Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post

sabato 28 maggio 2022

I cartoni dimenticati (6) - Sport Billy

Dopo aver parlato solo di anime, per questa puntata de "i cartoni dimenticati", ho ripescato una serie che proviene dall'altra parte dell'oceano, prodotto dalla Filmation , la casa di produzione che ci ha regalato cosine come come He-Man e i dominatori dell'universo, Blackstar, The Original Ghostbusters (quelli con il gorilla) e tanti altri prodotti.

Erano i magnifici anni 80 e in Italia spopolava la bibita all'arancia Billy (se siete stati ragazzini in quegli anni e quasi impossibile che non ne abbiate bevuto almeno un brick) e proprio in quel periodo, più precisamente nel 1981, dall'America arrivò questo cartone animato, dalla breve durata e che presto sparì dai nostri palinsesti.


Sto parlando di Sport Billy, serie animata composta da due stagioni, una di sedici e una di dieci episodi come già detto prodotta dalla Filmation nel 1979 e trasmesso in patria a partire dal 1980 dalla NBC, mentre qui da noi fece il suo esordio su Canale 5 all'interno del contenitore Bim Bum Bam.


Sarà perché il cartone era a tema sportivo e il suo protagonista divenne una mascotte usata dalla FIFA, mentre il succo Billy aveva un immagine che ricordava Naranjito, la mascotte dei mondiali di Spagna '82, la mia mente d'infante aveva sempre associato i due prodotti che in realtà non avevano nulla a che fare l'uno con l'altro.


Ma veniamo alla trama: Sport Billy è un ragazzo che vive su Olimpo, un pianeta gemello della terra sul lato opposto del sole, dove tutto gli abitanti sono simil-dei atletici e sportivi. Un giorno il giovane viene mandato sulla terra per portare lo spirito sportivo e il gioco di squadra e combattere la malvagia regina Vanda, che assieme al suo scagnozzo Sipe, vuole distruggere tutti gli sport. 

Billy ha anche due compagni che lo aiutano nella sua missione: la giovane Lilly e il cane parlante Willy. Inoltre il ragazzo può contare sulla sua Omni-Sack, una borsa da palestra che può cambiare dimensione e dalla quale estrae, di volta in volta, l'attrezzatura sportiva di cui ha bisogno per vincere la sfida di turno. I tre eroi viaggiavano nel tempo e nello spazio nella loro astronave, che ricordava vagamente una di quelle vecchie sveglie dei nostri nonni.


Il succo Billy è sparito agli inizi degli anni 90, si mormora perché contenesse sostanze non in linea con le normative UE, ma non vi è nulla di certo. Sport Billy invece è proprio sparito dalle tv e dalle memorie di molti di noi; tuttavia il franchising ha prodotto anche un videogame portatile, un album musicale del 1982, una serie a fumetti e una versione del Subbuteo. E voi vi ricordate qualcosa di tutto ciò?


mercoledì 19 febbraio 2020

I telefilm dimenticati (5) - La Gang degli Orsi

Il baseball è lo sport nazionale americano ed è stato al centro di diverse trame cinematografiche. Tra i numerosi titoli, uno dei più popolari è stato Che botte se incontri gli "Orsi" (The Bad News Bears) del 1976 che aveva come protagonisti Walter Matthau e Tatum O'Neal.
Il film racconta dell'ex giocatore Morris Buttermaker (Matthau), che diventato un allenatore alcolizzato, viene reclutato per addestrare una squadra della lega giovanile, ma soltanto quando nel club entrerà a far parte la lanciatrice Amanda Whurlizer (Tatum O'Neal), la scapestrata squadra comincerà a vincere partita dopo partita.




Grazie al successo della pellicola, verranno realizzati due sequel di minor successo (Gli Orsi interrompono gli allenamenti e Gli Orsi vanno in Giappone) e nel 1979 di una serie tv.
Nel ruolo che fu di Matthau c'è Jack Warden, che qui diventa un ex addetto alle pulizie di una piscina, che per evitare la prigione accetta di allenare la mal assortita squadra di baseball degli Orsi.



La Gang degli Orsi fu prodotta dalla CBS per un totale di 26 episodi, di cui 23 della prima stagione e tre della seconda, poi interrotta a causa dei bassi ascolti. Ciò fu dovuto sia per una trama meno avvincente rispetto al film e più incentrata sulla commedia che sugli aspetti drammatici, sia per il continuo cambio di orari nel palinsesto televisivo.



La serie arrivò per un breve periodo anche in Italia nel 1980, trasmessa in emittenti locali.
Tra il cast, nel ruolo del piccolo Regi, c'era Corey Feldman, futura star di film per ragazzi come I Goonies, I Gremlins, Stand by me e molti altri.
Altra cosa da segnalare è che come sigla del telefilm è stata usata l'aria Toreador de La Carmen di Bizet.

Fonti: Wikipedia e Serietv draconia

lunedì 31 dicembre 2018

Anche libero va bene (2005)

Concludo l'anno con una vecchia recensione, questa volta leggermente corretta, sperando che con l'anno nuovo riuscirò a sfruttare meglio il tempo che mi sarà concesso, per postare cose nuove.
Nel frattempo auguro a tutti una buona fine...



Tommi (Alessandro Morace) ha undici anni e vive con la sorella Viola e il padre Renato (Kim Rossi Stuart)che cerca di crescere i figli alternando attimi di dolcezza a veri e propri scatti d'ira, rivolti soprattutto verso il piccolo Tommaso, per renderlo forte di fronte alle avversità della vita.
Tutto sommato questa particolare famiglia riesce a vivere mantenendo un seppur precario equilibrio. Equilibrio che viene spezzato dal ritorno della madre dei due bambini (Barbara Bobulova), fuggita più volte di casa per soddisfare i suoi desideri sessuali ed economici. 



Kim Rossi Stuart, alla sua opera prima, fa subito centro, con un film intenso e sincero. Per se stesso ha ritagliato il ruolo scomodo di Renato, padre orgoglioso e talvolta irascibile, che prende la vita e i rapporti con gli altri, come una gara da cui deve uscir vincitore e seppur capace di forti dimostrazioni d'affetto, fatica a capire il mondo di suo figlio Tommi che, a sua volta, ancora non riesce (o non può) capire le difficoltà e le problematiche della vita adulta.



Il bambino perciò si rifugia nella sua timidezza e seppur controvoglia, asseconda il padre che lo preferisce a nuotare in piscina piuttosto che a correre sul campo di calcio, come lui preferirebbe.
Il difficile rapporto con il genitore, i primi turbamenti amorosi, l'arrivo di un ragazzino introverso, l'amicizia con il nuovo vicino di casa, di famiglia benestante, sono il mondo in cui Tommaso impara a crescere. A volte scappa sul tetto di casa, camminando sul bordo del cornicione, come a dimostrare il proprio equilibrio e poi dall'alto osserva il mondo, nascosto alla vista degli altri e in questo modo protetto. 



Quando poi torna la madre Tommaso non sa come comportarsi, disilluso dal comportamento della donna, ma allo stesso tempo desideroso del suo affetto. Alla fine dopo l'ennesimo litigio col padre che lo ha cacciato di casa, sarà proprio Tommi a fare il primo passo per riavvicinarsi al genitore, dimostrandosi per una volta più adulto del padre che scoppierà in un pianto liberatorio. Pianto in cui si abbandonerà finalmente anche il bambino, dopo averlo trattenuto per tutto il film, nella sequenza finale sull'autobus, mentre legge la lettera che la madre gli ha lasciato, in una scrittura infantile e piena di errori, simbolo della sua immaturità. 



Tutti i protagonisti hanno dato grande prova d'attore, ma su tutti va sengalato il giovane Alessandro Morace i cui sguardi, le smorfie e la melanconia, arrivano dritte all'animo degli spettatori.