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mercoledì 7 marzo 2018

Aule, lavagne e compiti (venti film di ambientazione scolastica - senza intervallo)

I film di ambientazione scolastica sono un'infinità, alcuni impegnati, altri divertenti, si potrebbero scrivere interi tomi su questo particolare sottogenere cinematografico; io qui mi limiterò a segnalarne alcuni, senza alcuna pretesa che siano i più importanti o i più belli e nemmeno, necessariamente, quelli che più mi piacciono (a proposito i film saranno in ordine sparso, dunque questa non è una classifica). Semplicemente ho scelto film un po' da diversi decenni, di diverse nazionalità e diversi generi. In ogni caso sono ben accetti consigli e critiche...E ora tutti in aula che la campanella sta suonando:

LA SCUOLA (1995): Il film di Lucchetti è tratto da una pièce teatrale di Domenico Starnone, a sua volta tratta dai racconti dello stesso Starnone, è narra le vicende, per lo più in flashback di un gruppo di studenti e professori in un istituto nella periferia romana. Commedia ben scritta, che in chiave quasi caricaturale, disegna in modo impietoso, le condizione della scuola italiana. Bravi i protagonisti e in particolare il simpatico Silvio Orlando (che riprenderà un ruolo simile in "Auguri Professore").


RUSHMORE (1998): Secondo film di quel gran genio di Wes Anderson. Qui assistiamo alle (dis)avventure del liceale Max Fisher, studente svogliato, dotato però di una grande creatività che il ragazzo riverserà in diverse attività extracurriculari. Commedia dolce-amara in cui già si notano il particolare stile visivo e narrativo del regista.


LA CLASSE - ENTRE LES MURS (2008): Pellicola francese abbastanza anticonvenzionale, interpretata da attori non professionisti e basata su un libro, in parte autobiografico, dell'insegnate François Bégaudeau, che qui interpreta il ruolo principale del film. 
In un istituto della banlieue parigina, un professore ha a che fare con una classe particolarmente difficile e indisciplinata, a causa delle differenti classi sociali e razziali. Da qui le difficoltà di linguaggio tra professori e studenti.


ANIMAL HOUSE (1978): Questa è probabilmente la madre di tutte le commedie studentesche; spassosa, irriverente, geniale, racconta le vicende di due giovani matricole, che rifiutati dalla confraternita più "in" dell'università, vengono invece accettati da quella più sconclusionata, composta da studenti casinisti e svogliati. Sarà guerra aperte tra le due confraternite. Alla regia c'è un maestro del genere: John Landis e tra i protagonisti il compianto John Belushi e che assieme allo stesso Landis, qualche anno più tardi darà vita al mito dei Blues Brothers. 



LA GUERRA DEI FIORI ROSSI (2006): Il film racconta di Qiang, un bambino di quattro anni, che costretto a vivere in un convitto, poiché entrambi i suoi genitori sono impegnati con i rispettivi lavori, prima cerca di adeguarsi alle regole della scuola, poi, quando viene ingiustamente ripreso e punito, impara a ribellarsi a quelle situazioni che ritiene ingiuste. Opera interessante, la cui metafora non è nemmeno troppo nascosta.


ZERO IN CONDOTTA (1933): Diretto da Jean Vigo, il film è stato duramente contestato, tanto che è uscito nelle sale solo nel 1945. La pellicola inizia con il rientro a scuola, dopo le vacanze, di alcuni studenti di un severo istituto. Gli insegnati vengono mostrati come ottusi e incapaci di capire i ragazzi e che per questo li puniscono con degli "zero" in condotta. Quattro di questi decideranno di ribellarsi, grazie anche alla complicità dell'unico professore che li comprende, scatenando una battaglia in cui gli adulti avranno la peggio.


NON UNO DI MENO (1999): Pellicola cinese di Zhang Yimou, premiata con il Leone d'oro a Venezia.
Wei Minzhi è una ragazzina di tredici anni che accetta di fare da supplente nella scuola del suo piccolo villaggio in cambio di una piccola somma di denaro; l'unica condizione che pone l'anziano maestro è che al suo ritorno, non uno dei suoi studenti abbia abbandonato la scuola. Inizialmente in difficoltà la ragazzina riuscirà a conquistare l'affetto dei piccoli alunni, soprattutto dopo che è riuscita a ritrovarne uno che aveva dovuto recarsi in città, ritrovandosi solo e affamato.
Bel film emozionante e che ci mostra una realtà a noi distante, a cui contesto solo un finale, forse un po' troppo buonista.




IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO (1992): Tratto dall'omonimo libro di Marcello D'Orta, il film racconta del maestro elementare Tullio Sperelli, finito per errore ad insegnare a Corzano in provincia di Napoli, anziché a Corsano in Liguria. Qui si trova a che fare con una scuola in cui mancano ordine e disciplina, i bambini non frequentano, la preside non dirige come dovrebbe e il bidello ha creato un piccolo racket rivendendo a studenti e insegnanti il materiale scolastico. Alla fine, dopo alcuni momenti difficili, il maestro riuscirà a conquistare l'affetto dei suoi alunni. 
Film in cui viene messa in luce la condizione della scuola nel meridione d'Italia e in particolare in quelle zone in cui comanda la camorra. Paolo Villaggio qui dimostra di saper svestire i panni fantozziani e recitare in ruoli più drammatici.


L'ATTIMO FUGGENTE (1989): Il professor John Keating, insegnante di letteratura, viene trasferito al collegio maschile Welton, dove, con i suoi metodi alternativi e anticonvenzionali, conquista la fiducia e l'attenzioni degli studenti, ma non è ben visto dalle istituzioni scolastiche.
Beh, che dire di uno dei film più conosciuti al mondo? E' una pellicola che si ama o si odia (molti la ritengono banale e retorica). Personalmente è uno dei miei film preferiti, con una grande regia, ottime interpretazioni (su tutti il bravissimo Robin Williams) e una fotografia magnifica.


L'ONDA (2008): Il film è tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser, che a sua si basa su un esperimento sociale, avvenuto in California nel 1967, che un professore mise in atto per dimostrare ai suoi studenti come si fosse potuti arrivare alla nascita del nazismo. Il film racconta appunto di come un insegnante spieghi ai suoi ragazzi come, una nuova dittatura, possa nascere in qualsiasi momento. Per dimostrare la sua tesi, il professore dà vita ad un esperimento, che porterà gli studenti partecipanti al movimento, a formare una sorta di club esclusivo. Ben presto, l'esperimento sfuggirà dalle mani del suo ideatore, portando a gravi conseguenze.


ESSERE E AVERE (2002): Opera documentaristica, che riprende le vicende di una scuola della Francia rurale. Protagonisti sono alcuni bambini di diverse età (tra i 4 e i 13 anni) e del loro maestro. Le lezioni a scuola, i rapporti tra compagni, la vita a casa i colluqui tra professore e genitori compongono la trama del film che risulta essere un interessante pellicola dal sicuro interesse didattico e pedagogico



SCHOOL OF ROCK (2003): Dewey Finn è un musicista senza un soldo, che cacciato dalla sua band per il suo eccessivo esibizionismo, finge di essere il suo coinquilino per ottenere un posto di lavoro come insegnante in una scuola elementare e raccimolare qualche soldo per pagare l'affitto. Inizialmente svogliato e disinteressato, quando scopre che i ragazzini sono dotati di grande talento musicale, decide di insegnare loro le basi del rock per poi partecipare ad una gara di rock bands.
Film scritto su misura per il suo protagonista, Jack Black e con una colonna sonoro assolutamente fantastica.


LA RIVINCITA DEI NERDS (1984): Lewis e Gilbert arrivano nel prestigioso Adam's College pieni di entusiasmo, ma fin da subito, data la loro ingenuità, vengono presi di mira, dai membri dell'Alpha Beta, la più importante confraternita dell'istituto. I due ragazzi si uniranno ad un gruppetto di nerds dando vita ad una loro confraternita, i "Lambda Lambda Lambda" e riuscendo a prende la rivincita contro i loro più quotati rivali. Il film si rifà evidentemente ad "Animal House", ma pur non avendo la stessa classe, ha conquistato il grande pubblico, tanto che ne sono stati fatti diversi sequel e un tentativo di remake. Tutto sommato divertente.

CONFESSIONS (2010): Un'insegnate di una scuola media, annuncia alla sua classe di voler lasciare l'insegnamento. I ragazzi sono indisciplinati e nemmeno la ascoltano; soltanto quando lei affermerà di aver scoperto che la sua bambina è stata uccisa da due suoi studenti (chiamati semplicemente A e B) e che ha avvelenato il loro latte con il sangue infetto dal virus dell'HIV del marito, la donna otterrà l'attenzione voluta. Questo di Nakashima è un film duro e complesso, dalla morale imperfetta e che può lasciare interdetti. Assolutamente da vedere.


CLASSE 1999 (1990): In una scuola del prossimo futuro, ordine e disciplina non sono più controllabili con i metodi tradizionali. Il preside dell'istituto decide così di rivolgersi ad un costruttore di robot, ma i cyborg progettati da questi, invece di sistemare la preoccupante situazione, la peggioreranno portando ad un conflitto interno. Film che sicuramente non è un capolavoro, ma intrattiene con una buona suspense, ritmo, azione e in cui non manca nemmeno del contenuto.


DOV'E' LA CASA DEL MIO AMICO? (1987): Pellicola iraniana che oltre a mostrarci una realtà a noi distante (quella di una scuola di una paese non occidentale e di un villaggio povero) e che punta il dito contro l'incomunicabilità tra bambini e adulti, con questi incapaci di capire la sensibilità dei bambini. Il film racconta del piccolo Ahmed che si accorge di aver preso per sbaglio il quaderno di un suo compagno e per evitare che quest'ultimo venga nuovamente sgridato dal maestro, decide di riportarglielo, pur non sapendo di preciso dove abiti. Film delicato e poetico, da riscoprire.


ELEPHANT (2003): Gus Van Sant dirige un film asciutto, privo di fronzoli e inutili orpelli, per lasciare spazio alla sola cronaca di una giornata in una scuola superiore americana, in cui i protagonisti vengono seguiti dalle telecamere in lunghi piani sequenza, fino alla strage finale.
La pellicola si ispira alle vicende del massacro alla Columbine High School e il titolo si rifà alla metafora dell'elefante nella stanza, cioè ad un problema che tutti vedono, ma che nessuno vuole risolvere.


MONSIEUR LAZHAR (2011): Dopo la morte per suicidio dell'insegnate di una classe di una scuola elementare di Montreal, viene assunto come supplente Bashir Lazhar, un immigrato algerino, dal misterioso passato. Dopo un inizio difficile, l'uomo ottiene la fiducia dei suoi alunni e riesce a far elaborare loro il lutto per la perdita dell'amata maestra. Pellicola franco-canadese, che affronta vari argomenti tutti con un tocco delicato e sensibile.


AS THE GODS WILL (2014): Opera estrema di Takashi Miike, tratto dal manga omonimo. In una scuola superiore una bambola daruma prende il posto di uno degli insegnanti e obbliga gli studenti a partecipare ad un gioco, simile al nostro "uno, due tre stella", ma con in palio le loro vite. I superstiti dovranno affrontare altri giochi cercando di rimanere in vita. Film assurdo, nel più classico stile del prolifico regista giapponese. Divertente, estremo, sanguinolento...Consigliatissimo.



BREAKFAST CLUB (1985): Cinque studenti di una scuola superiore, a seguito di varie punizioni, sono costretti a passare l'intera giornata in biblioteca. Inoltre il preside, che li controlla svogliatamente, assegna loro un tema "Chi sono io?". I ragazzi avranno modo di confrontarsi tra di loro e dopo qualche screzio iniziale, il gruppo si compatterà e i cinque diventeranno amici, avendo imparato qualcosa su se stessi.

John Hughes scrive e dirige una delle commedie generazionali per eccellenza. La pellicola riesce a descrivere bene le paure e i sogni degli adolescenti degli anni 80. Bravissimi gli interpreti, che assieme ad un'altro pugno di attori del periodo, formarono il celebre Brat Pack.


Bene, anche per oggi le lezioni sono finite, spero di essere stato un buon insegnante e di avervi regalato qualche momento di piacevole lettura.

venerdì 6 ottobre 2017

Le Freak c'est chic

Una volta i freaks erano quei fenomeni da baraccone, spesso con malformazioni fisiche, dovute a maltattie, sfruttati da circhi itineranti, per spaventare la gente sfruttando la morbosa curiosità della stessa. Più in generale invece, i freaks sono quei "diversi", rifiutati dalla società, perché di aspetto grottesco o bizzarro o perché hanno capacità particolari, che spaventano i così detti "normali".
Ecco dunque una breve carrellata di alcuni film che hanno per protagonisti (o antagonisti) queste persone, che lottano per essere accettate e per far capire al resto del mondo che anche loro hanno una dignità:

Freaks (1932): Capolavoro di Tod Browning che ha per protagonisti veri freaks, che il regista ha trovato girando per i vari circhi del Paese. Tuttavia l'opera risultò così shockante per l'epoca che la stessa casa di produzione la rinnegò e la distribuzione fu pesantemente compromessa. Il regista faticò a riprendersi e solo qualche anno più tardi riuscì a tornare ad un breve successo.
La storia del film racconta del nano Hans che lavora in un circo in cui sono presenti diversi fenomeni da baraccone e che si innamora della bella e normale Cleopatra, trapezista nello stesso circo. La donna però è interessata soltanto al denaro del povero Hans e di ucciderlo con la complicità del suo amante, il forzuto Ercole. I due però vengono scoperti per tempo e puniti dagli stessi freaks.



The Elephant Man (1980): David Lynch, prima di addentrarsi nei meandri della psiche umana, dirige quest'opera dura e lineare, che racconta la vera vicenda di Joseph Merrick, un giovane dal volto e dal corpo completamente deformati a causa di una malattia nota come Sindrome di Proteo. Nel film, il protagonista viene trovato da un medico, mentre viene sfruttato in uno spettacolo di strada e che decide di prendersene cura, studiando il suo caso e cercando di alleviare le sue sofferenze. Joseph (John nel film) trova così quell'affetto che tanto gli era mancato e quella dignità che troppo a lungo gli era stata negata. Finale commovente



L'ultimo uomo sulla terra (1964): Tra i vari film ispirati a "Io sono leggenda" di Richard Matheson, questo è forse quello più fedele al romanzo. Robert Morgan è l'ultimo essere umano sopravvissuto a una tremenda epidemia che ha trasformato gli altri esseri umani in vampiri. L'uomo di giorno si muove in cerca di cibo e per uccidere i vampiri che stanno dormendo al nascosti alla luce, mentre di notte di barrica in casa per difendersi dall'attacco dei mostri. Un giorno Robert incontra Ruth una donna che fa parte di una comunità in cui hanno trovato un  vaccino che riesce a contenere il morbo, senza però curarlo del tutto. Pur considerandolo una leggenda, in quanto unico uomo a non essere stato contagiato, il gruppo è intenzionato a liberarsi del dottore, perché considerato un mostro, in quanto questi, durante le sue missioni diurne, ha ucciso anche molte persone che facevano parte della comunità. Qui la questione del diverso è quasi ribaltata, infatti in un passaggio del romanzo l'autore dice: "Quando tutti sono mostri e tu sei l'unico normale, il mostro sei tu"



Edward mani di forbice (1990): Questa pellicola è quella che più di tutte le altre, incarna il pensiero e il lavoro di Tim Burton. Favola gotica, racconta di Edward, un essere mai completato dal suo inventore (infatti questi è morto primo di poter finire la sua creatura) e che per lungo tempo ha vissuto solo nell'antica magione in cima alla città. Un giorno Edward, che al posto delle mani ha delle lame taglienti, viene trovato da una donna che decide di portarlo a casa con se. Inizialmente le cose sembrano andare bene, ma poi il pregiudizio di pochi fa si che il povero Edward venga ingiustamente accusato di reati che non ha commesso. Costretto alla fuga e mal visto in città, l'essere torna a vivere da solo nella villa sulla collina. Fiaba dark che ha per protagonista uno di quei freak, tanto cari al regista, un essere solitario e malinconico, che si è trovato le porte chiuse in faccia a causa di stupidi e falsi pregiudizi e dell'ottusità della gente



X-Men (2000): Bryan Singer dirige un film ispirato ai fumetti della Marvel e qui racconta come questi esseri, dotati di poteri soprannaturali, a causa di una mutazione genetica, pur cercando di inserirsi nella società, siano costretti a vivere isolati dal mondo, in una scuola diretta dal professor Xavier, perché i normali esseri umani ne sono spaventati. Quando però un altro gruppo di mutanti, guidato da Magneto (una volta amico di Xavier) vuole sottomettere tutti gli umani, perché questi ritiene che i mutanti siano il futuro dell'umanità e non ci sta a vivere nascosto, anche gli X-Men dovranno intervenire per riportare la pace. Anche in questo caso abbiamo un "diverso" che spaventa, qui a causa dei poteri che gli uomini pensano che questi essere speciali useranno per fare del male. Fantascienza con morale.



Cabal (1990): Clive Barker dirige un film tratto da un suo stesso romanzo. Le vicende ruotano attorno al personaggio di Aaron Boone, giovane tormentato da spaventosi incubi in cui compaiono esseri mostruosi e una misteriosa città chiamata Midian. In cura da uno psichiatra, il dottor Decker, che in realtà è un pericoloso serial killer, Boone parte alla ricerca della mitica Midian fino a quando arriva ad un vecchio cimitero abbandonato. Qui viene attaccato da due esseri orribili, che lo condannano a diventare mostro a sua volta. Dopo che Decker ha convinto tutti che sia il suo paziente  l'autore degli efferati omicidi, Boone viene ucciso da alcuni poliziotti, ma una volta tornato in vita, decide di ritornare a Midian per vivere con i suoi simili. Inseguito dalla sua ragazza, dallo psicologo assassino e dalla polizia, dovrà lottare per difendere la città dal malvagio Decker.
Barker ha sempre avuto simpatia per i mostri e spesso nelle sue opere sono questi a essere buoni, mentre l'umanità è quella realmente cattiva, ribaltando così ruoli che vogliono che i mostri siano anche malvagi.



Batman - Il ritorno (1992): Dopo aver sconfitto il Joker, questa volta Batman se la deve vedere con un altro cattivo che vuole conquistare Gotham City; il misterioso Oswald Copplepot, noto anche come "Pinguino" e con l'affascinante e pericolosa Catwoman. Ancora una volta Tim Burton affronta la tematica del diverso rifiutato dalla società e qui il freak è il personaggio del Pinguino, magistralmente interpretato da Danny De Vito, un uomo che a causa del suo aspetto ripugnante è stato abbandonato ancora neonato dai suoi genitori, cresciuto nelle fogne di Gotham e allevato da una coloni di pinguini, Oswald è cresciuto covando rancore e rabbia, che l'hanno portato a diventare un'essere malvagio. Alla fine non si riesce a provare antipatia per questo cattivo, ma casomai pietà.
Unico caso, in questa lista, di un freak "cattivo", che in fondo cattivo non era, ma costretto a essere tale dagli eventi.



Dietro la maschera (1985): Rocky Dennis è un adolescente che vive con la madre a Los Angeles, qui conduce una vita normale, studia, gioca e ha molti amici. Tuttavia il ragazzo è affetto da una malformazione nota come leontiasi, che fa assumere al suo volto un aspetto felino. Nonostante ciò Rocky vive bene la sua situazione e anzi, spesso ci scherza su. I problemi nascono quando lui e sua madre si devono trasferire; nella nuova città infatti è vittima degli scherzi dei suoi nuovi compagni, che sembra non vogliano accettarlo. Alla fine però Rocky riuscirà a conquistare la fiducia di alcuni di loro e durante un campeggio estivo per ragazzi non vedenti si innamorerà, ricambiato di una Diane, una bella e dolce ragazza. Tuttavia una volta che lei lo farà conoscere ai genitori, loro lo tratteranno come un mostro e gli impediranno di vedere la figlia. Il destino si rivelerà avverso per il povero ragazzo che rimasto solo, morirà nel sonno a causa della malattia.



Pieles (2017): Di questo film ne ho già parlato più ampiamente QUI, ma dato l'argomento trattato mi è sembrato giusto inserirlo in questa lista. La pellicola parla infatti di personaggi caratterizzati da deformità fisiche, che lottano per essere accettati e soprattutto per imparare ad accettarsi. Una pellicola di non facile impatto, che unisce la forza di "Freaks" al grottesco di "Pink Flamingo"



Extra: Sulla stessa tematica, a fine anno uscirà il film "Wonder" con Owen Wilson, Julia Roberts e il piccolo Jacob Tremblay che già abbiamo visto in "Room" e "Somnia".


venerdì 12 maggio 2017

Pieles (2017)



Dopo gli shockanti cortometraggi "La misma piel" e "Eat my shit", Eduardo Casanova fa il grande passo e dirige questo lungometraggio di forte impatto emotivo, prodotto da quell'altro talento estremo che è Alex de la Iglesia.
Il film, presentato fuori concorso al Festival di Berlino, creando, se non altro, un bel po' di stupore.
"Pieles" racconta le storie di diversi individui che devono fare i conti con la loro diversità fisica, confrontandosi coi così detti "normali", storie che finiranno con l'intrecciarsi l'una all'altra, in una sorta di puzzle, la cui immagine/soluzione finale è l'accettazione di se stessi e l'accettazione da parte degli altri.



Conosciamo così Samantha, una ragazza con l'ano al posto della bocca e viceversa (già vista nel corto "Eat my shit" e di cui questo film è l'ideale estensione), che desidera essere normale, colleziona bocche ritagliate da riviste e appassionata di social network. E proprio qui abbiamo una delle critiche più forti su cui ci fa riflettere il regista spagnolo, che ci mostra come questi mezzi di comunicazione siano i primi a demonizzare la diversità fisica e chi ne è affetto, salvo poi cercare "like" e visualizzazioni con immagini violente e realmente di cattivo gusto.



C'è poi Laura, una giovane prostituta, senza occhi, che nell'incipit del film ha solo undici anni ed è "comprata" da un pedofilo, che pur sentendosi in colpa non riesce a vincere la sua tentazione.
La ragazza riesce a fare l'amore solo con due diamanti al posto degli occhi, che le sono stati regalati proprio dal pedofilo e quando qualcuno glieli ruberà andrà in crisi. Tuttavia è proprio Laura che si dimostra il personaggio più edificante di tutto il film, perché non solo perdonerà la donna che l'ha derubata, ma intreccerà con lei una relazione amorosa, perché lei, priva della vista riuscirà a non farsi condizionare dall'aspetto, non certo aggraziato, della donna.



Invece Ana, ancora legata morbosamente al ricordo della madre defunta, ha il volto deformato e tradisce il fidanzato Ernesto, attratto unicamente da dalla malformazione fisica, con Guille, un uomo dal corpo completamente ustionato. Anche qui Casanova gioca ribaltando le regole della nostra società per ribadire il concetto che siamo schiavi della bellezza apparente e dell'estetica e allo stesso tempo condanniamo chi invece questi pregiudizi non li ha. Infatti Ana critica Ernesto perché sta con lei solo per il suo aspetto, ma allo stesso tempo, per sentirsi accettata lo tradisce con Guille, il cui corpo è devastato dalle ustioni.



Vanesa è una nana che lavora in televisione nei panni di un gommoso orsetto rosa, ma stanca di quella vita deciderà di ricorrere all'inseminazione in vitro per avere un figlio e cercare la vera felicità.
Infine abbiamo Cristian, figlio del pedofilo, che mai lo ha visto avendo abbandonato lui e la moglie, affetto da somatoparafrenia e che tenta più volte di amputarsi le gambe e che desidera diventare una sirena. Anche qui si tocca un argomento caro al regista, cioè quello che il disagio che sentono queste persone, spesso non è concepito da chi sta loro vicino, amici o parenti che siano e spesso questi, invece di essere di supporto, peggiorano solo la situazione.



Casanova, con questa sua opera prima, voleva sicuramente colpire lo spettatore e innegabilmente ha raggiunto il suo scopo, senza però usare un voyeurismo gratuito e fine a se stesso. Una pellicola che pur sbandierando una vera e propria morale, riesce a far passare chiaramente il messaggio per cui dobbiamo imparare ad accettarci per come siamo.
Molto bella è anche la fotografia, caratterizzata dai colori pastello (il rosa trionfa su tutto, come ad esasperare il concetto di bellezza, rendendola qualcosa di kitsch) e da immagini che sembrano prese dalle opere di David LaChapelle.



In conclusione, Casanova costruisce un'opera originale, mescolando "Freaks"ad Almodovar e al John Waters di "Pink Flamingos", caratterizzata da personaggi grotteschi, ben disegnati, che forse con un po' più di cattiveria avrebbe lasciato un segno più evidente, ma che non mancherà di far parlare di se e che lancia nel cosmo cinematografico europeo un regista di sicuro talento e dal promettente futuro.