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sabato 31 ottobre 2020

Cattivi bambini 2 - Un Halloween con la Geek League

 Anche quest'anno gli amici della Geek League si riuniscono per festeggiare Halloween tutti assieme, ognuno a suo modo, tra cinema, libri, fumetti e musica, ma tutti all'insegna dell'orrore e della paura.
Per quanto mi riguarda ho deciso di continuare con la tematica dedicata ai bambini nel cinema horror, di cui avevo già parlato QUI.

Ecco dunque, Cattivi Bambini 2


SUSPENSE (1961)

Miss Giddens viene assunta come istitutrice da un ricco uomo d'affari per occuparsi dei suoi nipoti, Flora e Miles, ma dopo un primo iniziale entusiasmo, la donna scoprirà che c'è qualcosa di sinistro che avvolge l'abitazione e i due bambini. Infatti la precedente istitutrice e il giardiniere, che avevano intrecciato una relazione coinvolgendo anche i bambini, sono morti in circostanze misteriose. 
Miss Giddens comincerà a sospettare che i due fratellini siano posseduti dagli spiriti dei due amanti e in particolare Miles, dato che il ragazzino ha cominciato ad avere atteggiamenti sempre più negativi e scorretti.
Tratto da "Il giro di vite" di Henry James, Jack Clayton ("Il Grande Gatsby", "Qualcosa di sinistro sta per accadere") dirige un film dalla tensione palpabile, mantenendo l'ambiguità del racconto di James, grazie anche ad un abile sceneggiatura a cui ha collaborato anche Truman Capote.
Il film ha avuto diversi riconoscimenti tra cui, nel 1962, il Premio Edgard Allan Poe, proprio per la migliore sceneggiatura.



ORPHAN (2009)

Dopo che la loro terzogenita nasce priva di vita, il rapporto tra Kate e John Coleman entra in crisi, anche perché la donna, scossa dalla recente perdita, inizia ad abusare di alcool.
Per superare questo difficile momento, la coppia decide di adottare una bambina al locale orfanotrofio.
Qui vengono subito conquistati da Esther, una dolce bambina russa, amante della pittura. 
Una volta arrivata a casa dei suoi genitori adottivi, Esther viene accolta in maniera differente dai due fratelli; mentre la piccola Max si affeziona subito alla nuova sorella, Daniel, il primogenito di John e Kate, rimane freddo e distaccato.
Un po' alla volta però, Esther comincia a manifestare comportamenti violenti e poco appropriati per una bambina della sua età, di cui sembra accorgersi solo Kate.
Fatti inquietanti attorno a Esther e alla sua famiglia si fanno sempre più frequenti, fino a quando indagando sulle origini della bambina, Kate scoprirà la spaventosa verità che porterà al drammatico finale.
Il film, basato su fatti reali, ha avuto un buon successo di critica e pubblico, ma a me non ha particolarmente entusiasmato, lasciandomi invece freddo e indifferente.
Va segnalato che invece le associazioni per le adozioni di diverse parti del mondo hanno duramente contestato il film, arrivando a chiedere il boicottaggio da parte del pubblico.



MILO (1998)

In una cittadina della provincia americana cinque bambine (Claire, Abigail, Marian, Ruth e May) stanno giocando nel giardino della scuola quando vengono avvicinate da uno Milo, uno strano bambino dall'impermeabile giallo che gira sempre con la sua bicicletta. 
Milo invita le cinque amiche a casa sua, dove suo padre fa il medico abortista, con la scusa di vedere alcuni feti morti, ma in cambio chiede di visitare una di loro. Ad accettare la richiesta sarà May, la quale verrà brutalmente uccisa da Milo che poi tenterà di accoltellare anche Claire.
Molti anni dopo, Claire ormai adulta fa la supplente in un liceo e quando viene a sapere che Ruth si sta per sposare, per cui fa ritorno alla sua città natale. Qui strani omicidi riconducono agli avvenimenti del passato e fanno pensare a Claire che Milo sia ancora vivo, nonostante il suo cadavere sia stato ritrovato lungo la riva di un fiume, e che voglia uccidere lei e le sue amiche.
Buon horror, in cui abbondano le scene violente e sanguinolente, cosa che ha fatto si che la pellicola abbia un visto di censura ovunque sia stato distribuito,



THE CHILDREN (2008)

Due sorelle, che hanno tra loro un rapporto difficile, decidono di risolvere le problematiche passando il periodo natalizio assieme, accompagnate dalle rispettive famiglie, in un isolato cottage di montagna, immerso nella neve. Un po' alla volta, gli spazi chiusi e l'isolamento e le incomprensioni sopite, danno via a faide interne sempre più accese. Il peggio però avviene quando, dopo quella che sembra essere solo una banale influenza, i bambini si ribellano agli adulti, diventando veri e propri strumenti di morte e gli adulti, incapaci a difendersi, non potranno che subire la feroce rivolta dei loro figli.
Tom Shankland dirige un ottimo film, ricco di tensione e di momenti disturbanti, che pur rifacendosi a molte altre pellicole con protagonisti bambini malvagi ("Ma come si può uccidere un bambino" e "Grano rosso sangue" su tutti), riesce a conferire una certa originalità alla sua opera, soprattutto grazie ad una malsana atmosfera che si respira per tutta la durata del film, che inoltre non rifugge qualche sequenza davvero dura.



BABY KILLER (1974)

Frank e Lenore dopo diversi anni in cui non avevano voluto avere altri figli, oltre al primogenito Chris, e durante i quali la donna aveva preso contracettivi orali, decidono di avere un secondo bambino.
Quando però viene al mondo, il piccolo ha le sembianze di un'orrenda creatura dotata di zanne e artigli che uno dei medici tenta di sopprimere, venendo però ucciso, insieme agli altri dottori e infermieri, dallo stesso neonato, che però risparmia la madre.
Una volta scoperta la terribile carneficina, comincerà una caccia al mostro, che nella sua fuga ha ucciso molte altre persone, a cui parteciperanno, oltre alla polizia, anche il medico che ha prescritto gli anticoncezionali a Lenore e da cui dipendono probabilmente le deformazioni del bambino e Frank che non accetta come suo tale creatura.
Tuttavia dopo uno scontro presso l'abitazione della coppia, la caccia prosegue nelle fogne, dove però Frank scopre di voler bene al bambino, ma una volta uscito ad aspettarlo ci sono la polizia e il dottore, pronti ad eliminare il pericolo baby killer.
Cult di Larry Cohen che dopo anni dalla sua uscita, continua a spaventare e disturbare gli spettatori.



EDEN LAKE (2008)

Steve e Jenny decidono di trascorrere un romantico weekend in riva ad uno splendido lago circondato da boschi, ma i loro sogni vanno subito in fumo, quando incontrano dei ragazzini del luogo, che si divertono a bullizzare e a provocare la coppia. 
I ragazzi si rivelano presto essere ben più aggressivi e crudeli di quanto i due credevano, infatti Steve e Jenny verranno catturati e torturati dai piccoli criminali e in particolare dal loro capo Brett. 
Dopo essere riusciti a fuggire una prima volta, la coppia verrà nuovamente catturata, ma stavolta, dopo che la gang ha dato loro alle fiamme, solo Jenny si salverà fuggendo un'altra volta. Nel frattempo Brett non esiterà ad uccidere due dei suoi amici nel tentativo di convincere la donna a tornare indietro che invece continuerà la sua fuga, arrivando a sua volta a far fuori un paio dei suoi aguzzini.
Una volta arrivata in città, Jenny verrà soccorsa da alcuni adulti che si scopriranno essere i genitori dei giovani teppisti e che non si riveleranno essere diversi dai loro figli. 
Film duro, ispirato a fatti reali, legati alle baby gangs, che tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo minuto. Il contesto sociale è quello delle cittadine di provincia, chiuse e abitate da famiglie disagiate in cui domina la violenza domestica, violenza che i ragazzini assorbono e poi replicano. 
Ottima la regia claustrofobica e che tiene desta l'attenzione dello spettatore fino alla fine.



IL RESPIRO DEL DIAVOLO (2007)

Quando Max, ex malvivente che ha deciso di mettersi sulla retta via, vede rifiutarsi dalla banca l'ennesima richiesta di prestito, accetta di partecipare ad un ultimo colpo sperando di ottenere i soldi per aprire un ristorante con la sua fidanzata Roxanne.
La proposta è quella di rapire il figlio di otto anni di una facoltosa coppia e chiederne il riscatto. Inizialmente tutto procede per il verso giusto, ma poi, nella baita nella quale i rapitori si sono nascosti, cominciano a verificarsi fatti inquietanti e Max e i suoi amici si scontreranno l'uno con l'altro.
A quel punto capiranno che il ragazzino che hanno rapito, nasconde un lato oscuro e demoniaco.
Il film non è certo un capolavoro, ma è comunque un buon film, che mantiene una buona tensione per quasi l'intera durata della pellicola, peccato per il finale che  butta tutto in vacca.



THEM (2006)

Clementine e il marito Lucas si trasferiscono in un piccolo centro rurale vicino a Bucarest, dove lei deve iniziare ad insegnare in una scuola elementare, mentre lui porta avanti al sua attività di scrittore.
La loro casa è piuttosto isolata e una notte vengono svegliati da alcuni rumori, ma una volta scesi in giardino riusciranno soltanto a vedere qualcuno che si allontana sulla loro auto. La coppia tenterà di chiamare i soccorsi, ma presto i loro assalitori li isoleranno tagliando la corrente e il telefono.
Clementine e Lucas proveranno a rifugiarsi in casa, ma scopriranno che anche i misteriosi ospiti si nascondono lì dentro e che questi non sono altro che bambini. Dopo un lungo scontro durato tutta la notte saranno proprio i ragazzini ad avere la meglio e far fuori la coppia.
Film interessante e ben diretto, che la produzione ha voluta far risalire ad una vicenda realmente accaduta, quando in realtà è soltanto una leggenda metropolitana della Repubblica Ceca.



IL NASTRO BIANCO (2009)

In un villaggio della Germania protestante, alle soglie della prima guerra mondiale, alcuni strani e inquietanti incidenti sconvolgono la pace della piccola comunità. Soltanto il maestro della locale scuola ha qualche sospetto.
Film girato in un angosciante bianco e nero e in cui Michael Haneke, il regista, ci conduce fino alle radici dell'odio che sarà il seme del futuro nazismo.
Come in quasi tutti i suoi film. al regista austriaco non interessa trovare il colpevole, ma preferisce esaminare i rapporti umani che poi portano alle conseguenze mostrate.
Film pessimistico (come nella maggior parte delle opere di Haneke), reso ancora più angosciante dalla totale assenza di un commento sonoro.
Non una pellicola semplice, ma se già conoscete Haneke, allora forse potrete apprezzare il film in tutte le sue due ore e mezzo di durata.



BRIGHTBURN - L'ANGELO DEL MALE (2019)

Tori e Kyle vivono a Brightburn e da molto tempo stanno provando ad avere un figlio, ma a causa di problemi di fertilità non riescono a concepirlo. Una notte, nei pressi della fattoria, si schianto una navicella spaziale con a bordo un bambino, che la coppia decide di tenere e adottare chiamandolo Brandon. 
Quando compie dodici anni, il ragazzino scopre di avere una forza sovrumana e sente delle strane voci nella sua testa che lo conducono verso l'astronave sulla quale è arrivato, nascosta nel fienile.
Un po' alla volta comincerà ad avere atteggiamenti sempre più violenti e irrispettosi, anche nei confronti dei suoi genitori. Quando poi, misteriosi incidenti cominciano ad accadere alle persone accanto a Brandon, Tori e Kyle saranno costretti a fare i conti con la vera natura di loro figlio, che conscio ormai delle sue capacità porterà paura e morte per il mondo.
Film interessante, tra horror e fantascienza in cui viene ribaltata la figura del supereroe buono che viene da un altro mondo per aiutare i terrestri,
Già poco dopo la sua uscita, si è cominciato a parlare di possibili sequel, creando un universo Brightburn.



giovedì 15 ottobre 2020

Auguri per la tua morte (2017)


Si, la morte di noia nel vedere questo film

"Auguri per la tua morte" è uno di quei film che mi fa sospettare di non capirci nulla di cinema. Si, perché ha ricevuto quasi solo giudizi positivi, sia Italia che in giro per il mondo, mentre a me è sembrato, se non un brutto film, per lo meno scarso e un'occasione sprecata. Avevo comprato il dvd quasi a scatola chiusa, solo in base ad una trama che sembrava interessante, anche se non esattamente originale e a qualche voce che ne parlava sufficientemente bene, quasi un anno fa, ma il film è poi rimasto a lungo sullo scaffale dei dvd e quando finalmente ho deciso di vederlo, poche settimane fa, ne sono rimasto alquanto deluso. 


Ma veramente l'autore di questa maschera è lo stesso che ha creato Ghostface?

Partiamo però dalla trama: Theresa "Tree" Gelbman (Jessica Rothe) è una delle studentesse più belle e popolari del college; esuberante ed egocentrica è lo stereotipo della ragazza superficiale di molti teen movie americani. Il mattino del suo compleanno, la ragazza si risveglia nella camera del suo compagno Carter, in seguito ad una colassale sbronza. Ritorna quindi nel suo dormitorio e continua la giornata con la solita arroganza e strafottenza che la caratterizza. La stessa sera, mentre si sta recando ad una festa, viene aggredita ed uccisa da un misterioso killer che indossa la maschera di un bambino. Tuttavia Tree si risveglia nuovamente nella camera di Carter e rivive esattamente la stessa giornata, ma quando decide di cambiare il percorso per arrivare al party, l'assassino la segue e la uccide nuovamente per poi risvegliarsi ancora una volta nella stanza del suo amico e ricominciare per l'ennesima volta lo stesso giorno. Tree capisce di essere finita in un un loop temporale e che per uscirne dovrà scoprire chi è il suo assassno e salvarsi così la pelle. 


Bisogna darci un taglio a queste cavolate

Film sui loop temporali ne sono stati fatti molti a partire dal capostipite "Ricominicio da capo", che il regista, Christopher Landon, afferma esplicitamente essere stata una delle sue fonti di ispirazione, oltre a farlo dire ai suoi protagonisti sul finale del film; oppure "100 volte Natale", "Source code" e "Prima di domani" (uscito contemporaneamente a questo "Auguri per la tua morte"), ma a differenza di tutti questi film, la pellicola di Landon non riesce a rimanere impressa, risultando banale e noiosa. Non potendo contare su un'idea originale, speravo che fosse l'ambientazione horror-thriller a dare qualcosa di più a questo film, ma invece ciò si è rivelato essere proprio il suo punto debole perché non c'è un minino di tensione, né momenti che riescano a spaventare nemmeno il più smaliziato degli spettatori.


Bel compleanno del cazzo, speriamo che nel 2020 vada meglio...

Da un film horror di ambientazione studentesca mi aspettavo molto più sangue e sesso, ma entrambi questi elementi sono usati poco e male (mi pare si veda giusto il culo della protagonista mentre passeggia per il campus). La pellicola fallisce (sempre a mio avviso) anche dal lato della commedia, perché non diverte, non riesce a essere corrosiva né pungente. Difficile anche giudicare le prove attoriali perché penalizzati da una storia e una sceneggiatura imbarazzanti. Tutto il film è permeato dal classico buonistmo americano, soprattutto nella sua messa in scena e nella sua morale finale che definire irritante è poco. Probabilmente però, come dicevo all'inizio, sono io che non ci ho capito nulla e in realtà questo è un buon film, dato che in giro se ne parla tanto bene e che ne è stato fatto un sequel.

mercoledì 11 dicembre 2019

Cattivi bambini

I bambini, simbolo di candore e purezza per antonomasia.
Ma non sempre le cose stanno così come sembra e come nella vita, anche il cinema ci ha insegnato che i bambini possono essere cattivi, disturbati e pericolosi e quando ci capita di incontrarli rimaniamo interdetti e non sappiamo come comportarci.
Ecco dunque dieci titoli (di alcuni di questi ne ho già parlato in post singoli e più completi) in cui il male ha assunto le sembianze della dolcezza e dell'innocenza:

IL VILLAGGIO DEI DANNATI (1960)

Un villaggio inglese rimane improvvisamente isolato per alcune ore; tutti i suoi abitanti cadono in una sorta di torpore perdendo i sensi e ciò accade anche a chiunque tenti di avvicinarsi  al paese.
Quando lo strano fenomeno è passato, si scopre che tutte le donne fertili sono incinte, anche quelle caste o senza compagno.
Alla nascita tutti i bambini mostrano subito caratteristiche fisiche e intellettive simili tra loro, hanno un forte senso del gruppo, isolandosi dagli altri bambini, e tendono a nascondere i propri sentimenti.
Inoltre questi dimostrano di avere delle straordinarie capacità mentali con le quali leggono la mente degli altri e influenzano l'altrui volontà.
Si scopre così che in realtà questi bambini non sono altro che una nuova razza aliena e che con i loro poteri leggono e controllano la mente umana e causando il suicidio di coloro che li minacciano.
Quando si viene a sapere che in altre parti del mondo sono avvenuti fatti simili e che ovunque i bambini sono stati uccisi, gli abitanti del villaggio affidano i ragazzi al padre di uno di loro, ma quando costui capisce la pericolosità di questi esseri, li attira in una trappola.
Film di fantascienza, tratto dal romanzo "I figli dell'invasione" (1957) di John Wyndham, ha avuto un sequel "La stirpe dei dannati" (1963) e un remake nel 1995 diretto da John Carpenter.
Costato solo 300.000 dollari, la pellicola ne ha incassati più di 5 milioni. Girato con mestiere da Wolf Rilla il film riesce a creare una tensione sempre più crescente, con vaghi riferimenti al nazismo ebbe un grosso successo grazie anche al periodo in cui uscì, dato che in quegli anni si cominciava a parlare della pillola anticoncezionale e di studio sui poteri ESP.
Un piccolo capolavoro.





IL PRESAGIO (1976)

Il figlio di Robert Thorn, diplomatico statunitense a Roma, nasce morto alle 6 del 6 giugno. Pur di alleviare le sofferenze della moglie, l'uomo accetta la proposta di alcuni prelati e decide di sostituire il bambino con un altro nato nello stesso momento, ma la cui madre è morta dandolo alla luce.
Sei anni più tardi, nel giorno del compleanno del piccolo Demian, cominciano a verificarsi una serie di sanguinosi eventi che porteranno alla morte di diverse persone, tra cui la stessa madre del bambino, rimasta nuovamente incinta e un prete che conosceva la verità sul passato di Demian e che stava tentando di avvertire Robert su questi orribili segreti.
Indagando su quei terribili eventi, Robert scopre che Demian è in realtà l'Anticristo, il figlio del demonio. Inizialmente titubante e restio ad uccidere un bambino, in seguito ad altre morti ed incidenti, l'uomo capisce che l'unica soluzione è sopprimere il proprio figlio, ma quando è sul punto di pugnalarlo viene ucciso da alcuni poliziotti.
Richard Donner dirige un film forse non perfetto, ma che riesce a disturbare e inquietare ancora oggi.
La pellicola ha avuto tre sequel, un remake e una serie televisiva.
Il film è anche noto per alcuni strani incidenti avvenuti dentro e fuori dal set durante la lavorazione del film, tanto che c'è chi crede sia un film maledetto.




GRANO ROSSO SANGUE (1984)

Una coppia in crisi sta attraversando le strade del Nebraska e per errore investe un ragazzo, che in realtà risulterà essere morto prima dell'impatto con la loro auto. I due si metteranno in cerca di aiuto e giungeranno nella cittadina di Gatlin che però risulterà deserta. Presto la coppia scoprirà che tutti gli adulti sono stati sterminati dai ragazzini del luogo e che loro sono le prossime vittime disegnate come sacrificio di un fantomatico dio chiamato "Colui che cammina nel grano".
Tratto dal racconto "I figli del grano" contenuto nella raccolta di racconti "A volte ritornano", la pellicola ha avuto un enorme successo di pubblico, nonostante le critiche mosse dallo stesso King e dalla maggior parte della critica.
Tale successo ha portato a nove tra sequel e remake.
Nonostante le numerose differenze dal racconto, il film risulta essere un godibile e interessante horror tipico degli anni 80.
Va ricordato che la protagonista femminile è Linda Hamilton che sarebbe divenuta celebre poco tempo più tardi grazie alla saga di Terminator.




CHI E' L'ALTRO? (1972)

Il piccolo Niles vive con la madre e con la nonna in una fattoria del Connecticut e proprio quest'ultima insegna al bambino a usare le sue facoltà per imparare a identificarsi con le creature della natura, animali e umane. Tuttavia il ragazzino rifiuta di credere alla morte del proprio gemello e a lui attribuisce la colpa di alcuni omicidi avvenuti nei dintorni. In realtà Niles nasconde un orribile segreto.
Film diretto molto bene da Robert Mulligan ("Il buio oltre la siepe") fa dell'ambiguità la sua forza e che nonostante qualche alto e basso, ti tiene col fiato sospeso fino al sorprendente finale.
Per certi versi (il rapporto con la natura e la ruralità, la serie di omicidi inspiegabili...) il film ricorda il più recente "Riflessi sulla pelle", altro film in cui troviamo un bambino dalla personalità disturbata.




L'INNOCENZA DEL DIAVOLO  (1993)

Mark (Elijah Wood) ha recentemente perso la madre, morta a causa di un cancro e vive con difficoltà questo lutto.
A causa di un viaggio d'affari, il padre deve mandare Mark dagli zii Wallace e Susan i quali hanno due figli: Henry (Macaulay Culkin) della stessa età di Mark e la piccola Connie. Inoltre hanno da poco perso il figlio più piccolo per un incidente domestico.
Ben presto Mark si renderà conto che il cugino, sotto l'aspetto da bravo ragazzino, nasconde in realtà un animo malvagio, sociopatico e violento, ma nonostante i numerosi tentativi di smascherarlo, nessuno gli crederà. Soltanto alla fine Susan scoprirà la vera natura di Henry e in uno scontro sulla scogliera sarà costretta a scegliere se salvare Mark o il proprio figlio.
Lontano dall'essere un capolavoro, il film risulta interessante per almeno un paio di motivi: il dilemma morale del finale, in cui un genitore deve scegliere se salvare il proprio figlio, che sa essere malvagio e responsabile di atti orribili, ma al verso il quale prova comunque un sincero amore, oppure il nipote buono, ma per il quale non sente lo stesso tipo di affetto; e per il fatto che lo psicotico Henry sia stato interpretato da Macaulay Culkin divenuto celebre per il ruolo del pestifero, ma simpativo Kevin McCallister nei due "Mamma ho perso l'aereo"




IL SIGNORE DELLE MOSCHE (1963)

In fuga dalla città in guerra, un aereo che trasporta alcuni ragazzini precipita nei pressi di un'isola deserta. In attesa dell'arrivo dei soccorsi, i piccoli naufraghi tenteranno di sopravvivere in quell'ambiente ostile, ma se inizialmente le cose sembrano funzionare andare per il meglio, presto il gruppo si spaccherà in due e le ostilità tra le due fazioni porterà a scontri sempre più duri e cruenti e solo l'arrivo dei soccorsi fermerà quello che è diventato un gioco al massacro.
Tratto dall'omonimo romanzo di William Golding, il film ne ricalca fedelmente lo spirito mettendo in scena una sorta di allegoria sulla malvagità umana, dato che l'autore pensava che l'uomo è cattivo per natura e a dimostrazione della sua tesi ha scelto, per il suo romanzo, dei bambini come protagonisti, solitamente simbolo di innocenza e purezza, ma che messi nel giusto contesto sono capacità della stessa malvagità di un adulto il cui spirito è stato guastato dal tempo e dalla società.




LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO (2007)

David ha dodici anni e passa le sue giornata a giocare con gli amici o in riva al fiume dove un giorno incontra la sedicenne Meg che assieme alla sorella minore da qualche giorno si è trasferita, dopo essere rimasta orfana, da una loro lontana parente, vicina di casa della famiglia di David.
Ben presto Ruth, questo il nome della donna, rivelerà tutto il suo sadismo nei confronti delle due sorelle, prima con qualche semplice umiliazione, poi riservando loro violenze fisiche e psicologiche, violenze alle quali partecipano anche i figli della donna e altri ragazzini del vicinato. David sarà testimone muto di quei segreti diviso tra il timore reverenziale verso la donna e il senso di colpa nei confronti di Meg.
Tratto dal romanzo omonimo di Jack Ketchum che si ispira a sua volta a fatti realmente accaduti, il film è uno spaccato di quell'America rurale e chiusa da cui ogni tanto emergono sanguinosi fatti di cronaca. Un film è duro e atroce proprio perché, in questo caso, l'orrore non viene da vampiri o lupi mannari, ma da veri esseri umani che possono essere i vicini di casa di chiunque di noi e tra questi ci sono anche dei ragazzini.




IL GIGLIO NERO (1956)

Rhoda è una graziosa bambina di otto anni, sempre educata e dall'aspetto impeccabile, ma in realtà nasconde un terribile segreto. Dopo essere tornata a casa da una festa campestre in cui è morto un suo compagno di scuola, la bambina non dimostra nessun turbamento e nessuna forma di empatia, anzi sembra aver trovato la cosa emozionante. Preoccupata dalla scoperta di questo lato del carattere di sua figlia, la madre tenterà di scoprire qualcosa di più su quanto accaduto, ma finirà con l'accorgersi di quanto, in realà, sia perversa Rhoda.
All'uscita nelle sale, questo film sorprese e sconvolse un'America perbenista, mettendola di fronte a scomode verità, come il fatto che il male può nascondersi ovunque, anche dietro al sorriso innocente di un bambino.
La pellicola ha un taglio teatrale (difatti è tratta da una pièce teatrale a sua volta ispirata al romanzo "The Bad Seed" di William March) ed è ambientata quasi interamente in unica location e funziona soprattutto alla bravura degli attori e ai dialoghi che devono raccontare quello che il regista non ci mostra direttamente.




MA COME SI PUO' UCCIDERE UN BAMBINO? (1976)

Tom ed Evelyn sono una coppia di turisti inglesi in vacanza nel Mediterraneo che decidono di visitare l'isola di Almanzora. Al loro arrivo però notano qualcosa di strano e sinistro, in giro non c'è nessun adulto e il villaggio sembra essere completamente deserto. In giro si vedono soltanto bambini che li guardano in maniera sospetta. I due protagonisti scopriranno così che, forse in preda ad un attacco di follia, i bambini si sono ribellati agli adulti uccidendoli tutti e facendo scempio dei cadaveri.
Salvarsi non sarà facile come sembra perché per quanto malvagio e pericoloso "ma come si può uccidere un bambino?"
Horror iberico girato completamente alla luce del sole che crea disagio e disturbo per il tipo di messaggio che vuole mandare.
La pellicola si apre con immagini di repertorio di poveri villaggi africani e delle guerre nel sud est asiatico così a mostrarci come l'uomo sia stato in grado di fare del male agli esseri più indifesi e innocenti e così il regista ci mostra una sorta di vendetta dei bambini nei confronti degli adulti, ma nonostante i cattivi siano i bambini, non li vediamo mai come degli esseri puramente malvagi e sanguinari, ma come dei ragazzini intenti a giocare e divertirsi.





GOODNIGHT MOMMY (2014)

Lukas ed Elias sono due gemellini di dieci anni che vivono in splendida quanto glaciale villa nella campagna austriaca. Qui passano le giornate a rincorrersi tra i filari di grano, facendo il bagno in un bel laghetto o facendo la lotta tra i verdi campi davanti casa. Quando finalmente la loro madre ritorna a casa, dopo un'operazione di chirurgia estetica, con il volto interamente coperto di bende, i due bambini sospettano che in realtà lei non sia chi dice di essere, ma all'interno del piccolo nucleo famigliare ci sono altri segreti che porteranno ad una spirarle di follia e violenza, fino al drammatico quanto inevitabile finale.
Il cinema dei due registi, di cui anche Michael Haneke è uno degli esponenti, è fatto di lunghe attese che poi esplodono in una violenza sempre più forte e disturbante. In questo caso c'è una prima fase in cui sembra di assistere ad una specie di caccia al topo, ma con i ruoli che costantemente si invertono per poi passare, man mano che ci si avvia verso il finale, ad una fase più violenta in cui nulla è risparmiato.
Bravi i due piccoli protagonisti che scelti per il loro aspetto innocente e rassicurante, risultano essere inquietanti ed emanare un'aura di mistero e tensione.



Si conclude qui il viaggio tra i film che vedono protagonisti bambini cattivi e perversi, ma dato che sul tema sono state girate tante altre pellicole, appena possibile tornerò sull'argomento con nuovi titoli.









martedì 12 novembre 2019

Coherence - Oltre lo spazio tempo (2013)

Quattro coppie di amici si ritrovano a casa di due di loro per una cena e qualche chiacchiera in compagnia. Nonostante una leggera tensione dovuta a vecchi rancori e segreti non ancora svelati, la serata prosegue tranquilla, ma il passaggio di una cometa vicino all'orbita terrestre, tanto che è visibile ad occhio nudo, scatena una serie di eventi che portano gli otto protagonisti a dover affrontare paure e paranoie che metteranno a dura prova le loro sicurezze e i loro rapporti.



Coherence - Oltre lo spazio tempo è un film del 2013 del regista James Ward Byrkit che unisce il genere fantascientifico della teoria degli universi paralleli con il thriller claustrofobico ambientato in un'unica location, per parlare anche di rapporti umani, dissapori e ostilità mai superate, che spingono a chiedersi se conosciamo veramente i nostri amici e noi stessi..
La pellicola è l'opera prima del regista che ha affermato di aver iniziato a girare il film senza una sceneggiatura vera e propria, ma solo con qualche idea sugli eventi principali della trama e poi ha distribuito singolarmente ad ogni attore delle brevi note sui personaggi, per poi affidarsi all'improvvisazione degli attori stessi.
Girato in solo cinque notti, per ovviare allo scarso budget, il film è ambientato, salvo poche eccezioni, in un'unica stanza, che poi è il vero salotto di casa del regista.




Con questo film, Byrkit ci dimostra come sia possibile girare una pellicola senza grosse somme di denaro e con pochi mezzi, eppure raccontare una storia intelligente, per nulla banale (seppure l'idea non sia proprio originale) e decisamente avvincente.
Certo il film non è privo di difetti: ad esempio se si è completamente digiuni da termini di fisica quantistica, anche solo a livello nozionistico, come il paradosso del gatto di Schrödinger, o le teorie sugli universi paralleli, seguire la trama potrebbe risultare ostico e il finale lascia qualche questione in sospeso, ma tutto sommato sono cose da poco rispetto al valore del film in se.
Io ho deciso di guardare questo film a scatola chiusa, senza sapere nulla sulla trama e sul genere di opera che sarei andato a visionare e forse è questo il modo migliore per vederlo e gustarselo, perciò non mi dilungherò oltre (e a differenza di altre volte non ho fatto nessuno spoiler) e vi auguro una buona visione e un buon trip mentale.




martedì 5 giugno 2018

Il giglio nero (1956)

Rhoda Penmark è una graziosa bambina di otto anni, sempre educata e dall'aspetto impeccabile. Tornata a casa dopo una festa campestre in cui è morto un suo compagno, la bambina non mostra nessun segno di turbamento per quanto accaduto, anzi dice di averlo trovato emozionante. La madre di Rhoda, preoccupata per la mancanza di empatia della figlia, cerca di capire come stanno veramente le cose e così scopre che è stata proprio la bambina ad uccidere il suo amichetto per un futile motivo.



Un po’ alla volta emergerà una terribile verità sulla vera natura di Rhoda, che porterà la donna ad un’estrema decisione. Film con protagonisti bambini cattivi ne sono stati fatti moltissimi, ma questo merita certamente di entrare nella top five. Il film si basa sull’opera teatrale “The Bad Seed”, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo di William March.


In un America perbenista, questo film è una vera doccia fredda, in quanto mette in luce delle scomode verità che si è sempre preferito tenere nascoste, cioè che la malvagità può nascondersi ovunque, anche dietro al sorriso di un bambino. Rhoda è consapevole del suo aspetto innocente e lo usa a suo vantaggio arrivando anche a macchiarsi di orribili delitti, tanto è sicura che non potrà mai essere colpevolizzata, perché lei è solo un bambina.




Christine, la madre della piccola, giustamente rimane turbata dalla natura perversa della figlia, ma ciò che veramente spaventa lei e lo spettatore, è la mancanza di empatia e di rimorso di Rhoda; perché, se chiunque può commettere un crimine, la maggior parte delle persone, poi si pentirebbe o quanto meno si sentirebbe gravare la coscienza da un peso non indifferente.
Nel suo tentativo di capire il perché sua figlia sia così, la donna arriverà a scoprire le sue vere origini e quindi a chiedersi se la malvagità nei bambini è ereditaria o frutto dell’ambiente. Il regista, attraverso il personaggio di uno scrittore amico di famiglia, propende per la prima ipotesi, adducendo che ci sono casi di bambini incapaci di provare rimorso o pietà e paragonandoli, appunto, a dei gigli neri.


La messa in scena è propria del teatro, infatti la vicenda si svolge quasi tutta in un unico ambiente e la forza del film viene data dalla bravura degli interpreti, e del regista che non mostra mai i delitti di Rhoda, ma lascia che la storia emerga dai dialoghi dei protagonisti.
Il film, ancora oggi, risulta essere disturbante e spiazzante; l’ideale immagine del bambino innocuo e innocente, viene stravolta e rivoltata, lasciandoci interdetti.



La pellicola ha avuto anche problemi con la censura dell’epoca; infatti il Codice Hays, proibiva che un film potesse finire con il crimine che non viene punito; così mentre nell’opera originale la malvagia Rhoda si salva, e la madre muore, nel film accade il contrario. Da notare che una volta tanto il titolo italiano risulta forse più efficace di quello originale.

lunedì 4 settembre 2017

Brividi d'asfalto

La strada, si sa, è un luogo che può essere molto pericoloso e quella che porta al cinema lo è ancora di più. Infatti lungo queste lingue d'asfalto rischi di dover affrontare automobili indemoniate, sadici camionisti o pazzi killer autostoppisti...Ecco dunque sette film che ricordano quanto sia potenzialmente letale uscire per strada:

Duel (1971): David Mann, un rappresentante in viaggio d'affari con la sua automobile, durante il tragitto supera una vecchia e arrugginita autocisterna. Poco dopo, il camionista lo supera a sua volta, salvo poi rallentare di nuovo e quando David lo sorpassa nuovamente questi lo prende come una sfida personale e inizia un gioco del gatto col topo con il povero David.
Questo è uno di quei film che io definisco da "scuola di cinema". Sorretto dalla solida sceneggiatura di Richard Matheson (il film è tratto da un suo racconto), la pellicola è un crescendo di tensione con pochi, se non nessun calo di ritmo.
Inizialmente prodotto per la tv, ha avuto un tale successo che Spielberg fu costretto ad allungarne la durata per poterlo trasmettere nei cinema di tutto il mondo.



La macchina nera (1977): Un paesino del Nuovo Messico è terrorizzato da un'automobile nera che in pochi giorni uccide diverse persone. Ben presto si scoprirà che l'auto non è altro che l'incarnazione del demonio. Elliot Silverstein dirige un buon thriller, ispirandosi in parte a Duel di Steven Spielberg, convincente soprattutto dal punto di vista tecnico (memorabile l'inizio del film con la vista in soggettiva dall'interno dell'automobile). Non del tutto soddisfacente, invece, la sceneggiatura che non sempre riesce a alta la suspense. Infine va ricordata la presenza dell'attore James Brolin, padre del noto Josh Brolin (I Goonies, Non è un paese per vecchi, Milk...)



Christine - La macchina infernale (1983): Arnie Cunningham è il classico ragazzo imbranato, vittima degli scherzi dei bulli della scuola. Un giorno, mentre sta tornando a casa assieme all'amico Dennis, nel giardino di un anziano contadino, il ragazzo vede una vecchia e malridotta Plymouth Fury. Nonostante le pessime condizioni del veicolo e l'opinione contraria dell'amico, Arnie decide di acquistare il veicolo. Quello che però non sa è che l'auto è posseduta da un'entità malefica che si nutre dell'amore che il proprietario prova per se stessa, portandolo così ad autodistruggersi.
John Carpenter dirige un film low budget, ma come sempre con la classe che lo ha sempre contraddistinto, anche quando ha girato, di malavoglia, film su commissione.
Il regista si è preso diverse libertà rispetto al romanzo di Stephen King su cui si basa la pellicola, ma il prodotto è comunque efficace e ricco di suspense, grazie anche a degli ottimi effetti speciali e alle musiche firmate dalla stesso Carpenter.



Brivido (1986): La congiunzione di una misteriosa cometa con terra provoca la ribellione di tutte le macchine contro gli uomini. Un piccolo gruppo di sopravvissuti si ritrova prigioniero in una stazione di servizio, tenuti sotto scacco da diversi TIR, tra cui uno con un'enorme maschera da goblin sul radiatore. Dopo un'estenuante lotta con il nemico, i pochi rimasti vivi, troveranno la salvezza attraverso le fognature, in attesa che passi l'effetto della cometa.
Primo e per ora unico (fortunatamente) film da regista di Stephen King, che qui adatta per il grande schermo, uno suo racconto dal titolo Camion, tratto dalla raccolta di racconti A volte ritornano. 
Il film, visto con occhi da critico, è piuttosto debole e poco convincente, eppure è riuscito a diventare un cult assoluto e a cui io sono particolarmente affezionato, forse proprio per l'assurdità di alcune scene, per i personaggi sopra le righe o per la "cattiveria" di alcune sequenze.
E poi ci sono le magnifiche musiche degli AC/DC e questo è sufficiente ad elevare il film allo status di "mitico!"



The Hitcher - La lunga strada della paura (1986): Jim Halsey, un giovane che da Chicago sta portando un'auto a San Diego per consegnarla al proprietario, dopo aver rischiato un incidente, per un colpo di sonno, decide di dare un passaggio ad un autostoppista, sperando così di restare sveglio. Tuttavia, l'uomo che dice di chiamarsi John Ryder gli confessa di essere un killer e gli mostra un coltello insanguinato. Terrorizzato, Jim riesce in qualche modo a liberarsi del pericoloso compagno di viaggio, ma questi comparirà più volte sulla sua strada, sempre intenzionato a ucciderlo.
Film eccezionale, che tiene lo spettatore continuamente in tensione e che seppure le scene più cruente rimangano nascoste, non disdegna momenti decisamente "cattivi".
Eric Red, (che ha scritto anche film per Kathryn Bigelow, tra cui lo splendido Il buio si avvicina)lo sceneggiatore, ha detto di essersi ispirato alla canzone Riders on the storm dei Doors, canzone a sua volta ispirata alle gesta del serial killer Billy Cook.
Rutger Hauer è semplicemente perfetto nel ruolo del pazzo assassino, qui forse in uno dei suoi ruoli migliori.
Il film ha avuto un inutile sequel e un ancora più inutile remake (consiglio di mantenersi a debita distanza).



Le strade della paura (1989): Travis è un bambino di nove anni che ha assistito ad un omicidio di mafia e per questo vive sotto protezione in un luogo segreto in Oklahoma. Tuttavia due killer scoprono dove questi si nasconde e dopo aver ucciso gli agenti dell'FBI che dovrebbero proteggerlo e i suoi genitori, rapiscono il ragazzino per portarlo dai loro capi che vogliono interrogarlo. Quando però, durante il viaggio, Travis si accorge che i due uomini, diversissimi di carattere, a fatica si sopportano, cercherà in tutti i modi di metterli l'uno contro l'altro.
Eric Red, ancora una volta, scrive (e qui anche dirige) un thriller tesissimo, un film che non lascia respiro e tiene inchiodati alla poltrona, cosa che acquista maggior valore, considerando che la pellicola è quasi interamente ambientata all'interno dell'auto dei due killer.
Ottimi tutti gli interpreti, dal sempre bravissimo Roy Scheider al monolitico Adam Baldwin, passando per il giovanissimo Harley Cross.



Dead End - Quella strada nel bosco (2003): Frank Harrington, come ogni anno, sta portando la sua famiglia a festeggiare il Natale a casa dei suoceri, tuttavia quest'anno decide di prendere una deviazione che lo porterà ad attraversare un oscuro bosco di cui non si vede la fine. Quando sulla loro strada appariranno una misteriosa donna in bianco e un inquietante auto nera senza conducente, uno alla volta i famigliari andranno in contro ad un'orrenda fine.
Tra i film che ho scelto per questa lista è forse il meno riuscito complessivamente, ma anche il più interessante come idea. Nonostante qualche caduta nei tempi. la pellicola riesce a trasmettere buona tensione soprattutto quando appare la paurosa automobile nera.
Gli attori se la cavano, su tutti ricordiamo Ray Wise, noto soprattutto per il ruolo di Leland Palmer in Twin Peaks. Interessante il finale.


mercoledì 30 dicembre 2015

It Follows (2014)



Dopo il primo incontro amoroso con il suo ragazzo, Jay si risveglia legata ad una sedia. Lui le spiega che le ha trasmesso un virus, una maledizione, per cui sarà perseguitata da misteriose figure (a volte sconosciuti, altre persone familiari) che tenteranno di ucciderla. L’unico modo per liberarsi da questa condanna è andare a letto con qualcuno, passando a lui la dannazione.

“It Follows”, esso ti segue, già il titolo è qualcosa di geniale creando un alone di mistero attorno a questa cosa, a questa entità malefica che perseguita la protagonista del film e già dalla prima scena, che urla “Capenter” a pieni polmoni, capisci che siamo di fronte ad un prodotto di ottima levatura, perché si David Robert Mitchell, si ispira al regista di “Halloween”, ma lo fa con intelligenza , senza scopiazzare, ma ricreando a modo suo le ambientazioni in cui si muoveva Michael Myers.



Così pur avvicinandosi agli horror degli anni 70 e 80, “It Follows” ne è anche enormemente distante: le scene sanguinolente si contano sulle punte di tre dita, non ci sono rumori improvvisi o mostri che appaiono da dietro l’angolo, ma questo film riesce a essere altrettanto angosciante e spaventoso, grazie alla continua minaccia, che pur camminando lentamente, risulta inarrestabile. Il regista si muove molto bene dietro alla macchina da presa creando ottime inquadrature che scendono in morbosi dettagli. Perfetta anche la fotografia, che rispecchia l’animo dei protagonisti impauriti e malinconici e splendida la colonna sonora, che pure richiama il cinema Carpenteriano.
Il film non è certo privo di difetti, soprattutto di sceneggiatura, basti pensare alla scena della piscina che risulta un po’ forzata, e in altre scene i personaggi si comportano in maniera poco logica, ma stiamo pur sempre parlando di un horror e in ogni caso, in un prodotto del genere, qualche sbavatura si perdona.



Per quanto riguarda i significati, quello più evidente è quello di giovani abbandonati a se stessi e alle loro paure, in cui gli adulti sono assenti, se non peggio, nemici (l’entità nella già citata scena della piscina ne è une esempio). Mitchell invece si mantiene più vago sulla malattia (il male del secolo non viene mai nominato), non ci dice da dove proviene, non ci spiega chi sono questi esseri, non è ben chiaro nemmeno se voglia metterci in guardia dalla promiscuità sessuale, come faceva una vecchia pubblicità degli anni 80 e strizzando l’occhio al Cronenberg de “Il demone sotto la pelle” (e comunque ai teen-horror in generale in cui una regola non scritta prevede che chi cede al peccato della lussuria non arrivi vivo a fine film),o invece ci spinga ad avere più avventure possibili, dato che è l’unico modo di togliere la maledizione è passarla ad un’altra persona attraverso un rapporto sessuale.
 E così si arriva al bellissimo finale, aperto, ma per nulla consolatorio, un finale che ci lascia quella sensazione di disagio e inquietudine che fanno di questo film, uno dei migliori prodotti di genere dell’anno.

giovedì 19 novembre 2015

Goodnight mommy (2014)


Lukas ed Elias sono due gemellini di dieci anni e passano le loro giornate estive a rincorrersi tra i filari di un campo di grano, facendo il bagno in uno splendido laghetto immerso tra i boschi e facendo la lotta nei verdi campi davanti casa, una bellissima quanto gelida villa, sperduta nella campagna austriaca. Quando finalmente la loro madre torna a casa, con il volto coperto di bende, dopo un’operazione di chirurgia estetica, i due bambini cominciano a sospettare che quella donna non sia chi dice di essere e ben presto le cose precipiteranno in una spirale di follia e violenza, fino all’inevitabile finale.



I due registi , Severin Fiala e Veronika Franz, rispettivamente nipote e moglie del regista Ulrich Seidl, proseguono sulla strada già intrapresa dallo stesso Seidl (il film Canicola su tutti) e di cui Haneke è il maggior esponente; un cinema fatto di lunghe attese e di improvvisi scoppi di violenza, via via sempre più disturbante.
Seppure la realtà del film sia chiara fin da subito, almeno per un pubblico più smaliziato (l’idea ricorda in parte quella della pellicola di Robert Mulligan Chi è l’altro?), il seme del dubbio resiste per tutta la sua durata. Assistiamo così ad un classico gioco del gatto con il topo, ma in cui i ruoli si invertono continuamente, in cui non è mai chiaro fino alla fine, se siano i bambini a essere pazzi, o realmente la madre celi qualche segreto sotto a quelle bende che le nascondono il volto.
La donna si dimostra subito fredda e dispotica, al solo scopo di preservare una bellezza acquisita artificialmente, arrivando a chiudere i figli in camera per più giorni, a schiaffeggiarli o a uccidere un gatto randagio che i due bambini avevano portato in casa; ed è questa cattiveria a instillare nei gemelli il dubbio sulla vera identità della madre; così nei loro sogni la madre è un essere senza volto, come nelle foto sfocate appese per la casa, che probabilmente ritraggono la donna prima dell’intervento.
Avviandosi verso la fine, il film cambia registro e seppure continui a essere pervaso da un’aura gelida e distaccata, apre improvvisamente le porte al voyerismo della violenza, accostandosi ad alcuni torture porn francesi (Martyrs o Frontiers), ma mai fine a se stessa, in quanto legata ad un contesto psicologico sociale, per cui risulta ben inserita.
Goodnight mommy è dunque un gran bel film, duro e viscerale che non può lasciare indifferenti, perché colpisce sia a livello mentale ed motivo, sia a livello fisico: una pellicola profondamente disturbante, soprattutto per la giovane età dei protagonisti. A tal proposito, risultano bravissimi i due gemelli, scelti tra 240 coppie, soprattutto per il loro aspetto fragile ed innocente, ma allo stesso tempo permeato da un alone di mistero e inquietudine.
Splendida anche la fotografia di Martin Gschlacht, che contribuisce in maniera fondamentale a donare al film quel senso onirico e di oppressione, per cui lo spettatore si sente perduto.
Un film che piacerà agli amanti del horror d’atmosfera e del thriller psicologico.