venerdì 23 febbraio 2018

Riflessi sulla pelle (1990)

Piccolo film, poco conosciuto, ma che racconta tante cose e lo fa molto bene.E' un film sulla perdita dell'innocenza, sull'abbandono dell'infanzia, sui mali del mondo e sulle paure dell'uomo. Pur svolgendosi praticamente tutto, sotto la luce accecante del sole nella campagna canadese, il film, per le tematiche che tocca, risulta inquietante e disturbante (non a caso questa pellicola viene associata ad alcuni lavori di David Lynch).



Il periodo è quello della seconda guerra mondiale e all'inizio vediamo Seth giocare con gli amici, tirando un brutto scherzo alla vedova del villaggio, facendole esplodere in pieno viso una grossa rana (il ragazzino e i suoi amici sono affascinati dai riflessi sulla squamosa pelle del grosso anfibio), a cui aveva gonfiato l'intestino.



Interessante è la combinazione del nome del ragazzino: Seth è legato alla mitologia egiziana come divinità dei morti, ma anche dio della guerra e della forza bruta, tutte tematiche che si ritrovano anche nel film. Dove (il cognome del bambino), in inglesi significa colomba, nell'iconografia cristiana, legata alla innocenza e alla purezza. Questi due aspetti, rispecchiano effettivamente la personalità del piccolo protagonista, che assiste all'evolversi degli eventi nella sua vita, con fredda indifferenza, come se tutto ciò per lui fosse "normale".



L'ingenuità di Seth, emerge quando, in seguito ai racconti del padre, crede di identificare nella vedova, un vampiro; così quando il fratello più grande, tornato dalla guerra e probabilmente, dalle isole dove si tenevano esperimenti nucleari (e qui c'è un altro riferimento al titolo, cioè i riflessi che le radiazioni hanno sui corpi dei bambini giapponesi) si innamora della donna, lui farà di tutto per tenerlo distante da lei. In realtà i segni che il bambino vede manifestarsi nel fratello (perdita dei capelli, gengive sanguinanti, dimagrimento...) e che lui crede essere dovuti ai morsi della vampira, altro non sono che le reazioni alle esposizioni nucleari.



Tutto ciò, mentre per il piccolo paese si aggira, all'interno di una grossa macchina nera (evidente simbolo del male) un gruppo di pedofili assassini. Ma quando verrà ritrovato il corpo di uno degli amichetti di Seth, lo sceriffo accuserà il padre del bambino, che tempo prima era stato sorpreso mentre aveva una relazione con un diciassettenne. In realtà l'uomo è omosessuale e si è sposato solo per far tacere le dicerie sul suo conto, ma questa nuova accusa ingiusta lo costringerà al suicidio, dandosi fuoco assieme alla pompo di benzina, e qui ancora una volta c'è un riferimento al titolo quando la vedova fa riferimento ai riflessi delle fiamme.



Un'altra chiave di lettura potrebbe essere invece quella della superficialità delle apparenze, dunque come i protagonisti si soffermino solo alla superficie delle cose, alla pelle per l'appunto: Seth crede che la vedova sia una vampira, la sceriffo accusa ingiustamente il padre del bambino, e suo fratello si sofferma sul fascino dei riflessi sui volti dei bambini giapponesi, causati dalla bomba...Alla fine però, l'unico a crescere, e a capire che le cose sono più profonde di quello che appaiono, è proprio Seth, che non troverà altra soluzione che urlare al cielo, la propria rabbia e la propria impotenza.

10 commenti:

  1. Non lo conosco questo film ma mi pare molto sfizioso, ha dentro parecchie idee e già solo dalle immagini che hai usato, anche momenti molto potenti, grazie per la dritta me lo cercherò ;-) Cheers

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    1. Attendo prima o poi una tua opinione in merito ;)

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  2. Bella recensione Marco. Non avevo mai sentito parlare di questo film e sono andato subito a leggermi la trama completa sulla Wiki :D (anche se la tua recensione era molto esaustiva).

    Film inquietante (si veda il tuo ultimo screenshot), ma soprattutto terribilmente pessimista.

    Il bene dov'è? :)

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    1. Bella domanda...magari vediti il film e poi mi dici che ne pensi...

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  3. Oddio dev'essere stupendo.
    Non lo avevo mai sentito nominare, ora penso proprio che lo vedrò! :o

    Moz-

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    1. Mi fa piacere...poi verrò a leggere la tua opinione...

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  4. Ma dove li peschi?
    Non lo conoscevo, mi sa che lo recupero appena posso.

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    1. Non ricordo dove l'ho pescato...ma l'importante è che l'abbia fatto, no? :)

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  5. L'ho visto tanti, tanti anni fa... e ti ringrazio per avermelo ricordato: un piccolo gioiello, che ricorda molto Lynch e Greenaway. All'epoca mi colpì parecchio, e mi ha fatto venire voglia di rivederlo!

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    1. Dici bene...film sicuramente inquietante...poi passerò a leggerti :)

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