Cari amici horrorofili anche quest'anno Notte Horror giunge al termine e come di consueto tocca al sottoscritto l'onere e l'onore a mettere la parola fine a questa bella iniziativa, ma che sicuramente sarà un arrivederci all'anno prossimo.
Prima però di parlare del film devo mettere le mani avanti per come uscirà quest'articolo: purtroppo il tempo che posso dedicare al blog e molto limitato e infatti, negli ultimi anni, l'unica cosa che riesco a scrivere è proprio il post per Notte Horror, inoltre quest'anno mi sono imputato di rispettare il più possibile le linee guida, che noi partecipanti progetto cioè: obbligatoriamente horror (Ça va sans dire), tassativamente tamarrata e preferibilmente degli anni 70, 80, o 90, in più mi sono imputato nel trovare un film di cui qui, nel corso degli anni non si fosse mai parlato e ciò non sarebbe stato un grosso problema, il difficile era trovare qualcosa di comunque "decente" da vedere e infatti dopo vari tentativi, sono caduto su questa cosa...ora siete avvisati e se volete siete ancora in tempo per tornare indietro.
Rawhead Rex è un film del 1986, firmato da Geoerge Pavlou, regista di poche altre opere come Underworld (niente a che vedere col celebre videogioco e dal film a esso ispirato) e Little Devils: The Birth.
Questa in breve la trama: un mostro pagano viene liberato da un contadino mentre cerca di rimuovere un'antica colonna dal suo campo. La furia della creatura si abbatterà sul villaggio irlandese proprio mentre lo scrittore Howard Hallenbeck si trova in vacanza lì con la sua famiglia, in cerca di miti e leggende per il suo prossimo libro.
La storia potrebbe essere anche sembrare interessante, anche se non particolarmente originale, ma ad attirare la mia attenzione e a farmi optare per la visione di questa pellicola è stato un piccolo nome accanto alle diciture "sceneggiatura" e "soggetto": quel piccolo nome corrisponde a quello di Clive Barker. Sì proprio il papà di Hellreiser e Cabal (giusto per citare due filmetti a caso).
Il film è infatti tratto da uno dei racconti di Barker contenuti nel terzo volume de "Books of Blood", ma a causa del basso budget e del materiale originale troppo crudo che ha richiesto drastiche epurazioni, lo stesso autore non ha potuto fare miracoli e la sceneggiatura finale è davvero poca roba.
Tuttavia il veri problemi del film stanno altrove, a partire da una regia mediocre che non sa valorizzare l'opera originale e creare qualcosa di terrificante, pur partendo dallo scarso materiale. Pavlou si prende troppo sul serio e non riesce a dare al film, quel tocco di balck humor, che appartiene all'opera originale e che avrebbe sicuramente fatto bene alla pellicola. Inoltre il regista si muove dietro alla macchina da presa in maniera dilettantistica, senza un guizzo interessante, ma con inquadrature e movimenti di camera spesso imbarazzanti e che non riescono a creare un minimo di tensione.
Come già detto, il basso budget ha contribuito all'insuccesso di quest'opera: il mostro con una maschera palesemente di plastica (e per nulla spaventosa) e che invece di mettere in mostra delle zampe da creatura millenaria indossa degli stivaletti moderni. Il fascio malefico rosso sembra essere uscito da una delle nostrane pellicole di serie C.
Le poche scene gore, sono molto poco gore e quindi non non suscitano ne raccapriccio ne spavento, ma semmai qualche triste risata.
Dimenticabili anche le prove attoriali.
Arriviamo dunque alle conclusioni: il film è del tutto da buttare? Mmm, forse no, ma non gli concederei più di una visione giusto per curiosità. E comunque, qualcosa di buona ne effettivamente venuto fuori: se non fosse stato per questo insuccesso, forse Barker non avrebbe deciso, l'anno seguente di fare tutto da solo e dirigere personalmente quel piccolo capolavoro che è Hellreiser,
Bene ora non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento all'anno prossimo, per la nuova edizione di Notte Horror e magari un po' prima, se il tempo mi sarà amico, su queste pagine.




