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martedì 9 settembre 2025

Notte Horror 2025: Supermarket Horror (1986)

 



L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va... Si la premessa non è delle più originali, ma tant'è e dunque, come da diversi anni a questa parte, eccomi a chiudere la "Notte Horror Blogger Edition"L'anno scorso (ormai mi trovo a scrivere quasi esclusivamente solo per questo), parlando di quella piccola perla che è "Ballata Macabra", avevo un po' tradito lo spirito dell'iniziativa che vorrebbe che si parlasse sì di film horror, sì del periodo compreso tra gli anni 70 e gli anni 80, ma anche che fosse una tamarrata per cui quest'anno dopo un'attenta (ma quando mai...) ricerca, sono incappato in questa pellicola che certamente calza a pennello per la definizione "cafonata".



"Ahhh Un robot per le pulizie mi sta inseguendo..."


L'opera di cui vi sto per parlare è: "Supermarket Horror"Il film è un fanta-horror del 1986 da quel gran mestierante di Jim Wynorski, autore di più di settanta film, per lo più horror, thriller ed erotici, alcuni dei quali passati anche per le sale cinematografiche, mentre gli altri direttamente per il circuito direct-to-video.
Quando mi sono approcciato a vedere il film, pensavo raccontasse del classico serial killer, nascosto tra il reparto scatolame e quello detersivi che si divertisse a far fuori ignari commessi e spaventati clienti. Niente di tutto questo: in realtà racconta di un gruppo di ragazzi rimasti chiusi nel centro commerciale dove lavorano per dare una festa e che vengono assediati da tre robot addetti alla sicurezza dei negozi.

"Ehi, ma voi non siete quegli stramaledetti Gremlins..."


"Supermarket horror" ("Chopping Mall" in originale) è un tipico prodotto degli anni 80, a partire dai protagonisti, vestiti e pettinati, come solo in quel periodo poteva piacere, passando per l'ambientazione, le scene di sesso e di nudo, seppure in questo caso piuttosto blande, fino ad arrivare al nemico di turno che in questo caso sono tre robot che sembrano l'incrocio tra Numero 5 di "Corto Circuito", uscito quello stesso anno e il robottino amichevole del telefilm "Riptide". Insomma tutto in questo film "eighties!"

Tornando ai protagonisti, di otto, solo quattro di loro hanno un minimo di caratterizzazione, anche se pure questa molto stereotipata; c'è infatti il tipico mascellone belloccio, sempre con la chewin-gum in bocca; la bellona disinibita; il giovane nerd imbranato e la ragazza timida che sarà quella che salverà la situazione (ops, ho fatto uno spoiler...).
Tutto insieme il gruppo, anche grazie a dialoghi di incredibile banalità, raggiunge livelli di simpatia di una rettoscopia.
Tenete però la pagina dei protagonisti aperta che più tardi ci tornerò.

"Questa è un entrata di scena più epica del T-800"


Uno degli aspetti migliori del film è allo stesso tempo uno dei difetti che gli si ritorce contro: la pellicola, infatti, viaggia su buoni livelli di tensione per tutta la sua durata, quasi senza cali, ma proprio per questo non ci sono colpi di scena, né picchi che alzino il ritmo dando quel qualcosa in più.
Per quanto riguarda gli effetti speciali è meglio soprassedere, probabilmente troppo dozzinali anche per un film dell'epoca.
Eppure, nonostante questi e a molti altri difetti (errori grossolani come pistole a tamburo che sparano ben più dei sei colpi di cui sono dotate o i laser dei robot che mancano clamorosamente il bersaglio a pochi metri da loro e così via...), il film non si può dire che non sia piacevole e ha un suo perché con il suo spirito anni 80 e sicuramente se lo beccassi in tv in una noiosa serata estiva, lo guarderei volentieri, magari sorseggiando una birra fresca, sempre consapevole cosa ho davanti.


"Oh, e la scena più splatter ce la siamo tolta dai piedi..."

Come promesso torniamo a parlare un attimo degli attori: una delle protagoniste (una di quelle che urlano di più e che ti fanno tifare per i robot) è Barbara Crampton, interprete di diversi film horror, tra cui "Re-Animator", di cui ha qui parlato, Solaris, lo scorso 22 luglio.
Inoltre, nel piccolo ruolo di un inserviente delle pulizie, compare il mai dimenticato Dick Miller, pupillo di Roger Corman (e John Dante) qui nelle vesti di produttore esecutivo qui omaggiato anche nella scena in cui Ferdy e Allison guardano in tv "L'attacco dei granchi giganti" diretto proprio dal regista di Detroit.


Bene, sperando di aver chiudo in maniera degna anche questa stagione di "Notte Horror" non mi resta che salutarvi e darvi l'arrivederci a l'anno prossimo. Buoni incubi e buon autunno a tutti, 


















martedì 3 settembre 2024

Notte Horror (2024): Ballata Macabra (1976)

Rieccomi, a quasi un anno dal mio ultimo post. Lavoro e vita famigliare mi tengono molto occupato e trovare il tempo per scrivere, soprattutto considerando i miei tempi, è sempre impegnativo, ma prossimamente cercherò di fare di meglio.

Ora, dopo le non doverose, ma sentite scuse, passiamo alle cose serie (serie si fa per dire, eh...)

Quest'anno la consueta rassegna "Notte Horror", normalmente dalle atmosfere, se non allegre, per lo meno scanzonate e leggere, parte con un velo di tristezza, dato che è dedicata alla nostra amica Laura Stella Bisanti, da tutti conosciuta come Arwen Lynch, scomparsa qualche mese fa. Appassionata di cinema, non solo horror e blogger verace, mancherà a tutti noi.

Buona lettura e buoni brividi a tutti:


Ballata Macabra è un film del 1976, diretto da Dan Curtis, che si inserisce nel filone delle case infestate, anche se a differenza della maggior parte dei titoli di questo sottogenere (al quale ho dedicato un paio di post, QUI e QUI), in cui si parla di case invase da presenze spaventose, qui è la casa stessa a essere malefica

Andiamo però con un po' di trama:

La famiglia Rolf (composta da madre, padre, figlioletto e da una vecchia zia) affitta per un prezzo insignificante, un'antica ed enorme casa vittoriana con piscina, dove passare le vacanze estive. Uniche due richieste da parte dei bizzarri proprietari sono di amare la casa quanto la amano loro, e di occuparsi dell'anziana madre che abita nell'attico (in realtà dovranno limitarsi a portarle da mangiare tre volte al giorno).
Inizialmente le cose sembrano andare bene, ma man mano che passa il tempo, qualcosa di malsano si insinua nella famiglia, portando i personaggi ad allontanarsi l'uno dall'altro fino al drammatico finale.




Questo film l'ho "scoperto", un po' per caso, nei primi anni 2000, durate un turno notturno di lavoro in albergo e da allora non smetto di tesserne le lodi, in quanto lo trovo uno degli horror più riusciti di sempre e penso sia addirittura sottovalutato.

Primo punto di forza di questa pellicola è sicuramente la regia, in cui Dan Curtis dimostra tutto il suo talento e che si può spaventare senza l'uso di costosi effetti speciali o di facili jumpscare.
Curtis è un regista specializzato in prodotti per la televisione (possiamo ricordare il bellissimo Trilogia del terrore su un soggetto di Richard Matheson, a cui spesso il regista ha attinto e co-sceneggiato da William F. Nolan, altro collaboratore assiduo di Curtis), ma sia quando a lavorato per il cinema, sia per il piccolo schermo, ha sempre dato prova di essere un ottimo regista, che sa come muoversi, dove posizionare la macchina da presa, come inserire le musiche e soprattutto che sa gestire perfettamente la tensione.



Il film si apre con alcuni componenti della famiglia che si apprestano a fare un primo sopralluogo della casa dove passeranno la vacanze, conosciamo dunque il Ben Rolf, il padre di famiglia (Oliver Reed), La madre Mirian Rolf (Karen Black) e del figlio David (Lee Montgomery). Qui i protagonisti conosceranno i padroni di casa, i fratelli  Allardyce, (Elileen Heckart e Burgess Meredith) che faranno loro l'allettante offerta. Tuttavia la casa, per quanto bella, è enorme e fatiscente e Ben ha qualche dubbio nel dover gestire una magione così grande, ma la Roz Allardyce, dirà che la casa è in grado di provvedere a se stessa e, inoltre, Mirian sembra già essersi innamorata del posto.
Fin da subito dunque le atmosfere sono grevi e si intuisce che qualcosa di misterioso alleggia tra le mura della villa, grazie anche al sapiente uso delle musiche.


Il secondo atto si apre con la famiglia che arriva a stabilirsi nella casa, e in cui conosciamo anche zia Elizabeth (Bette Davis). Qui cominciamo a conoscere anche la casa, con i suoi ambienti e i suoi misteri; all'inizio sono piccole cose, una pianta appassita che ricomincia lentamente a fiorire, una lampadina bruciata che riprende a funzionare, un piccolo cimitero nascosto nel parco della villa, ma un po' alla volta l'aria malsana che permea la casa comincia a influenzare i suoi ospiti così, mente Mirian è sempre più ossessionata dalla casa stessa e dall'anziana signora che vive nell'attico, gli altri componenti della famiglia sono vittime di incubi, follia, malattie e incidenti.


Come si è potuto notare, uno degli altri punti di forza è sicuramente il grande cast:

Oliver Reed, noto per i suoi ruoli in film a cavallo tra gli anni '60 e '70 prima come caratterista in pellicole hottor della Hammer (Il mostro di Londra, L'implacabile condanna), poi in diversi film diretti da Ken Russell (I Diavoli, Tommy). Peccato che sia stato anche un alcolista e che spesso ciò abbia portato a difficoltà lavorative a scontri con colleghi, Questo suo vizio lo porterà ad una morte prematura a 61 anni, a causa di un infarto avvenuto per una scommessa a chi beveva di più avvenuta durante una delle pause, mentre stava girando Il gladiatore. Peccato di nuovo, perché Reed è stato una delle poche note veramente positive nel film di Ridley Scott.

Karen Black è invece una pupilla di Curtis che l'ha diretta anche nel già citato Trilogia del terrore, ma ha lavorato con molti grandi registi internazionali e italiani, da Coppola a Antonio Margheriti, da Bob Rafelson a Ruggero Deodato, passando per Hitchcock, Altman, Hooper e molti altri.

Di Bette Davis non credo ci sia bisogno di tante presentazioni, una delle attrici più note e importanti di Hollywood, vincitrice di due Oscar e prima donna eletta presidente dell'Accademy.

Burgess Meredith è un altro volto noto sia del piccolo che del grande schermo: se molti lo ricordano per il suo ruolo di Mickey nella saga di Rocky, celebri sono anche le sue interpretazioni nella serie tv di Batman, in cui era il Pinguino, che in diversi episodi de Ai confini della realtà (su tutti va ricordato l'episodio Tempo di leggiere)

Non da meno il resto del cast.


Man mano che si prosegue verso il finale, il film si fa sempre più inquietante e si capisce che non potrà esserci un lieto fine. La scena finale svela ulteriormente qual è la vera natura della casa, se qualcuno non l'avesse capito fino a quel momento e risulta essere tanto angosciante quanto triste.

ll film è tratto dal romazo Burnt Offerings (titolo originale della pellicola) di Robert Marasco (che è stato solo recente tradotto per il mercato italiano) ed è stato spesso accostato ad altri film dello stesso genere che sono venuti dopo come Amityville Horror e Shining. In particolare si mormora che lo Stephen King abbia preso più di qualche ispirazione per il suo romanzo.

Ed eccoci dunque alla fine di questa rassegna, durata quasi tutta l'estate. Se vi siete persi gli altri titoli li potete trovare nel bannerone qui sotto e recuperare online. Ringrazio tutti gli amici che hanno partecipato, l'organizzatore dell'evento Obsidian M. e tutti i nostri lettori e vi saluto con un "all'anno prossimo". Nel frattempo spero di riprendere a scrivere un po' più assiduamente, perché quello che manca non sono le idee, ma il tempo.










martedì 12 settembre 2023

Non aprite quel cancello (1987) - Notte Horror 2023: Decima Edizione

 Non c'è estate senza "Notte Horror" per cui, come da diversi anni a questa parte, anche quest'estate la solita cricca di blogger appassionati del genere si è ritrovata per recensire e discutere film di oggi e di ieri.
Questa, inoltre, è stata un'edizione speciale, in quanto è stata la numero dieci e il sottoscritto ha avuto l'onore e l'onere di chiudere i giochi, con un film che spero vi possa interessare e incuriosire e dando l'arrivederci all'anno prossimo, per una nuova e ancora più spaventosa rassegna horrorifica.

 

Anche quest'anno ho pescato un film, che seppure piuttosto conosciuto, non è tra quelli più noti e importanti del genere, semmai un piccolo cult, forse meno spaventoso di molti altri, ma che ha, in qualche modo, lasciato il segno negli amanti del cinema horror.

Ecco a voi: "Non aprite quel cancello"

"Non aprite quel cancello" è un film del 1987 del regista ungherese Tibor Takacs che ne ha diretto anche il sequel.
Glen (interpretato da un giovanissimo Stephen Dorff, qui al suo esordio) scopre una buca nel giardino di casa sua e assieme al suo amico Terry vi trova all'interno un geode, che una volta aperto, rilascia delle scritte sul foglio su cui era posato. I due ragazzini leggeranno quelle scritte, non sapendo che così apriranno un portale che permetterà a spaventosi demoni di arrivare sulla terra.



 "Non aprite quel cancello" ("The Gate" in originale) più che un vero e proprio horror è un film fantastico con qualche sfumatura horror, ma adatta a tutta la famiglia. Infatti, originariamente, la pellicola doveva essere diretta dallo sceneggiatore Michael Nankin, che aveva ideato uno script più spaventoso e violento, con diverse morti, ma la casa di produzione decise di far riscrivere la sceneggiatura allo stesso Nankin, adattandola ad un pubblico più ampio e passò la regia a Takacs che comunque fece un buon lavoro. 

Certo il film visto con gli occhi di bambino fa un altro effetto e qualche brivido in più lo mette addosso, ma tutto sommato anche così la pellicola è abbastanza godibile, grazie ad una regia di mestiere e a degli ottimi effetti speciali, che seppure oggi possano risultare datati, sono sicuramente efficaci e migliori di tanta porcheria che si vede oggi.
La pellicola parte lentamente e per tutta la prima parte non accade molto anche se qualche piccolo brivido non manca, ma è solo dopo quarantacinque minuti che compaiono i primi demoni e da quel momento il film si scatena in tutto il suo potenziale spaventoso.



Bisogna ammettere che la sceneggiatura pesca a piene mani da tutti gli stereotipi horror degli anni ottanta dal giovane protagonista (con la passione per i razzi spaziali) che ha un rapporto conflittuale con la sorella maggiore, all'amico "nerd" appassionata di musica rock al disco con messaggi subliminali se fatto girare al contrario e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia il fatto che l'idea e i mostri siano un evidente riferimento a quel gran genio di H.P. Lovecraft non può che essere un valore aggiunto al film.

Va invece sottolineata la furbata degli adattatori italiani che, come andava di moda all'epoca, hanno tradotto un semplice "The Gate" in "Non aprite quel cancello" in modo di collegarlo con la serie di film di successo di "Non aprite quella porta".




Come più volte già ripetuto uno dei punti di forza sono gli ottimi effetti speciali; ad esempio i piccoli mostri sono in realtà persone in carne e ossa con un costume che grazie ad abili inquadrature e prospettive risultano minuscoli, mentre il demone finale è stato realizzato in stop-motion che non può non ricordare i lavori di Ray Harryhausen.

Bene, non mi resta che salutarvi e ricordarvi di recuperare tutte le altre recensioni che troverete nel bannerone qui di seguito. Arrivederci al prossimo anno.






giovedì 31 ottobre 2019

Geek League - Hallowgeek: Dylan Dog - Sette anime dannate

L'anno scorso la Geek League si era riunita ad Halloween per parlare di quegli episodi di serie tv, dedicati appunto alla festa più spaventosa dell'anno.
Quest'anno abbiamo invece deciso di dedicare le nostre recensioni al mondo dei fumetti, ma non avendo trovato nulla di ambientato durante la notte di Halloween, sono comunque rimasto nel mondo dell'horror andando a ripescare un vecchio albo dell'Indagatore dell'incubo.
L'albo di cui andrò a parlare è "Sette anime dannate".




"Sette anime dannate" è uscito la prima volta come speciale n°6 nel luglio 1992 e poi più volte ristampato in vari formati, a cui era allegato un volumetto con un avventura completamente dedicata a Groucho, amico e assistente di Dylan Dog.
Soggetto e sceneggiatura sono del papà di Dylan, Tiziano Sclavi, mentre i disegni sono del grandissimo Corrado Roi e ciò fà di questo, uno degli albi più belli tra tutti quelli di Dylan Dog.



La trama è presto detta: Dylan e altri sei personaggi sono invitati da un misterioso anfitrione a Xanador, un'oscura e isolata magione. Ad accogliere gli ospiti però non c'è nessuno, fatta eccezione per alcune marionette manovrate da sottili fili che paiono perdersi nel nulla. Ben presto i sette sventurati che sono stati invitati lì in quanto rappresentanti dei sette vizi capitali e perciò essere puniti e morire.



La storia si rifà direttamente al romanzo di Agatha Christie, "Dieci piccoli indiani" qui tradotto come nell'originale "Ten little niggers" (Dieci piccoli negretti), ma Tiziano Sclavi è un autore tutt'altro che banale e intreccia tematiche tipicamente gialle ad atmosfere horror-gotiche, con punte di commedia nera che affronta con il cinismo proprio di Sclavi, questioni profonde quali la dualità dell'animo umano e le sue debolezze. Ma se da un lato questa duplicità pare ben delineata, almeno dal punto di vista del misterioso padrone di casa, dall'altro bene e male, odio e amore, sesso e morte sono separate da un filo sottile e spesso le due cose si mescolano e sovrappongono.



Questo pensiero è una costante del "primo" Dylan Dog e infatti il suo autore gli fa dire "...da laico, non ho mai considerato, né questa né gli altri, dei peccati...solo comprensibili debolezze umane".
Oltre ad Agatha Christie, Sclavi si diverte a seminare per la storia varie citazioni letterarie e cinematografiche che vanno dall'avaro Scrooge de "Il canto di Natale" di Dickens all'esplosione dell'uomo obeso, riferimento al signor Cresote de "Monty Python - Il senso della vita", passando per rimandi alla Bibbia e al cinema horror classico.
Inoltre l'autore è riuscito ad anticipare di ben tre anni un film come "Seven" con una tematica molto simile.



Come detto a coadiuvare il buon Tiziano, ai disegni troviamo Corrado Roi che qui firma quello che è forse il suo capolavoro; del resto i suoi tratti paiono perfetti per le ambientazioni gotiche della storia.
Le sue figure slanciate, assieme alle strutture vertiginose e assurde del castello, sono tipiche del cinema espressionista tedesco, così come la costruzione dei corridoi, con i suoi giochi di luce e i suoi angoli bui, conferiscono alla magione il ruolo di personaggio, che con la sua malvagità insita in se stessa, ricorda le numerose case stregate del cinema horror di ogni tempo e in particolare di quello degli anni '50 e '60 come "Gli invasati " o "La casa sulla scogliera".
Tuttavia, Roi se la cava bene anche nei momenti più propriamente splatter, con tavole e disegni espliciti, che non lasciano molto spazio a fantasie.



Insomma "Sette anime dannate" è uno di quegli albi che riesce a coniugare alla perfezione storia, sceneggiatura, personaggi e disegni, uno di quegli albi che rimarranno a lungo nella mente e nel cuore dei lettori, grazie anche ad un protagonista forte e fragile contemporaneamente, forse un po' ipocrita, ma che è convinto delle sue idee e fedele ai suoi principi, tanto da non aver paura di sputare in faccia ad un angelo.

Qui di seguito i post degli amici per la Hallogeek:


giovedì 26 settembre 2019

La creatura nel buio - Fine

Eccomi dopo sei mesi dall'ultima pubblicazione a chiudere il mio racconto a puntate che spero che vi sia piaciuto anche solo in parte.
Prima di proseguire con la lettura vi segnalo gli altri capitoli in caso vi mancassero:


PARTE 1, 2, 3, 4, 5, 6



Il lancinante dolore alla spalla lo riportò alla realtà e si accorse che era rimasto svenuto solo qualche secondo. La creatura lo stava ancora tenendo sollevato sopra la scrivania a pochi centimetri dalle sue fetide fauci.
Shirley raggomitolata con suo figlio tra le braccia, stava osservando quella scena impietrita dal terrore, ormai rassegnata a non sopravvivere.
Dalla ferita, il sangue scendeva copioso riversandoglisi sul petto e la fitta costante gli impediva di pensare chiaramente, eppure Edwin sapeva che doveva trovare una soluzione per uccidere il mostro e salvare Shirley e Rupert.
Improvvisamente sgranò gli occhi, ma questa volta non fu per il dolore; qualcosa gli passò per la mente, un'immagine rapida come un battito di ciglia, un ricordo sopito, l'eco di un sogno dimenticato.
La palla, doveva recuperare la palla di Joe Di Maggio. Quando Mr Dunham gliel'aveva regalata molti anni prima, prendendola in mano Ed aveva provato un formicolio al braccio e un brivido lungo la schiena e quasi era svenuto. Al tempo aveva attribuito la cosa all'emozione, ma forse quella palla aveva qualcosa di speciale, qualcosa di magico e ora si trovava sopra il caminetto del salotto.
Ed cercò lo sguardo di sua moglie dall'altro lato della stanza e senza emettere un suono le parlò; le disse quanto la amava e quanto amava il loro bambino, le disse che per lei avrebbe combattuto contro cento mostri, che avrebbe affrontato la morte stessa se fosse stato necessario, ma che in quel preciso momento aveva bisogno del suo aiuto, che doveva farsi forza e che toccava a lei a salvare la sua famiglia.
Sotto il velo di lacrime, gli occhi di Shirley si illuminarono e fece un segno d'assenso a Edwin.
Approfittando del fatto che il mostro fosse concentrato solo su suo marito, la donna afferrò la lampada a stelo accanto al lettino del bambino e usandola come un asta colpì la creatura in pieno volto.
L'essere sibilò, più per la sorpresa che per il dolore, ma tanto bastò per fargli perdere la presa su Ed, che ruzzolò pesante prima sulla scrivania e poi sul pavimento.
Quando si rialzò, Edwin vide che la creatura aveva afferrato Shirley per la gola, si guardò dunque velocemente attorno, poi raccolse un tagliacarte e avventandosi contro il mostro, glielo conficcò in un occhio, permettendo alla donna di liberarsi.
Questa volta l'urlo fu di autentico dolore misto a rabbia, ma Edwin fece in tempo a prendere suo figlio per la vita e a trascinarlo fuori dalla camera, mentre Shirley li seguiva a ruota.
"Andate, porta via Rupert di qua" le ordinò
"Ma.." cercò di obiettare lei
"Vai via!" urlò "Ora non c'è tempo..." poi con un ton un tono più rassicurante possibile aggiunse "ce la farò".
Entrambi sapevano che quella promessa era falsa; non potevano essere sicuri che lui ne sarebbe uscito vivo, ma per permettere a Rupert di salvarsi, l''unica soluzione era scappare in quel preciso istante.
Shirley prese il bambino in braccio e scese per strada voltandosi una sola volta in cerca di suo marito, sperando che lui avesse deciso di seguirla, ma Ed era già corso in salotto per recuperare la palla da baseball,un attimo prima che la creatura uscisse dalla cameretta in cerca della sua preda.
Edwin arrivò in un lampo al caminetto del salotto e afferrò la palla magica proprio quando l'essere lo raggiunse bloccandogli l'unica via d'uscita.
Ora erano solo lui e il mostro e aveva solo un tiro a disposizione per vincere la partita, altrimenti sarebbe stata la fine per tutti.
La creatura lo guardò con l'unico occhio buono che gli era rimasto, quindi gli si fece incontro con un urlo inumano.
Ed strinse la palla tra le dita e mentre caricava il tiro, portando il braccio fin dietro alla spalla dolorante, una sorta di scossa gli percorse l'intero arto e lui seppe che quello era il momento giusto.
Lasciò partire il tiro e fece strike.
La palla si conficcò nell'orbita oculare del mostro, spappolandogli il cervello e facendolo crollare a terra  morto sull'istante.
Edwin si avvicinò cautamente al corpo dell'essere, ma questi non si mosse più. Tuttavia, non ancora convinto, portò il cadavere in garage per farlo a pezzi con il decespugliatore.
Una volta finito, Ed raggiunse Shirley e Rupert che vedendolo arrivare gli corsero incontro per abbracciarlo, abbandona l'aiuto portato dai vicini preoccupati.
Poi si udirono soltanto le sirene dei soccorsi che si stavano avvicinando.

domenica 5 maggio 2019

Le dimore della paura - Seconda parte

Seconda, e per ora ultima parte della raccolta dedicata ai film sulle "case maledette", o meglio su quei film in cui è l'edificio a diventare protagonista, con i suoi segreti e le sue inquietanti presenze.
Comunque, se fossi in voi, preferirei starmene al sicuro in mezzo ad un'oscura foresta, piuttosto di avvicinarmi ad una di queste magioni. Poi non dite che non vi avevo avvertito...


LA CASA SULLA SCOGLIERA:  Durante una vacanza, Roderick Fitzgerald e sua sorella Pamela si innamorano di una villa abbandonata a picco sul mare. Una volta comprata la magione, i due scoprono che questa è abitata da alcuni fantasmi. Per far cessare le inquietanti manifestazioni, i due si rivolgeranno ai vecchi proprietari, scoprendo così gli oscuri segreti che si nascondono tra le mura della villa.
Thriller d'atmosfera, che forse spaventava quando è uscito nel 1944, ma che ora ha perso un po' del suo fascino. Resta comunque un buon film con una trama interessante che tocca varie tematiche.



QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERONorman Boyle, per proseguire gli studi di un suo collega, che si è suicidato dopo aver ammazzato la moglie, si trasferisce con la sua famiglia nella villa che questi aveva affittato. La casa era appartenuta ad un medico pazzo, dove l'uomo conduceva terribili esperimenti sul corpo umano. Bob, il figlio di Boyle, è in contatto con una misteriosa bambina che cercherà di avvertire invano della pericolosità della casa e di quello che vi si nasconde.
Terzo film della "Trilogia della morte"  (dopo "Paura nella città dei morti viventi" e "...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà") diretta dal maestro Lucio Fulci. Forse non il più bel film del regista romano, ma probabilmente il più spaventoso, grazie anche ad una trama più lineare ad un'ottima suspense e agli ottimi effetti splatter.



LA CASA CHE GRONDAVA SANGUE: L'ispettore Holloway di Scotland Yard sta investigando sulla scomparsa di un attore. Per scoprire qualcosa di più si reca alla villa di campagna dove l'attore è stato visto l'ultima volta e qui incontra l'agente immobiliare e i locali agenti di polizia.
L'ispettore apprende che anche altri proprietari precedenti della casa, hanno fatto fini misteriose.
Film a episodi, legati tra di loro dal filo conduttore della "casa maledetta", su sceneggiatura di Robert Bloch (autore di "Psycho") e che vede tra i vari protagonisti alcuni mostri sacri come Peter Cushing e Christopher Lee.



AMITYVILLE HORROR: La famiglia Lutz si trasferisce in una bellissima casa. dove l'anno precedente, il vecchio proprietario aveva sterminato tutti i suoi familiari . Ben presto, strani fenomeni cominciano a manifestarsi nella casa e un prete, amico della famiglia, avverte qualcosa di minaccioso tra le mura dell'abitazione. Le inquietanti presenze fanno sentire la loro influenza su George, il capofamiglia, che tenta di uccidere i suoi figli. Solo l'intervento della moglie salverà i ragazzi e farà tornare in se il marito, ma l'intera famiglia deciderà di abbandonare la casa.
Quando si parla di case stregate, almeno nel mondo del cinema, questo è sicuramente uno dei primi film che vengono in mente. Horror d'atmosfera, sicuramente efficace, che spaventa ancora oggi e che è stato oggetto di un remake e di numerosi sequel.



GLI INVASATI: L'antropologo John Marcway, decide di indagare sulle misteriose presenze che si dice infestino Hill House, una dimora che ha visto diverse morti e in cui pare succedano fatti inquietanti tra le sue mura. Una delle sue assistenti riesce a creare un contatto con la magione e i suoi segreti e solo il suo sacrificio porterà alla scoperta della verità e alla tranquillità della casa.
Horror-thriller d'atmosfera, diretto sapientemente da Robert Wise, che inquieta più che spaventare, in cui fino alla fine, non si sa se quello che accade sia reale o frutto della fantasia dei protagonisti..
Anche per questo film è stato fatto un remake con Liam Neeson, ma che non riesce ad eguagliare l'originale.



CHANGELING: Un musicista, dopo aver perso la moglie e la figlia in un incidente stradale, si trasferisce in una vecchia casa, che scopre essere abitata dal fantasma di un bambino morto settant'anni prima. Investigando su quella morte, l'uomo porterà alla luce pericolosi segreti.
Film che sa fare il suo dovere e tiene lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine.
Curioso che Lamberto Bava ne abbia realizzato un sequel apocrifo di nessun successo.



LA CASA SFUGGITA: Un giornalista e la sua compagna si recano in una casa che è stata teatro di efferati delitti. Ben presto gli orrori del passato si manifesteranno attraverso spaventose allucinazioni  fino a diventare reali.
Gran bel film dell'italiano Ivan Zuccon, tratto da un racconto di Lovecraft, che dirige molto bene una pellicola, che ha sicuramente numerosi difetti, ma anche tantissimi pregi e dimostra come il cinema di genere italiano sia tutt'altro che morto. Ottima fotografia  e buonissimi effetti speciali. Una vera sorpresa.



NON AVER PAURA DEL BUIO: Sally si trasferisce assieme al padre e alla nuova fidanzata di costui, in una villa del 19° secolo  in Rhode Island. La bambina avverte subito che c'è qualcosa di strano nella casa, ma nessuno sembra volerle credere. Sally decide così di scoprire da sola cosa nasconde la casa, trovando una cantina che era rimasta nascosta per centinaia d'anni. Inoltre la ragazzino, involontariamente libererà degli strani esseri che si nutrono dei denti dei bambini.
Film sceneggiato e prodotto da Guillermo Del Toro, probabilmente non memorabile, ma che riesce a creare una notevole tensione, specialmente in alcune sequenze. Comunque consigliato.


giovedì 7 marzo 2019

La creatura nel buio - Sesta parte

Dopo diversi mesi, proseguo con la pubblicazione del racconto a puntate.
Qui, se volete, gli altri capitoli:

PARTE 1, 2, 3, 4, 5



"Mettici più forza in quel braccio!" gli urlò Mr Dunham.
Edwin alzò lo sguardo e guardò il suo allenatore.
"Cosa sono quegli occhi lucidi?" urlò nuovamente furioso "Non voglio vedere lacrime, io voglio che i tuoi occhi sprizzino rabbia; d'accordo Edwin Crichlow?!"
"Sissignore!" rispose il ragazzo
"Bene e allora fammi vedere un lancio decente o ti sbatto fuori squadra."
Richard Stanley Dunham era l'allenatore della locale squadra giovanile da circa quattro anni e anche se non avena vinto ancora nulla era molto rispettato e temuto. Sebbene avesse quasi sessant'anni aveva una forze ed energie da vendere, così come aveva un fisico da atleta professionista.
Quando i suoi giocatori non eseguivano i suoi ordini li riprendeva con tanto di quel fervore che spesso, alcuni di questi, scoppiavano in lacrime e allora lui urlava ancora più forte. Più tardi però, prima della fine dell'allenamento, prendeva questi ragazzini in disparte, li rincuorava dando loro qualche consiglio per superare glie errori e regalandogli una bottiglia di Coca-Cola o qualche merendina.
Si parlò a lungo di quella volta che, dopo un'umiliante sconfitta, richiamò in campo i ragazzini quando questi erano già sotto la doccia e li costrinse a fare diversi giri del campo completamente nudi, mentre dagli spalti si levavano grida sarcastiche miste alle rimostranze dei genitori.
Ed si ricordò di tutto questo mentre si preparava a lanciare; sapeva che il suo allenatore era una persona eccezionale e di gran cuore, in particolare fuori dal campo, ma pretendeva sempre il massimo impegno dai suoi ragazzi, sia in allenamento che durante la partita e soprattutto non amava essere contrariato e lui non aveva certo intenzione di farlo.
Si concentrò dunque sul tiro e dopo un attimo scagliò la palla che arrivò con forza dritta nel guantone del ricevitore.
"Ottimo lancio!" urlò l'uomo
Quando però Edwin si girò sorridente verso l'allenatore, questi stava già strigliando qualcun altro.
Alla fine dell'allenamento Mr Dunham entrò nello spogliatoio guardandosi attorno con sguardo severo. Tutti i ragazzi ammutolirono temendo una nuova sgridata generale, invece lui lentamente si avvicinò a Ed, gli prese la mano e vi appoggiò sopra una vecchia palla.
"Hai un gran bel tiro, ragazzo. Continua così e forse quest'anno avremo qualche speranza di arrivare alle finali"
Dopodiché gli sorrise, scompigliandogli i capelli e se ne andò.
Dopo qualche istante di stupore, nello spogliatoio ricominciò la confusione che c'è in tutti gli spogliatoi del mondo, specialmente quando ci sono di mezzo ragazzini. Qualcuno si complimentò con Ed, mentre altri lo guardarono con un pizzico di invidia.
Lui osservò la palla che gli era stata appena regalata. C'era una firma:
JOE Di MAGGIO
Improvvisamente sentì che le gambe non lo reggevano più, la testa cominciò a girare e in un attimo tutto fu buio.

venerdì 12 ottobre 2018

Le dimore della paura - Prima parte

Spesso. in film horror/thriller, più che i protagonisti stessi, assurge a ruolo di vero protagonista l'edificio nel quale la pellicola è ambientata; che sia una villa infestata , un hotel maledetto o una casa abitata da feroci assassini, il cinema ama spaventarci destabilizzando le nostre sicurezze, andando a toglierci la sicurezza dei luoghi che più di ogni altro dovrebbero essere sicuri, basti pensare a tutta la serie apocrifa de "La casa"
I titoli che vale la pena ricordare sono però così tanti che dividerò questa lista in due o più parti e sicuramente dimenticherò comunque qualche titolo.
Ma ora, chiudiamo porte e finestre, non apriamo a nessuno, mettiamoci comodi sul divano e aspettiamo che arrivi mattina per poter uscire sani e salvi.

LA CASA: La vicenda è nota: Ash, Scott, Cheryl, Linda e Shelly si recano in uno chalet di montagna; qui un po' alla volta cominciano a verificarsi episodi sempre più inquietanti, fino a quando la casa si popolerà di pericolosi demoni. Non si poteva partire che con questo film; film a bassissimo budget che è divenuto uno dei più grandi cult horror di tutti i tempi. Sam Raimi e i suoi amici, con un gruzzolo di dollari, costruiscono un film realmente spaventoso, che inquieta e disgusta, tale è la quantità di sangue e budella che scorre.



 CHI E' SEPOLTO IN QUELLA CASA?: Uno scrittore divorziato e a cui è da poco scomparso il figli, si trasferisce nella casa di una sua vecchia zia per scrivere un libro sulla sua esperienza in Vietnam. Presto spaventose allucinazioni e terribili incubi cominciano a tormentare l'uomo che dovrà cercare le risposte nel suo passato. Diretta con mestiere da Steve Miner (Venerdì 13 parte II e III, Soul Man, Day of the Dead...) il film è un buon horror con una punta di ironia. 
Va inoltre ricordato che il titolo originale di questo film è "House", cosa che ha messo in crisi i titolisti italiani, dato che il titolo "La casa" era già stato usato per i film di Raimi che hanno dovuto inventarsi qualcosa di nuovo. Infine ricordiamo che il protagonista è impersonato da William Katt, noto al grande pubblico per i suoi ruoli in "Un mercoledì da leoni" e "Carrie - Lo sguardo di Satana" oltre che essere stato il protagonista di "Ralph Supermaxieroe"



PSYCO: Marion Crane ruba quarantamila dollari alla ditta per cui lavoro e poi abbandona la città. Costretta a fermarsi lungo la strada, troverà riparo al Bates Motel, gestito dal proprietario Norman, un giovane timido, succube di una madre autoritaria. La ragazza verrà uccisa nella doccia e il giorno dopo la sorella e il fidanzato si metteranno sulle sue tracce. Film che dire noto è riduttivo; qui abbiamo addirittura due edifici spaventosi: il motel, deserto e arredato con numerosi uccelli impagliati, teatro del primo omicidio, e la casa che lo sovrasta, misteriosa e inquietante che nasconde oscuri segreti. Niente di sovrannaturale dunque, ma solo edifici che celano la follia umana.

 



LA CHIESA: Una cattedrale gotica è costruita sul terreno dove, nel medioevo, è avvenuta una terribile carneficina per mano di alcuni cavalieri teutonici. Ai giorni nostri si stanno eseguendo alcuni lavori di restaurazione all'interno della chiesa, ma non tutto va per il verso giusto e alcuni demoni, liberati per errore, si impossesseranno di diverse persone, causando morte e distruzione nell'edificio.
Michele Soavi, prima di dedicarsi a discutibili fiction, dirigeva un pregevole horror su una sceneggiatura di Dario Argento, in una delle ultime buone cose scritte dal regista romano. Questa volta a essere posseduta è addirittura una chiesa, che dovrebbe essere un luogo sacro e dunque impermeabile alle forze del male, purtroppo le cose non sono così semplici.




THE OTHERS: Grace e i suoi figli vivono in una casa isolata, su un'isola a largo delle coste inglesi. I bambini sono allergici alla luce, dunque non possono mai uscire di casa e la madre ha messo delle regole ferree per i domestici che la aiutano nella gestione della casa. Fatti inquietanti però cominciano a turbare la vita nella casa, tanto che i bambini prima e Grace poi, penseranno che questa sia infestata dai fantasmi. La realtà sarà ben diversa.
Ottimo horror, che combina saggiamente le atmosfere dei classici film sulle case infestate, con qualche jump scare, ben utilizzato e un finale a sorpresa che colpisce lo spettatore. Come detto qui abbiamo a che fare con la più classica delle case infestate, anche se il finale ribalterà le prospettive degli spettatori.




SHINING: Jack Torrance, scrittore in crisi, accetta di lavorare come custode invernale nell'inquietante Overlook Hotel, con la speranza di trovare la giusta concentrazione per il suo nuovo romanzo. Con lui ci sono la moglie e il figlio Danny, dotato di poteri paranormali. Ben presto, le inquietanti presenze che infestano l'albergo, teatro di numerose stragi, si impossesseranno della mente di Jack che tenterà di uccidere la sua famiglia.  Capolavoro del cinema horror di ogni tempo, firmato dal Stanley Kubrick, tratto da un buon romanzo di Stephen King.
In questo film, a essere infestato e un hotel, che dovrebbe assicurare solamente momenti di svago e relax e che invece si rivela essere un luogo di morte.




POLTERGEIST - DEMONIACHE PRESENZE:
"Sono arrivati" dice Carole Ann ai suoi genitori, quando la sorprendono a parlare con la tv in piena notte. all'inizio i due pensano ad un normale gioco da bambini, ma poi strani fenomeni cominciano a manifestarsi nella loro casa. Nonostante ciò, la famiglia non pare troppo turbata, almeno fino a quando la bambina scompare nel nulla, inghiottita dalla casa stessa, attraverso la televisione. Si scoprirà che la casa è costruita sopra un antico cimitero e solo l'intervento di una medium risolverà le cose. Film firmato dalla coppia Hooper-Spielberg, con diversi momenti spaventosi e un tocco di cinema fantastico.
In questo film non ci sono possessioni di persone, infatti è solo la casa a essere posseduta e ad agire come se fosse una cosa viva. Il risultato comunque non cambia e la paura e assicurata.



BALLATA MACABRA: La famiglia Rolf affitta ad un prezzo ridicolo, un'antica casa vittoriana, dove poter passare le vacanze; unica condizione posta dai proprietari è di occuparsi della loro anziana madre che vive nell'attico. In realtà la casa nasconde un orribile segreto che non lascerà scampo alla povera famiglia.
Film che non mi stancherò mai di lodare e che ritengo fin troppo sottovalutato. Diretto ottimamente da Dan Curtis il film spaventa e inquieta senza l'uso di jump-scare o di dettagli macabri, ma solamente grazie ad un sapiente uso delle atmosfere.
Qui abbiamo ancora un differente tipo di edificio spaventoso, infatti non ci sono presenze, fantasmi o demoni, ma è proprio la casa in sé a essere malefica e a usare le persone per i suoi scopi.


Bene, il primo tour delle dimore del male termina qui, ma non preoccupatevi, presto vi porterò in giro per un nuovo tour, nel frattempo tornate a casa vostra, se ancora pensate sia una buona idea...

mercoledì 26 settembre 2018

La creatura nel buio - Quinta parte

L'ultima volta che ho pubblicato parte del racconto a puntate che sto riproponendo, riveduto e corretto, qui sul blog era aprile, perciò direi che è venuto il momento di proseguire.
Qui di seguito i link ai capitoli precedenti:


PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
TERZA PARTE
QUARTA PARTE




Si precipitarono entrambi in camera di Rupert e quello che videro fece gelare loro il sangue.
Rupert si dibatteva nel suo letto, come se colta da un attacco epilettico e urlava in preda al panico e al dolore. Il pigiama del bambino era lacerato in più punti e la sua pelle mostrava lunghi graffi.
"Che cos'ha?" chiese Shirley con voce tremante
"Non ne ho idea" mentì Edwin
All'improvviso il corpo di Rupert fu sollevato a mezz'aria da una forza invisibile dove continuò ad agitarsi e dimenarsi.
"Aiuto mamma, aiuto!"
Shirley si gettò incontro al figlio prima che Ed riuscisse a bloccarla.
"No!" gridò lui
Fu tutto inutile, lei nemmeno lo sentì. Tentò di afferrare Rupert per un braccio, ma la stessa forza invisibile che teneva prigioniero il bambino, la scaraventò a terra con forza.
Shirley si guardò attorno più stupita che spaventata, non capendo cosa fosse accaduto.
Fu allora che la creatura emerse dall'oscurità, mostrandosi in tutto il suo orrore, mentre con un artiglio teneva sollevato il piccolo Rupert pericolosamente vicino alle sue fauci.
L'apparizione di quel mostro sbloccò Edwin che fino a quel momento, in realtà non più di qualche secondo, era rimasto paralizzato dalla paura.
Non aveva mai visto niente di così orribile: la creatura era piuttosto alta con la testa grossa e allungata da cui spuntavano due piccole corna; gli occhi gelatinosi erano di un giallo spento, mentre la bocca rugosa era spalancata mostrando una lunga fila di denti affilati come rasoi e una grossa lingua squamosa che pendeva da un lato della bocca.
Mentre l'essere era distratto dall'attacco di Shirley. lui tentò di sorprenderlo afferrandolo per il collo da dietro. Inizialmente sorpresa, la creatura cominciò dibattersi, sibilando per la rabbia.
Con l'artiglio libero riuscì ad acciuffare Edwin per i capelli e a scagliarlo contro la porta socchiusa della camera.
Ed trattenne un mugugno di dolore, ma per lo meno, il suo tentativo di liberare il figlio, non rimase privo di frutti. Infatti, cercando di liberarsi del suo avversario, la creatura aveva perso la presa sul bambino che cadde svenuto sul suo lettino.
Il mostro si girò verso Edwin guardandolo con rabbia o almeno è quello che lui pensò di leggere in quegli occhi vacui.
"Vieni qua bastardo!" urlò Edwin scagliandogli addosso una sedia "E' me che vuoi...io ho un conto in sospeso con te, lascia stare mio figlio."
La creatura grugnò e nonostante la sua mole, si mosse con sorprendente rapidità verso l'uomo che lo aveva sfidato.
Shirley approfittò di quel momento per soccorre suo figlio; lo prese in braccio e se lo portò al petto, rannicchiandosi in un angolo del letto.
Vedendo il mostro avvicinarsi, Ed si tuffò dietro alla scrivania dove Rupert si sedeva qualche volta a disegnare, ma i suoi movimenti furono troppo lenti, infatti la creatura riuscì ad afferrarlo per un braccio affondandogli le unghie nella spalla.
Ed urlò di dolore e il mondo attorno a lui cominciò a farsi torbido fino a quando divenne tutto buio.

giovedì 12 aprile 2018

La creatura nel buio - Quarta parte

Dopo una lunga pausa, ecco la quarta parte del racconto che sto scrivendo a puntate. Qui di seguito i link per leggere la storia dall'inizio:

PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
TERZA PARTE

Ed si risvegliò nel momento in cui gli extraterrestri iniziavano il loro attacco alla Terra.
Un sogno, o meglio, il sogno di un ricordo, quel ricordo che lo aveva svegliato nel cuore della notte.
Spense il televisore e gettò il telecomando sulla poltrona.
Ora ricordava tutto; per molto tempo era riuscito a dimenticare quella terribile notte, che per tutta la sua infanzia gli aveva causato incubi spaventosi, ma poi con il passare del tempo questi erano svaniti, senza quasi lasciare traccia. Almeno apparentemente.
E se invece fosse stato veramente tutto solo un sogno? Un bruttissimo sogno partorito dalla fantasia di un bambino di sette anni, troppo scosso per poter credere alla realtà di un maniaco omicida, che preferì trasformarlo in un mostro, nel babau delle fiabe?
No, lo sapeva adesso, come lo sapeva allora; a uccidere i suoi genitori e a rapire suo fratello, non era stato un pazzo, ma un mostro reale, un essere orribile che viveva dentro all'armadio.
"Perché?" chiese Ed alla stanza buia "perché mi sono ricordato tutto oggi, dopo così tanto tempo?"
La risposta gli arrivò fulminea, trapassandogli il cervello come una pallottola e trasformandogli la schiena in un ghiacciolo.
"E' TORNATO!"
Un nuovo fulmine fece nuovamente saltare la corrente.
Edwin si alzò di scatto, perdendo l'asciugamano che aveva annodato in vita e corse rapidamente in camera sua.
Si fermò sulla porta, da lì sua moglie era poco più di un'ombra, ma il lento movimento del lenzuolo, dovuto al respiro di Shirely, lo tranquillizzò.
Si sedette sul letto e lei si girò verso di lui.
"Ciao" gli disse sottovoce
"Scusa, ti ho svegliata"
"No, non ti preoccupare ero già praticamente sveglia, ma..." si bloccò per un momento "come mai sei nudo?"
Si guardò stupito anche lui.
"Devo aver perso l'asciugamano" rispose "Non riuscivo a dormire, così ho fatto una doccia e poi ho guardato un po' di tele"
"Dai, vieni a letto" disse lei passandogli i pantaloni del pigiama
Improvvisamente, il silenzio della notte fu rotto dall'urlo più agghiacciante che i due avessero mai sentito.




martedì 30 gennaio 2018

La creatura nel buio - Terza parte

Continua con la terza parte il racconto che ho iniziato QUI e proseguito QUI:

Ed si svegliò nel cuore della notte in preda all'agitazione; il suo corpo era madido di sudore, il suo respiro affannose e il battito del cuore era accelerato.
Si voltò a guardare sua moglie che dormiva tranquillamente, la coprì con il lenzuolo, poi si alzo e andò nella camera di Rupert.
Anche suo figlio dormiva pacificamente e dopo avergli accarezzato i capelli andò in bagno.
Aprì il rubinetto dell'acqua calda e si infilò sotto la doccia.
Rimase sotto l'acqua corrente per più di mezz'ora, con lo sguardo perso nel vuoto e cercando di ricordare l'incubo che lo aveva svegliato, ma più si sforzava di ricordare, meno riusciva a darsi una risposta. Eppure qualcosa gli diceva che fosse un ricordo del passato, probabilmente rimosso e che anche le paure del suo bambino ne facessero, in qualche modo, parte.
Uscì dalla doccia annodandosi un asciugamano attorno alla vita, passò una mano sullo specchio reso opaco dal vapore e fissò a lungo la sua immagine riflessa, poi andò in salotto, passando prima dal frigo dove prese una birra fredda.
La corrente era già tornata da qualche tempo, per cui, dopo essersi seduto in poltrona, accese la televisione, sperando di trovare qualcosa di abbastanza noioso che lo facesse crollare dal sonno.
Dopo aver fatto un po' di zapping, Edwin optò per un vecchio film di fantascienza in bianco e nero.
Nel film, il presidente degli Stati Uniti avvertiva la nazione che alcuni dischi volanti erano atterrati in diversi punti della Terra, ma che per ora non si conoscevano le intenzioni degli alieni, per cui per ora ci si sarebbe limitati ad un'azione di controllo. Ed sorrise mentre pensava che quell'attore gli ricordava molto suo zio Dan, poi tutto si fece buio.




"Papà?!"
Nessuna risposta
"Papà!"
Ancora silenzio.
"Mamma, papà, dove siete?"
Un lampo illuminò la cameretta di Ed, che chiamò ancora aiuto, ma le sue grida si persero nel fragore di un tuono.
Ora nella casa si sentiva anche il pianto disperato di un neonato.
Scese dal letto e andò nella camera dei suoi genitori. I piedi nudi lasciavano sul pavimento freddo delle impronte di sudore.
"Papà!?" chiamò un'altra volta Edwin e ancora una volta nessuno gli rispose.
Gli unici rumori che sentiva erano lo scrosciare della pioggia e il fratellino che piangeva.
Quando entrò in camera provò ad accendere la luce, ma la stanza rimase buia.
Ed cercò di avvicinarsi alla culla di suo fratello, quando inciampò in qualcosa e finì a terra battendo la testa contro l'armadio.
Ora il ragazzino era, se possibile, ancora più spaventato; aveva voglia di piangere, ma si fece coraggio e tentò di rialzarsi, ma il piede scivolò ancora una volta, facendolo finire nuovamente col sedere sul pavimento. Questa volta sentì qualcosa di umido e appiccicaticcio bagnargli le natiche e la mano che aveva usato per rimettersi in piedi, ma prima che potesse chiedersi cosa fosse, un lampo illuminò la stanza e se fino a quel momento aveva avuto paura, quello che vide in quell'istante quasi lo fece impazzire.
Ed aprì e chiuse  più volte la bocca, come se tentasse di chiedere aiuto, ma non un riuscì a emettere alcun suono.
La scena gli si presentò solo per pochi secondi, ma era talmente nitida e terribile che lo travolse con la forza di uno tsunami. La "cosa" sulla quale era inciampato era il corpo di suo padre, in parte riverso dentro all'armadio e completamente ricoperto di sangue.  Sangue che ricopriva tutta la camera; le pareti, il soffitto, il lampadario e il letto dove giaceva sua madre con il petto squarciato.
Urlò.
Finalmente il grido che gli era rimasto strozzato in gola uscì con tutta la forza dei suoi piccoli polmoni. Si gettò in lacrime sul corpo di sua madre, chiamandola per nome e sporcandosi il pigiama con il suo sangue.
Improvvisamente Edwin, si ricordò del suo fratellino, il cui pianto lo aveva attirato fino a lì e si girò per cercarlo con lo sguardo.
Ancora una volta, quella notte, il suo cervello dovette fare i conti con qualcosa di spaventoso.
Jack, suo fratello di pochi mesi, stava fluttuando a mezz'aria, volando dentro all'armadio, ma lui aveva l'impressione che in realtà venisse trascinato dentro da una mano invisibile.
Quell'ultima scioccante immagine gli fece perdere i sensi, proprio nel momento in cui la porta d'ingresso veniva sfondata dai vicini allarmati dalle urla. L'ultima cosa che riuscì a vedere prima che tutto diventasse confuso, fu la mano del mostro che per un istante, da invisibile si materializzò per poi sparire all'interno dell'armadio.

mercoledì 6 dicembre 2017

La creatura nel buio - Seconda parte

QUI trovate la prima parte

Passarono il resto della serata giocando tutti e tre assieme, ma per qualche "magico" motivo, il vincitore era sempre Rupert.
Mentre la piccola pendola da tavola, appartenuta alla madre di Shirley, suonò le nove, il bambino faticava a tenere gli occhi aperti e la testa gli oscillava continuamente in avanti, rischiando di picchiarla sul tavolo.
"E' ora di andare a letto" sentenziò lei
A quelle parole Rupert spalancò gli occhi e cominciò a urlare:
"No mamma, ho paura, per favore...ancora un po'..."
Shirley ripensò a suo figlio che spariva nel buio della sua camerette per recuperare il gioco in scatola, ma decise di non dire nulla a tal proposito. Invece lo prese tra le braccia e gli disse:
"Non vedi che stai crollando dal sonno? I bambini della tua età hanno bisogno di molte ore di sonno"
"No, non voglio!" continuò a Rupert scoppiando in un pianto isterico "c'è il mostro dell'armadio...".
"Non c'è nessun mostro..." replicò Shriley
"Va bene, puoi stare alzato ancora dieci minuti" la interruppe Ed
Lei gli lanciò un'occhiataccia; non le piaceva dover far la parte della mamma cattiva e quando Edwin la contrariava così sentiva minata la sua autorità, non che ciò capitasse spesso, anzi, ma la cosa comunque non le andava giù.
Qualcosa nello sguardo di suo marito però la sorprese, tanto da dimenticare subito quella piccola onta; Ed sembrava spaventato.
Lui parve accorgersene e le si avvicinò sussurrandole qualcosa all'orecchio.
Il broncio di Shirley si trasformò in un sorriso; poi sorrise anche lui.

Mezz'ora dopo il bambino non era ancora andato a letto, tuttavia la stanchezza aveva avuto la meglio su di lui e si era addormentato sul divano, incurante dei tuoni che facevano tremare i vetri delle finestre. Edwin lo prese delicatamente in braccio e guardando la moglie le disse:
"Arrivo subito, aspettami di là".  Poi portò il figlio nella sua cameretta, lo spogliò, gli mise il pigiama e lo infilò sotto le coperte.
Dopo averlo baciato sulla fronte se ne andò, ma si bloccò sull'uscio. Si guardò indietro e vide che alcune ante dell'armadio erano aperte, tornò sui suoi passi e le chiuse, poi andò da sua moglie.


Si sedettero sul letto e cominciarono entrambi a spogliarsi vicendevolmente; lui le tolse la camicetta, scoprendole i bianchi seni che accarezzò con dolcezza e baciò con passione mordicchiandole i rosei capezzoli. Lei gli sfilò la t-shirt e gli passò le mani sul petto liscio e ben definito, passando per i fianchi e arrivando al ventre piatto, qui lei gli passò la lingua attorno all'ombelico, mentre gli sbottonava i jeans, quindi gli afferrò il membro assaporandolo prima con le labbra e poi la lingua e il palato. Edwin lasciò che lei continuasse ancora un po'. poi con forza la scaraventò supina sul letto, con un solo colpo le tolse pantaloncini e slip e ricambiò l'appagamento appena ricevuto.
Continuarono a far l'amore per molto tempo, mentre il temporale, che non accennava a smettere, copriva i loro gemiti di piacere.

martedì 31 ottobre 2017

Buon Halloween nei secoli dei secoli

Due anni fa, quando il blog aveva ancora un passo incerto, suggerivo qui alcuni film ambientati la notte di Halloween. Quest'anno ho deciso di fare una cosa diversa: dato che questa è la notte dedicata a mostri, streghe, fantasmi e tutto quanto fa horror, farò un breve excursus sul cinema dell'orrore, scegliendo un film per (quasi) ogni decennio, dall'alba del cinematografo fino ai giorni nostri. Buona lettura:

Le manoir du diable - Georges Méliès (1896): In questo cortometraggio vediamo un pipistrello entrare in un castello e poi trasformarsi in Mefisto. Quindi costui, dopo aver preparato un calderone, forgerà scheletri e fantasmi. Dopodiché arriva un cavaliere che dovrà affrontare gli spettri evocati dal diavolo e infine il diavolo stesso. Capolavoro di Méliès, uno dei capostipiti del cinema in generale e di quello fantastico nello specifico, "Le manoir du diable" può essere considerato senza dubbio, il primo film horror della storia del cinema



Il carretto fanstama Victor Sjöström (1921): David Holm è un ubriacone senza tetto che in passato si è macchiato di diversi peccati. La notte di San Silvestro, dopo aver rifiutato di far visita ad una donna di buon cuore, ora sul letto di morte, che più volte aveva tentato di aiutarlo, rimane coinvolto in una rissa che sembra averlo ucciso. Ecco che arriva, dunque, il carretto fantasma, trainato da un'anima sofferente per conto della Morte e di cui David dovrebbe prendere il posto, ma il sincero pentimento dell'uomo gli consentirà di avere una seconda possibilità e di redimersi dai suoi peccati.
Capolavoro del cinema svedese, forse più fantastico che horror vero e proprio, viene ricordato sia per la complessità narrativa, sia per l'eccezionale uso delle immagini unito ad effetti speciali, più che notevoli per l'epoca. Va segnalata una particolare sequenza che ha ispirato Stanley Kubrick per una scena molto simile inserita in "Shining"




Dracula - Tod Browning (1931): La storia è quella celebre, tratta dall'omonimo romanzo di Bram Stoker, del conte Dracula che venuto a Londra per acquistare un'antica abbazia, dopo aver soggiogato l'agente immobiliare che deve vendergli l'immobile, si innamora della bella Mina. Sarà grazie all'intervento del fidanzato della ragazza, Jonathan Harker e dell'eminente professor Val Helsing, che la donna si salverà dalle grinfie del principe vampiro e che questi perirà ucciso con un paletto di legno. Browning dirige una delle più celebri versioni di Dracula, anche se non proprio fedeli, dato che il testo di base è quello dell'adattamento teatrale del libro di Stoker. Il film lanciò la carriera di Bela Lugosi che si specializzò in pellicole horror, non sempre con successo.




Il bacio della pantera - Jacques Tourneur (1942): Irene e Oliver si conoscono allo zoo, davanti alla gabbia della pantera nera. Lei è disegnatrice di moda, lui architetto navale e ben presto tra i due nasce una forte simpatia e quindi l'amore. Dopo un po' la coppia decide di sposarsi, ma Irene continua a non voler baciare il marito poiché, secondo una leggenda del suo paese d'origine, le donne che vengono travolte da forte passione, si trasformano in pantere. Capolavoro assoluto del cinema thriller/horror, che ha fatto della suggestione la sua arma vincente; infatti le scene più paurose non sono mai mostrate direttamente, ma solo suggerite dall'uso delle luci e delle ombre e dagli effetti sonori. Inoltre, quasi sicuramente, è stato proprio con questo film che è nata la tecnica di far salire la tensione al massimo, per poi smorzarla con un nulla di fatto, lasciando lo spettatore interdetto.




L'invasione degli ultracorpi - Don Siegel (1956): In un lungo flashback, il dottor Bennell, racconta ad un collega che la sua cittadina è stata invasa da enormi bacelloni di provenienza aliena, bacelloni che servono per creare copie esatte degli esseri umani, ma del tutto privi di sentimenti, e di prenderne il posto. Qui, probabilmente, siamo più dalle parti del cinema di fantascienza, ma l'idea di un mondo invaso da copie di essere umani, completamente prive di sentimenti ed emozioni è talmente terrorizzante che il film sta bene anche tra i film horror.
Del film sono state fatte letture sia anticomuniste, sia antimaccartiste, ma nessuna di queste è stata mai confermata dagli autori, che invece dicevano di aver voluto attaccare un'apatica concezione della vita.





Rosemary's baby - Roman Polanski (1968): Una giovane coppia, Guy e Rosemary, sono in cerca di un appartamento dove vivere. Lo trovano in un vecchio edificio abitato per lo più da gente anziana e qui fanno conoscenza dei simpatici, ma forse un po' troppo invadenti, vicini. Dopo qualche mese Rosemary rimane incinta, ma comincia a soffrire di dolori vari e oltre ad avere incubi e allucinazioni. Al momento del parto le viene detto che il bambino, a causa di una malattia, non è riuscito a sopravvivere, ma lei non ci crede. Infatti, qualche giorno dopo, la donna scopre che con l'aiuto dei vicini, il marito ha ceduto il figlio a Satana, in cambio del successo lavorativo.
Horror claustrofobico, che funziona accumulando tensione scena dopo scena e donando un senso d'angoscia generale a tutto il film.



Suspiria - Dario Argento (1977): Susy arriva a Friburgo per iscriversi ad una prestigiosa scuola di danza, ma ben presto strani e paurosi avvenimenti cominciano ad avvenire all'interno della scuola. Dopo la morte di alcune ragazze, Susy scopre che l'edificio è costruito sopra una delle porte dell'inferno e che la direttrice è una potente strega. Primo capitolo della trilogia delle tre madri è sicuramente uno dei migliori film di Dario Argento, nonché uno dei più sanguinolenti e spaventosi.
Come sempre la colonna sonora è firmata da I Goblin




Un lupo mannaro americano a Londra - John Landis (1981): Jack e David sono due amici in viaggio per l'Europa e durante il loro passaggio per la campagna inglese vengono attaccati da un essere misterioso che uccide Jack e ferisce seriamente David. Una volta ripresosi, in un ospedale londinese, David comincia ad avere orrendi incubi e afferma di vedere l'amico Jack sotto forma di spettro-zombie. Jack avverte David che è stato contagiato dal morbo dell'uomo lupo e che se non si suiciderà. prima o poi avrebbe portato morte e dolore.
Il 1981 è stato un anno particolarmente fortunato per l'uomo lupo, infatti assieme alla pellicola di John Landis esce "L'ululato" di Joe Dante
Con questa pellicola, John Landis, dimostra come si può girare un horror, senza dover rinunciare ai toni da commedia e riuscendo a spaventare non poco (la scena nella metropolitana  è terrorizzante). La trasformazione a vista resterà per sempre nella storia del cinema più di tanti moderni effetti speciali in CG e valsero a Rick Baker l'oscar per il miglior trucco.



Il seme della follia - John Carpenter (1994): John Trent è un investigatore privato che è stato assunto per scoprire che fine abbia fatto Sutter Cane, celebre scrittore di romanzi horror e scomporso poco prima della pubblicazione del suo nuovo libro. Trent suppone che sia tutta un'operazione commerciale, ma accetta comunque di cercare lo scrittore, che sembra essersi nascosto ad Hobb's End, cittadina che si pensava appartenere solamente all'immaginario narrativo dello scrittore. Purtroppo le cose andranno sempre peggio.
Non c'è Halloween senza Carpenter ed ecco dunque quello che è per me, uno dei suoi lavori migliori, se non il migliore in assoluto. In questa pellicola, il regista de "La Cosa", mescola la mitologia Lovecraftiana, infatti ambientazioni e personaggi sembrano direttamente ispirati dalle opere del Solitario di Providence, ad alcuni aspetti della biografia Kinghiana, Hobb's End ricorda molto sia Derry che Castlerock e lo stesso Sutter Cane ha molti aspetti che lo avvicinano alla figura di Stephen King.




Martyrs - Pascal Laugier (2008): Ad un anno dalla sua scomparsa, Lucie viene trovata seminuda e in stato catatonico lungo una strada. Portata in ospedale, la ragazzina non sa rispondere alle domande della polizia, e nemmeno l'aiuto dell'amica Anne riuscirà a sbloccarla. Quindici anni più tardi Lucie fa irruzione in una villetta e uccide l'intera famiglia (padre, madre e due figli), dopo di che chiamerà Anne per annunciarle che ha trovato i suoi torturatori...E questo è solo l'inizio di un  lungo viaggio verso l'inferno.
In questo film non ci sono mostri, né fantasmi o spettri, ma solo la follia umana, quella che porta a far del male ai propri simili per scopi personali, spesso discutibili. "Martyrs" è un film duro, che colpisce allo stomaco e fa male, anche perché a differenze di altri film simili non usa trucchi o artifici, né si trova una qualche forma di ironia. E' solo dolore puro.



Sinister - Scott Derrickson (2012): Ellison è uno scrittore specializzato in libri che raccontano storie reali di case che sono state scene di efferati crimini. Per il suo nuovo lavoro, si trasferisce assieme alla moglie e ai figli, che però sono all'oscuro delle vere ragioni di questo nuovo trasloco, in una casa i cui precedenti proprietari sono stati orrendamente massacrati. Durante le sue ricerche trova alcuni filmini amatoriali in cui scopre che dietro a quegli orribili delitti c'è un'entità malefica.
Sinister non è certo il miglior horror degli ultimi anni, ma è comunque ben realizzato e regala momenti di vera paura, a volte usando i classici trucchi come rumori improvvisi, altre volte riuscendo a creare vera suspense. Insomma un film imperfetto, ma che funziona egregiamente.