domenica 11 aprile 2021

I telefilm dimenticati (6) - Sister Kate

Immagino che di questo telefilm solo in pochi se ne ricorderanno, del resto ne è stata fatta una sola stagione e in Italia, dopo essere trasmessa su Telemontecarlo è passato per qualche emittente locale per poi sparire completamente dai palinsesti televisivi.


La serie racconta di Suor Katherine Lambert che viene trasferita alla Redemption House, una residenza cattolica di Chicago per l'accoglienza di giovani orfani e ragazzi in difficoltà.Lì vivono in sette, tra bambini e adolescenti, che con i loro modi di fare, sono riusciti a far fuggire ben tre preti. Quando arriva, Suor Kate, ha il compito di riportare la disciplina nell'istituto cercando, nel frattempo, di trovare una famiglia per le sette piccole pesti.


A interpretare il ruolo della protagonista principale è Stephanie Beacham (che ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe per questa parte), già nota al grande pubblico per il ruolo di Sable Colby in "Dynasty" ne "I Colby".
Tra gli ospiti della casa invece possiamo facilmente riconoscere un giovane Jason Priestley, che poco tempo dopo diverrà celebre interpretando Brandon Walsh in "Beverly Hills 90210", qui nel ruolo di Todd, il classico adolescente americano e Harley Cross, giovane bimbo prodigio conosciuto in film come "The Believers - I credenti del male", "Le strade della paura" e "La mosca 2" che qui interpreta Eugene, che nonostante abbia solo undici anni si sente già un uomo maturo.

Gli alti interpreti sono Frederika, che tutti chiamano Freddy ed è il maschiaccio del gruppo; April, la classica bionda svampita; Hilary, costretta su una sedia rotelle che vive con difficoltà la sua condizione; Violet, una dolce bambina di nove anni e, infine, Neville un bambino di sette anni che finge atteggiamenti da duro e di essere giamaicano, ma in realtà viene da New York e ha solo bisogno di affetto. Negli ultimi due episodi compare un altro volto noto del cinema: Miko Hughes ("Cimitero vivente", "Nightmare - Nuovo incubo", "Codice Mercury"...)

Per certi versi la serie assomiglia a "L'albero delle mele" e anche in questo caso vengono affrontati tematiche delicate come il sesso, la droga, l'alcol, le disabilità, e seppur mantenendo un tono leggero, si è cercato di trasmettere un messaggio positivo.

La serie. prodotta dalla 20 Century Fox Television e trasmessa sulla NBC dal settembre 1989 al luglio 1990, nella fascia oraria 20-21 della domenica, ma fu cancellata dopo diciotto episodi (un diciannovesimo non fu mai trasmesso) per i bassi ascolti, anche se c'è da dire che doveva superare la concorrenza de "La signora in giallo" e dei neonati "Simpson".

Tra le altre curiosità vale la pena di ricordare che la stessa Stephanie Bacham ha lavorato in "Beverly Hills 90210" interpretando la madre di Dylan McKay, che la sigla di testa è cantata da Amy Grant, celebre cantante statunitense di musica religiosa, ma che non è mai stata pubblicata e che in un episodio compare come ospite il duo musicale Milli Vanilli, famosi per lo scandalo nel mondo della musica, quando si scoprì che loro fingevano solo di cantare le loro canzoni, che in realtà erano eseguite da altri e poi trasmesse in playback.

In conclusione, io la ricordo come una serie simpatica, forse non particolarmente innovativa, ma che avrebbe meritato qualche fortuna in più.

(Fonti: wikipedia e tv-generation.it)


giovedì 8 aprile 2021

100.000 volte grazie

 Le dinamiche familiari mi hanno tenuto distante dal blog e così non mi sono accorto dell'importante traguardo che ho raggiunto, nonostante le lunghe assenze, i pochi post, i numerosi errori e la semplicità del blog stesso (nel senso che altri blog sono ben suddivisi per sezioni, con molte pagine, ben articolati, mentre il mio è essenziale), ho raggiunto (e superato) la ragguardevole cifra di centomila visualizzazioni e tutto questo è solo merito vostro, per cui, grazie mille, anzi grazie centomila a tutti voi!
Spero che continuiate a seguirmi, nonostante la mia prolungata assenza, perché nonostante tutto, nonostante gli impegni, appena avrò un momento libero, coi miei tempi, sarò qui a scrivere qualcosa, e carne al fuoco ce n'è molta. 



venerdì 29 gennaio 2021

Nicolas Cage Day: Il mistero dei Templari (2004)

Dopo l'ennesimo lungo silenzio, torno qui a scrivere per celebrare il Nicolas Cage Day, la giornata che noi amici del "blog segreto" dedichiamo ad uno degli attori più discussi, ma allo stesso tempo più amati del cinema internazionale.
Due anni fa, per la stessa occasione, parlai di "The family man", questa volta ho optato per qualcosa di più adrenalinico e avventuroso, ovvero "Il mistero dei templari", pellicola che ho visto per la prima e unica volta (almeno per ora), qualche giorno fa e anche se non è più fresco nella mia mente, cercherò di esaminare con voi, nella maniera più corretta possibile (naturalmente sempre secondo i miei gusti personali).


Trama:

Benjamin Franklin Gates (Nicolas Cage) è l'ultimo discendente di una famiglia che da sei generazioni è alla ricerca del misterioso tesoro dei Cavalieri Templari, trafugato e nascosto dai Padri Fondatori degli Stati Uniti. Dopo che un indizio l'ha portato a trovare un'antica nave intrappolata tra i ghiacci, un ulteriore serie di enigmi gli fa scoprire che la mappa per trovare il fantastico tesoro potrebbe trovarsi sul retro della Dichiarazione d'Indipendenza. Ben si rende conto che il suo ex amico e socio Ian Howe (Sean Bean) ha intenzione di rubare il prezioso manufatto e decide perciò di anticipare egli stesso il furto e di ritrovare il celebre tesoro.




Fin dai tempi dell'Illuminismo, la leggenda dei Templari ha affascinato l'umanità, così scrittori prima e registi e sceneggiatori in epoca più moderna, ne hanno narrato gesta, quasi sempre concentrandosi più sul mito (vedi i racconti del Sacro Graal e dell'Arca dell'Alleanza), che sui fatti reali. Se poi ci aggiungiamo un pizzico della sbruffoneria e patriottismo americani e che la caccia al tesoro ha sempre affascinato giovani e meno giovani, si capisce perché ci troviamo di fronte ad un'operazione commerciale in piena regola. Del resto a produrre la pellicola c'è Re Mida Jerry Bruckheimer, già dietro a colossal come "La maledizione della prima luna", "Armageddon" e "Top Gun".

Il film non è sicuramente nulla di eccezionale, ne racconta nulla di nuovo; sostanzialmente è il classico film d'avventura che seppure lontano dai grandi classici del genere ("I predatori dell'Arca Perduta", "I Goonies"...), riesce a essere piacevole e a tenere sempre desto l'interesse degli spettatori. Certo bisogna spegnere un po' il cervello e chiudere un occhio (ma anche entrambi) in più di un'occasione, e anche se i colpi di scena sono quasi tutti più che telefonati, alla fine ci si diverte e si passano un paio d'ore senza troppi pensieri.




Jon Turteltaub ("Cool Runnings", "Phenomenon", "L'apprendista stregone") dirige con buona mano mischiando Indiana Jones con Dan Brown (mi riferisco al romanzo, in quanto il film sul "Codice Da Vinci" è uscito due anni dopo il film che stiamo esaminando)e un pizzico di "Mission: Impossible" senza farsi sopraffare dalla storia o dagli effetti speciali.

Nicolas Cage, se la cava discretamente e si vede che è a suo agio in questo ruolo; come è noto non è un campione di espressività, ma per lo meno non gigioneggia come altre volte, in cui è caduto nel ridicolo involontario (vedi i numerosi meme nati dalle sue esagerazioni).
Bene anche il resto del cast da Diane Kruger ("Troy", "Mr. Nobody", "Bastardi senza gloria") a Sean Bean, che una volta tanto non muore sullo schermo, passando per i mostri sacri Jon Voight e Harvey Keitel, qui in ruoli minori, ma comunque che non deludono mai.




Concludendo, come urlava Mike Bongiorno in una vecchia pubblicità, "Il mistero dei Templari" è un discreto film per passare una serata disimpegnata con tutta la famiglia, senza troppe pretese, con un buon cast e una buona regia, tanto che il successo raggiunto ha portato un sequel, "Il mistero delle pagine perdute", che inizialmente non era previsto e ad un possibile terzo capitolo, finora mai realizzato.






venerdì 11 dicembre 2020

Commemoration Day: Max Von Sydow - Il settimo sigillo (1957)

 Questo 2020 è stato un anno particolarmente difficile e tragico per tutti noi e anche anche il mondo dello spettacolo si è visto colpito dalla dipartita di moltissimi grandi artisti. Noi blogger, amanti del cinema, abbiamo deciso di celebrare un Commemoration Day, per ricordare questi grandi attori, recensendo alcuni film di cui questi sono stati protagonisti.

La mia scelta è caduta su Max Von Sydow, attore feticcio di Ingmar Bergman prima che poi si è reinventato ad artista di "secondo piano" negli Stati Uniti (soprattutto) e in giro per l'Europa.
Dico "secondo piano" perché, quasi mai è stato protagonista dei film in questa sua seconda fase artistica, ma spesso i suoi personaggi avevano un ruolo fondamentale e sono diventate icone immortali,

Il film che ho scelto per ricordare il grande Von Sydow è quello che lo ha lanciato come grande attore e allo stesso tempo lo ha fatto conoscere in tutto il mondo; sto naturalmente parlando di quell'immenso capolavoro che è "Il settimo sigillo"


In una Svezia trecentesca, afflitta dalla peste, il cavaliere Antonius Block (Max Von Sydow), di ritorno dalle crociate, si tormenta sul senso della vita, sulla fede e sulla paura per la morte e ad attenderlo sulla spiaggia, ci sarà proprio la Morte personificata, venuta per portarlo via. Block decide di sfidare il tristo mietitore a scacchi per rimandare la sua dipartita e questi acconsentirà alla richiesta del nobile cavaliere.

Block, pur sapendo che non potrà mai sconfiggere la Morte, utilizza questo tempo in più concessogli, per provare a dare risposta alle sue domande, sulla vita e sull'aldilà e sull'esistenza di Dio. Inoltre cercherà di compiere un ultimo gesto importante che gli permetterà di potersene andare sereno. 
Nel suo peregrinare verso casa, assieme al suo fedele scudiero, Block farà vari incontri, tra cui una famiglia di saltimbanchi e sarà proprio quest'incontro a dargli alcune delle risposte che cercava e ad accettare il suo, inevitabile destino.



"Il settimo sigillo" è un film complesso, allegorico, che parla di religione, di fede e di filosofia.
Bergman ha detto di essersi ispirato agli affreschi trecenteschi delle chiese medioevali per scrivere prima un dramma teatrale, intitolato "Pittura su legno", per poi trasformare quest'opera, dopo aver ascoltato i Carmina Burana di Carl Orff, nel film che oggi conosciamo.
Antonius Block è la rappresentazione del moderno credente, non più disposto a credere ciecamente ai dogmi imposti dalla Chiesa, ma che si pone mille interrogativi ed è dubbioso sull'esistenza di qualcosa dopo la morte. Il film, in questo senso, non dà risposte e solo alla fine, quando il cavaliere prende coscienza della sua fine e della sua mortalità, capisce che è proprio questa ricerca a dare un senso alla vita.

Lo scudiero Jons, rappresenta invece la razionalità e l'ateismo, l'uomo che non crede ne in Dio ne in Satana. Jons non crede nell'amore, che vede solo come un altro nome per la lussuria e un insieme di falsità e inganni. E' insomma un uomo disilluso, che anche guardando alle crociate non può fare a meno di riderne in quanto fatte in nome di un Dio, inventato dall'uomo e che in realtà non esiste.



C'è poi la famiglia di saltimbanchi composta da Jof, Maria e dal piccolo Mikael, che molti critici vedono come rappresentazione della Sacra Famiglia, ma che in realtà potrebbero essere i veri testimoni della fede. Tanto più che Jof racconta spesso di aver visto angeli e di aver assistito a eventi miracolosi e solo lui, alla fine, vedrà la Morte che gioca la partita a scacchi con Block e grazie proprio al generoso cavaliere, che terrà distratta la Morte stessa, riuscirà a fuggire e a salvare se stesso e la sua famiglia.
E sarà sempre lui che, nel finale, vedrà la morte ballare con i suoi amici e compagni di viaggio, in un sorta di danza macabra.

La scelta di rappresentare la storia durante il periodo in cui la peste infestava il nord Europa, può essere letto in realtà, come paura per un possibile conflitto atomico.
Il film è dunque un'opera complessa, come dicevo all'inizio, che pone molte domande e non da riposte, attingendo a vari aspetti della filosofia e della teologia occidentale, ma che con le sue metafore e allegorie, non può non affascinare e incuriosire anche il meno preparato degli spettatori.



L'importanza del film è dimostrata anche dall'influenza culturale che ha avuto nel corso dei decenni, tra cui:

  • Woody Allen, che è uno dei più grandi amanti di Bergman e in particolare di questo film, ne cita il finale nel suo "Amore e Guerra", quando il protagonista, sempre alla fine, balla con la morte;
  • La Morte Bergmaniana compare anche nelle sequenze finali de "Last Action Hero" di John McTiernan;
  • Il n.66 di Dylan Dog "Partita con la morte" sceneggiato da Claudio Chiaverotti e una lunga citazione a "Il settimo sigillo"
  • "The seventh seal" è il brano che apre l'album "Balance" dei Van Halen
Bene, la partita per ora finisce qui...Scacco Matto! 

venerdì 6 novembre 2020

I cartoni dimenticati (5) - Microsuperman

Dopo più di un anno tornano i "cartoni dimenticati" e stavolta parlerò di un anime, forse non proprio sconosciuto, ma che non è stato replicato molto e che forse in pochi ricorederanno.
Sto parlando de "Microsuperman", (Mikuroido Esu) prodotto dalla Toei Animation, in collaborazione con la NET (network giapponese che ha trasmesso diversi anime e cartoons statunitensi), nel 1973.




La serie è composta da 26 episodi e si basa sul manga "Mikroid Z" di Osamu Tezuka, che se non lo sapete è solo uno dei più grandi fumettisti di sempre (giapponese e non), autore di roba tipo "Kimba, il leone bianco", "Astro Boy", "La principessa Zaffiro" e "I bon bon magici di Lilly".



"Microsuperman" è un anime di genere fantasy e racconta dei Gidoroni, una razza di insetti senzienti, che a causa di una contaminazione radioattiva hanno un'organizzazione e una tecnologia tali da riuscire a minacciare l'umanità intera. Grazie proprio alla loro avanzata tecnologia, i Gidoroni riescono a trasformare gli esseri umani in androidi insettiformi al loro servizio. Tra i primi a essere trasformati ci sono Yanma (con ali da libellula), la bella Akeba (dalle ali di farfalla) e il piccolo Mamesu (con le ali da maggiolino); tutti e tre dotati di straordinari poteri. Ad aiutare i nostri eroi ci sono  uno scienziato e il suo nipote, gli unici a sapere della loro esistenza.


L'anime è andato in onda per la prima volta in Giappone tra l'aprile e l'ottobre 1973 con il titolo Mikroid S (anzichè Mikroid Z, come il manga) per via della sponsorizzazione della Seiko.In Italia invece è stato trasmesso per la prima volta da Italia 1 nel 1982, e poi in alcune reti locali per poi sparire quasi del tutto.

La sigla italiana è di Nico Fidenco che canta assieme a Guendalina Colarossi e il piccolo coro di Torre Spaccata e pubblicato su 45 della Fonit Cetra assieme alla sigla de "Hela Supergirl"

Fonti Wikipedia e Buscafriends


sabato 31 ottobre 2020

Cattivi bambini 2 - Un Halloween con la Geek League

 Anche quest'anno gli amici della Geek League si riuniscono per festeggiare Halloween tutti assieme, ognuno a suo modo, tra cinema, libri, fumetti e musica, ma tutti all'insegna dell'orrore e della paura.
Per quanto mi riguarda ho deciso di continuare con la tematica dedicata ai bambini nel cinema horror, di cui avevo già parlato QUI.

Ecco dunque, Cattivi Bambini 2


SUSPENSE (1961)

Miss Giddens viene assunta come istitutrice da un ricco uomo d'affari per occuparsi dei suoi nipoti, Flora e Miles, ma dopo un primo iniziale entusiasmo, la donna scoprirà che c'è qualcosa di sinistro che avvolge l'abitazione e i due bambini. Infatti la precedente istitutrice e il giardiniere, che avevano intrecciato una relazione coinvolgendo anche i bambini, sono morti in circostanze misteriose. 
Miss Giddens comincerà a sospettare che i due fratellini siano posseduti dagli spiriti dei due amanti e in particolare Miles, dato che il ragazzino ha cominciato ad avere atteggiamenti sempre più negativi e scorretti.
Tratto da "Il giro di vite" di Henry James, Jack Clayton ("Il Grande Gatsby", "Qualcosa di sinistro sta per accadere") dirige un film dalla tensione palpabile, mantenendo l'ambiguità del racconto di James, grazie anche ad un abile sceneggiatura a cui ha collaborato anche Truman Capote.
Il film ha avuto diversi riconoscimenti tra cui, nel 1962, il Premio Edgard Allan Poe, proprio per la migliore sceneggiatura.



ORPHAN (2009)

Dopo che la loro terzogenita nasce priva di vita, il rapporto tra Kate e John Coleman entra in crisi, anche perché la donna, scossa dalla recente perdita, inizia ad abusare di alcool.
Per superare questo difficile momento, la coppia decide di adottare una bambina al locale orfanotrofio.
Qui vengono subito conquistati da Esther, una dolce bambina russa, amante della pittura. 
Una volta arrivata a casa dei suoi genitori adottivi, Esther viene accolta in maniera differente dai due fratelli; mentre la piccola Max si affeziona subito alla nuova sorella, Daniel, il primogenito di John e Kate, rimane freddo e distaccato.
Un po' alla volta però, Esther comincia a manifestare comportamenti violenti e poco appropriati per una bambina della sua età, di cui sembra accorgersi solo Kate.
Fatti inquietanti attorno a Esther e alla sua famiglia si fanno sempre più frequenti, fino a quando indagando sulle origini della bambina, Kate scoprirà la spaventosa verità che porterà al drammatico finale.
Il film, basato su fatti reali, ha avuto un buon successo di critica e pubblico, ma a me non ha particolarmente entusiasmato, lasciandomi invece freddo e indifferente.
Va segnalato che invece le associazioni per le adozioni di diverse parti del mondo hanno duramente contestato il film, arrivando a chiedere il boicottaggio da parte del pubblico.



MILO (1998)

In una cittadina della provincia americana cinque bambine (Claire, Abigail, Marian, Ruth e May) stanno giocando nel giardino della scuola quando vengono avvicinate da uno Milo, uno strano bambino dall'impermeabile giallo che gira sempre con la sua bicicletta. 
Milo invita le cinque amiche a casa sua, dove suo padre fa il medico abortista, con la scusa di vedere alcuni feti morti, ma in cambio chiede di visitare una di loro. Ad accettare la richiesta sarà May, la quale verrà brutalmente uccisa da Milo che poi tenterà di accoltellare anche Claire.
Molti anni dopo, Claire ormai adulta fa la supplente in un liceo e quando viene a sapere che Ruth si sta per sposare, per cui fa ritorno alla sua città natale. Qui strani omicidi riconducono agli avvenimenti del passato e fanno pensare a Claire che Milo sia ancora vivo, nonostante il suo cadavere sia stato ritrovato lungo la riva di un fiume, e che voglia uccidere lei e le sue amiche.
Buon horror, in cui abbondano le scene violente e sanguinolente, cosa che ha fatto si che la pellicola abbia un visto di censura ovunque sia stato distribuito,



THE CHILDREN (2008)

Due sorelle, che hanno tra loro un rapporto difficile, decidono di risolvere le problematiche passando il periodo natalizio assieme, accompagnate dalle rispettive famiglie, in un isolato cottage di montagna, immerso nella neve. Un po' alla volta, gli spazi chiusi e l'isolamento e le incomprensioni sopite, danno via a faide interne sempre più accese. Il peggio però avviene quando, dopo quella che sembra essere solo una banale influenza, i bambini si ribellano agli adulti, diventando veri e propri strumenti di morte e gli adulti, incapaci a difendersi, non potranno che subire la feroce rivolta dei loro figli.
Tom Shankland dirige un ottimo film, ricco di tensione e di momenti disturbanti, che pur rifacendosi a molte altre pellicole con protagonisti bambini malvagi ("Ma come si può uccidere un bambino" e "Grano rosso sangue" su tutti), riesce a conferire una certa originalità alla sua opera, soprattutto grazie ad una malsana atmosfera che si respira per tutta la durata del film, che inoltre non rifugge qualche sequenza davvero dura.



BABY KILLER (1974)

Frank e Lenore dopo diversi anni in cui non avevano voluto avere altri figli, oltre al primogenito Chris, e durante i quali la donna aveva preso contracettivi orali, decidono di avere un secondo bambino.
Quando però viene al mondo, il piccolo ha le sembianze di un'orrenda creatura dotata di zanne e artigli che uno dei medici tenta di sopprimere, venendo però ucciso, insieme agli altri dottori e infermieri, dallo stesso neonato, che però risparmia la madre.
Una volta scoperta la terribile carneficina, comincerà una caccia al mostro, che nella sua fuga ha ucciso molte altre persone, a cui parteciperanno, oltre alla polizia, anche il medico che ha prescritto gli anticoncezionali a Lenore e da cui dipendono probabilmente le deformazioni del bambino e Frank che non accetta come suo tale creatura.
Tuttavia dopo uno scontro presso l'abitazione della coppia, la caccia prosegue nelle fogne, dove però Frank scopre di voler bene al bambino, ma una volta uscito ad aspettarlo ci sono la polizia e il dottore, pronti ad eliminare il pericolo baby killer.
Cult di Larry Cohen che dopo anni dalla sua uscita, continua a spaventare e disturbare gli spettatori.



EDEN LAKE (2008)

Steve e Jenny decidono di trascorrere un romantico weekend in riva ad uno splendido lago circondato da boschi, ma i loro sogni vanno subito in fumo, quando incontrano dei ragazzini del luogo, che si divertono a bullizzare e a provocare la coppia. 
I ragazzi si rivelano presto essere ben più aggressivi e crudeli di quanto i due credevano, infatti Steve e Jenny verranno catturati e torturati dai piccoli criminali e in particolare dal loro capo Brett. 
Dopo essere riusciti a fuggire una prima volta, la coppia verrà nuovamente catturata, ma stavolta, dopo che la gang ha dato loro alle fiamme, solo Jenny si salverà fuggendo un'altra volta. Nel frattempo Brett non esiterà ad uccidere due dei suoi amici nel tentativo di convincere la donna a tornare indietro che invece continuerà la sua fuga, arrivando a sua volta a far fuori un paio dei suoi aguzzini.
Una volta arrivata in città, Jenny verrà soccorsa da alcuni adulti che si scopriranno essere i genitori dei giovani teppisti e che non si riveleranno essere diversi dai loro figli. 
Film duro, ispirato a fatti reali, legati alle baby gangs, che tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo minuto. Il contesto sociale è quello delle cittadine di provincia, chiuse e abitate da famiglie disagiate in cui domina la violenza domestica, violenza che i ragazzini assorbono e poi replicano. 
Ottima la regia claustrofobica e che tiene desta l'attenzione dello spettatore fino alla fine.



IL RESPIRO DEL DIAVOLO (2007)

Quando Max, ex malvivente che ha deciso di mettersi sulla retta via, vede rifiutarsi dalla banca l'ennesima richiesta di prestito, accetta di partecipare ad un ultimo colpo sperando di ottenere i soldi per aprire un ristorante con la sua fidanzata Roxanne.
La proposta è quella di rapire il figlio di otto anni di una facoltosa coppia e chiederne il riscatto. Inizialmente tutto procede per il verso giusto, ma poi, nella baita nella quale i rapitori si sono nascosti, cominciano a verificarsi fatti inquietanti e Max e i suoi amici si scontreranno l'uno con l'altro.
A quel punto capiranno che il ragazzino che hanno rapito, nasconde un lato oscuro e demoniaco.
Il film non è certo un capolavoro, ma è comunque un buon film, che mantiene una buona tensione per quasi l'intera durata della pellicola, peccato per il finale che  butta tutto in vacca.



THEM (2006)

Clementine e il marito Lucas si trasferiscono in un piccolo centro rurale vicino a Bucarest, dove lei deve iniziare ad insegnare in una scuola elementare, mentre lui porta avanti al sua attività di scrittore.
La loro casa è piuttosto isolata e una notte vengono svegliati da alcuni rumori, ma una volta scesi in giardino riusciranno soltanto a vedere qualcuno che si allontana sulla loro auto. La coppia tenterà di chiamare i soccorsi, ma presto i loro assalitori li isoleranno tagliando la corrente e il telefono.
Clementine e Lucas proveranno a rifugiarsi in casa, ma scopriranno che anche i misteriosi ospiti si nascondono lì dentro e che questi non sono altro che bambini. Dopo un lungo scontro durato tutta la notte saranno proprio i ragazzini ad avere la meglio e far fuori la coppia.
Film interessante e ben diretto, che la produzione ha voluta far risalire ad una vicenda realmente accaduta, quando in realtà è soltanto una leggenda metropolitana della Repubblica Ceca.



IL NASTRO BIANCO (2009)

In un villaggio della Germania protestante, alle soglie della prima guerra mondiale, alcuni strani e inquietanti incidenti sconvolgono la pace della piccola comunità. Soltanto il maestro della locale scuola ha qualche sospetto.
Film girato in un angosciante bianco e nero e in cui Michael Haneke, il regista, ci conduce fino alle radici dell'odio che sarà il seme del futuro nazismo.
Come in quasi tutti i suoi film. al regista austriaco non interessa trovare il colpevole, ma preferisce esaminare i rapporti umani che poi portano alle conseguenze mostrate.
Film pessimistico (come nella maggior parte delle opere di Haneke), reso ancora più angosciante dalla totale assenza di un commento sonoro.
Non una pellicola semplice, ma se già conoscete Haneke, allora forse potrete apprezzare il film in tutte le sue due ore e mezzo di durata.



BRIGHTBURN - L'ANGELO DEL MALE (2019)

Tori e Kyle vivono a Brightburn e da molto tempo stanno provando ad avere un figlio, ma a causa di problemi di fertilità non riescono a concepirlo. Una notte, nei pressi della fattoria, si schianto una navicella spaziale con a bordo un bambino, che la coppia decide di tenere e adottare chiamandolo Brandon. 
Quando compie dodici anni, il ragazzino scopre di avere una forza sovrumana e sente delle strane voci nella sua testa che lo conducono verso l'astronave sulla quale è arrivato, nascosta nel fienile.
Un po' alla volta comincerà ad avere atteggiamenti sempre più violenti e irrispettosi, anche nei confronti dei suoi genitori. Quando poi, misteriosi incidenti cominciano ad accadere alle persone accanto a Brandon, Tori e Kyle saranno costretti a fare i conti con la vera natura di loro figlio, che conscio ormai delle sue capacità porterà paura e morte per il mondo.
Film interessante, tra horror e fantascienza in cui viene ribaltata la figura del supereroe buono che viene da un altro mondo per aiutare i terrestri,
Già poco dopo la sua uscita, si è cominciato a parlare di possibili sequel, creando un universo Brightburn.



domenica 25 ottobre 2020

Essere blogger nel 2020: Un Intervista





Rispondo oggi, con un po'di ritardo, alla proposta dell'amico MikiMoz: circa un anno fa ci chiedevamo cosa significasse essere blogger alle soglie del 2020, undici mesi dopo, quando l'anno è quasi finito, proviamo a rispondere alla stessa domanda.

Per ogni informazione in più potete passare da MikiMoz o nel blog di Nocturnia, di Nick, che ha dato via all'iniziativa.

- Cosa conoscevi della rete prima di diventare blogger / gestore web magazine / youtuber / podcaster?

Siti web, forum, chatroom: inizialmente giravo per curiosità per vari siti di cinema, libri, fumetti, horror e così via, poi mi sono iscritto a qualche chat per conoscere gente, sono passato poi ai forum per avere la possibilità di dire la mia su varie tematiche, quando ho capito che quello spazio mi era stretto ho deciso di aprire un blog.


- Cosa ti ha fatto decidere di aprire un blog / webzine / canale youtybe / podcast? Racconta i tuoi inizi.

Come dicevo sopra, è stato il bisogno di avere uno spazio tutto mio per poter parlare liberamente di ciò che mi piace. Inizialmente lo usavo come una sorta di diario personale, poi lentamente ho cambiato cominciando a scrivere recensioni, pubblicare racconti e quant'altro.


- La tua concezione e le tue idee sul bloggin

Fare bloggin vuol dire parlare di ciò che mi piace, con un minimo di conoscenza e far conoscere agli altri queste passioni, magari riuscendo a essere utile a qualcuno, nel mio piccolo, con queste passioni.


- Qual è il rapporto con internet oggi?

Da una parte ne sono un po' dipendente, cerco continuamente informazioni e curiosità, dall'altra mi sto un po' stancando, mi pare che qualcosa si sia perso.




- Qual è invece  il tuo rapporto con i social? Amore? Odio? Un sano uso o una distanza incolmabile? 

Li uso soprattutto per tenermi in contatto con gli amici e per pubblicizzare il mio blog, poi naturalmente tutto quello che viene in più ben venga


- Cosa ti ha portato e cosa ti ha invece tolto, l'attività di blogger?

Mi ha fatto conoscere tante persone interessanti, scoprire curiosità e dato una piccola visibilità. Certo mi piacerebbe farmi conoscere un po' di più, ma al momento questo è il tempo che ho di scrivere, per tanto va benissimo così.


- Com'è cambiata la rete rispetto ai tuoi inizi?

E' cambiata enormemente, da una parte in meglio, ci sono più contenuti, più approfondimenti, ma ho notato anche un aumento della censura e questa è una delle cose che di più mi fanno incazzare. Capisco tenere sotto controllo certi fenomeni, ma oscurare varie forma artistiche, per puro buonismo, proprio no...


- Il momento migliore e quello peggiore? L'evento che ti ha dato più soddisfazione e quello che ti ha creato più problemi?

Difficile da dire, non ho la visibilità che hanno alcuni amici blogger; controllando le statistiche ho notato che qualche post ha avuto delle buone visualizzazioni, anche non solo in Italia, ma niente di clamoroso. Il momento peggiore con un hater che mi ha attaccato pesantemente sfruttando le mie insicurezze.


- Dì la tua sul fenomeno degli haters: personalmente ti hanno mai infastidito? E se si, come si neutralizzano?

Come detto, per ora ho avuto a che fare con un solo vero hater. Le sue parole mi hanno ferito, perché puntavano sulle mie insicurezze, ma l'ho bloccato senza rispondergli e cancellato i suoi commenti, facendo finta di nulla e continuando sulla mia strada.


- Un blog o un sito che consiglieresti?

Basta scegliere uno qualsiasi di quelli tra gli amici, qui accanto.


- Sempre in tema di consigli, cosa diresti a qualcuno che volesse aprire oggi un nuovo sito?

Parla di ciò che ti piace, di ciò che conosci. Dedica tempo ai tuoi post/articoli; scrivi correttamente, mettici impegno. E soprattutto cerca di divertirti.




- Quali sono gli errori tipici che si commettono in rete?

Pensare di poter vivere facendo questo mestiere; quelli che ce la fanno sono veramente pochi e spesso il successo dura poco. 


- Vita privata e attività online: dì la tua

Questo è uno dei miei punti deboli come blogger. Durante la settimana lavoro di notte lontano dalla mia famiglia, devo poi cercare lavoro per avvicinarmi a loro, gestire la casa e il weekend è dedicato totalmente a mia moglie e ai miei figli; perciò non ho molto tempo da dedicare al mio blog.


- Su internet possono nascere vere amicizie?

Certo che si. In rete ho conosciuto tante belle persone, con alcune delle quali l'amicizia è rimasta virtuale (ma comunque importante), con altre si è approfondita creando dai bellissimi rapporti.


- Internet, legislazione e libertà di parola: dì la tua

Certamente c'è più libertà che su altri mezzi di comunicazione, ma sto notando qualche censura in più rispetto a qualche anno fa, soprattutto su canali come Youtube e sullo stesso Facebook, Non conosco la legislazione, ma come dicevo poco sopra, la censura immotivata, non la condivido ne capisco.


- Che anno è stato per te il 2020 (inteso nell'ambito del web)? 

Purtroppo quest'anno per me è stato un anno da incubo, oltre alle problematiche legate al COVID, ho perso mio papà e altre difficoltà private. Tutto ciò ha influito anche sulla mia attività di blogger; per alcuni mesi non ho scritto nulla, per altri ho scritto solo un post. Sto ricominciando ora ad avere il tempo e la lucidità per tornare ad una normale attività.


- Previsioni e programmi per il futuro?

No, nessun programma, devo vivere giorno per giorno e vedere ciò che il tempo e le occasioni mi concederanno di fare. Spero di riprendere a scrivere con più costanza e magari anche qualcosa di più, ma non faccio promesse ne proclami.