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martedì 9 settembre 2025

Notte Horror 2025: Supermarket Horror (1986)

 



L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va... Si la premessa non è delle più originali, ma tant'è e dunque, come da diversi anni a questa parte, eccomi a chiudere la "Notte Horror Blogger Edition"L'anno scorso (ormai mi trovo a scrivere quasi esclusivamente solo per questo), parlando di quella piccola perla che è "Ballata Macabra", avevo un po' tradito lo spirito dell'iniziativa che vorrebbe che si parlasse sì di film horror, sì del periodo compreso tra gli anni 70 e gli anni 80, ma anche che fosse una tamarrata per cui quest'anno dopo un'attenta (ma quando mai...) ricerca, sono incappato in questa pellicola che certamente calza a pennello per la definizione "cafonata".



"Ahhh Un robot per le pulizie mi sta inseguendo..."


L'opera di cui vi sto per parlare è: "Supermarket Horror"Il film è un fanta-horror del 1986 da quel gran mestierante di Jim Wynorski, autore di più di settanta film, per lo più horror, thriller ed erotici, alcuni dei quali passati anche per le sale cinematografiche, mentre gli altri direttamente per il circuito direct-to-video.
Quando mi sono approcciato a vedere il film, pensavo raccontasse del classico serial killer, nascosto tra il reparto scatolame e quello detersivi che si divertisse a far fuori ignari commessi e spaventati clienti. Niente di tutto questo: in realtà racconta di un gruppo di ragazzi rimasti chiusi nel centro commerciale dove lavorano per dare una festa e che vengono assediati da tre robot addetti alla sicurezza dei negozi.

"Ehi, ma voi non siete quegli stramaledetti Gremlins..."


"Supermarket horror" ("Chopping Mall" in originale) è un tipico prodotto degli anni 80, a partire dai protagonisti, vestiti e pettinati, come solo in quel periodo poteva piacere, passando per l'ambientazione, le scene di sesso e di nudo, seppure in questo caso piuttosto blande, fino ad arrivare al nemico di turno che in questo caso sono tre robot che sembrano l'incrocio tra Numero 5 di "Corto Circuito", uscito quello stesso anno e il robottino amichevole del telefilm "Riptide". Insomma tutto in questo film "eighties!"

Tornando ai protagonisti, di otto, solo quattro di loro hanno un minimo di caratterizzazione, anche se pure questa molto stereotipata; c'è infatti il tipico mascellone belloccio, sempre con la chewin-gum in bocca; la bellona disinibita; il giovane nerd imbranato e la ragazza timida che sarà quella che salverà la situazione (ops, ho fatto uno spoiler...).
Tutto insieme il gruppo, anche grazie a dialoghi di incredibile banalità, raggiunge livelli di simpatia di una rettoscopia.
Tenete però la pagina dei protagonisti aperta che più tardi ci tornerò.

"Questa è un entrata di scena più epica del T-800"


Uno degli aspetti migliori del film è allo stesso tempo uno dei difetti che gli si ritorce contro: la pellicola, infatti, viaggia su buoni livelli di tensione per tutta la sua durata, quasi senza cali, ma proprio per questo non ci sono colpi di scena, né picchi che alzino il ritmo dando quel qualcosa in più.
Per quanto riguarda gli effetti speciali è meglio soprassedere, probabilmente troppo dozzinali anche per un film dell'epoca.
Eppure, nonostante questi e a molti altri difetti (errori grossolani come pistole a tamburo che sparano ben più dei sei colpi di cui sono dotate o i laser dei robot che mancano clamorosamente il bersaglio a pochi metri da loro e così via...), il film non si può dire che non sia piacevole e ha un suo perché con il suo spirito anni 80 e sicuramente se lo beccassi in tv in una noiosa serata estiva, lo guarderei volentieri, magari sorseggiando una birra fresca, sempre consapevole cosa ho davanti.


"Oh, e la scena più splatter ce la siamo tolta dai piedi..."

Come promesso torniamo a parlare un attimo degli attori: una delle protagoniste (una di quelle che urlano di più e che ti fanno tifare per i robot) è Barbara Crampton, interprete di diversi film horror, tra cui "Re-Animator", di cui ha qui parlato, Solaris, lo scorso 22 luglio.
Inoltre, nel piccolo ruolo di un inserviente delle pulizie, compare il mai dimenticato Dick Miller, pupillo di Roger Corman (e John Dante) qui nelle vesti di produttore esecutivo qui omaggiato anche nella scena in cui Ferdy e Allison guardano in tv "L'attacco dei granchi giganti" diretto proprio dal regista di Detroit.


Bene, sperando di aver chiudo in maniera degna anche questa stagione di "Notte Horror" non mi resta che salutarvi e darvi l'arrivederci a l'anno prossimo. Buoni incubi e buon autunno a tutti, 


















martedì 12 settembre 2023

Non aprite quel cancello (1987) - Notte Horror 2023: Decima Edizione

 Non c'è estate senza "Notte Horror" per cui, come da diversi anni a questa parte, anche quest'estate la solita cricca di blogger appassionati del genere si è ritrovata per recensire e discutere film di oggi e di ieri.
Questa, inoltre, è stata un'edizione speciale, in quanto è stata la numero dieci e il sottoscritto ha avuto l'onore e l'onere di chiudere i giochi, con un film che spero vi possa interessare e incuriosire e dando l'arrivederci all'anno prossimo, per una nuova e ancora più spaventosa rassegna horrorifica.

 

Anche quest'anno ho pescato un film, che seppure piuttosto conosciuto, non è tra quelli più noti e importanti del genere, semmai un piccolo cult, forse meno spaventoso di molti altri, ma che ha, in qualche modo, lasciato il segno negli amanti del cinema horror.

Ecco a voi: "Non aprite quel cancello"

"Non aprite quel cancello" è un film del 1987 del regista ungherese Tibor Takacs che ne ha diretto anche il sequel.
Glen (interpretato da un giovanissimo Stephen Dorff, qui al suo esordio) scopre una buca nel giardino di casa sua e assieme al suo amico Terry vi trova all'interno un geode, che una volta aperto, rilascia delle scritte sul foglio su cui era posato. I due ragazzini leggeranno quelle scritte, non sapendo che così apriranno un portale che permetterà a spaventosi demoni di arrivare sulla terra.



 "Non aprite quel cancello" ("The Gate" in originale) più che un vero e proprio horror è un film fantastico con qualche sfumatura horror, ma adatta a tutta la famiglia. Infatti, originariamente, la pellicola doveva essere diretta dallo sceneggiatore Michael Nankin, che aveva ideato uno script più spaventoso e violento, con diverse morti, ma la casa di produzione decise di far riscrivere la sceneggiatura allo stesso Nankin, adattandola ad un pubblico più ampio e passò la regia a Takacs che comunque fece un buon lavoro. 

Certo il film visto con gli occhi di bambino fa un altro effetto e qualche brivido in più lo mette addosso, ma tutto sommato anche così la pellicola è abbastanza godibile, grazie ad una regia di mestiere e a degli ottimi effetti speciali, che seppure oggi possano risultare datati, sono sicuramente efficaci e migliori di tanta porcheria che si vede oggi.
La pellicola parte lentamente e per tutta la prima parte non accade molto anche se qualche piccolo brivido non manca, ma è solo dopo quarantacinque minuti che compaiono i primi demoni e da quel momento il film si scatena in tutto il suo potenziale spaventoso.



Bisogna ammettere che la sceneggiatura pesca a piene mani da tutti gli stereotipi horror degli anni ottanta dal giovane protagonista (con la passione per i razzi spaziali) che ha un rapporto conflittuale con la sorella maggiore, all'amico "nerd" appassionata di musica rock al disco con messaggi subliminali se fatto girare al contrario e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia il fatto che l'idea e i mostri siano un evidente riferimento a quel gran genio di H.P. Lovecraft non può che essere un valore aggiunto al film.

Va invece sottolineata la furbata degli adattatori italiani che, come andava di moda all'epoca, hanno tradotto un semplice "The Gate" in "Non aprite quel cancello" in modo di collegarlo con la serie di film di successo di "Non aprite quella porta".




Come più volte già ripetuto uno dei punti di forza sono gli ottimi effetti speciali; ad esempio i piccoli mostri sono in realtà persone in carne e ossa con un costume che grazie ad abili inquadrature e prospettive risultano minuscoli, mentre il demone finale è stato realizzato in stop-motion che non può non ricordare i lavori di Ray Harryhausen.

Bene, non mi resta che salutarvi e ricordarvi di recuperare tutte le altre recensioni che troverete nel bannerone qui di seguito. Arrivederci al prossimo anno.






martedì 26 luglio 2022

Notte Horror 2022 - Pesce d'Aprile (1986)

Care amebe putrescenti, ormai come da tradizione decennale, anche quest'anno i blogger più oscuri della rete tornano a mettere qualche brivido a torrida stagione calda. Del resto che estate sarebbe senza "Notte Horror"?
Prima di proseguire con la recensione del film scelto per questa edizione vi ricordo di recuperare gli appuntamenti con gli altri blogger delle scorse settimane e con quelli a seguire a partire da Lucius Etruscus e il suo Zinefilo che più tardi parlerà del secondo capitolo della saga di Darkman.





Il titolo che invece ho selezionato io è "Pesce d'aprile" del 1986 diretto da Fred Walton, un film che, probabilmente, non molti ricorderanno; del resto tra i molti slasher dell'epoca, questo non è certo tra i più memorabili. Eppure qualcosa di interessante c'è, ma come al solito partiamo con la trama:

Muffy St. John decide di invitare alcuni suoi compagni, per festeggiare le vacanze di primavera, nel fine settimana che precede il Primo d'Aprile, su un'isola dove si trova la tenuta che ha appena ereditato. Il weekend parte all'insegna dell'allegria, nonostante un incidente iniziale, del divertimento e degli scherzi, ma ben presto i ragazzi dovranno fare i conti con uno spietato killer intenzionato a farli fuori uno alla volta.



Insomma anche il soggetto non è certo tra i più originali, ma è nello svilupparsi della vicenda che il film ha uno dei suoi punti di forza, perché se la storia è tra le più abusate e la parte puramente slasher è piuttosto debole, i personaggi, per quanto stereotipati, hanno un loro spessore e l'evolversi degli eventi è comunque interessante.

Buona la regia di Fred Walton che dirige con mestiere e riesce a portare a casa un buon prodotto, forse perfino sottovalutato, proprio perché spacciato per slasher puro, quando in realtà il film viaggia su altri binari, ma ciò si capisce soltanto alla fine, con quel doppio colpo di scena che sorprende lo spettatore, ma chiarisce anche il perché si vede così poco sangue.
Del resto, lo stesso Walton ebbe a dire: "La tragedia, credo, o la grande delusione è stata che la Paramount non sapeva come pubblicarlo se non come tipico film slasher. Quindi la maggior parte del pubblico si aspettava di vedere qualcosa che loro non stavano andando a vedere".
Va detto che i produttori del film sono gli stessi di alcuni dei sequel di "Venerdì 13" per cui, probabilmente cercarono di ripetere il successo della saga di Jason Voorhees, senza però riuscirci e danneggiando invece il lavoro di Walton.




Volendo azzardare un po', nella pellicola si può vedere, dato il soggetto, una sorte di "Scream" ante litteram, certo molto più soft e meno raffinato, ma che in qualche modo anticipa il linguaggio meta cinematografico dell'opera di Craven e di altri film più moderni.

Il cast è composto da attori più o meno noti e tutto sommato se la cava. Amy Steel, che qui interpreta Kit, è stata scelta su suggerimento del produttore Frank Mancuso Jr, dopo che questa aveva partecipato a "Venerdì 13 - L'assassino ti siede accanto", mentre Thomas F. Wilson (Arch) è noto soprattutto per il suo ruolo di Biff nella saga di "Ritorno al futuro"




Attenzione seguiranno possibili spoiler:
Secondo le intenzioni del regista, il film sarebbe dovuto finire con Skip che torna all'isola dopo che tutti sono partiti e uccide la sorella per tenersi tutta l'eredità, ma la produzione ha voluto un finale meno cattivo. Un finale simile, compare invece nel romanzo di Jeff Rovin che accompagnava il film nell'uscita nelle sale.

"April fool's day" è stato anche il titolo di lavorazione di un altro film dell'epoca, vale a dire "Jolly Killer", ma quando i produttori si accorsero che che la Paramout stava uscendo con una pellicola con il medesimo titolo, lo cambiarono in "Slaughter High"



Nel 2008 ne è stato prodotto un remake, uscito direttamente in dvd, che non ho avuto modo di vedere, ma di cui non si parla un granché bene

Il mio consiglio è dunque di recuperare sicuramente questo film, ma di essere consapevoli che ci si trova di fronte ad uno slasher atipico, con poco sangue, ma con molte buone idee e un finale che vi sorprenderà, in un modo o in un altro.





lunedì 4 aprile 2022

Mom and Dad (2017)

 All'uscita del film, avevo letto da qualche parte, non ricordo dove, recensioni positive per cui appena possibile l'ho recuperato  con curiosità. Ora mi chiedo, ma quelli a cui è piaciuto, cos'hanno visto?
Ok, de gustibus eccetera, eccetera, ma io l'ho trovato veramente brutto e ridicolo, che certo non aveva un grande budget, ma il problema non è lì, è proprio la sceneggiatura, il montaggio e la regia che sono inguardabili, per non parlare della recitazione, in particolare quella di Nicolas Kim Coppola è surreale e sopra le righe.




Andiamo però in ordine. Trama: In una cittadina americana, un'improvvisa follia collettiva colpisce tutti i genitori che tenteranno in ogni modo di far fuori la propria prole. Un'adolescente e il suo fratellino dovranno sopravvivere alla furia di mamma e papà.

L'idea in sé era buona e con quella giusta cattiveria da rendere il film deliziosamente interessante; ma poi viene tutto sprecato da una regia e una recitazione da principianti.
A leggera la trama, il pensiero mi era andato a quel piccolo gioiello che è "Ma come si può uccidere un bambino?"(ma anche al buon "The Children") con il rovesciamento dei ruoli, ma dopo meno dieci minuti di visione si capisce che non solo non si sta giocando nello stesso campionato, ma proprio a due giochi completamente diversi.



Quello che fa incazzare è che il film ha un ottimo incipit e quindi nei primi secondi ti illudi, ma subito dopo i titoli di testa tutto crolla inesorabilmente.

Innanzitutto i bambini, per i quali dovresti fare il tifo, sono talmente antipatici che pensi: "ma sì spaccagli la testa a quei deficienti!". 
Non dico che avrebbero dovuto essere due angioletti da commedia zuccherosa, ma almeno creare un po' di empatia, no?
Poi i personaggi tagliati con l'accetta (scusate il gioco di parole): la madre (Selma Blair) stressata e frustrata che cerca di recuperare il rapporto con la figlia adolescente che nemmeno la calcola; il padre (Nicolas Cage) anche lui stanco e con la crisi di mezz'età, che rimpiange la libertà giovanile.
Anche il personaggio della domestica è stereotipato e finisce col diventare una ridicola macchietta, vanificando una delle poche scene (quasi) riuscite del film.




Ho già parlato della recitazione di Nicolas Cage, ma vale la pena tornarci su un attimo per sottolineare quanto quest'attore sia ormai la presa in giro di se stesso: urla, piange, sbraita, si agita tutto in maniera eccessiva e ridicola raggiungendo uno dei livelli più bassi della sua carriera (e questo è tutto dire).

C'è poi una sceneggiatura scritta malissimo, basti pensare ai ridicoli flashback di Cage, che dovrebbero servire a dare una tridimensionalità al suo personaggio e invece lo rendono solo più grottesco e assurdo (vedi il ricordo con l'auto e quello del dialogo con il figlio).
L'unica cosa spaventosa del film sono le parole del nipote del "buon" Nick che preventivato un sequel del film, che fortunatamente non c'è ancora stato.



Concludendo, siamo difronte all'ennesimo film dal potenziale sprecato da una regia regia sbagliata e da una recitazione pessima. Il mio consiglio è quello di cercare le emozioni altrove, ma se proprio volete vederlo, almeno non fatevi nessuna illusione.



lunedì 20 settembre 2021

Joker (2019)

 "Una risata vi seppellirà", recitava una vecchia frase attribuita all'anarchico Bakunin e poi apparsa sui muri parigini del '68 e quasi un decennio dopo in Italia durante le proteste studentesche e politiche della seconda metà degli anni 70, prima degli anni di piombo. E proprio questo motto, potrebbe essere la perfetta frase di lancio di "Joker" di Todd Philips.


Arthur Fleck è un pover'uomo, sconfitto dalla vita, che vive con la madre malata, della quale si prende cura con amoroso affetto, che sogna di diventare cabarettista, ma che si deve accontentare di fare il clown per un agenzia di intrattenimento. Affetto da una forte depressione, Arthur soffre di un particolare disturbo che fa si che egli scoppi in fragorose e incontrollabili risate, specie in momenti poco opportuni e di forte tensione. Dopo una serie di batoste che lo spingono sempre più a fondo, Arthur raggiunge il punto di non ritorno e lentamente inizia la sua trasformazione in Jocker, quello che poi sarà l'acerrimo nemico di Batman.


Checché se ne dica "Joker" è un cinecomic, certamente ben confezionato e che punta più sulla drammaticità del personaggio e sul messaggio sociale, per quanto non nuovo e stra-abusato, che sulla parte action, qui quasi del tu assente, ma che è comunque figlio del mondo delle nuvole parlanti, dalle quali attinge a piene mani, così come dal mondo dei cinecomics.
Un cinecomic più adulto dunque, grazie anche al personaggio stesso, che non avendo delle origini ben chiare, permette di scrivere storie più interessanti.



Philips scrive una sceneggiatura efficace, certamente non particolarmente originale (del resto la maggior parte dei villains  nascono da uomini comuni che hanno perso la sfida contro la cattiveria della società nei confronti dei più deboli), ma che crea empatia con il protagonista e se si riesce a creare empatia con un personaggio negativo, vuol dire che si è fatto un buon lavoro. 
Da sua stessa ammissione, Philips si è ispirato all'opera di Martin Scorsese e i riferimenti a film come "Toro Scatenato", "Re per una notte" e "Taxi Driver" sono più che evidenti.


Come Travis Bickle, Arthur Fleck è un uomo alienato, che vive ai margini della società, incapace di creare rapporti sociali e che decide di farsi giustizia da solo e come Robert Pupkin cerca una celebrità di cui in realtà non è capace e che otterrà per motivi diversi dalle sue abilità. 

La fisicità di Joaquin Phoenix, la presenza di De Niro nel ruolo dell'anchorman idolatrato da Fleck/Pupkin, sono tutti riferimenti al cinema di Scorsese.


Tuttavia Philips, non so se per scelta voluta o per sua caratteristica professionale, non approfondisce i suoi personaggi a partire dallo stesso Fleck, la cui infanzia abusata è appena accennata e la sua follia è causata da una madre altrettanto pazza e da una società in cui i ricchi sono tutti pezzi di merda e i poveri sono brutti, sporchi e cattivi. Insomma, anche qui i cliché si sprecano.

A dare la giusta spinta al film è l'ottima interpretazione di Joaquin Phoenix, che si cala mente e corpo nel protagonista, arrivando a perdere ben venticinque chili per essere più convincente. Ma del resto non scopriamo qui la sua bravura, no?


Altro punto a favore del film è la rappresentazione di Gotham, una città facilmente riconoscibile (come già aveva fatto Donner con la Metropolis del suo "Superman") e per questo più reale e viva, che contribuisce a sporcare l'atmosfera del film.

In conclusione si può parlare di un gran bel film, con molti pregi e non pochi difetti, che però funziona bene, grazie a qualche bella intuizione del suo autore, ma soprattutto del protagonista che ci regala un altro personaggio iconico che verrà a lungo ricordato.

martedì 31 agosto 2021

Compleanno di sangue (1981) - Notte horror 2021

Anche quest'estate ci ritroviamo qui puntuali, come il Festivalbar e il Mundialito (a chi coglie questa citazione in omaggio un "Cuore di panna" e una "One-o One") per ricordare quel fantastico programma che era "Notte Horror". A farlo la solita cricca di blogger, appassionati di cinema di paura, che pescando per le varie epoche, hanno recensito film spaventosi che hanno fatto la fortuna del genere.
In questa notte di fine agosto il mio articolo segue quello di "In the mood for cinema" che ha parlato di quel gioiello fulciano che è "...e tu vivrai nel terrore - L'aldilà", per cui se non siete ancora passati a leggerlo, correte subito a farlo (oltre a recuperare quelli delle settimane passate se ancora vi mancano).


Per questa edizione ci ho pensato un po' di quale film parlarvi; cercavo un film del periodo '70-'80, che fosse truculento a sufficienza e che non fosse stato ancora recensito nelle edizioni precedenti, per cui, sperando di non essermi sbagliato, la mia scelta è caduta su "Compleanno di sangue".


Per prima cosa però, la trama:
Virginia frequenta un prestigioso college canadese ed è riuscita a entrare nel club dei "Top Ten", di cui fanno parte alcuni dei ragazzi più facoltosi e snob della scuola. La ragazza ha però un passato tormentato, infatti ha perso la madre in un incidente stradale e lei stessa è rimasta gravemente ferita, subendo danni cerebrali per i quali è in cura con tecniche sperimentali. Mentre si avvicina il giorno del diciottesimo compleanno di Virginia, un misterioso assassino comincia a mietere vittime tra i membri dei "Top Ten" e la prima sospettata è la stessa Virginia, ma sarà veramente così?


"Compleanno di sangue" è un film del 1981 che fa parte di quelli slasher-horror, nati in seguito a pellicole di successo come "Black Christmas - Un Natale rosso sangue" (guarda caso un altro horror canadese), ma ancor di più "Halloween" di John Carpenter e "Venerdì 13" uscito solo pochi mesi prima della fine delle riprese di questo.
Il film pur non essendo un capolavoro del genere, si eleva sicuramente sopra la media dei tanti film simili, sia grazie ad una sceneggiatura non banale e con un'interessante tematica di fondo, sia per la buona mano di J. Lee Thompson, regista forse non memorabile, ma che ha diretto quel capolavoro che è "Il promontorio della paura".

Quello che è uno dei punti forti del film, ne è anche uno di quelli deboli, infatti la sceneggiatura, pur essendo di un buon spessore psicologico, è anche un po' troppo confusa, forse a causa di quei continui flashback e a tutti quegli spiegoni che ne inficiano la semplicità. In realtà la sceneggiatura è stata più volte presa in mano, anche poco prima delle riprese, cosa che si nota soprattutto sul finale che avrebbe dovuto essere diverso da quello poi filmato. Una soluzione sarebbe stata accorciare la pellicola di qualche decina di minuti, infatti quelle quasi due ore sono un po' troppe e certamente togliendo qualche minuto il film ne avrebbe giovato.


La pellicola è comunque un prodotto di tutto rispetto, con una tensione palpabile e con buoni effetti truculenti (si dice che Thompson abbia gettato diversi secchi di sangue sul set, per rendere più gore l'effetto sullo schermo),
Non male anche il cast che conta tra gli altri Glenn Ford, vecchia gloria di Hollywood e ormai relegato a ruoli di secondo piano come quello di Jonathan Kent nel "Superman" del compianto Richard Donner, nel ruolo del dottor Faraday, che però pare non fosse molto entusiasta del ruolo e che sia stato indisponente per tutta la durata delle riprese. 
Virginia è invece interpretata da quella Melissa Sue Anderson divenuta celebre nei panni di Mary Ingalls nel telefilm "La casa nella prateria".


Dunque, se vi piacciono gli horror slasher, le trame non banali con diversi colpi di scena, questo è un film che no dovete farvi scappare e che potrebbe piacevolmente sorprendervi, magari da vedere in occasione del vostro compleanno, davanti ad una buona fetta di torta.





sabato 31 ottobre 2020

Cattivi bambini 2 - Un Halloween con la Geek League

 Anche quest'anno gli amici della Geek League si riuniscono per festeggiare Halloween tutti assieme, ognuno a suo modo, tra cinema, libri, fumetti e musica, ma tutti all'insegna dell'orrore e della paura.
Per quanto mi riguarda ho deciso di continuare con la tematica dedicata ai bambini nel cinema horror, di cui avevo già parlato QUI.

Ecco dunque, Cattivi Bambini 2


SUSPENSE (1961)

Miss Giddens viene assunta come istitutrice da un ricco uomo d'affari per occuparsi dei suoi nipoti, Flora e Miles, ma dopo un primo iniziale entusiasmo, la donna scoprirà che c'è qualcosa di sinistro che avvolge l'abitazione e i due bambini. Infatti la precedente istitutrice e il giardiniere, che avevano intrecciato una relazione coinvolgendo anche i bambini, sono morti in circostanze misteriose. 
Miss Giddens comincerà a sospettare che i due fratellini siano posseduti dagli spiriti dei due amanti e in particolare Miles, dato che il ragazzino ha cominciato ad avere atteggiamenti sempre più negativi e scorretti.
Tratto da "Il giro di vite" di Henry James, Jack Clayton ("Il Grande Gatsby", "Qualcosa di sinistro sta per accadere") dirige un film dalla tensione palpabile, mantenendo l'ambiguità del racconto di James, grazie anche ad un abile sceneggiatura a cui ha collaborato anche Truman Capote.
Il film ha avuto diversi riconoscimenti tra cui, nel 1962, il Premio Edgard Allan Poe, proprio per la migliore sceneggiatura.



ORPHAN (2009)

Dopo che la loro terzogenita nasce priva di vita, il rapporto tra Kate e John Coleman entra in crisi, anche perché la donna, scossa dalla recente perdita, inizia ad abusare di alcool.
Per superare questo difficile momento, la coppia decide di adottare una bambina al locale orfanotrofio.
Qui vengono subito conquistati da Esther, una dolce bambina russa, amante della pittura. 
Una volta arrivata a casa dei suoi genitori adottivi, Esther viene accolta in maniera differente dai due fratelli; mentre la piccola Max si affeziona subito alla nuova sorella, Daniel, il primogenito di John e Kate, rimane freddo e distaccato.
Un po' alla volta però, Esther comincia a manifestare comportamenti violenti e poco appropriati per una bambina della sua età, di cui sembra accorgersi solo Kate.
Fatti inquietanti attorno a Esther e alla sua famiglia si fanno sempre più frequenti, fino a quando indagando sulle origini della bambina, Kate scoprirà la spaventosa verità che porterà al drammatico finale.
Il film, basato su fatti reali, ha avuto un buon successo di critica e pubblico, ma a me non ha particolarmente entusiasmato, lasciandomi invece freddo e indifferente.
Va segnalato che invece le associazioni per le adozioni di diverse parti del mondo hanno duramente contestato il film, arrivando a chiedere il boicottaggio da parte del pubblico.



MILO (1998)

In una cittadina della provincia americana cinque bambine (Claire, Abigail, Marian, Ruth e May) stanno giocando nel giardino della scuola quando vengono avvicinate da uno Milo, uno strano bambino dall'impermeabile giallo che gira sempre con la sua bicicletta. 
Milo invita le cinque amiche a casa sua, dove suo padre fa il medico abortista, con la scusa di vedere alcuni feti morti, ma in cambio chiede di visitare una di loro. Ad accettare la richiesta sarà May, la quale verrà brutalmente uccisa da Milo che poi tenterà di accoltellare anche Claire.
Molti anni dopo, Claire ormai adulta fa la supplente in un liceo e quando viene a sapere che Ruth si sta per sposare, per cui fa ritorno alla sua città natale. Qui strani omicidi riconducono agli avvenimenti del passato e fanno pensare a Claire che Milo sia ancora vivo, nonostante il suo cadavere sia stato ritrovato lungo la riva di un fiume, e che voglia uccidere lei e le sue amiche.
Buon horror, in cui abbondano le scene violente e sanguinolente, cosa che ha fatto si che la pellicola abbia un visto di censura ovunque sia stato distribuito,



THE CHILDREN (2008)

Due sorelle, che hanno tra loro un rapporto difficile, decidono di risolvere le problematiche passando il periodo natalizio assieme, accompagnate dalle rispettive famiglie, in un isolato cottage di montagna, immerso nella neve. Un po' alla volta, gli spazi chiusi e l'isolamento e le incomprensioni sopite, danno via a faide interne sempre più accese. Il peggio però avviene quando, dopo quella che sembra essere solo una banale influenza, i bambini si ribellano agli adulti, diventando veri e propri strumenti di morte e gli adulti, incapaci a difendersi, non potranno che subire la feroce rivolta dei loro figli.
Tom Shankland dirige un ottimo film, ricco di tensione e di momenti disturbanti, che pur rifacendosi a molte altre pellicole con protagonisti bambini malvagi ("Ma come si può uccidere un bambino" e "Grano rosso sangue" su tutti), riesce a conferire una certa originalità alla sua opera, soprattutto grazie ad una malsana atmosfera che si respira per tutta la durata del film, che inoltre non rifugge qualche sequenza davvero dura.



BABY KILLER (1974)

Frank e Lenore dopo diversi anni in cui non avevano voluto avere altri figli, oltre al primogenito Chris, e durante i quali la donna aveva preso contracettivi orali, decidono di avere un secondo bambino.
Quando però viene al mondo, il piccolo ha le sembianze di un'orrenda creatura dotata di zanne e artigli che uno dei medici tenta di sopprimere, venendo però ucciso, insieme agli altri dottori e infermieri, dallo stesso neonato, che però risparmia la madre.
Una volta scoperta la terribile carneficina, comincerà una caccia al mostro, che nella sua fuga ha ucciso molte altre persone, a cui parteciperanno, oltre alla polizia, anche il medico che ha prescritto gli anticoncezionali a Lenore e da cui dipendono probabilmente le deformazioni del bambino e Frank che non accetta come suo tale creatura.
Tuttavia dopo uno scontro presso l'abitazione della coppia, la caccia prosegue nelle fogne, dove però Frank scopre di voler bene al bambino, ma una volta uscito ad aspettarlo ci sono la polizia e il dottore, pronti ad eliminare il pericolo baby killer.
Cult di Larry Cohen che dopo anni dalla sua uscita, continua a spaventare e disturbare gli spettatori.



EDEN LAKE (2008)

Steve e Jenny decidono di trascorrere un romantico weekend in riva ad uno splendido lago circondato da boschi, ma i loro sogni vanno subito in fumo, quando incontrano dei ragazzini del luogo, che si divertono a bullizzare e a provocare la coppia. 
I ragazzi si rivelano presto essere ben più aggressivi e crudeli di quanto i due credevano, infatti Steve e Jenny verranno catturati e torturati dai piccoli criminali e in particolare dal loro capo Brett. 
Dopo essere riusciti a fuggire una prima volta, la coppia verrà nuovamente catturata, ma stavolta, dopo che la gang ha dato loro alle fiamme, solo Jenny si salverà fuggendo un'altra volta. Nel frattempo Brett non esiterà ad uccidere due dei suoi amici nel tentativo di convincere la donna a tornare indietro che invece continuerà la sua fuga, arrivando a sua volta a far fuori un paio dei suoi aguzzini.
Una volta arrivata in città, Jenny verrà soccorsa da alcuni adulti che si scopriranno essere i genitori dei giovani teppisti e che non si riveleranno essere diversi dai loro figli. 
Film duro, ispirato a fatti reali, legati alle baby gangs, che tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo minuto. Il contesto sociale è quello delle cittadine di provincia, chiuse e abitate da famiglie disagiate in cui domina la violenza domestica, violenza che i ragazzini assorbono e poi replicano. 
Ottima la regia claustrofobica e che tiene desta l'attenzione dello spettatore fino alla fine.



IL RESPIRO DEL DIAVOLO (2007)

Quando Max, ex malvivente che ha deciso di mettersi sulla retta via, vede rifiutarsi dalla banca l'ennesima richiesta di prestito, accetta di partecipare ad un ultimo colpo sperando di ottenere i soldi per aprire un ristorante con la sua fidanzata Roxanne.
La proposta è quella di rapire il figlio di otto anni di una facoltosa coppia e chiederne il riscatto. Inizialmente tutto procede per il verso giusto, ma poi, nella baita nella quale i rapitori si sono nascosti, cominciano a verificarsi fatti inquietanti e Max e i suoi amici si scontreranno l'uno con l'altro.
A quel punto capiranno che il ragazzino che hanno rapito, nasconde un lato oscuro e demoniaco.
Il film non è certo un capolavoro, ma è comunque un buon film, che mantiene una buona tensione per quasi l'intera durata della pellicola, peccato per il finale che  butta tutto in vacca.



THEM (2006)

Clementine e il marito Lucas si trasferiscono in un piccolo centro rurale vicino a Bucarest, dove lei deve iniziare ad insegnare in una scuola elementare, mentre lui porta avanti al sua attività di scrittore.
La loro casa è piuttosto isolata e una notte vengono svegliati da alcuni rumori, ma una volta scesi in giardino riusciranno soltanto a vedere qualcuno che si allontana sulla loro auto. La coppia tenterà di chiamare i soccorsi, ma presto i loro assalitori li isoleranno tagliando la corrente e il telefono.
Clementine e Lucas proveranno a rifugiarsi in casa, ma scopriranno che anche i misteriosi ospiti si nascondono lì dentro e che questi non sono altro che bambini. Dopo un lungo scontro durato tutta la notte saranno proprio i ragazzini ad avere la meglio e far fuori la coppia.
Film interessante e ben diretto, che la produzione ha voluta far risalire ad una vicenda realmente accaduta, quando in realtà è soltanto una leggenda metropolitana della Repubblica Ceca.



IL NASTRO BIANCO (2009)

In un villaggio della Germania protestante, alle soglie della prima guerra mondiale, alcuni strani e inquietanti incidenti sconvolgono la pace della piccola comunità. Soltanto il maestro della locale scuola ha qualche sospetto.
Film girato in un angosciante bianco e nero e in cui Michael Haneke, il regista, ci conduce fino alle radici dell'odio che sarà il seme del futuro nazismo.
Come in quasi tutti i suoi film. al regista austriaco non interessa trovare il colpevole, ma preferisce esaminare i rapporti umani che poi portano alle conseguenze mostrate.
Film pessimistico (come nella maggior parte delle opere di Haneke), reso ancora più angosciante dalla totale assenza di un commento sonoro.
Non una pellicola semplice, ma se già conoscete Haneke, allora forse potrete apprezzare il film in tutte le sue due ore e mezzo di durata.



BRIGHTBURN - L'ANGELO DEL MALE (2019)

Tori e Kyle vivono a Brightburn e da molto tempo stanno provando ad avere un figlio, ma a causa di problemi di fertilità non riescono a concepirlo. Una notte, nei pressi della fattoria, si schianto una navicella spaziale con a bordo un bambino, che la coppia decide di tenere e adottare chiamandolo Brandon. 
Quando compie dodici anni, il ragazzino scopre di avere una forza sovrumana e sente delle strane voci nella sua testa che lo conducono verso l'astronave sulla quale è arrivato, nascosta nel fienile.
Un po' alla volta comincerà ad avere atteggiamenti sempre più violenti e irrispettosi, anche nei confronti dei suoi genitori. Quando poi, misteriosi incidenti cominciano ad accadere alle persone accanto a Brandon, Tori e Kyle saranno costretti a fare i conti con la vera natura di loro figlio, che conscio ormai delle sue capacità porterà paura e morte per il mondo.
Film interessante, tra horror e fantascienza in cui viene ribaltata la figura del supereroe buono che viene da un altro mondo per aiutare i terrestri,
Già poco dopo la sua uscita, si è cominciato a parlare di possibili sequel, creando un universo Brightburn.



martedì 1 settembre 2020

Notte Horror 2020 - Unico indizio la luna piena (1985)

Come ogni estate, da sette anni a questa parte, il solito manipolo di blogger si riunisce per ricordare Zio Tibia e le Notti Horror che ci hanno spaventato e tenuto compagnia quando eravamo ragazzini. 
E per questa mia quinta partecipazione ho deciso di parlare del film "Unico indizio la luna piena"; recensione che chiuderà la lunga rassegna iniziata il 7 luglio (alla fine dell'articolo troverete il bannerone con le indicazioni per recuperare le altre recensioni).


Gli anni 80 furono un decennio fortunato per i licantropi cinematografici; infatti dopo i bellissimi "L'ululato" di Joe Dante e "Un lupo mannaro americano a Londra" di John Landis e il buon "In compagnia dei lupi" di Neil Jordan, nel 1985 esce nelle sale americane (in Italia arrivò nel marzo 1986) "Unico indizio la luna piena", film basato su un romanzo breve di Stephen King.



Siamo a Tarker's Mills, nel Maine, quando, nella primavera del 1976, inizia una serie di brutali omicidi  che sconvolge la piccola comunità.
Il primo assassinio viene scambiato per un casuale incidente, ma dato che le morti continuano, gli abitanti della cittadina, convinti che la polizia sia quanto meno impotente, se non addirittura incapace di catturare l'efferato killer, si organizzano per trovarlo da soli.
L'unico a intuire che il mostro possa essere un essere soprannaturale è il giovane Marty Coslaw (Corey Haim), costretto su una sedia a rotelle. Una sera, il ragazzino, esce di casa, violando il coprifuoco imposto dallo sceriffo, con la sua nuova sedia motorizzata, chiamata "Silver Bullet" (da qui il titolo originale del film), regalata dall'amato zio Red (Gary Busey), per far esplodere alcuni fuochi artificiali, (altro dono dello zio) dato che lo spettacolo pirotecnico è stato annullato a causa degli omicidi.



E' proprio in quest'occasione che Marty si troverà faccia a faccia con il lupo mannaro che cercherà di ucciderlo. Fortunatamente egli riuscirà a sfuggirgli e a ferirlo ad un'occhio con uno dei razzi artificiali.
Naturalmente nessuno crede alle parole di Marty, tranne la sorella maggiore, Jane, che ha con il fratello un rapporto di amore/odio, poiché costui è più "coccolato" per la sua disabilità e per la giovane età.
Jane comincerà così a girare per la città in cerca di un uomo con un occhio ferito, ma quando arrivata quasi alla fine della sua ricerca, ancora  non ha trovato nessuno con qualche tipo di menomazione oculare, penserà all'ennesimo scherzo di Marty. Tuttavia è proprio nell'ultima persona a cui fa visita che troverà il mostro sotto sembianze umane, ovvero il reverendo Lowe.


I due ragazzi sanno che non saranno mai creduti per cui decidono di mandare alcune lettere anonime a Lowe, consigliandogli di suicidarsi, data la sua natura demoniaca.
Il reverendo non ci mette molto a capire chi sono i mandanti di quelle lettere e si metterà sulle loro tracce dando loro la caccia.
Solo questo punto, Marty e la sorella si confideranno con lo zio Red, che inizialmente, come tutti gli altri, non crederà alle loro parole, ma data la loro insistenza accetterà di recarsi dalla polizia per far controllare il reverendo. 


Quando anche lo sceriffo scomparirà, all'uomo non rimane che credere alle parole del nipote e gli procurerà una pallottola d'argento. Alla successiva notte di luna piena, con i genitori di Marty fuori di casa, il ragazzino, assieme alla sorella e allo zio, attenderanno l'arrivo del lupo, che infatti farà irruzione nell'abitazione per uccidere tutti. Sarà proprio Marty, che grazie alla sua pallottola d'argento, ucciderà il mostro, liberando la città dal terribile incubo.


Alla sua uscita, la critica specializzata, sia la critica specializzata che il pubblico si sono suddivisi abbastanza equamente sull'opera prima di Daniel Attias
Per quanto mi riguarda lo giudico un buon film, che ha certamente molti difetti, ma che mi diverte e appassiona ogni volta che lo vedo.
Bisogna dire che la pellicola ha avuto una produzione travagliata e non semplice:
come già detto, la pellicola è tratta da un romanzo breve di Stephen King, che inizialmente avrebbe dovuto uscire sotto forma di calendario, con un capitolo e un'illustrazione per ogni mese dell'anno, tuttavia questo limite stava stretto all'autore di Bangor, il quale decise di allungare la trama e di farne, appunto, un racconto lungo. 
L'editore che aveva proposto il progetto a King ne fu entusiasta e nel 1983 uscì in edizione limitata "Cyrcle of werewolf" con illustrazioni di Berni Wrightson.



Qualche tempo dopo, Dino De Laurentis acquisì i diritti dell'opera e contatto King per scriverne la sceneggiatura e Don Coscarelli ("Fantasmi", "Kaan principe guerriero"...) per dirigere il film. Tuttavia a seguito di alcuni problemi di lavorazione la regia passò nelle mani dell'esordiente Attias.
Altre problematiche furono quelle relative alla realizzazione della creatura, affidata a Carlo Rambaldi, che non soddisfò per nulla (non a torto) De Laurentis.
Alla fine però il film venne realizzato e uscì nelle sale americane l'ottobre del 1985, solo sei mesi dopo l'uscita regolare del romanzo.

Una delle critiche più ricorrenti al film è che i personaggi sono poco sfaccettati e mal curati, ma se si considera che anche nel romanzo, lo stesso King non ha potuto sviluppare molto i suoi protagonisti, data la natura dell'opera, direi che questi non sono riusciti per niente male, anzi nella loro semplicità risultano comunque "vivi" e credibili. Inoltre in quest'opera si possono riconoscere molti personaggi "tipo" del maestro del brivido, seppure in parte diversi tra romanzo e film; troviamo infatti la donna goffa e bruttina, il padre ubriacone e violento, gli adulti, quasi tutti assenti e che non capiscono i figli, il ragazzino protagonista che riesce ad affrontare e vincere le forze del male e così via.

Inoltre Attias riesce a conferire una buona tensione a tutto il film. con degli omicidi ben confezionati (soprattutto i primi due) e alcuni momenti davvero inquietanti, che assieme ad un ritmo rapido e conciso rendono il film perfettamente godibile.


Vera pecca del film è invece proprio la realizzazione del mostro, che seppure nelle abili mani di Rambaldi, è decisamente non riuscito; infatti più che un lupo, la creatura sembra un brutto orsacchiotto.
Fortunatamente questa, a parte il finale, si vede di rado e rapidamente e in queste occasioni si salva grazie a degli omicidi ben realizzati.

Bravi anche tutti i protagonisti e in particolare il simpatico Gary Busey ("Un mercoledì da leoni", "Arma Letale", "Point Break"...) e il giovane e sfortunato Corey Haim, deceduto a causa di abusi di alcol e droghe, che negli anni 80 divenne celebre per aver partecipato a diverse commedie per ragazzi ("Lucas", "Ragazzi perduti"...) e per aver fatto spesso coppia con il coetaneo Corey Feldman, tanto che vennero conosciuti come "i due Corey".

"Unico indizio la luna piena" è, in conclusione, una buona opera d'intrattenimento, tipica dei prodotti degli anni 80, che pur con i suoi difetti riesce a divertire ed appassionare ancora oggi.

Se ancora non lo avete fatto e voleste leggere anche tutte le altre recensioni dell'iniziativa, qui di seguito troverete il calendario per recuperare i link alle pagine.


21 luglio 2020, ore 23: La fabbrica dei sogni (Hemogoblin)
28 luglio 2020, ore 23: Director's cult (Tutti i colori del buio)
4 agosto 2020, ore 23: Il Bollalmanacco di cinema (Demoni 2)
18 agosto 2020, ore 23: In Central Perk (La notte dei morti viventi)
25 agosto 2020, ore 21: Pensieri cannibali (Generazione perfetta)
25 agosto 2020, ore 23: Not Just Movie (Brivido)
1 settembre 2020, ore 21: Redrumia (Dovevi essere morta)
1 settembre 2020, ore 23: La stanza di Gordie (Unico indizio la luna piena)