso con Francisco Gento).
  • Gol più veloce segnato in una finale di Champions League (2004-2005): 51,20 secondi.
  • Giocatore più anziano ad aver segnato un gol in una finale di Champions League (2004-2005): 36 anni e 334 giorni.
  • Record assoluto di minuti giocati ai Mondiali: 2.216.


Ancora grazie Capitano e tanti auguri di Buon Compleanno!!!

mercoledì 20 giugno 2018

Alla ricerca di Gordie

Strane sono le strade che portano a questo blog...
Come capita a tutti i blogger, oltre ai propri lettori fissi, ci sono anche lettori occasionali, arrivati a leggere quelle pagine o tramite qualche link, trovato magari su facebook, oppure tramite la ricerca per parole chiave nei vari motori di ricerca, e qui viene il bello...
Ricordo che quando avevo il blog su Splinder avevo trovato un programma on line che mi diceva, di mese in mese, con quali parole chiave si era arrivati a leggere il mio diario, ora non riesco più a trovare qualcosa di simile, ma Blogger ha una funzione simile, anche se non ben fatta come quella di Splinder, però ci si può accontentare.
In testa alle parole chiavi che hanno portato al mio blog c'è, dunque, "La stanza di Gordie"; beh dato che è anche il titolo del blog stesso, direi che non c'è nulla di cui meravigliarsi, ma vorrei invece parlare delle combinazioni di parole più strane, che per qualche astruso motivo vi hanno portato fino a qui.



Che qualcuno sia arrivato a me digitando "halloween movie" può anche essere, dato che almeno in un paio di occasioni ho parlato di film a tematica Halloween (QUI e QUI). Tuttavia per devono aver scorso un bel po' di pagine, dato che è una ricerca molto generica e un eventuale link al mio indirizzo non è certo tra le prime cose che vengono fuori...ma tanto meglio per me...
Stesso discorso vale per quello che mi ha scoperto cercando "essere misantropi". Circa tre anni fa ho scritto un post, più o meno spiritoso, sulla misantropia, ma da allora più nulla. Come hai fatto dunque tu, curioso lettore, ad approdare in questi lidi?
Immagino invece che quello che ha scritto "ano al posto della bocca", stesse cercando informazioni proprio sul film "Pieles", o almeno voglio sperare che sia così.
Mi domando invece come una ricerca con "gang rape classic" abbia potuto portare qualcuno ad sfogliare le mie pagine...A parte che sono sessualmente timido e certe cose non fanno per me, comunque non ho nemmeno mia parlato apertamente di sesso in questo blog o in giro per la rete, se non qualche accenno in un paio di racconti, ma sempre con un linguaggio pudico.
Ancora più strano è aver scoperto che qualcuno è riuscito a raggiungermi cercando "Angyali üdvözlet", che per chi non lo sapesse è un film ungherese del 1984 interamente interpretato da bambini, in stile Pasoliniano, basato sull'opera "La tragedia dell'uomo" di Imre Madach, che io conosco solo di fama, ma che non ho mai visto e mai ne ho parlato.Per ora questo è tutto, magari farò degli aggiornamenti nei prossimi mesi, se poi qualcuno conosce un sito o programma online che mi permetta di fare una ricerca più approfondita, accetto qualsiasi consiglio o suggerimento.